Pratoni del Vivaro: "Horse for Inclusion" abbatte le barriere e fa la storia dello sport integrato

FRV NEWS MAGAZINE • 24 maggio 2026

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Si chiude con grande successo la prima edizione di “Horse for Inclusion”, manifestazione equestre completamente integrata che ha visto scendere in campo, senza alcuna distinzione, cavalieri con e senza disabilità, impegnati nelle stesse prove e accomunati dalla stessa passione per il cavallo e lo sport.


Teatro d’eccezione dell’evento è stato il Centro Equestre Federale dei Pratoni del Vivaro (RM), cornice prestigiosa che ha contribuito a rendere ancora più significativa questa esperienza.

Una vera festa dell’inclusione, partecipata da famiglie, tecnici, atleti e visitatori, arricchita dalla presenza di importanti aziende italiane che hanno sostenuto il progetto allestendo laboratori integrati e gratuiti per grandi e piccini: Grande Impero, Ice Natura, Q Frozen, Gelimont, Vivai Morzilli.

Presente anche la Polizia di Stato con il reparto a cavallo, accolta con entusiasmo dal pubblico presente.


Ideatrice del format tecnico della manifestazione è stata Chiara Minelli, decana del settore, mentre la realizzazione logistica è stata curata da Nicoletta Romagnoli, Tecnico di III livello e Consigliera FISE Lazio: una collaborazione che ha permesso di trasformare un’idea ambiziosa in una realtà concreta e partecipata.



Presente all’evento anche il Direttore del Centro Equestre Federale, Deodato Cianfanelli, che ha accolto con favore la manifestazione sottolineandone il forte valore sportivo, educativo e sociale.

La prima edizione di “Horse for Inclusion” si chiude così lasciando un messaggio chiaro: lo sport può e deve essere un veicolo di inclusione ed uno spazio aperto a tutti.

 

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 maggio 2026
Massima allerta e contatti interrotti con la delegazione della "Flotilla" in Libia. Circa dieci attivisti del convoglio terrestre Land Convoy sono stati bloccati a un check-point a Sirte, in un’area sotto il controllo delle autorità del generale Khalifa Haftar. Tra le persone fermate si trovano due cittadini italiani, una donna piemontese e un uomo pugliese, per i quali si teme lo stato di arresto. Secondo quanto denunciato dalla portavoce dell'organizzazione, Maria Elena Delia, i volontari – che viaggiavano a bordo di un'autovettura e di un'ambulanza – erano stati invitati a fermarsi per negoziare i permessi necessari alla ripartenza del convoglio umanitario. Subito dopo l'inizio dei colloqui con le forze locali, le comunicazioni con il gruppo si sono interrotte bruscamente. L’Unità di Crisi della Farnesina ha immediatamente attivato i canali diplomatici e sta conducendo verifiche urgenti per accertare la situazione sul campo e garantire la tutela dei due connazionali coinvolti.
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Il rinvio della firma frena l'allentamento delle sanzioni petrolifere. Washington e Tel Aviv: lo smantellamento dei siti di arricchimento resta il presupposto non negoziabile per la chiusura della crisi  Niente firma sull’accordo tra Stati Uniti e Iran. Fonti dell’amministrazione statunitense, citate da Bloomberg, hanno escluso che la sigla del memorandum d’intesa sul nucleare possa arrivare nella giornata di oggi. Sulle tempistiche del dossier è intervenuto direttamente Donald Trump, confermando lo svolgimento dei colloqui ma precisando che la pressione economica e militare sulla Repubblica Islamica non verrà allentata prima di una ratifica definitiva. TRUMP SEGNALA COLLOQUI IN CORSO MA CONFERMA IL BLOCCO ECONOMICO Su Truth, il presidente statunitense ha tracciato lo stato dei contatti per la definizione del trattato mediorientale, prendendo le distanze dalle scelte della passata amministrazione democratica guidata da Barack Obama, il cui accordo del 2015 è stato liquidato come “un grave errore strategico che avrebbe agevolato la proliferazione atomica iraniana”. Trump ha qualificato l’attuale confronto con Teheran come “ordinato e costruttivo”, ma ha precisato di aver dato precise disposizioni ai propri