Foibe, alla Camera la commemorazione. Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata"

10 febbraio 2026

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La premier nel Giorno del ricordo: "Tante le iniziative in Italia per la memoria di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale

 

Nell'Aula di Montecitorio la cerimonia celebrativa del Giorno del Ricordo di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale: le Foibe. Una tragedia cui fece seguito un altro dramma, quello dell’esodo: circa 250mila italiani sono costretti a lasciare la propria terra e le proprie case.

Prima dell'avvio, è stato eseguito l'Inno di Mameli. All'evento partecipano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In apertura gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana e del Presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fontana: "Fronte comune contro tentativi di giustificazione o negazione"

"Mi auguro che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto", ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana. "La complessa vicenda del confine orientale costituisce una delle pagine più dolorose della nostra storia. Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine già nelle ore seguenti l’armistizio dell’8 settembre. A migliaia furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi, in un crescendo di crudeltà e di atrocità che lasciò per anni una lunga scia di sangue", ha dichiarato Fontana. "Una sorte non meno funesta toccò alle tante famiglie costrette ad abbandonare le proprie terre, alcune anche prima dell’invasione delle truppe jugoslave. Private di ogni bene e della propria identità, divennero esuli nella loro stessa patria, ritrovandosi senza certezze per il futuro - ha proseguito il presidente della Camera . Emblematico fu il caso della città di Pola, dove tanti cittadini scelsero di partire quando apparve chiaro che i negoziati di pace non avrebbero assegnato quel territorio all’Italia".

"Questo non bastò a fermare gli episodi di violenza. Lo dimostrò la strage sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che causò la morte di oltre cento italiani e di cui ricorre quest’anno l’80° anniversario. La popolazione italiana pagò il prezzo più caro di una contesa territoriale esasperata dai risvolti della sconfitta bellica", ha detto ancora Fontana. "Ma nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi. È questa una convinzione che deve trovarci tutti concordi per fare fronte comune contro qualsiasi tentativo di giustificazione o di negazione di quei crimini. Solo così sarà possibile commemorare quanti persero la vita e restituire, almeno in parte, un senso di giustizia ai superstiti e ai loro familiari - ha spiegato Fontana -. A distanza di tanti anni da quei tragici eventi, un profondo sentimento di vicinanza continua a legarci alle tante comunità che subirono quel massacro, per troppo tempo offuscato da un ingiusto silenzio cui il Parlamento italiano ha cercato di porre rimedio istituendo il Giorno del Ricordo". "Quella drammatica vicenda è ancora un costante monito contro l’odio tra i popoli e le nefaste conseguenze dei conflitti armati. Confrontarci con le tragedie del passato ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide presenti e future. Siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società dove non ci sia posto per alcuna discriminazione e intolleranza, da consegnare in eredità alle giovani generazioni", ha detto ancora il presidente della Camera.

La Russa: "Non solo ricordo ma richiesta perdono per colpevole silenzio"

"Oggi, nella solennità di quest'Aula, siamo qui non solo per ricordare, per tramandare, ma anche per rinnovare la nostra richiesta di perdono per il colpevole silenzio che ha avvolto e coperto queste voci per troppi anni. Oggi ricordiamo le vittime, ricordiamo il loro dolore, ricordiamo la vergogna perpetrata ai loro danni", ha affermato La Russa. "Ricordiamo e ci vergogniamo -ha aggiunto la seconda carica dello Stato- per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che li riportava in Italia nel febbraio del 1947. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini e che invece in quella occasione venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli e per l'oblio, nel quale molti di loro lasciammo".

"Ricordare e tramandare un atto di verità, di amore e di giustizia che per fortuna non è stato più dimenticato, annullato. Un atto -ha concluso La Russa- che dobbiamo compiere tutti i giorni, non solo per onorare la memoria, ma anche affinché simili tragedie non possano mai più avvenire".

