CASO SIHER, SCONTRO TOTALE GOVERNO-MAGISTRATURA DOPO LA MANCATA CONVALIDA DELL'ARRESTO
Durissima reazione della Premier Meloni: "Decisione vergognosa". Tajani: "Paese in pericolo". L'Anm fa muro e replica: "Attacco scomposto". Il Gip di Milano dispone la scarcerazione del gestore della chat "Movimento 17 ottobre" per assenza di gravi indizi.
ROMA, 28 OTTOBRE 2026 – La mancata convalida del fermo di Youssef Siher, il 30enne amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram 'Movimento 17 ottobre', apre un nuovo, durissimo fronte di scontro istituzionale tra il Potere Esecutivo e la Magistratura. L'uomo, accusato dalla Procura di Milano di istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo in relazione alle recenti devastazioni in città, è stato scarcerato su disposizione del Giudice per le indagini preliminari (Gip).
La reazione del Governo
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta direttamente sui canali social con un video dai toni durissimi: "Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del Gip di Milano". Secondo la Premier, il provvedimento rappresenta "una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell'ordine e degli inquirenti", aggiungendo un pesante interrogativo politico: "Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte alle decisioni di certa magistratura".
Sulla stessa linea i due vicepremier. Matteo Salvini ha definito "incredibile" la scarcerazione a fronte di reati giudicati gravissimi, mentre il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avvertito che, agendo in questo modo, "si mette il paese in pericolo".
La replica della Magistratura
La risposta dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) non si è fatta attendere. Il sindacato delle toghe ha espresso totale solidarietà alla collega milanese, liquidando le dichiarazioni della Presidenza del Consiglio come un "attacco scomposto" all'autonomia giudiziaria.
Le motivazioni del Gip
Alla base della decisione del Gip di Milano, Tiziana Landoni, c'è la ritenuta insussistenza dei presupposti di legge per il fermo. Nel provvedimento viene evidenziato come l'analisi dei canali social non abbia fatto emergere espliciti incitamenti alla violenza o gravi indizi di colpevolezza legati alle devastazioni. I contatti dell'indagato con le realtà associative e sindacali sono stati ricondotti all'esercizio delle libertà garantite dall'ordinamento. Siher ha lasciato il carcere di San Vittore nel tardo pomeriggio e resta indagato a piede libero.

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