Foibe, alla Camera la commemorazione. Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata"

10 febbraio 2026

Condividi su

La premier nel Giorno del ricordo: "Tante le iniziative in Italia per la memoria di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale

 

Nell'Aula di Montecitorio la cerimonia celebrativa del Giorno del Ricordo di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale: le Foibe. Una tragedia cui fece seguito un altro dramma, quello dell’esodo: circa 250mila italiani sono costretti a lasciare la propria terra e le proprie case.

Prima dell'avvio, è stato eseguito l'Inno di Mameli. All'evento partecipano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In apertura gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana e del Presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fontana: "Fronte comune contro tentativi di giustificazione o negazione"

"Mi auguro che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto", ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana. "La complessa vicenda del confine orientale costituisce una delle pagine più dolorose della nostra storia. Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine già nelle ore seguenti l’armistizio dell’8 settembre. A migliaia furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi, in un crescendo di crudeltà e di atrocità che lasciò per anni una lunga scia di sangue", ha dichiarato Fontana. "Una sorte non meno funesta toccò alle tante famiglie costrette ad abbandonare le proprie terre, alcune anche prima dell’invasione delle truppe jugoslave. Private di ogni bene e della propria identità, divennero esuli nella loro stessa patria, ritrovandosi senza certezze per il futuro - ha proseguito il presidente della Camera . Emblematico fu il caso della città di Pola, dove tanti cittadini scelsero di partire quando apparve chiaro che i negoziati di pace non avrebbero assegnato quel territorio all’Italia".

"Questo non bastò a fermare gli episodi di violenza. Lo dimostrò la strage sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che causò la morte di oltre cento italiani e di cui ricorre quest’anno l’80° anniversario. La popolazione italiana pagò il prezzo più caro di una contesa territoriale esasperata dai risvolti della sconfitta bellica", ha detto ancora Fontana. "Ma nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi. È questa una convinzione che deve trovarci tutti concordi per fare fronte comune contro qualsiasi tentativo di giustificazione o di negazione di quei crimini. Solo così sarà possibile commemorare quanti persero la vita e restituire, almeno in parte, un senso di giustizia ai superstiti e ai loro familiari - ha spiegato Fontana -. A distanza di tanti anni da quei tragici eventi, un profondo sentimento di vicinanza continua a legarci alle tante comunità che subirono quel massacro, per troppo tempo offuscato da un ingiusto silenzio cui il Parlamento italiano ha cercato di porre rimedio istituendo il Giorno del Ricordo". "Quella drammatica vicenda è ancora un costante monito contro l’odio tra i popoli e le nefaste conseguenze dei conflitti armati. Confrontarci con le tragedie del passato ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide presenti e future. Siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società dove non ci sia posto per alcuna discriminazione e intolleranza, da consegnare in eredità alle giovani generazioni", ha detto ancora il presidente della Camera.

La Russa: "Non solo ricordo ma richiesta perdono per colpevole silenzio"

"Oggi, nella solennità di quest'Aula, siamo qui non solo per ricordare, per tramandare, ma anche per rinnovare la nostra richiesta di perdono per il colpevole silenzio che ha avvolto e coperto queste voci per troppi anni. Oggi ricordiamo le vittime, ricordiamo il loro dolore, ricordiamo la vergogna perpetrata ai loro danni", ha affermato La Russa. "Ricordiamo e ci vergogniamo -ha aggiunto la seconda carica dello Stato- per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che li riportava in Italia nel febbraio del 1947. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini e che invece in quella occasione venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli e per l'oblio, nel quale molti di loro lasciammo".

"Ricordare e tramandare un atto di verità, di amore e di giustizia che per fortuna non è stato più dimenticato, annullato. Un atto -ha concluso La Russa- che dobbiamo compiere tutti i giorni, non solo per onorare la memoria, ma anche affinché simili tragedie non possano mai più avvenire".

Tajani: "Mai più pulizie etniche"

"Il Giorno del Ricordo parla al nostro presente. Viviamo in un mondo attraversato da nuovi conflitti, da tensioni crescenti, da guerre che rimettono in discussione le nostre certezze, minano le nostre speranze, ci interrogano sui nostri valori. Per questo la memoria delle foibe è un monito attuale''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe. "Mai più pulizie etniche. Mai più persecuzioni fondate sull'identità. Mai più violenze giustificate dall'ideologia, dal nazionalismo esasperato, dalla brama di conquista", ha auspicato Tajani.