Tajani: "Mai più pulizie etniche"

"Il Giorno del Ricordo parla al nostro presente. Viviamo in un mondo attraversato da nuovi conflitti, da tensioni crescenti, da guerre che rimettono in discussione le nostre certezze, minano le nostre speranze, ci interrogano sui nostri valori. Per questo la memoria delle foibe è un monito attuale''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe. "Mai più pulizie etniche. Mai più persecuzioni fondate sull'identità. Mai più violenze giustificate dall'ideologia, dal nazionalismo esasperato, dalla brama di conquista", ha auspicato Tajani.

"L'Italia continuerà a lavorare, in Europa e nel mondo, per la pace e il dialogo''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe. Questa ''è l'essenza della nostra politica estera, è la nostra identità, come collettività nazionale, come sancito nella nostra Costituzione. Solo così il sacrificio delle vittime delle foibe e di quanti hanno sofferto la tragedia dell'esodo non sarà stato vano", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato alla Camera la decisione presa nel 2004 dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di istituire ''una Giornata in ricordo delle vittime delle foibe e della tragedia sofferta dagli esuli istriani''. Si è trattato di ''un atto di profondo valore civile e morale'' con cui ''venne piantato il seme del perdono e della riconciliazione'', ha detto Tajani, sottolineando che "ogni autentico percorso di riconciliazione può nascere solo dal ricordo''.

''Oggi Slovenia e Croazia sono Paesi amici ed alleati, condividiamo i valori di libertà, democrazia e stato di diritto che ci uniscono in Europa'', ha aggiunto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera alla cerimonia in memoria delle vittime delle foibe. ''L'Italia continua a sostenere con convinzione il percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali. La loro piena adesione all'Unione Europea non è soltanto una scelta strategica, è una scelta morale: significa trasformare le ferite della storia in un progetto di pace duratura", ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che la storia delle foibe sia negata"

Intanto sui social il primo messaggio della premier. "Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità", ha scritto Giorgia Meloni.

"La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi", ha proseguito la premier. "Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il 'Treno del Ricordo' che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. A ognuno di noi", ha concluso Meloni.

L'omaggio

A Roma è in programma oggi il consueto omaggio al sacello del Milite Ignoto, con la deposizione di una corona d’alloro presso l’Altare della Patria, le bandiere di Montecitorio saranno posizionate a mezz’asta e in serata il Tricolore sarà proiettato sulla facciata del palazzo. Nel pomeriggio il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati e al ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, visiterà la mostra degli Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani (Medif), allestita presso il Complesso del Vittoriano a Roma. Lo comunica il ministero della Cultura. Ma tante sono anche le iniziative nel resto d'Italia.

"Oggi onoriamo i martiri delle foibe e tutti coloro che vissero il dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Ricordare e rendere omaggio alle vittime e al dolore delle loro famiglie è un dovere delle Istituzioni". Lo scrive sui social il presidente della Camera Lorenzo Fontana.

"Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica. Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia. È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace". Così su X il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.

"Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall'odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare", ha scritto sui social Matteo Salvini.


 


 