emissari per non affrettare i tempi del negoziato. Il capo della Casa Bianca ha ribadito il divieto assoluto per l’Iran di sviluppare o procurarsi armi nucleari, confermando che il blocco navale ed economico rimarrà pienamente operativo ed efficace fino a quando non sarà raggiunto, certificato e firmato un accordo definitivo e privo di margini d’errore. L’INTERVENTO DI NETANYAHU E IL VETO SULL’URANIO ARRICCHITO Il post di Netanyahu In parallelo alle dichiarazioni della Casa Bianca, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha formalizzato la posizione di Tel Aviv attraverso una coordinata iniziativa di comunicazione pubblica. Netanyahu ha condiviso sul proprio profilo ufficiale X un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae insieme a Donald Trump accanto alle rispettive bandiere nazionali, corredata dalla didascalia perentoria secondo cui l’Iran non avrà mai un’arma nucleare. La pubblicazione segue un colloquio telefonico notturno in cui i due leader hanno blindato le condizioni minime per la chiusura della crisi. Netanyahu e Trump hanno concordato che qualsiasi intesa finale dovrà azzerare il pericolo atomico attraverso lo smantellamento totale dei siti di arricchimento iraniani e la rimozione coatta di tutto il materiale fissile dal territorio della Repubblica Islamica, procedendo parallelamente alla stesura del memorandum per la riapertura strategica dello Stretto di Hormuz. LE PROSPETTIVE REGIONALI E L’IPOTESI DI NORMALIZZAZIONE Trump ha rivolto un ringraziamento pubblico a tutte le nazioni del Medio Oriente per il supporto e la cooperazione manifestati in questa delicata transizione geopolitica, auspicando un progressivo consolidamento del quadro d’area attraverso l’adesione di nuovi partner agli storici Accordi di Abramo. In chiusura del suo intervento, il presidente statunitense ha lanciato un’apertura diplomatica legata al completamento del negoziato, ipotizzando in prospettiva la possibilità di includere nel patto di normalizzazione regionale la stessa Repubblica Islamica dell’Iran, una volta rimosso definitivamente il pericolo della bomba atomica.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Pier Paolo Pinto 24 maggio 2026
Dietro la lentezza cronica e le storture della giustizia in Italia si nasconde una realtà complessa che va ben oltre la figura del magistrato. Molto spesso il vero blocco del sistema, capace di deviare il corso della verità, risiede in un fitto e impenetrabile sottobosco amministrativo e forense. In questa zona d’ombra, l'inefficienza, la sparizione mirata di documenti e la cura esclusiva dell'interesse economico privato calpestano i diritti dei cittadini, portando intere famiglie al collasso finanziario e umano. Le mani invisibili e il "filtro" dei fascicoli Il primo grande ostacolo verso una decisione giusta si consuma negli uffici e nelle cancellerie, prima ancora che il fascicolo arrivi sulla scrivania del giudice. Sulla carta il potere decisionale appartiene al magistrato, ma nei fatti questo potere è totalmente condizionato da chi prepara, seleziona e trasmette il materiale processuale. Questo livello intermedio finisce per contare più dei magistrati stessi. A causa dell'insostenibile mole di lavoro, i giudici non riescono fisicamente a leggere ogni singola pagina di faldoni immensi e sono costretti ad affidarsi alle sintesi e al lavoro dei propri sottoposti. Se a un magistrato giunge una realtà parziale, la sua capacità di valutare in modo chiaro viene azzerata all'origine. Non si tratta solo di ritardi, ma di anomalie gravi e documentate: carte fondamentali che svaniscono nel nulla, diventando veri e propri desaparecidos giudiziari, notifiche che non arrivano, o elementi probatori decisivi che vengono esclusi a monte per far giungere sul tavolo del giudice solo ciò che si vuole fare arrivare. Se la base informativa è alterata in partenza, la sentenza finale non potrà mai essere specchio della verità. L’ombra dei grandi casi e un meccanismo invisibile Le cronache giudiziarie italiane sono piene di vicende complesse. Le prolungate controversie che caratterizzano la storia legale del Paese incluse le