"L'Italia continuerà a lavorare, in Europa e nel mondo, per la pace e il dialogo''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe. Questa ''è l'essenza della nostra politica estera, è la nostra identità, come collettività nazionale, come sancito nella nostra Costituzione. Solo così il sacrificio delle vittime delle foibe e di quanti hanno sofferto la tragedia dell'esodo non sarà stato vano", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato alla Camera la decisione presa nel 2004 dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di istituire ''una Giornata in ricordo delle vittime delle foibe e della tragedia sofferta dagli esuli istriani''. Si è trattato di ''un atto di profondo valore civile e morale'' con cui ''venne piantato il seme del perdono e della riconciliazione'', ha detto Tajani, sottolineando che "ogni autentico percorso di riconciliazione può nascere solo dal ricordo''.

''Oggi Slovenia e Croazia sono Paesi amici ed alleati, condividiamo i valori di libertà, democrazia e stato di diritto che ci uniscono in Europa'', ha aggiunto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe. ''L'Italia continua a sostenere con convinzione il percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali. La loro piena adesione all'Unione Europea non è soltanto una scelta strategica, è una scelta morale: significa trasformare le ferite della storia in un progetto di pace duratura", ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che la storia delle foibe sia negata"

Intanto sui social il primo messaggio della premier. "Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità", ha scritto Giorgia Meloni.

"La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi", ha proseguito la premier. "Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il 'Treno del Ricordo' che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. A ognuno di noi", ha concluso Meloni.

L'omaggio

A Roma è in programma oggi il consueto omaggio al sacello del Milite Ignoto, con la deposizione di una corona d’alloro presso l’Altare della Patria, le bandiere di Montecitorio saranno posizionate a mezz’asta e in serata il Tricolore sarà proiettato sulla facciata del palazzo. Nel pomeriggio il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati e al ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, visiterà la mostra degli Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani (Medif), allestita presso il Complesso del Vittoriano a Roma. Lo comunica il ministero della Cultura. Ma tante sono anche le iniziative nel resto d'Italia.

"Oggi onoriamo i martiri delle foibe e tutti coloro che vissero il dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Ricordare e rendere omaggio alle vittime e al dolore delle loro famiglie è un dovere delle Istituzioni". Lo scrive sui social il presidente della Camera Lorenzo Fontana.

"Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica. Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia. È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace". Così su X il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.

"Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall'odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare", ha scritto sui social Matteo Salvini.


 


 


