CONGRESSO DELLA LEGA: OGGI GLI INTERVENTI DI SALVINI E GARAVAGLIA. POI IL VOTO. SCONTRO APERTO AL VIMINALE TRA NAZIONALISTI E NORDISTI.
Entra nel vivo la seconda e decisiva giornata del Congresso nazionale della Lega. Dopo le forti tensioni registrate in apertura, la giornata odierna vedrà i discorsi programmatici dei due candidati alla segreteria, Matteo Salvini e Massimo Garavaglia, seguiti dal voto a scrutinio segreto dei 705 delegati che determinerà la futura leadership e la linea politica del partito.
La prima giornata dei lavori ha evidenziato profonde spaccature interne. A rompere gli indugi è stato Marco Dreosto, segretario della Lega in Friuli Venezia Giulia, che ha duramente criticato il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, accusandolo di alimentare "correntismi e diatribe personali" a scapito del bene del partito. Dreosto ha inoltre lanciato un monito sulla linea geopolitica del movimento, avvertendo che rimettere al centro il Nord non deve significare la rinuncia a un progetto di Lega nazionale.
Immediata e netta la replica di Massimiliano Romeo, che ha respinto le accuse di personalismo lanciando un forte allarme sulla tenuta elettorale del partito: "La gente non ci vota più", ha dichiarato dal palco. Romeo ha invocato un confronto serio e democratico, rigettando qualsiasi ipotesi di scissione ("Sono e resterò sempre leghista"), ma invitando la dirigenza a evitare la parabola di Matteo Renzi, passato dal 40% al 2%.
Le critiche di Romeo sono state aspramente censurate dal vicesegretario Claudio Durigon, il quale ha sottolineato l'errore di metodo: "Andare sui giornali e screditarci non è gioco di squadra", ha rimarcato l'esponente pontino.
Al dibattito si è unito anche il fronte dei governatori del Nord, che ha chiesto maggiore ascolto per i territori storici. Attilio Fontana ha dato voce al malessere interno riflesso nei sondaggi, mentre Luca Zaia ha ribadito la centralità della questione settentrionale con lo slogan "senza identità non c'è consenso", chiedendo il rispetto di tutte le anime del movimento e mettendo in guardia contro un sovranismo radicale.
L'attesa è ora tutta per i due sfidanti: l'esito del voto segreto stabilirà se prevarrà la linea della continuità nazionale di Salvini o il ritorno alle origini autonomiste sostenuto da Garavaglia

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