Board of Peace: Tajani a Washington traccia la rotta italiana. “L’Italia non “scodinzola” dietro agli Stati Uniti”
In un momento cruciale per gli equilibri del Medio Oriente, l’Italia conferma la sua presenza strategica nel nuovo scenario diplomatico globale. Il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha partecipato alla prima riunione del Board of Peace, l’organismo internazionale per Gaza promosso dall'amministrazione Trump, ribadendo la centralità del ruolo italiano.
Presente in qualità di osservatore, l'Italia si allinea ai principali attori europei come Germania e Regno Unito, oltre a partner mediorientali di rilievo quali Qatar ed Egitto. Tajani ha chiarito la necessità di questa scelta: «Saremmo stati isolati se non ci fossimo stati. Non è un capriccio, ma la scelta giusta per restare in sintonia con la maggioranza dell’UE».
Per il titolare della Farnesina, il Board non è un mero tavolo d’affari, ma un laboratorio di proposte politiche concrete. L’obiettivo è la costruzione di una stabilità duratura, integrando l’azione del Board con il quadro internazionale esistente, senza alcuna contrapposizione con le Nazioni Unite.
Ai giornalisti presso l’Ambasciata d’Italia, Tajani ha rivendicato l’orgoglio nazionale:
«L’Italia non “scodinzola” dietro agli Stati Uniti. Restiamo transatlantici con ogni amministrazione, ma sappiamo esprimere posizioni autonome quando necessario».
La linea è chiara: partecipazione attiva per evitare la subalternità e garantire che la voce di Roma pesi nelle decisioni che ridisegneranno il futuro della regione
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