IL PERIMETRO


Non Intervengo su tutto.

Intervengo quando il rumore diventa alibi.

Non semplifico per essere ascoltato.

Scrivo per chi accetta la complessità.

Non Inseguo il consenso.

Tengo il confine quando altri lo arretrano.

Credo che la libetà senza limiti diventi fragilità.

E che educare significhi esporsi.

Uso il silenzio come strumento, la parola come respnsabilità.

Non offro soluzioni rapide.

Offro criteri per stare nel mondo.

Se questo disturba, và bene così.

Il pensiero non nasce per piacere.

Pier Paolo Pinto classe 66, romano con il sangue pugliese, è sociologo e analista dei processi culturali e sociali contemporanei. Ex assistente parlamentare ora si occupa di comunicazione, politiche pubbliche e trasformazioni del ceto medio, con particolare attenzione ai temi del tempo, del lavoro e dell’identità nella società della performance.

Dopo il suo primo saggio di filosofia politica Ri-evoluzione della democrazia moderna con INSIDE affronta un tema del silenzio come ozio creativo che riflette sul valore del non fare come spazio generativo per il pensiero critico, la creatività e il benessere individuale, proponendo una lettura accessibile ma profonda del silenzio come atto culturale e, oggi, anche politico.


Sarà possibile interagire con il Dott. Pier Paolo Pinto alle mail: p.pinto@frvnewsmagazine.com

IL NUOVO PERIMETRO DEI MIGRANTI

C’è una parola che più di tutte racconta la nuova stagione europea sull’immigrazione: perimetro. Un confine non soltanto geografico, ma politico, giuridico e soprattutto sociale. Dal 12 giugno è entrato in vigore il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e l’Europa prova a ridisegnare quel perimetro dentro il quale collocare chi arriva, chi può restare, chi deve essere ricollocato e chi, invece, deve essere rimpatriato.

La novità più evidente è il tentativo di rendere comune ciò che per anni è stato lasciato alla gestione dei singoli Stati: identificazione, registrazione, esame delle domande d’asilo, procedure di frontiera e rimpatri. Ma il vecchio principio di Dublino, quello che attribuisce una responsabilità particolare al Paese di primo ingresso, non scompare del tutto. E proprio questo sta tornando a pesare sull’Italia.

IL PERIMETRO – La NATO e il valore sociale delle alleanze

Il recente vertice della NATO ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema che, troppo spesso, viene affrontato esclusivamente sul piano militare. 

Eppure, dal punto di vista sociologico, un’alleanza come la NATO rappresenta molto più di un’organizzazione per la difesa collettiva: è una comunità di nazioni che condivide valori, regole e una visione dell’ordine internazionale.

La NATO, oltre le armi



la NATO non va letta solo come alleanza militare, ma come infrastruttura sociale dell’Occidente. Il vertice di Ankara, al di là delle tensioni con il presidente Donald Trump, ha segnato un passaggio importante: l’Europa è chiamata ad assumere maggiori responsabilità nella propria difesa, senza rinunciare al legame transatlantico. 

La stanchezza della paura



Viviamo immersi in una stagione narrativa dominata dall’emergenza. Crisi economiche, guerre, pandemie, collassi climatici, instabilità sociali. Ogni giorno il linguaggio pubblico sembra costruito attorno a una parola implicita: allarme. La comunicazione contemporanea non informa più soltanto; spesso mobilita attraverso la paura.

La sostenibilità come perimetro di potere

(chi decide cosa è “giusto” nel mercato globale)

 

Negli scaffali dei supermercati la sostenibilità si presenta oggi sotto forma di simboli rassicuranti. Tra questi, il marchio della rana della Rainforest Alliance è diventato uno dei più riconoscibili. Promette attenzione all’ambiente, rispetto dei lavoratori, tutela delle comunità locali. Ma come ogni certificazione globale, non va letta come una verità assoluta: va contestualizzata.

 

Il Perimetro: Il Basement della Repubblica

Il basement come metafora sociale

Il basement è lo spazio invisibile ma strutturale di un edificio.

Non si vede dalla facciata, ma regge l’intera costruzione

 

Le società non crollano dalla cima, ma dal seminterrato. È lì che si accumula il peso che nessuno vuole vedere.

Il Perimetro:

Il confine sottile tra coscienza e ingerenza

Alla vigilia del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, torna a riaffacciarsi una presenza che in Italia non è mai del tutto assente: quella della Chiesa nel dibattito pubblico. Non è una novità, né uno scandalo. La Chiesa parla, orienta, richiama valori. Il problema nasce quando il confine tra guida spirituale e indirizzo politico diventa opaco.