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Il Cremlino ha respinto ufficialmente la proposta di pace avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che prevedeva l'istituzione di una zona economica franca gestita da Paesi terzi. Nonostante il fermo rifiuto di Mosca, si registrano intensi movimenti sul fronte diplomatico internazionale. Nella capitale russa si sono concentrate oggi due cruciali missioni estere. Da un lato, il ministro degli Esteri vaticano, Mons. Paul Richard Gallagher, ha incontrato il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov per riaffermare che "la guerra deve finire", offrendo il sostegno diplomatico e la mediazione della Santa Sede per creare uno spazio di dialogo. Parallelamente, si segnala la presenza a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, giunto in Russia con una missione non annunciata ma tracciata dai radar internazionali. Ratcliffe è arrivato a bordo di un volo militare statunitense decollato dalla base di Andrews, con scalo a Riga, per poi atterrare allo scalo di Vnukovo. Fonti diplomatiche e funzionari statunitensi hanno successivamente confermato la visita, dopo che sul web sono circolate le immagini del convoglio diplomatico americano scortato dalla polizia russa verso il Cremlino.  Al centro dei colloqui, oltre allo stallo nei negoziati sul conflitto ucraino, figurano anche le tensioni in Medio Oriente. La visita coincide infatti con il recente annuncio di severe sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran, destinate a colpire anche i partner commerciali di Teheran, tra cui la stessa Federazione Russa.
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La Presidenza del Consiglio dei ministri informa che è stata convocata per mercoledì 26 agosto 2026, alle ore 18:00, la riunione del Consiglio dei ministri per l'esame e l'approvazione di un decreto-legge urgente in materia di contrasto al caro carburanti. Il provvedimento nasce a seguito del vertice politico tenutosi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. L'intervento si articola sui seguenti punti fondamentali: Proroga tecnica temporanea: Il decreto disporrà l'estensione immediata dello sconto fiscale sulle accise per consentire i tempi tecnici necessari a strutturare il provvedimento definitivo. La scadenza viene provvisoriamente traghettata verso il mese di settembre. Focalizzazione sui redditi bassi: La misura transitoria servirà a mettere a punto un meccanismo selettivo e maggiormente concentrato. L'obiettivo primario del Governo è indirizzare le risorse statali a supporto esclusivo delle fasce di reddito più esposte e bisognose. Risposta ai rincari record: L'azione dell'Esecutivo si è resa indispensabile per arginare la straordinaria volatilità dei prezzi alla pompa, che nelle ultime ore ha registrato picchi storici sulle tratte autostradali, superando la soglia dei 3 euro al litro per il gasolio speciale. Strategia strutturale: Superata la fase di emergenza legata alla scadenza immediata, la maggioranza intende avviare un piano a lungo termine che garantisca continuità e stabilità ai consumatori per i mesi a venire. Il Governo ribadisce il massimo impegno nel tutelare il potere d'acquisto delle famiglie, ottimizzando l'efficacia della spesa pubblica attraverso interventi mirati contro la speculazione energetica.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 agosto 2026
Spettacolo e dominio assoluto per l'Italia del nuoto ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. La delegazione azzurra ha chiuso il programma giornaliero in vasca confermandosi leader indiscussa della competizione, capace di fare propria quasi la metà dei podi complessivi messi in palio finora. L'ultimo acuto della giornata porta la firma di Matteo Diodato, che ha conquistato una splendida medaglia d'oro nei 1500 metri stile libero uomini. Nella stessa gara, l'ottima prestazione di squadra è stata sigillata dal bronzo di Ivan Giovannoni, a dimostrazione della solidità del mezzofondo italiano. Il bilancio complessivo delle gare odierne per i colori azzurri è straordinario: ben 16 medaglie totali, suddivise in 6 ori, 6 argenti e 4 bronzi. Questo bottino proietta l'Italia a quota 51 medaglie conquistate sulle 105 assegnate dall'inizio delle competizioni in vasca, una percentuale record pari al 48,5%. Un risultato storico che certifica la qualità, la profondità e lo straordinario stato di forma di tutto il movimento natatorio nazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 agosto 2026
