Dieci (ottime) cose da fare prima di morire

Anna Maria Rengo • 7 gennaio 2026

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Lo scrittore ternano Andrea Giuli alla ricerca della verità sul senso della vita e della morte in venti racconti che ne esplorano il senso tra sperimentazione linguistica, introspezione e ironia.

di Anna Maria Rengo

Un “prosare poetico”, così il suo autore ama definirne la scrittura, che cattura immediatamente l’attenzione e la mantiene viva per 163 pagine. Ma al di là della forma perfetta e ricercata, al di là dei colti e arguti neologismi, “Quel che c’è da fare prima di morire – Venti apologhi moderni sulla (non) verità” lascia un segno profondo nel lettore per il taglio originale, disincantato, divertito e ondeggiante tra ottimismo e disperazione, con cui si scandagliano i grandi temi dell’esistenza: l’amore, l’erotismo, l’amicizia, la famiglia, l’ambizione, la gioia, la solitudine, il potere, solo per citarne alcuni.


Alla ricerca, vana come già preannuncia il sottotitolo di questa raccolta di racconti edita da Robin Edizioni, di una verità che sembra talvolta alla portata di mano, altre un’utopia, ma che poi finisce sempre per svanire, al momento di cercare di capire il senso vero della vita e della morte. Senza per questo perdere il suo valore.


Una ricerca condotta da Andrea Giuli, giornalista professionista, saggista, poeta, già vice sindaco e assessore alla cultura del Comune di Terni, e che in questo suo ultimo libro sperimenta accenti diversi ma unitari e complementari. Tutti i racconti hanno la stessa lunghezza, tutti iniziano con un accenno diretto alla verità, prima di calarsi in paesaggi veri o immaginari che si popolano di protagonisti che molto spesso paiono proprio l’alter ego di Andrea, osservatore pensoso della realtà al punto tale, talvolta, di dimenticare di essere egli stesso attore.


Ma quanto c’è di te e del tuo vissuto, Andrea, in questi racconti?


“Non si può prescindere, nello scrivere un’opera letteraria in versi o in prosa, dal proprio vissuto e dalla propria storia esistenziale e sentimentale. Impossibile non attingere anche dalla propria esperienza e dalle proprie letture. È così per ogni autore della letteratura di tutti i tempi. Chi dovesse sostenere il contrario mente sapendo di mentire. La letteratura totalmente impersonale non esiste.”


Cos'è per te scrivere: un piacere, una necessità o cos'altro?


“Una necessità, una gioia, uno scavo dentro di me e dentro il mondo che mi circonda, una schermaglia continua con le possibilità del linguaggio. In fin dei conti una modalità di comunicazione con l’altrove che è più vicino a noi di quanto si pensi. Ma soprattutto, la scrittura è esercizio, disciplina, cercando di cogliere ciò che è dietro le cose. Un disperato atto d'amore.”


Come mai hai scelto proprio il racconto "Quel che c'è da fare prima di morire" per dare il titolo alla raccolta?


“Sarò sincero, c’era qualche altra opzione, ma alla fine mi sembrava un bel titolo, intrigante. Al di là del racconto, è quello che probabilmente evoca con maggiore efficacia il clima generale del libro. Il titolo più ammiccante verso il lettore.”


Dopo avere ammiccato al lettore, non lasciamolo però con la curiosità di sapere cosa ci sia da fare prima di morire. O meglio, diamogli almeno un paio di spunti attinti dal decalogo che l’Andrea fittizio, protagonista del racconto che dà il nome alla raccolta, appunta su “un foglio bianco rubato alla stampante”. “Ricordarsi di avere amato qualcuno perdutamente, più che convincersi di aver ricevuto lo stesso, esatto amore”, ma anche proiettarsi verso il futuro: “Progettare un viaggio, un coito, una cena, un orto e avere sufficiente cura di sé stessi. Qualcosa di buono uscirà fuori, magari solo il progetto”, è la previsione del doppio Andrea, quello finto e quello vero.