 

Il Perimetro:

Uscire dall’euro non è tornare alla lira: è uscire da sé stessi

Ogni volta che si parla di ritorno alla lira, il dibattito si accende come una nostalgia collettiva. Ma la moneta, da sola, non è mai il problema. È solo lo specchio dello Stato che la emette. Uscire dall’euro non significherebbe cambiare simbolo sulle banconote, ma attraversare un passaggio traumatico che ridefinirebbe il rapporto tra cittadini, risparmi, lavoro e potere.

Il Perimetro - La sicurezza non si misura dal numero degli interventi, ma dalla capacità delle istituzioni di rendere quegli interventi sempre meno necessari.

L’intervento delle forze dell’ordine alla stazione Termini di Roma riporta al centro il tema della sicurezza urbana, spesso affrontato in chiave emergenziale più che strutturale. Termini è uno snodo strategico per la mobilità nazionale e internazionale, ma anche uno spazio in cui si concentrano fragilità sociali irrisolte che le città faticano a governare in modo ordinario.



Il Perimetro -  Giustizia al bivio

Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo non è un regolamento di conti, né una resa dei conti. È, più semplicemente, un passaggio di maturità democratica.

 Da troppo tempo la giustizia italiana vive sospesa tra sacralizzazione e delegittimazione, tra l’idea che non si possa toccare nulla e la tentazione di demolire tutto. Le riforme, invece, nascono proprio nel perimetro più difficile: quello dell’equilibrio.


Votare questi referendum significa rimettere al centro una domanda legittima: come rendere il sistema più giusto, più rapido, più responsabile, senza indebolirne l’autonomia?

Il Perimetro - La sicurezza non si misura dal numero degli interventi, ma dalla capacità delle istituzioni di rendere quegli interventi sempre meno necessari.

L’intervento delle forze dell’ordine alla stazione Termini di Roma riporta al centro il tema della sicurezza urbana, spesso affrontato in chiave emergenziale più che strutturale. Termini è uno snodo strategico per la mobilità nazionale e internazionale, ma anche uno spazio in cui si concentrano fragilità sociali irrisolte che le città faticano a governare in modo ordinario.



Il Perimetro -  Giustizia al bivio

Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo non è un regolamento di conti, né una resa dei conti. È, più semplicemente, un passaggio di maturità democratica.

 Da troppo tempo la giustizia italiana vive sospesa tra sacralizzazione e delegittimazione, tra l’idea che non si possa toccare nulla e la tentazione di demolire tutto. Le riforme, invece, nascono proprio nel perimetro più difficile: quello dell’equilibrio.


Votare questi referendum significa rimettere al centro una domanda legittima: come rendere il sistema più giusto, più rapido, più responsabile, senza indebolirne l’autonomia?

Il Perimetro - La sicurezza non si misura dal numero degli interventi, ma dalla capacità delle istituzioni di rendere quegli interventi sempre meno necessari.

L’intervento delle forze dell’ordine alla stazione Termini di Roma riporta al centro il tema della sicurezza urbana, spesso affrontato in chiave emergenziale più che strutturale. Termini è uno snodo strategico per la mobilità nazionale e internazionale, ma anche uno spazio in cui si concentrano fragilità sociali irrisolte che le città faticano a governare in modo ordinario.



Il Perimetro -  Giustizia al bivio

Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo non è un regolamento di conti, né una resa dei conti. È, più semplicemente, un passaggio di maturità democratica.

 Da troppo tempo la giustizia italiana vive sospesa tra sacralizzazione e delegittimazione, tra l’idea che non si possa toccare nulla e la tentazione di demolire tutto. Le riforme, invece, nascono proprio nel perimetro più difficile: quello dell’equilibrio.


Votare questi referendum significa rimettere al centro una domanda legittima: come rendere il sistema più giusto, più rapido, più responsabile, senza indebolirne l’autonomia?

Il Perimetro - La sicurezza non si misura dal numero degli interventi, ma dalla capacità delle istituzioni di rendere quegli interventi sempre meno necessari.

L’intervento delle forze dell’ordine alla stazione Termini di Roma riporta al centro il tema della sicurezza urbana, spesso affrontato in chiave emergenziale più che strutturale. Termini è uno snodo strategico per la mobilità nazionale e internazionale, ma anche uno spazio in cui si concentrano fragilità sociali irrisolte che le città faticano a governare in modo ordinario.



Crans Montana

La tragedia del Constellation di Crans Montana non è una fatalità. È un segnale.

Un punto di rottura che riguarda tutti: giovani e genitori.

 

Ai ragazzi va detto con chiarezza: il limite non è una gabbia, è una protezione.

Non tutto ciò che si può fare si deve fare.

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