FAMIGLIA NEL BOSCO: GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI E IL PRESIDIO PACIFICO DI SABATO 17 GENNAIO
Le ultime ore hanno segnato un punto di svolta nella narrazione mediatica e giudiziaria riguardante Nathan, Catherine e i loro figli. Secondo quanto riportato dai servizi del TG5 e dagli approfondimenti odierni, è emersa una forte smentita all'etichetta di "bambini selvaggi": i minori, pur avendo vissuto isolati, stanno dimostrando capacità di adattamento e progressi educativi sotto la guida della loro nuova maestra.
Tuttavia, la situazione familiare resta critica. Catherine, attualmente in una casa famiglia a Vasto, vive momenti di forte tensione con la struttura. Le relazioni degli operatori la descrivono come "non collaborativa", una condizione che, secondo fonti legali, potrebbe mettere a rischio la sua permanenza con i figli. Nel frattempo, Nathan sta completando il trasloco nella nuova abitazione messa a disposizione da un imprenditore locale, nel tentativo di creare i presupposti per il ricongiungimento.
Per domani, sabato 17 gennaio 2026, è confermata una grande mobilitazione pacifica. Come annunciato dal sindaco di Palmoli e dagli organizzatori ai microfoni della stampa nazionale, si terrà un presidio pacifico permanente H24 che partirà proprio dall'abitazione di Nathan.
L’obiettivo della manifestazione, definita "itinerante", è quello di accendere un faro non solo sulla vicenda specifica della famiglia nel bosco, ma su quello che viene definito un "fenomeno sommerso": centinaia di famiglie che si sentono schiacciate da un sistema che non le riconosce o le penalizza.
La vicenda mette in luce una problematica sistemica denunciata con forza da attivisti e comitati: troppo spesso, in questa e in molte altre situazioni analoghe, le relazioni redatte dai servizi sociali, dai curatori, dai tutori e dalle cooperative che operano per conto dei servizi sociali attraverso educatori incaricati, non corrispondono all'esatta realtà dei fatti. Quando queste relazioni, presentate ai giudici, risultano parziali o distorte, mettono gravemente a rischio la stabilità delle famiglie e la serenità dei bambini. Il presidio di domani vuole essere una voce di protesta contro queste incongruenze, chiedendo che il diritto alla genitorialità non venga calpestato da burocrazie distanti dalla vita reale.

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