complesse tappe investigative e processuali di delitti celebri, come il caso di Garlasco dimostrano quanto il percorso verso la verità sia tortuoso e costantemente esposto a errori, ritardi e interpretazioni contrastanti degli elementi probatori. Proprio queste vicende costringono l'opinione pubblica a riflettere su tutto ciò che si muove e gravita all'interno dei tribunali, riaccendendo i dubbi su dinamiche interne che spesso appaiono difficili da decifrare. Ci sono casi in cui, documenti alla mano, emergono falsi gravi e omissioni. Sorge quindi una domanda spontanea e necessaria: perché nessuno riesce a fermare questo sottobosco? Le risposte risiedono principalmente in tre fattori strutturali: Mancanza di controlli incrociati: Il sistema non prevede verifiche esterne tempestive ed efficaci sulla catena di custodia e di trasmissione dei documenti. I nviolabilità burocratica: Il personale che opera in questo livello gode di tutele interne che rendono estremamente difficili le sanzioni disciplinari o i licenziamenti per negligenza. L'impunità dell'errore: il dramma dei documenti "fantasma" nei tribunali dei minori L'aspetto più devastante di questa impunità si consuma quando l'arbitrio burocratico tocca la carne viva degli affetti familiari. Nei delicatissimi procedimenti davanti al Tribunale per i Minorenni, dove ogni errore può distruggere per sempre l'equilibrio di un bambino, si registrano episodi limite che superano l'immaginazione. È il caso di interi fascicoli inquinati dall'inserimento di denunce gravissime appartenenti a soggetti terzi, estranei alla causa, scambiate per un clamoroso errore di omonimia. Forte di questo falso storico presente nel faldone, il Curatore Speciale o i servizi incaricati formulano istanze d'urgenza ad hoc, presentando al giudice una realtà drammaticamente deformata. Nel frattempo, l'istanza difensiva della famiglia, che carte alla mano spiega la verità dei fatti e smaschera l'errore, subisce un blocco misterioso nei corridoi della cancelleria e non arriva mai sul tavolo del magistrato. Il risultato è drammatico: l'udienza si celebra, il giudice decide basandosi su accuse false e assume provvedimenti drastici. Solo in un secondo momento, una volta scoperto il pasticcio, il personale di cancelleria si giustifica liquidando l'accaduto come una "svista" e limitandosi a "togliere" fisicamente il documento dal fascicolo. Ma l'atto è compiuto, la sentenza è stata emessa e il danno psicologico e legale sulle vittime è ormai irreversibile. Di cosa parliamo se non di un falso indotto a un giudice e del totale azzeramento del giusto processo? Raramente chi commette queste omissioni o inserisce atti falsi non risponde personalmente del danno, lasciando che le conseguenze ricadano interamente sui cittadini. Il mercato forense: tra rari professionisti e cacciatori di profitto Accanto alle storture della macchina amministrativa si colloca la profonda crisi deontologica che attraversa il mondo forense. In questo panorama è fondamentale fare una netta distinzione: esistono avvocati di altissimo livello, professionisti seri, onesti e profondamente dediti alla causa, che consumano le proprie energie per far trionfare il diritto del proprio assistito. Al loro opposto, purtroppo, prolifera una categoria di soggetti che pensa esclusivamente al proprio ritorno economico e personale. La realtà odierna mette il cittadino di fronte a una dura verità: trovare un avvocato di fiducia serio, trasparente e disposto a difenderti con lealtà fino alla fine è diventata una vera e propria rarità. Troppo spesso, invece, si assiste a una totale mancanza di chiarezza. Strategie processuali fallimentari vengono portate avanti al solo scopo di allungare i tempi della causa e gonfiare le competenze. Il comportamento più grave si registra quando il cittadino, accorgendosi delle anomalie e avendo sotto gli occhi documenti chiari e visibili, chiede spiegazioni. È in quel momento che molti legali scelgono la via della fuga: lasciano il mandato e abbandonano l'assistito a metà del guado, incapaci di dimostrare la verità o semplicemente perché la prosecuzione della difesa non