Caso Signorini, Bernardini De Pace: “È diffamazione, se vogliamo fermare Corona bisogna denunciare”
La legale ha difeso Raoul Bova quando l’ex re dei paparazzi ha pubblicato i suoi audio privati: “Se tutti i giudici si muovessero come Pertile, lui perderebbe una causa dopo l’altra”
L’avvocata Annamaria Bernardini De Pace sa bene cosa significa mettersi contro Fabrizio Corona. Nell’estate scorsa ha intentato la causa per gli audio privati di Raoul Bova pubblicati proprio da Falsissimo. «Per fermare Corona, tutti dovrebbero fare come Raoul e Signorini: semplicemente denunciarlo», è la soluzione della legale.
Alfonso Signorini ha chiesto e ottenuto di bloccare il lavoro di Corona. Cosa ne pensa?
«Il giudice è stato fantastico perché ha dato una spettacolare lezione dal punto di vista etico, giuridico e giornalistico. Ha raccolto nella sua decisione tutti i problemi che ci sono in questa vicenda. Non è giusto che siamo nelle mani di uno che non è un giornalista e continua a infamare chiunque. Sono strafelice di questo provvedimento. Ogni avvocato dovrebbe leggere quanto scritto dal giudice Roberto Pertile».
Corona ha annunciato che andrà in onda lo stesso. Libertà d’informazione o diffamazione?
«È diffamazione e ogni inadempimento al provvedimento lo pagherà con le multe fissate dal giudice. Prima di tutto lui non è giornalista ma comunque, anche se lo fosse, dovrebbe rispondere come tutti i giornalisti del reato di diffamazione. Fabrizio Corona non ha nulla da perdere e fa quello che vuole».
Lei ha ottenuto che il contenuto degli audio di Raoul Bova venisse bloccato.
«Il Garante della privacy ha deciso in cinque giorni. Ma la battaglia giudiziaria non è finita, ci sono ancora in corso tutte le altre cause. Tutti gli atti sono stati già scritti, aspettiamo le prossime udienze».
Cosa ne pensa dell’atteggiamento di Fabrizio Corona?
«Ha una grande sete di vendetta, domandiamoci il perché. Si deve intervenire una volta per sempre. Se tutti i giudici si muovessero come Pertile, lui perderebbe una causa dopo l’altra. Finché c’è gente che si abbona al suo podcast e chi cede ai ricatti, lui andrà avanti. Ma se davanti a sé avesse una serie di multe e di risarcimenti da pagare, le cose cambierebbero radicalmente».
Come sta adesso Raoul Bova? Ha avuto modo di sentirlo sulla vicenda Signorini?
«Sta benissimo, felice di non aver ceduto al ricatto e di essere stato l’apripista di questi provvedimenti. Spera che adesso tutti gli altri facciano altrettanto».

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