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa , è intervenuto oggi alla festa del Foglio a Firenze, rilasciando importanti dichiarazioni sul futuro politico del Paese, sulle massime cariche dello Stato e sulle prossime scadenze elettorali Il futuro di Giorgia Meloni e del Quirinale Rispondendo a una domanda su una possibile futura elezione di Giorgia Meloni alla Presidenza della Repubblica, La Russa ha affermato: “Conoscendo Giorgia, non credo che questo sia il suo obiettivo. Credo che voglia proseguire il compimento del programma per l’Italia candidandosi a rifare il presidente del Consiglio” . Ha tuttavia aggiunto che, in una prospettiva futura, “sarebbe un grande vantaggio per l’Italia avere un presidente della Repubblica donna che sia Giorgia Meloni”. Il Presidente del Senato ha poi difeso la classe dirigente della coalizione, sottolineando che “la destra difetta in tante cose forse, non nella capacità di dare dei leader. Quando Meloni lascerà il ruolo di premier, ci sarà chi prenderà quel ruolo” Smentite su Quirinale e Regione Lombardia La Russa ha categoricamente escluso qualsiasi ambizione personale per le prossime scadenze istituzionali, smentendo le voci che lo vorrebbero in corsa per il Colle o per la guida della Regione Lombardia “ Io non sarò capo dello Stato. Non voglio fare il presidente della Repubblica e voglio fare il presidente della Lombardia? Ma non scherziamo...” La legge elettorale e la data del voto Sul fronte delle prossime elezioni politiche, la seconda carica dello Stato ha delineato i possibili scenari temporali, ipotizzando una consultazione anticipata rispetto al limite massimo consentito dalla legge “La scadenza naturale sa fino a quando può arrivare? Addirittura fino a dicembre. Per legge si potrebbe votare sotto Natale. Io penso che si voterà prima, quanto prima non lo so... La cosa più probabile è che si voti a ottobre” Infine, commentando i lavori sulla nuova legge elettorale, ha chiarito che la riforma “non serve a vincere le elezioni, serve a dare all’Italia un governo di chi avrà un voto in più”
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
Doppia scossa di terremoto di magnitudo 3.2 nel Casertano, epicentro a Gioia Sannitica  Una doppia scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata oggi dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nell'area del Casertano. Il primo evento tellurico si è verificato alle ore 12:22, seguito da una seconda scossa alle ore 12:23. L'epicentro del sisma è stato localizzato a 4 chilometri dal comune di Gioia Sannitica, in provincia di Caserta, a una profondità di 10.7 chilometri. Le scosse hanno generato apprensione e paura tra la popolazione locale. In base alle prime segnalazioni diffuse anche attraverso le piattaforme social, il movimento tellurico è stato distintamente avvertito dai cittadini non solo nell'area epicentrale e nel Casertano, ma anche in diverse zone limitrofe, spingendosi fino alle province di Napoli e Benevento. Al momento non si segnalano danni materiali a edifici o infrastrutture, né feriti. Le autorità locali e i presidi di protezione civile restano in contatto per seguire l'evoluzione della situazione e completare le verifiche del caso sul territorio.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
L’artista presenta il suo ultimo progetto discografico, un viaggio tra le hit che hanno segnato la storia della musica italiana, e lancia una frecciata al panorama contemporaneo. Un commento anche su Sanremo: "Non vorrei essere nei panni di De Martino". Massimo Ranieri torna sulla scena discografica con un progetto che unisce nostalgia, grandezza interpretativa e una lucida provocazione sul presente della musica italiana. È in uscita il suo nuovo album interamente dedicato ai grandi successi degli anni Sessanta , un decennio che l'artista definisce insuperabile e di cui avverte profonda nostalgia: "Oggi non si fanno più canzoni", ha dichiarato senza mezzi termini, sottolineando il divario tra la scrittura del passato e le produzioni contemporanee. Il disco nasce dal desiderio viscerale di ritrovare l'emozione pura del palcoscenico e il contatto autentico con gli spettatori. Ranieri ha confessato di non vedere l'ora di cantare questi brani dal vivo, per spiazzare e sorprendere il pubblico, godendosi persino lo smarrimento iniziale di chi cercherà di collocare quelle melodie senza tempo all'interno della sua sterminata discografia. A margine della presentazione del progetto, l'istrionico artista napoletano non ha mancato di commentare l'attualità televisiva e musicale, rivolgendo un pensiero al prossimo Festival di Sanremo , la cui macchina organizzativa è già in pieno movimento. Con la consueta ironia e schiettezza, Ranieri ha espresso la propria solidarietà al neo-conduttore: "Sanremo? Non vorrei essere nei panni di Stefano De Martino", evidenziando implicitamente il peso e la pressione che gravano sulla guida della kermesse più importante d'Italia. Il nuovo album di Massimo Ranieri si candida a diventare un punto di riferimento per gli amanti della grande canzone d'autore italiana, un ponte ideale tra generazioni per riscoprire la qualità e l'anima della musica che ha fatto la storia del Paese.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