è più funzionale ai loro interessi economici. Gli sciacalli della disperazione: i falsi avvocati del sottobosco In questo scenario di totale abbandono istituzionale si inserisce la piaga più aberrante. Capita sempre più spesso che famiglie distrutte dal dolore e sfinite da anni di mancata giustizia nonostante evidenze e documenti chiarissimi alla mano diventino esche per personaggi senza scrupoli. Si tratta di veri e propri azzeccagarbugli, millantatori che si spacciano per avvocati pur non avendone alcun titolo. Questi soggetti si avvicinano subdolamente alle persone più deboli, a chi ha ormai perso ogni risorsa economica, conquistando la loro fiducia con una promessa letale: "Vi aiuterò gratis". In realtà, questi individui sono i primi "farfalli" che orbitano nel sottobosco delle Procure e dei tribunali. Dietro la maschera della solidarietà, dell'amicizia e spesso usando anche la fede religiosa immensa, si muovono legati a doppio filo con poteri occulti o controparti interessate a insabbiare i procedimenti. Sorge spontaneo il dubbio più inquietante: da chi vengono pagati davvero questi personaggi per infiltrarsi nelle vite dei disperati e neutralizzare le loro ultime speranze di giustizia? Il loro compito effettivo è fare da guardiani del silenzio, rassicurando le vittime per evitare che si rivolgano a professionisti veri e capaci di fare emergere la verità. La distruzione della fiducia: la percezione di un'illusione Il danno più devastante causato da questa ampia fascia di avvocati speculatori e dalle dinamiche tossiche del sottobosco va oltre il semplice danno economico o procedurale. Questo sistema perverso mina alle fondamenta la fede stessa dei cittadini nelle istituzioni, continuando a convincere l'opinione pubblica che la giustizia, in realtà, non esista. Quando un cittadino onesto vede i propri diritti calpestati, i propri documenti sparire e il proprio difensore fuggire o speculare sulle sue sventure, subentra la rassegnazione. Si consolida l'idea che la legge non sia uguale per tutti, ma sia un'arma accessibile solo a chi ha grandi mezzi económicos o legami nel sottobosco. Questa deriva spinge le persone a non denunciare più, a rinunciare alla difesa dei propri diritti e a considerare i tribunali non come luoghi di tutela, ma come trappole da evitare a ogni costo. Il dramma economico dei decreti ingiuntivi. Il paradosso più doloroso per chi invece si è affidato a legali iscritti all'albo, ma privi di etica, si consuma quando il rapporto professionale si interrompe. Molte famiglie si ritrovano sul lastrico a causa delle successive pretese economiche dei propri ex difensori che spesso e volentieri nulla hanno risolto. Dopo l'abbandono della causa o la revoca del mandato, arrivano richieste di compensi oceanici a fronte di un'attività difensiva minima o addirittura dannosa. Per riscuotere tali somme, gli avvocati s peculatori si avvalgono dello strumento del decreto ingiuntivo. Sfruttando le maglie larghe delle normative sulle tariffe, queste parcelle vengono frequentemente caricate al 100% rispetto alle tabelle ordinarie massime, gravando di spese legali, interessi e accessori nuclei familiari già ridotti in miseria dall'incompetenza e dalla presunzione. I n questo scenario, il cittadino si ritrova triplamente vittima: prima di una macchina burocratica statale opaca, poi del professionista che ha tradito il mandato difensivo, e infine degli sciacalli abusivi che speculano sul dolore. Per rifondare la fiducia nella giustizia non basta riformare i grandi codici; è necessario fare luce, bonificare i tribunali e imporre una responsabilità diretta a ogni livello di questo sistema.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Rolando Luzi 24 maggio 2026
