C’ERA UNA VOLTA SANTO STEFANO A TOR DI VALLE.
Il tradizionale appuntamento di Santo Stefano a Roma per gli appassionati delle corse ippiche e auguri natalizi, era a Tor di Valle, dove come dice l’immenso Gigi Proietti nel film cult, nell’arringa finale, degli anni settanta Febbre da Cavallo, “Tutto cominciò dall’ippodromo di Tor di Valle signor giudice…”.
C’era il prestigioso Gran Premio Galà Internazionale del Trotto e tante altre corse di trotto ad altissimo livello.
Un’occasione per i romani di prolungare i festeggiamenti, trascorrendo un pomeriggio all’ippodromo alla ricerca della dritta da parte di personaggi storici come, Il Marinaro, Briciola il Tigre ecc.… che si integravano alla perfezione, nel tessuto sociale variegato che frequentava Tor di Valle e andavano appositamente il 26 dicembre per scommettere sui cavalli e divertirsi nella condivisione di altri ceti sociali unici in un ippodromo che creava una socializzazione incredibile.
Tor di Valle fu inaugurato proprio il giorno di Santo Stefano, nel secolo scorso e il grande Tornese (Sauro Volante) vinse la prima corsa, sotto un diluvio il “Pilota” Sergio Brighenti lo rimise al trotto rapidamente per vincere di misura.
Dal 1960 Tor di Valle sviluppò un’attività regolare, fu sede del Derby del Trotto Italiano e tante corse internazionale, salotto dei Vip della dolce vita romana, politici, sportivi, spettacolo ecc. Insieme a migliaia di persone comuni e appassionate.
Il cavallo trottatore non mancava con i campioni a 4 zampe che correvano sull’anello di Tor di Valle e grandi professionisti che hanno fatto la storia del trotto mondiale.
Oggi Tor di Valle sembra territorio di guerra, visibile solo dalla ciclabile (foto news) e abbandonato totalmente senza nessuna speranza di soluzioni a breve ne progetti di riqualificazione.
In questo giorno di festa nazionale per il Santo Stefano 2025, la riflessione e il pensiero è facile da fare, l’essere umano quando è concentrato a creare e costruire insieme, senza scopi personali, di lucro economici è fantastico nel trovare soluzioni vincenti e opportunità di socializzazione, divertimento e formazione per i giovani di una passione che dà posti di lavoro in diversi settori della filiera ippica e agro alimentare.
Ma riesce a distruggere tutto quando subentrano tutte quelle negatività riportate accentuate dal mondo virtuale e tecnologico che si è evoluto nel tempo, facendo perdere i valori sociali di parola e confronto personale con la gente.
La situazione degli ippodromi italiani è sotto gli occhi di tutti, il Derby del Trotto non sarà più a Roma per la situazione difficile dell’unico ippodromo rimasto nella Capitale Capannelle. Altri ippodromi sono chiusi o falliti senza una adeguata attenzione generale, ma se si chiudono i teatri e cambiano le tradizioni e basi del nostro sport ippico, dove trascorreranno i nostri amati cavalli il Santo Stefano e tutta la loro carriera agonistica, con il loro amico di una vita, l’essere umano?
Il mio augurio di Santo Stefano è senza dubbio di non perdere il ricordo di quelle giornate vissute nella felicità, spensieratezza e divertimento delle corse dei cavalli che ha fatto crescere tante generazioni e ha dato valori che forse i giovani d’oggi non riescono più a trovare.

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