CASO SIHER: CSM CHIEDE PRATICA A TUTELA DELLA GIP DI MILANO. NORDIO ESCLUDE ISPEZIONI, IL TRIBUNALE AVVIA IL MONITORAGGIO DEI SOCIAL PER MINACCE
Non si placa lo scontro istituzionale tra politica e magistratura a seguito della scarcerazione di Youssef Siher, il ricercatore italiano di origini marocchine e amministratore del canale Telegram "Movimento 17 ottobre", fermato nei giorni scorsi a Milano.
A fronte delle durissime reazioni della politica e dell'esposizione mediatica subita dalla giudice per le indagini preliminari (gip) del Tribunale di Milano, il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha ufficialmente richiesto l'apertura di una pratica a tutela della magistrata.
Sul fronte governativo, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha escluso un intervento diretto di via Arenula sul provvedimento, dichiarando fermamente: "Non invieremo ispettori". La decisione spegne l'ipotesi di verifiche ministeriali sull'operato della gip, nonostante le pesanti critiche giunte dai vertici dell'esecutivo, tra cui quelle della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – che ha definito la scarcerazione "una decisione vergognosa e una mortificazione delle forze dell'ordine" – e del vicepremier Matteo Salvini.
Nel frattempo, la presidenza del Tribunale di Milano ha attivato una procedura interna di monitoraggio costante delle piattaforme social. Il provvedimento si è reso necessario a causa del proliferare di insulti e gravi minacce indirizzate alla gip nelle ore successive alla rimessione in libertà di Siher.
La magistratura ribadisce la necessità di tutelare l'indipendenza e la sicurezza dei giudici nell'esercizio delle loro funzioni, mentre resta alta l'attenzione attorno al caso del ventiduenne arrestato con l'accusa di progettare attentati contro luoghi di culto.

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