Bernardini de Pace: «Magistrati rispondano dei propri errori come avvocati e medici»
La FRV News Magazine in collaborazione con Agenzia Dire ha avuto il piacere di intervistare l'avvocato Anna Maria Bernardini de Pace. Considerata la matrimonialista più influente d'Italia, l’avvocato ha segnato decenni di giurisprudenza con la sua determinazione nel difendere i diritti individuali e la dignità dei minori.
Con lei vogliamo esplorare l’impatto dei referendum sulla tenuta della giustizia italiana e l’urgenza di riforme che rispondano alla realtà sociale del 2026."
Avvocato, il ricorso al referendum sulla giustizia è stato spesso percepito come un grido di aiuto dei cittadini. Secondo lei, nel 2026, questo strumento è ancora capace di scuotere un sistema giudiziario spesso percepito come autoreferenziale, o la vera riforma deve partire esclusivamente dall'interno dei tribunali?"
Sostengo con forza la separazione delle carriere e credo, altresì, alla bontà dell’idea di sorteggiare i magistrati per il CSM, proprio per eliminare la dittatura delle correnti e il potere politico nella magistratura.
Lei ha sempre sostenuto l'importanza della responsabilità individuale. Ritiene che la chiamata dei magistrati a rispondere civilmente dei propri errori, tema cardine di molti dibattiti referendari, sia il passo necessario per restituire fiducia ai cittadini o rischia di trasformarsi in una forma di 'giustizia punitiva' contro la magistratura?"
Sarebbe ora che anche la classe dei magistrati rispondesse dei propri errori, come peraltro due referendum hanno già stabilito. È ciò che succede da sempre per gli avvocati, per i medici, per gli architetti. Non è giusto che lo Stato (e, quindi, noi cittadini), per riparare ai danni causati dai magistrati, continui ad assumersi la responsabilità del loro operato.
Dall'eutanasia alla cannabis, i referendum su temi etici dividono il Paese. Crede che affidare a un 'sì' o a un 'no' popolare questioni così profonde sia la massima espressione della libertà, o ravvisa il pericolo che la complessità del diritto venga sacrificata sull'altare del consenso mediatico?
Credo che il referendum sia espressione di libertà dei cittadini, che sarebbe bene che imparassero a usare, invece di lamentarsi sempre di tutto quello che fanno i politici, i quali magari non sono stati eletti proprio da chi si lamenta e non è andato a votare.
Se oggi dovesse scrivere lei un quesito referendario per 'modernizzare' il diritto di famiglia e colmare il divario tra legge e società, quale norma del Codice Civile abolirebbe o modificherebbe con priorità assoluta?"
Abolirei la riforma Cartabia che rende il processo più lungo e complicato, perché ha moltiplicato gli atti da scrivere e i documenti da sottoporre al giudice.
In questa sinergia tra FRV News magazine e l'Agenzia Dire, l'informazione gioca un ruolo chiave. Quanto conta, secondo lei, una corretta divulgazione giuridica per evitare che lo strumento referendario venga manipolato o incompreso dalla pubblica opinione, e qual è la sua missione personale nel comunicare il diritto oggi?"
Conta moltissimo, ma tutti i giornalisti dovrebbero studiare diritto prima di parlare di diritto.

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