Il verdetto della pista ha consacrato una nuova stella del trotto italiano. La sesta edizione del Gran Premio Saranno Famosi – Memorial Antonio Iannaco, prestigiosa prova di Gruppo 2 disputata sull’anello pugliese di Castelluccio dei Sauri, ha incoronato Ioann Ferm. Il portacolori di Saverio Cortese, proveniente dall’Allevamento Dream Ferm, si è imposto con una prestazione maiuscola nei 2.060 metri della severa prova foggiana riservata ai migliori tre anni del circuito, magistralmente interpretato in sediolo da Antonio Simioli.  La corsa, che vedeva dodici soggetti al via dopo il ritiro del numero 7 Il Sogno of Brown, si è rivelata selettiva e ricca di colpi di scena fin dalle prime battute. Una fase di avvio caotica ha visto l'errore di numerosi attesi protagonisti, tra cui il favorito della vigilia In Caelo Art, oltre a Isidoro Font, Incanto Three e Illinois Best. A emergere dal traffico iniziale è stato Icaro Sl (Gaetano Di Nardo), autore di un violento lancio in 14.7, rilevato però già ai 400 metri da Ikarin Blue Grif. Dopo un primo chilometro trottato sul piede dell’1.16.5, la tattica di gara si è infiammata a 800 metri dal palo, quando Pietro Gubellini ha rotto gli indugi con Ilias D’Arc, sfilando di forza al comando. Mentre IHaveaDream Gar si eliminava di galoppo e Isabella Play cercava di mantenere il contatto con il battistrada, dalle retrovie si è concretizzato il capolavoro di Antonio Simioli. Nonostante uno scomodo numero di partenza, Ioann Ferm ha costruito una progressione inesorabile all'esterno. Sull’ultima curva, di fronte al tentativo di allungo decisivo di Ilias D’Arc, Ioann Ferm ha scattato con decisione in terza ruota, piegando la resistenza del rivale e andando a stampare il successo in dirittura d'arrivo. Con questa vittoria, Ioann Ferm si proietta di diritto tra i principali protagonisti dei grandi traguardi dell’annata classica.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Rolando Luzi 24 maggio 2026
Una splendida domenica di sole e caldo estivo ha fatto da cornice alla 33^ giornata stagionale di galoppo all'Ippodromo Snai San Siro di Milano. In attesa dei grandi appuntamenti di giugno – con il Derby Italiano e il Presidente della Repubblica attesi per martedì 2, e le Oaks d’Italia di domenica 21 – le piste in sabbia e in erba dello storico impianto meneghino hanno regalato uno spettacolo di altissimo livello tecnico e grandi emozioni. La giornata si è aperta nel segno del ricordo e della commozione: al tondino, figure del mondo ippico, fantini e pubblico si sono uniti in un minuto di silenzio per la scomparsa di Pierangelo Pavesi, grande appassionato e proprietario della purosangue Borgatella. Il Criterium di Roma: Splende la scuderia "Olio e Cavalli" Il clou tecnico per i giovani cavalli di 2 anni è stato il Criterium di Roma, prova condizionata di Classe 1 sui 1.100 metri ereditata dal palinsesto di Capannelle. A svettare è stato il grande favorito Maurizio Acquaviva, portacolori della Scuderia Olio e Cavalli (Team Grimaldi-Peraino). Il cavallo ha mostrato mezzi importanti e, nonostante un'attitudine ancora da perfezionare tipica dei debuttanti, è riuscito a spuntarla al fotofinish. La vittoria è arrivata al termine di un vibrante duello contro un agguerrito Devastante, che ha venduto cara la pelle centrando una prestigiosa terza piazza d’onore consecutiva. Questo successo estende la straordinaria striscia positiva della scuderia, reduce anche dal recente sigillo ad Agnano firmato da Didone A con Salvatore Sulas in sella. Premio Nogara: Festa per le 500 vittorie di Elisa Castelli L'altra grande corsa di giornata, il Premio Nogara (Super Handicap sui 1.400 metri in dirittura per femmine di 3 anni in memoria di Mil Borromeo), ha visto il riscatto di Believe In Glory. Dopo un Premio Carlo Chiesa sfortunato, la cavalla ha piazzato lo spunto vincente al largo di tutti, superando Keytar, che aveva precedentemente piegato la leader Nera Nera. La premiazione si è trasformata in una grande festa per l'allenatrice Elisa Castelli, che ha celebrato lo storico traguardo delle 500 vittorie in carriera. Il resoconto delle altre corse I Debuttanti (Premio Goffs IRE Classic Breeze Up Sale): Nelle prove sui 1.400 metri dedicate ai giovanissimi, tra le Fillies ha prevalso Joy Lady dopo un intenso testa a testa con I Still Believe. Tra i Colts, successo di Crazy Beard che, pur mostrando ancora molta ingenuità verde in dirittura, ha resistito al gran ritorno di Grand Gnirevos. I Handicap di Classe 3: Nel Premio Ippodromo delle Cascine (2.200 