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La premier: "Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale perché c'è stato il tentativo di 'buttarla in caciara' per individuare il nemico" In caso di vittoria del No “mi preoccupa il messaggio che in questa nazione le cose che non funzionano non si possono cambiare e che noi non siamo in grado di guardare avanti, di correggere le storture del sistema, che dobbiamo rimanere sempre identici a noi stessi anche se sappiamo che ci sono delle cose che non funzionano”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni intervistata in occasione dello speciale sul referendum del Tg La7 in onda stasera. E, per Meloni, “non è una cosa che paga il Governo, la pagherebbero i cittadini. È una sfida tra chi vuole rimanere sempre identico, tra chi vuole difendere lo status quo sapendo che in quello status quo si annidano privilegi e storture, e chi vuole guardare avanti e modernizzare, per consegnare ai propri figli una nazione migliore di quella che ci è stata consegnata”. Domenica e lunedì, ha ribadito la premier, “non si vota sulla Meloni”. Con il No “ti tieni la Meloni e intanto non hai riformato una giustizia che in Italia non funziona: la Meloni si può mandare a casa fra un anno, ci sono le elezioni politiche, ma adesso noi non stiamo votando su questo, stiamo votando su una riforma sacrosanta. Si lancia una lepre da rincorrere per non guardare la realtà delle cose”. MELONI: NESSUN CONTRACCOLPO, I GOVERNI LI IMPALLINANO LE MAGGIORANZE.. Meloni non vede “contraccolpi di natura politica indipendentemente da come il referendum dovesse andare, e particolarmente non per il Governo: sappiamo tutti che i Governi di solito vengono impallinati dalle proprie maggioranza, non dalle opposizioni. E la maggioranza è solida e lo è stata anche in questa campagna, a differenza delle opposizioni”. MELONI: FAMIGLIA BOSCO? C’ENTRA, CON RIFORMA PRINCIPIO RESPONSABILITÀ I casi giudiziari e di cronaca citati durante la campagna referendaria “c’entrano eccome, perché questa è una riforma sulla responsabilità e sulla meritocrazia nella giustizia. Il caso della famiglia nel bosco, al di là dell’approccio ideologica con cui questa vicenda è stata trattata, evidenzia una negligenza perché non si valuta l’impatto sui bambini, si dimentica di chiamare l’interprete. E introdurre il principio della responsabilità affronta queste questioni molto meglio”, ha aggiunto Meloni. MELONI: PERCHÉ HO CITATO GARLASCO? RACCONTA MALFUNZIONAMENTO SISTEMA “Perché ho citato Garlasco? Sono fatti specifici che raccontano il malfunzionamento di un sistema. Se voi dite che l’ho citato probabilmente lo avrò fatto perché è un caso di giustizia che sta impattando molto e che ha coinvolto anche dei magistrati che al tempo non avevano fatto il loro lavoro. Ho raccontato mille altri casi che raccontano il malfunzionamento di quel sistema”, ha detto Meloni aggiungendo che questa “non è una riforma fatta contro i magistrati, è una riforma fatta per tutta la magistratura. Ed è la ragione per cui moltissimi magistrati autorevolissimi la stanno sostenendo con coraggio”. MELONI: NON È STATA BELLA CAMPAGNA, HANNO PROVATO A BUTTARLA IN CACIARA “Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale, anche perché c’è stato questo tentativo di ‘buttarla in caciara’ per individuare il nemico, spaventare la gente e dire cose che non c’entravano niente”, ha spiegato la premier. “Ho trovato veramente orrendo- ha sottolineato Meloni- il fatto di dover mentire per essere convincenti, e questo è accaduto prevalentemente da parte del fronte del No. Dopodiché ovviamente i toni che sono stati utilizzati hanno portato a dei falli di reazione anche nella nostra metà campo, ed ecco perché non è stata una campagna elettorale”.
Autore: AGENZIA DIRE 20 marzo 2026
Un taglio di 24,4 centesimi al litro. Avanti con i controlli della Gdf per chi non ha ancora adeguato i listini Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, alle ore 8 di oggi, venerdì 20 marzo, quasi il 60% degli impianti di distribuzione in Italia (12.107 punti vendita) ha ridotto i prezzi in seguito al taglio delle accise disposto dal Governo. Una nuova rilevazione è prevista nel pomeriggio. Tutte le principali compagnie petrolifere operanti nel Paese hanno inoltre adeguato i propri prezzi consigliati, con una riduzione di 24,4 centesimi di euro al litro, in linea con il provvedimento adottato in Consiglio dei ministri. IL PREZZIO MEDIO PER BENZINA E GASOLIO Il prezzo medio dei carburanti rilevato questa mattina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale è pari a 1,734 €/l per la benzina e 1,978 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self-service si attesta invece a 1,812 €/l per la benzina e 2,048 €/l per il gasolio. MA UN IMPIANTO SU DIECI HA AUMENTATO I PREZZI Dalle ultime rilevazioni del Mimit emerge inoltre che l’11,4% degli impianti, oltre a non aver ancora ridotto i prezzi al taglio delle accise, ha addirittura aumentato i prezzi esposti: il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco di questi distributori, affinché vengano effettuati i necessari controlli ai sensi del nuovo regime speciale previsto dal decreto-legge approvato dal Governo. Gli esiti dei controlli saranno trasmessi anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi in cui emergano profili di rilevanza penale, all’autorità giudiziaria.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 20 marzo 2026
A margine di una manifestazione elettorale dedicata al Referendum sulla Giustizia, la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, Arianna Meloni, è intervenuta in merito alle recenti polemiche sollevate dalle opposizioni riguardanti il Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Rispondendo alle richieste di dimissioni formulate dalle minoranze a seguito di un'inchiesta giornalistica relativa a presunte partecipazioni societarie del Sottosegretario, Arianna Meloni ha dichiarato ai microfoni della stampa: “ Non mi risulta che ci siano indagini a carico di Delmastro. È tempo di porre fine a queste continue gogne mediatiche, basate su ricostruzioni che non trovano riscontro in atti giudiziari”.  Con queste dichiarazioni, i vertici di Fratelli d’Italia respingono fermamente le pressioni delle opposizioni, confermando la fiducia nell'operato del Sottosegretario Delmastro.
Autore: Redazione 20 marzo 2026
'La maggioranza è solida, a differenza dell'opposizione' Io non vedo contraccolpi di natura politica indipendentemente da come il referendum dovesse andare, particolarmente per il governo. La maggioranza è solida, ed è stata solida anche in questa campagna. A differenza dell'opposizione, dove ci sono esponenti che sostengono il sì". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell'edizione speciale del Tg La7 'Sì o no' dedicato al referendum sulla giustizia in onda stasera.
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