TERNI – Sabato 12 settembre 2026, alle ore 18:30, i riflettori della Sala 2 alla Cioccolateria Calvani si accenderanno su un appuntamento letterario d'eccezione: "Terni città creativa: la parola alle donne". Un evento che vede in prima linea Anna Maria Rengo, stimata giornalista e firma responsabile de "L’angolo del libro" di Frvnewsmagazine.com. L 'incontro celebrerà la forza della scrittura al femminile attraverso un dialogo a tre voci. Insieme ad Anna Maria Rengo, il pubblico potrà scoprire i percorsi di altre due apprezzate autrici del territorio, Alessandra D’Egidio e Cinzia Proietti, per un pomeriggio dedicato agli sguardi unici e profondi sulla complessità del mondo contemporaneo. La curatrice della nostra rubrica letteraria, Anna Maria Rengo – che oltre all'attività giornalistica cura la collana poetica "Quante storie" per Bertoni Editore – porterà al dibattito la sua profonda sensibilità artistica. Durante l'incontro condividerà con i lettori la genesi della sua silloge poetica "Il resto è solo ragione" (2025) e i dettagli del suo romanzo "Testarda come una...". Il programma del pomeriggio culturale vedrà anche gli interventi di: • Alessandra D’Egidio: attiva nel settore culturale ternano e legata a Bertoni Editore, autrice di "La vita che mi ha scelto" (2021) e "Due meno due. Una storia di amicizia e di rinascita" (2025). Co-autrice di "Anche se non sto gridando" (Dalia editrice, 2025), svelerà in anteprima la sua nuova opera di imminente pubblicazione. • Cinzia Proietti: insegnante, musicista e musicoterapeuta. Presenterà l'ultima fatica letteraria "Muti legami" (Bertoni Editore, 2026), oltre ai precedenti successi come "diSEGNI diVERSI" (2021), "Il sapore delle sorbe" (2025) e la co-scrittura in "Anche se non sto gridando". L'appuntamento, a ingresso libero, rappresenta un momento imperdibile per tutta la comunità di lettori di Frvnewsmagazine.com, per i giornalisti e per i cittadini desiderosi di vivere da vicino il panorama culturale locale. Dettagli dell'evento: Data: Sabato 12 settembre 2026 Ora: 18:30 Luogo: Cioccolateria Calvani, Sala 2 – Terni Per informazioni Redazione@ Frvnewsmagazine.com
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 agosto 2026
Disponibile la guida completa di Skuola.net per studenti e famiglie: dai nuovi programmi per le classi prime alla linea dura su smartphone e voto in condotta. Il mondo della scuola si appresta a vivere una profonda trasformazione in vista del rientro in aula per l'anno scolastico 2026/2027. Il portale Skuola.net ha pubblicato oggi una guida dettagliata per orientare studenti e famiglie tra le numerose innovazioni didattiche e strutturali che entreranno in vigore nei prossimi mesi. La rivoluzione didattica: IA e Nuove Indicazioni Nazionali La principale novità sul fronte dell'insegnamento è il debutto ufficiale dell’Intelligenza Artificiale nella didattica, affiancato dall'entrata in vigore graduale delle Nuove Indicazioni Nazionali (Decreto Ministeriale 221/2025). Questo aggiornamento dei programmi di studio sostituirà i vecchi testi del 2012 e coinvolgerà inizialmente la scuola dell’Infanzia, le classi prime della scuola primaria e le prime classi della scuola secondaria di primo grado (medie). Sicurezza, supporto e consenso Il nuovo anno scolastico mette al centro il benessere e la sicurezza degli studenti con l'introduzione dello psicologo gratuito on-demand. Sul fronte della sicurezza, l'istituzione di controlli con il metal detector monitorerà i contesti scolastici ritenuti più a rischio. Novità anche per le attività extra-curriculari: per i progetti di educazione sessuale sarà d'ora in poi obbligatorio il consenso informato da parte dei genitori. Confermata la linea dura su smartphone e condotta Accanto alle novità, il ministero conferma le rigide misure introdotte lo scorso anno. Resta in vigore il divieto assoluto di utilizzo degli smartphone in classe per ogni ordine e grado, esteso anche alle attività prettamente didattiche. Si rinnova inoltre la stretta sul voto in condotta alle medie e alle superiori, con le sospensioni di lunga durata che vedranno gli studenti impegnati in attività obbligatorie di volontariato e cittadinanza solidale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 agosto 2026
