Zelensky: “La Russia non sta perdendo la guerra, ma non la sta nemmeno vincendo”
L'intervista al Guardian: "Colpiamo obiettivi a Mosca, vinceremo quando la società russa riconoscerà che la guerra è una tragedia anche per loro"
“Non possiamo dire che la Russia stia perdendo questa guerra. Ma possiamo dire che sta perdendo l’iniziativa giorno dopo giorno“. Volodymyr Zelensky parla da Londra al Guardian, descrivendo una situazione militare che definisce la più favorevole a Kiev degli ultimi due anni e mezzo. Sta cercando di capitalizzarla il più possibile, reclamando attenzione in uno scenario internazionale sempre più occupato dalla guerra in Medio Oriente.
Nell’arco dell’ultima settimana l’Ucraina si è presa l’iniziativa, sul campo. Droni a lungo raggio hanno colpito San Pietroburgo, incendiando terminal petroliferi. Attacchi analoghi hanno paralizzato la Crimea occupata. Sul fronte orientale, l’avanzata russa si è quasi arrestata. Secondo Zelensky, le perdite russe superano i 30.000 uomini al mese, tra morti e feriti gravi. “Nel complesso, si tratta di un numero enorme. Significa che non stanno vincendo la guerra”.
La settimana scorsa Zelensky aveva proposto a Putin un incontro diretto. La risposta è arrivata venerdì dal forum economico di San Pietroburgo: il presidente russo ha definito la lettera “maleducata” e ha ribadito le rivendicazioni territoriali sul Donbass e sulle province meridionali ucraine. Di fronte a questa chiusura, c’è chi si interroga sulla lucidità di Putin o sull’affidabilità delle informazioni che riceve. Zelensky non esclude nessuna delle due ipotesi, ma taglia corto sul punto: “Il motivo per cui mente non ha importanza”. Ma la menzogna, aggiunge, è uno strumento di coesione interna. Putin, a suo avviso, ha mentito sulla guerra fin dall’inizio. Le sue bugie, a suo parere, sono un collante, usato per “unire” diverse componenti della società russa.
“Stanno perdendo influenza in diversi Paesi, incluso l’Azerbaigian. Sono isolati in Europa e anche dagli Stati Uniti. Quindi sono soli. Ho sempre detto al presidente Trump che Putin mente. Gioca con te, con la Casa Bianca. Naturalmente, fin dall’inizio della guerra con l’Iran, la loro attenzione si è spostata”.
Sul futuro militare Zelensky è prudente, ma su un punto non lo è: la Crimea rimane un obiettivo. Le forze ucraine stanno sistematicamente degradando le infrastrutture logistiche della penisola. “Si tratta di infrastrutture critiche. Questo li aiuta a militarizzare la nostra Crimea. Ci stiamo lavorando”.
Gli attacchi a lungo raggio sulle città russe hanno anche una funzione psicologica precisa, spiega: “La vittoria in questa guerra sarà quando la società russa riconoscerà che la guerra è terribile, che la guerra è una tragedia non per qualcuno, da qualche parte, ma per loro stessi. E credo che questo sia lo slancio necessario”.
Conferma l’incontro riservato con Roman Abramovich a Kiev. Ha detto all’oligarca russo che il Donbass non è in vendita. E offre una lettura dell’entourage di Putin che lascia intravedere crepe: “Credo che ci siano diverse persone intorno a Putin. Metà di loro vuole continuare questa guerra. L’altra metà vuole fermarla. E penso che le persone che lavorano nel mondo degli affari capiscano che l’economia russa si trova in una situazione terribile. È sull’orlo del collasso”.
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