Femminicidio Tania Terrin: l'autopsia conferma il decesso per strangolamento
Femminicidio di Tania Terrin, i primi esiti dell'autopsia confermano il decesso per strangolamento
I primi risultati dell’esame autoptico sul corpo di Tania Terrin, la donna di 39 anni uccisa lo scorso Ferragosto nella sua abitazione a Camponogara (Venezia), confermano la causa del decesso. La vittima è stata strangolata.
Il medico legale incaricato dalla Procura di Venezia, il professor Claudio Terranova dell’Università di Padova, ha riscontrato la rottura dell’osso ioide e diverse escoriazioni sul collo della donna, elementi pienamente compatibili con la dinamica del soffocamento ipotizzata dagli inquirenti. La relazione ufficiale e definitiva verrà depositata entro i prossimi 30 giorni.
Secondo le ricostruzioni investigative, l’autore del femminicidio è l’ex compagno Dino Keber, 43 anni, il quale si è tolto la vita subito dopo il delitto impiccandosi nella sua residenza a Dolo (Venezia). Dalle indagini è emerso che l'uomo era già stato denunciato in tre precedenti occasioni per comportamenti violenti, la prima delle quali risalente al 2002. Inoltre, la vittima aveva recentemente cercato un contatto con un'altra ex partner di Keber, che l'aveva messa in guardia sulla pericolosità dell'uomo.
Le autorità proseguono gli accertamenti per ricostruire gli ultimi spostamenti della coppia e chiudere il fascicolo d'indagine.

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