“In gara anche un quarto grande operatore europeo. Troveremo una soluzione con la massima collaborazione istituzionale” Importanti novità sul futuro dell'ex Ilva. La gara internazionale per il polo siderurgico si arricchisce di un nuovo player di peso, portando a quattro i contendenti principali. A darne l'annuncio è il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto oggi a Rimini in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione, durante il panel dedicato a "L'Italia delle imprese: radici e visione internazionale". "Alla gara internazionale in corso si è presentata una cordata italiana piuttosto significativa che si affianca a Jindal e Flacks", ha dichiarato il Ministro Urso. "A questi si è aggiunto, proprio in queste ore, un quarto grande operatore europeo". Il titolare del MIMIT ha voluto sottolineare l'importanza strategica dell'acciaieria non solo per l'economia nazionale, ma per l'intero scacchiere continentale: "Noi crediamo all'industria primaria. Senza l'industria primaria, non solo non c'è l'industria europea, non c'è la libertà e l'indipendenza dell'Europa". Il Ministro ha infine ribadito l'impegno totale del Governo per raggiungere una svolta positiva, fondata sul dialogo e sulla sinergia tra i diversi livelli dello Stato: "Con la massima collaborazione istituzionale troveremo una soluzione".
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ORE: 14.49 25 agosto 2026
La risposta cinese non si è fatta attendere: Sanzioni unilaterali illegali, adotteremo le misure necessario per salvaguardarci". L'Iran: "Noi sappiamo come giocare. La nostra difesa non è più così difensiva" ROMA – Teheran non arretra di un centimetro. Di fronte all’inasprimento delle sanzioni statunitensi, che secondo gli americani mirano a recidere il filo vitale dell’economia iraniana, l’Iran promette battaglia. La grammatica della guerra convenzionale in termini d’affari. Le nuove misure, presentate lunedì dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent , minacciano l’estromissione dal sistema finanziario basato sul dollaro per i paesi che continueranno a commerciare con la Repubblica islamica – anche se Washington si è per ora astenuta dall’imporre le sanzioni più severe, senza rivelare né i paesi presi di mira né i tempi di entrata in vigore delle restrizioni. Il Dipartimento del Tesoro ha comunque annunciato sanzioni contro 60 tra individui, entità e navi, sebbene l’elenco non includa alcuna delle istituzioni finanziarie cinesi sospettate di agevolare il commercio petrolifero iraniano. Il ministro dell’Economia iraniano Ali Madanizadeh ha detto che “siamo pienamente preparati alle sanzioni statunitensi”. Parlando alla televisione di stato, ha aggiunto toni ben più bellicosi: “ Naturalmente, i nemici intendono lanciare un attacco terroristico economico contro di noi, ma anche noi abbiamo i nostri strumenti e sappiamo come giocare . La nostra difesa non è più così difensiva; i nemici dovrebbero aspettare un attacco.” Il ministro ha inoltre sottolineato che né la Cina né la Russia hanno “accettato” le nuove misure americane, prevedendo che altri paesi si opporranno a loro volta alla campagna di pressione. Ancora più esplicita la minaccia arrivata dalle forze armate iraniane. Il generale di brigata Hossein Mohebbi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha promesso duri colpi agli interessi vitali e ai punti strategici energetici degli Stati Uniti qualora le infrastrutture iraniane dovessero essere minacciate. ANCHE LA CINA PRENDE POSIZIONE A sua volta anche la Cina denuncia che le misure Usa sarebbero illegali, e avverte che adotterà “tutte le misure necessarie” per proteggere i propri interessi nazionali. La Cina acquista circa l’80% delle esportazioni petrolifere iraniane e ha già sfidato i precedenti tentativi degli Stati Uniti di limitare il flusso di entrate verso il regime di Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato: “ La cooperazione tra Cina e Iran si è sempre svolta nel rispetto del diritto internazionale e non dovrebbe essere ostacolata o interrotta”. “La Cina ha già affermato più volte di opporsi fermamente alle sanzioni unilaterali illegali. La Cina adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i propri diritti e interessi”.
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