Max Verstappen firma la gara sprint del Gran Premio di Singapore con una prestazione impeccabile. Il pilota olandese ha conquistato la vittoria sul circuito cittadino di Marina Bay, respingendo gli attacchi dei rivali e confermando il suo feeling con il format del sabato. Alle sue spalle si tinge di rosso il podio di Singapore: la Scuderia Ferrari festeggia un doppio piazzamento sul podio grazie a una solida prova di squadra. Lewis Hamilton ha chiuso la mini-gara in seconda posizione, precedendo il compagno di squadra Charles Leclerc, terzo al traguardo dopo un acceso confronto ravvicinato. Giù dal podio ma autore di una gara strategica in ottica campionato è Kimi Antonelli. Il giovane pilota italiano, attuale leader del Mondiale, ha artigliato la quarta posizione, blindando punti preziosi per la rincorsa al titolo iridato in vista della gara principale di domenica.
Autore: AGENZIA DIRE • 10 ottobre 2026
Epicentro nella zona sud-ovest di Pitaloza Arriba ROMA – Secondo quanto riporta l’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv), un sisma di magnitudo 7.5 ha colpito Panama alle 19.56 ora italiana . La profondità è di appena 9 km. E’ stato diramato l’ allarme tsunami , dopo la forte scossa che ha colpito Panama con epicentro nella zona sud-ovest di Pitaloza Arriba. Secondo l’United States Geological Survey (USGS), potrebbero esserci vittime e danni ingenti . A quanto si apprende dai media locali, il principale aeroporto internazionale di Panama è stato temporaneamente chiuso a scopo precauzionale. Il presidente panamense José Raúl Mulino ha invitato alla calma e ha incaricato il Ministro del Governo di fornire informazioni sugli effetti del terremoto. Sono state segnalate diverse scosse di assestamento in prossimità dell’epicentro. In precedenza, il sistema di allerta tsunami degli Stati Uniti aveva segnalato la possibilità di onde di tsunami lungo alcune zone costiere, prima di comunicare che non sussisteva più alcuna minaccia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
In un drammatico punto stampa alla Casa Bianca e attraverso i propri canali social, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridisegnato gli equilibri geopolitici internazionali, alternando aperture diplomatiche verso l'Italia a decisioni che stanno già sollevando una tempesta globale. Il legame con Roma e l'asse con Meloni Rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump ha espresso parole di forte stima nei confronti della Premier italiana Giorgia Meloni. "Con lei ho un grande rapporto. Andiamo d'accordo", ha dichiarato il leader della Casa Bianca, confermando come "probabile" un imminente incontro bilaterale a margine del prossimo vertice G20. La svolta energetica: revocate le sanzioni alla Russia La dichiarazione più dirompente riguarda l'annuncio ufficiale di un accordo strategico siglato con il Presidente russo Vladimir Putin, giunto al termine del loro sesto colloquio telefonico dall'inizio dell'anno. Gli Stati Uniti reintroducono l'importazione di gasolio dalla Russia con l'obiettivo dichiarato di abbattere i prezzi interni del carburante. Per consentire l'operazione, Washington ha cancellato le sanzioni energetiche precedentemente imposte contro Mosca. La mossa ha incassato l'immediata e durissima condanna del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito la scelta americana "una decisione indegna" capace di alterare pesantemente il corso del conflitto in Ucraina. L'affondo sul Nobel e l'attacco alla Norvegia Trump non ha risparmiato parole durissime nei confronti del Comitato per il Nobel e della Norvegia, definendo il Paese europeo "corrotto" a seguito della mancata assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla sua amministrazione. "Gli Stati Uniti d'America, rappresentati da me, avrebbero dovuto ricevere il Premio. Questa è una macchia indelebile per la Norvegia. Non dimenticheremo", ha scandito il tycoon, attaccando direttamente anche la figura di Navi Pillay. Il comunicato traccia il quadro di un'amministrazione USA intenzionata a muoversi in totale autonomia sullo scacchiere energetico e diplomatico, incurante delle critiche degli storici alleati europei.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
Non si ferma l’ondata di truffe legate ai carburanti annacquati nella Capitale . Nuovi casi segnalati nelle ultime ore confermano il persistere di un fenomeno che sta provocando danni per migliaia di euro ad automobilisti e motociclisti romani, costretti a fare i conti con guasti meccanici distruttivi subito dopo il rifornimento. L’ultimo episodio emblematico riguarda un motociclista locale, la cui moto si è spenta improvvisamente a pochi metri dal distributore. L'intervento del meccanico ha svelato una realtà sconcertante: all'interno del serbatoio non vi era traccia di benzina, bensì un composto di acqua e fango . Il caso si aggiunge alla lunga lista di denunce raccolte nell'ambito di un'inchiesta giornalistica che ha già fatto scattare l'intervento delle forze dell'ordine. I recenti blitz della Guardia di Finanza hanno portato alla luce una situazione critica sul territorio capitolino, con oltre 10 tonnellate di carburante irregolare sequestrate e un quadro allarmante che vede un impianto su cinque non in regola . Oltre al danno economico diretto per il ripristino dei veicoli, l'emergenza si inserisce in un contesto già difficile per i consumatori, gravati da costi dei carburanti storicamente elevati. Le autorità invitano a prestare la massima attenzione e a segnalare anomalie immediate nel comportamento del motore dopo il rifornimento.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
