C’è l’accordo tra Usa e Iran? Aragchi: “Mai così vicino”. Nella bozza riparazioni per 300 miliardi dollari, Trump: “Fake news”
Nella bozza del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti ci sarebbero 14 punti. Tra questi anche piani di ricostruzione per l’Iran per 300 miliardi di dollari
ROMA – “Il Memorandum d’Intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal formulare speculazioni sul suo contenuto. In linea con il nostro approccio responsabile e trasparente, tutti i dettagli saranno condivisi con il pubblico al momento opportuno”. A scriverlo su X, questo pomeriggio, è stato Seyed Abbas Araghchi, ministro degli esteri dell’Iran. Quindi potrebbe essere vero. C’è anche da dire che non è la prima volta che Trump annuncia l’intesa vicina. E poi nel giro di un giorno il conflitto riparte.
Intanto, dai media iraniani sono state diffuse alcune indiscrezioni sul contenuto dell’accordo, e tra questi ci sarebbero anche 300 miliardi di fondi per la ricostruzione di Teheran e l’impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell’Iran. Trump ha definito queste informazioni “fake news“. E ha esortato l’Iran a “darsi una mossa” per la conclusione dell’intesa. Ecco le parole di Trump: “I termini che l’Iran ha fatto trapelare alle fake news non hanno nulla a che fare con i termini concordati per iscritto. Ciò che hanno detto, inclusa la loro debole e patetica dichiarazione di aver raggiunto un accordo, non ha alcuna relazione con la verità. Persone molto disonorevoli con cui trattare. Con loro, non esiste il concetto di trattare in buona fede”, scrive il capo della Casa bianca su Truth.
L’ACCORDO VISTO DA TEHERAN: COSA C’È NELLA BOZZA
L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr ha pubblicato un elenco di termini che sarebbero contenuti nella bozza del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Ma secondo il rapporto, il testo deve ancora essere finalizzato. La bozza comprende 14 punti: cessazione permanente e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso; l’impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell’Iran e il rispetto per la sua sovranità; revoca del blocco navale statunitense entro 30 giorni; ritiro delle forze statunitensi dalle aree circostanti l’Iran; riapertura dello stretto di Hormuz entro 30 giorni “con accordi con l’Iran”; sospensione delle sanzioni statunitensi sul petrolio iraniano; elaborazione da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati di piani di ricostruzione per l’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari; sessanta giorni di negoziati per raggiungere un accordo definitivo “basato sulle questioni nucleari e sulla revoca completa” delle sanzioni; impegno dell’Iran a non produrre armi nucleari; impegno degli Stati Uniti, durante i negoziati, a non aumentare le proprie forze nella regione né imporranno nuove sanzioni; sblocco dei 24 miliardi di dollari di fondi iraniani; istituzione di un meccanismo di monitoraggio per l’attuazione dell’accordo.
L’accordo definitivo dovrà essere approvato tramite una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.I negoziati finali non inizieranno prima dello sblocco di metà dei fondi iraniani congelati, della sospensione delle sanzioni petrolifere e della revoca del blocco navale.
La pressione militare sul regime di Teheran – secondo l’annuncio a stelle e strisce – non verrà comunque azzerata immediatamente, poiché la Casa Bianca intende mantenere intatto il proprio potere contrattuale fino alla ratifica formale. “Il blocco navale rimarrà in pieno vigore e con totale effetto fino a quando questa Transazione non sarà finalizzata”, ha precisato con fermezza il presidente nel suo messaggio ufficiale, concludendo che i dettagli logistici della cerimonia, compresi “il luogo e l’ora della firma, saranno annunciati a breve”.
Per quanto riguarda Israele, l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu nella serata di ieri riferiva che “Il Presidente Trump ha parlato con il Primo Ministro Netanyahu in merito al memorandum d’intesa (Mou) in fase di elaborazione con l’Iran per l’avvio dei negoziati. Sebbene Israele non sia parte del memorandum d’intesa, il Primo Ministro ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno del Presidente Trump affinché l’accordo finale, al termine dei negoziati, includa la rimozione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno iraniano ai suoi gruppi terroristici nella regione”.


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