metri), netta affermazione di Applaudysses che ha bissato la vittoria della maiden dominando al paletto dei 200 metri su Golden Vega. Il Premio Ippodromo del Casalone, valido come TQQ/Quintè sul miglio, ha visto la vittoria a sorpresa di Vitruvio, abile a gestire il ritmo in avanti e a controllare il finale di Reception. Anziani e Velocisti: Sul fango/sabbia dei .2300 metri (Premio Ippodromo Mirabello di Monza), la specialista Lucid ha siglato una solida vittoria d'avanguardia respingendo Regency Buck. In apertura, il Premio Ippodromo Caprilli (1.200 metri per velocisti) è andato a Tilly The Filly, che ha capitalizzato la sua consistenza staccandosi nel finale da Ensyaab.  L'attività all'Ippodromo Snai San Siro non si ferma: gli ultimi due appuntamenti di maggio sono fissati per mercoledì 27 e sabato 30, prima di lasciare spazio al leggendario e caldissimo mese di giugno con l’imperdibile appuntamento del Derby Italiano del Galoppo il 2 giugno.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 maggio 2026
Domani la presentazione di "Magnifica Humanitas", la prima enciclica del Pontefice dedicata all'impatto dell'intelligenza artificiale. La ricerca della pace e la centralità dell'essere umano si confermano i pilastri del magistero di Papa Leone XIV. Durante l'omelia della messa di Pentecoste, celebrata nella basilica di San Pietro, e nel successivo Regina Coeli, il Pontefice ha rinnovato il suo fermo appello per la fine dei conflitti globali, indicando nel dialogo e nella comprensione reciproca le uniche vie d'uscita praticabili. «Preghiamo oggi che lo Spirito del Risorto ci salvi dal male della guerra, che viene vinta non da una superpotenza, ma dall'Onnipotenza dell'amore», ha dichiarato il Santo Padre, invocando un cambiamento profondo del cuore capace di ristabilire concordia e fraternità, evitando di invecchiare il mondo tra errori e violenze. I focus geopolitici e le voci dal territorio Il Pontefice ha espresso particolare preoccupazione per la situazione in Libano e in tutto il Medio Oriente. Sulla stessa linea d'onda si è espresso il Cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. Pur ammettendo la natura storica e quotidiana delle fratture in Terra Santa, Pizzaballa ha sottolineato l'importanza di riaprire piccoli spazi di relazione e parole che non alimentino la chiusura.  Domani la prima enciclica: "Magnifica Humanitas" Il legame tra pace e sviluppo globale sarà il fulcro della prima enciclica di Papa Leone XIV, in programma per la presentazione ufficiale nella giornata di domani, 25 maggio. Il documento, intitolato “Magnifica Humanitas”, affronta il tema dell'intelligenza artificiale. Come evidenziato dal sottotitolo “Custodia della persona umana”, l'enciclica si propone come una guida per mettere l'innovazione tecnologica al servizio della dignità dell'uomo e della convivenza pacifica tra i popoli.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 maggio 2026
Splendida impresa di Federico Cinà al Roland Garros 2026. Il diciannovenne tennista azzurro, numero 238 del ranking ATP e proveniente dalle qualificazioni, ha conquistato l’accesso al secondo turno dello Slam parigino superando lo statunitense Reilly Opelka. Il match si è concluso dopo una battaglia di 3 ore e 26 minuti con il punteggio di 3-6, 6-4, 6-2, 6-7 (6-8), 6-4. Con questo successo, Cinà festeggia la prima vittoria in carriera nel tabellone principale di un torneo del Grande Slam, siglando anche un record: è il primo giocatore nato nel 2007 a compiere tale impresa. Dopo un primo set complicato dall’emozione e dal potente servizio dell'avversario, il giovane azzurro ha trovato le giuste contromisure, ribaltando l'incontro nel secondo e terzo parziale. Nonostante la reazione di Opelka nel tie-break del quarto set, Cinà ha mantenuto la lucidità nel quinto e decisivo parziale, chiudendo la pratica sul 6-4. Al secondo turno l'italiano attende il vincente della sfida tra Stan Wawrinka e Jesper de Jong.  Nelle altre sfide della giornata inaugurale a Parigi, si registra il debutto vincente delle principali teste di serie: Alexander Zverev (n. 2) ha superato Benjamin Bonzi (6-3, 6-4, 6-2), Karen Khachanov (n. 13) ha battuto Arthur Gea (6-3, 7-6, 6-0), mentre Alejandro Davidovich Fokina (n. 21) si è imposto su Damir Dzumhur dopo una maratona di oltre quattro ore.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 maggio 2026