Una violenta perturbazione sta colpendo in queste ore l'Italia centro-meridionale, provocando gravi criticità sul territorio. Il Dipartimento della Protezione Civile ha confermato lo stato di allerta meteo arancione per le regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia , dove si registrano esondazioni, smottamenti e pesanti disagi alla circolazione. Criticità principali sul territorio nazionale: SICILIA (Isole Eolie): Situazione di massima emergenza a Lipari . Una violenta bomba d'acqua ha causato l'esondazione dei torrenti Ponte e Valle. I flussi di fango e detriti hanno invaso il centro abitato, allagando decine di case e intrappolando numerosi automobilisti, soccorsi tempestivamente dai Vigili del Fuoco. CAMPANIA: Paura a Napoli, nella zona di Mergellina (via Fedro), dove una frana ha imposto l' evacuazione precauzionale di tre appartamenti . Lo smottamento ha lambito la sede ferroviaria della metropolitana a causa di alberi pericolanti. Si registrano inoltre cedimenti strutturali lungo la Statale Sorrentina . CALABRIA: Condizioni critiche nel Reggino e sul basso Ionio. A Melito Porto Salvo la furia dell'acqua ha letteralmente spezzato l'asfalto, aprendo enormi voragini e trascinando le auto per metri. La Statale 106 Jonica è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni a causa di fango e detriti sulla carreggiata. Alcune zone della provincia risultano attualmente isolate e senza energia elettrica . PUGLIA: Massima allerta nel Salento. Per garantire la sicurezza dei cittadini e limitare gli spostamenti, il sindaco di Lecce ha disposto con ordinanza urgente la chiusura di tutte le scuole per la giornata di oggi. Raccomandazioni alla cittadinanza Le autorità locali e la Protezione Civile invitano i cittadini delle aree interessate alla massima prudenza: evitare gli spostamenti non necessari , non sostare nei pressi di corsi d'acqua o seminterrati e seguire costantemente i canali ufficiali per gli aggiornamenti sull'evoluzione meteo. I presidi di soccorso e i Vigili del Fuoco sono attivi a pieno regime su tutti i territori colpiti per le operazioni di messa in sicurezza e assistenza alla popolazione.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
Un sabato da incorniciare per Marc Márquez sul circuito di Mandalika. Il pilota della Ducati ufficiale ha conquistato una spettacolare vittoria nella gara Sprint del Gran Premio d'Indonesia, un successo che gli permette di balzare per la prima volta in testa alla classifica generale del Campionato Mondiale MotoGP 2026. Grazie a questa prestazione, Márquez scavalca il rivale Jorge Martín, portandosi a +4 in classifica. La mini-gara da 13 giri è stata ad altissima tensione sin dalle prime battute. Una carambola al via alla prima curva ha messo subito fuori gioco il poleman Raul Fernández e l'italiano Marco Bezzecchi. Jorge Martín ha preso il comando della corsa nei primi passaggi, ma nel finale ha dovuto cedere il passo a causa del degrado degli pneumatici, chiudendo in quarta posizione. Márquez ha saputo gestire il ritmo alla perfezione, sferrando l'attacco decisivo e resistendo alla rimonta degli inseguitori. Il podio della Sprint parla anche giapponese e italiano: un sorprendente Ai Ogura ha conquistato la seconda posizione in sella alla Aprilia Trackhouse, seguito da un solido Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), ottimo terzo sul traguardo. Sabato da dimenticare invece per Francesco Bagnaia, che non è mai riuscito a trovare il giusto feeling con la pista e ha chiuso all'ottavo posto. L'appuntamento con la gara classica del Gran Premio d'Indonesia è fissato per domani, domenica 11 ottobre, con Marc Márquez che scatterà con i favori del pronostico e la targa di nuovo leader del mondiale.
Autore: AGENZIA DIRE • 10 ottobre 2026
L'attacco ha colpito simultaneamente più punti del centro urbano nelle prime ore del mattino (Foto di Ukrinform) ROMA – Si scava ancora tra le macerie a Zaporizhzhia dopo la serie di raid russi che all’alba ha devastato diverse aree della città ucraina meridionale . “Il bilancio delle vittime dei raid aerei è salito a otto, sedici persone sono rimaste ferite. Tre delle vittime sono bambini,”. La notizia è stata diffusa su Telegram da Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di Difesa Regionale di Zaporizhzhia, secondo quanto riportato da Ukrinform. Due dei feriti verserebbero in gravi condizioni, mentre la maggior parte degli altri è in condizioni moderate. L ‘attacco ha colpito simultaneamente più punti del centro urbano nelle prime ore del mattino . I soccorritori sono tuttora al lavoro per individuare ed estrarre eventuali superstiti intrappolati sotto i detriti degli edifici danneggiati.
Show More