Splendido successo per Luna Rossa, che si aggiudica le prime regate preliminari della 38ª Louis Vuitton America's Cup. Davanti al pubblico di Cagliari, l'imbarcazione italiana ha sconfitto in finale i campioni in carica di Emirates Team New Zealand, compiendo un passo importante nel percorso di avvicinamento alla sfida finale del 2027 a Napoli. La cronaca della finale Il match race decisivo ha visto l'equipaggio italiano, guidato dal timoniere Ruggero Tita, disputare una prova impeccabile dal punto di vista strategico e tecnico. La regata si è decisa già nelle fasi iniziali: un grave errore in partenza da parte dei Kiwi, guidati da Peter Burling, ha compromesso la prova dei neozelandesi. Luna Rossa ha approfittato del vantaggio, conducendo la flotta fino al traguardo con una gestione perfetta del vento e dei distacchi. Il percorso verso Napoli 2027 La vittoria di Cagliari rappresenta un debutto ideale per la barca italiana in questa nuova campagna di Coppa America. I punti conquistati in Sardegna confermano la competitività del consorzio italiano in vista dei prossimi appuntamenti ufficiali, che culmineranno con il match finale nelle acque del golfo di Napoli nel 2027.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 maggio 2026
Sorpresa totale nella quindicesima tappa del Giro d'Italia. Sul traguardo di Corso Venezia a Milano, la fuga di giornata riesce a resistere al ritorno del plotone e incorona Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X Mobility). I velocisti, che attendevano lo sprint compatto, hanno calcolato male i tempi dell'inseguimento e sono stati battuti sul tempo. Sul podio di giornata salgono anche due italiani: secondo posto per Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) e terzo per Martin Marcellusi (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè).
Autore: Redazione 24 maggio 2026
È in corso il turno annuale delle elezioni amministrative 2026, che chiama alle urne un totale di 6.624.575 elettori italiani. Le operazioni di voto interessano 895 Comuni, di cui 121 con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e 18 comuni capoluogo di provincia: Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e Messina. I seggi resteranno aperti anche nella giornata di domani, lunedì 25 maggio. Dati sull’affluenza alle ore 12:00 La prima rilevazione ufficiale delle ore 12:00 attesta l'affluenza media nazionale al 14,73%. Il dato evidenzia una flessione rispetto alla precedente tornata elettorale omologa, quando alla stessa ora si era registrato il 15,75% di votanti. I cali più significativi si riscontrano nelle seguenti regioni: Emilia-Romagna: 14,65% (rispetto al 18,64% precedente) Toscana: 12,91% (rispetto al 17,38% precedente) Lazio: 15,93% (rispetto al 17,25% precedente) Calendario e articolazione territoriale del voto Il calendario elettorale si articola su date differenziate in base agli statuti regionali: Regioni a statuto ordinario, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia: Seggi aperti domenica 24 e lunedì 25 maggio. Valle d’Aosta: Le votazioni si concentrano ed esauriscono nella sola giornata di domenica 24 maggio. Trentino-Alto Adige: Il primo turno si è già concluso lo scorso 17 maggio; gli eventuali ballottaggi sono fissati per il 31 maggio. Sardegna: Le consultazioni si svolgeranno posticipatamente nei giorni 7 e 8 giugno. In totale, la mappa del voto amministrativo coinvolge 661 comuni situati nelle regioni a statuto ordinario e 232 comuni nelle regioni a statuto speciale, tutti chiamati all'elezione diretta dei Sindaci e al rinnovo dei rispettivi Consigli comunali. Nei centri con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, qualora nessun candidato sindaco superi la soglia del 50% dei voti validi, il secondo turno di ballottaggio è previsto per le giornate di domenica 7 e lunedì 8 giugno.
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