Gli agguati della ‘banda della minicar’ salgono a 6 in 24 ore: gli sviluppi sul caso Iacopini. Come sta l’attore
Si registra una ultima e sesta denuncia per le aggressioni avvenute nelle strade di Monteverde, a Roma. Dove e quando sono avvenute. L'attore, dopo l'intervento chirurgico, resta in prognosi riservata
ROMA – Il quartiere Monteverde di Roma oggi come il Tuscolano di 40 anni fa. È caccia aperta infatti in questi giorni a due ragazzi che a bordo di una minicar hanno aggredito ‘a caso’ chi si trovava per strada a piedi, in bici o in monopattino. Allora invece, nel giugno del 1983, un giovane misterioso- poi battezzato Jack Lametta‘, sfigurava all’improvviso i passanti con una lama, per scomparire nel nulla. Allo stesso modo la ‘banda della minicar’ colpisce con un gesto inaspettato e violento vittime ignare, in una specifica zona della Capitale, per poi darsi alla fuga. Ce n’è abbastanza per terrorizzare i residenti di un intero quartiere.
Le indagini aperte dal caso Iacopini nei giorni scorsi hanno portato a inquietanti sviluppi. Gli inquirenti che stanno indagando per tentato omicidio per quanto successo all’attore stanno scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora: le vittime di aggressioni con caratteristiche simili e ravvicinate nel tempo sono salite inizialmente tre e nella giornata di oggi, venerdì 9 ottobre, secondo gli ultimi sviluppi, sono ora sei.
Secondo quanto riportato in un primo momento dal quotidiano Repubblica erano cinque le persone che hanno denunciato delle aggressioni con – molto probabilmente- la stessa origine. Nel tardo pomeriggio il numero è aggiornato a sei. Non solo: una delle vittime ha fornito ai carabinieri degli elementi utili per risalire all’identikit di uno dei due autori delle violenze. Si sarebbe ricostruito il volto di un ragazzo biondo, tra i 16 e i 18 anni. Ora non resta che collegarlo ad un nome, sperando in un esito diverso da quello che accadde con Jack Lametta, sfregiatore misterioso mai identificato.
L’indagine coordinata dal pm Ambrogio Cassiani sta mettendo sotto la lente la sequenza degli agguati: tutti avvenuti in pochi chilometri quadrati, nell’arco temporali di due notti. Questo il quadro in cui cinque persone a caso sono state prese di mira mentre camminavano o viaggiavano in bici o in monopattino per strada.
LA CRONOLOGIA E LA MAPPA DEI CINQUE AGGUATI
Il primo episodio risale a domenica 4 ottobre: intorno alle 22, in via Foà, a Monteverde, una donna di 44 anni sta tornando a casa a piedi quando le si avvicina una minicar. Dal finestrino aperto parte un calcio fortissimo che la colpisce alla testa, poi l’auto accelera per darsi alla fuga. Dieci minuti più tardi la minicar è ancora in circolazione nella stessa via e prende di mira uno studente di 26 anni in monopattino. Viene sferrato un altro colpo, ma per fortuna sia nel primo che nel secondo caso le vittime non riportano ferite. Solo oggi, in mattinata, un uomo di 67 anni ha denunciato ai carabinieri di anche la sua aggressione, avvenuta nella serata di domenica scorsa in viale dei Quattro Venti. Anche lui stava camminando verso casa quando la minicar si è avvicinata ed è stato colpito con un tubo di plastica dal passeggero della vettura. Anche la terza vittima non ha fortunatamente riportato ferite.
Trascorre una giornata, poi cala di nuovo il buio e la minicar riappare in circolazione a Monteverde: sono sempre circa le 22 di lunedì 5 ottobre quando in via San Pancrazio questa volta viene colpita da un calcio o da una spinta una ragazza di 25 anni, mentre avanzava in bicicletta. Un quarto d’ora dopo il copione si ripete ma questa volta le conseguenze sono molto più gravi. In via Anton Giulio Barrili, l’attore 42 enne Davide Iacopini, sta tornando verso casa in monopattino quando viene colpito con un calcio. Iacopini viene spinto contro una Mini Cooper e cade malamente sull’asfalto. Questa volta c’è un testimone che ha assistito alla scena e raccontato di aver visto uno dei ragazzi sulla minicar perdere una scarpa e tornare a recuperarla.
Non è finita qui: a Ponte Testaccio, all’una e un quarto di notte un uomo viene ancora colpito, forse con una mazza da golf. Ma la vittima questa volta riesce a vedere bene la faccia dell’aggressore. Perché “si è voltato a guardarmi, in segno di sfida”, ha raccontato agli investigatori. Ma la fuga in auto si ripete e dei due violenti si perdono le tracce.
La serie di aggressioni si interrompe: gli autori, secondo gli inquirenti, avrebbero pianificato attentamente le loro azioni, oscurando la targa dell’auto e scegliendo tratti scoperti dalla telecamere in un’area ravvicinata. Agiscono quasi sempre allo stesso orario, tra Testaccio e Monteverde. Il modus operandi è sempre uguale: la minicar si avvicina ai passanti, poi li raggiunge e un passeggero colpisce con un gesto rapido e violento. Quindi la minicar fugge, inevitabilmente immortalata dalle telecamere di zona.
L’IPOTESI DEL KNOCKOUT GAME-SOCIAL
Da una parte delle indagini c’è la ricostruzione dei fatti, ad opera dei carabinieri della compagnia Gianicolense e della polizia locale di Monteverde. Dall’altra le ipotesi di cosa possa avere spinto due ragazzini a diventare degli aggressori seriali e ad arrivare ad una denuncia per tentato omicidio. Gli inquirenti pensano ad una challenge: una sfida social. In particolare ad uno specifico tipo di challenge derivata dall’odioso fenomeno del “knockout game” (tradotto in italiano ‘gioco del tramortire’) nato negli Usa e diffuso in Italia 15 anni fa. In sostanza, chi ne prende parte ‘si diverte’ a colpire una persona estranea al ‘gioco’ per farla cadere.
IL DUBBIO: UNA O DUE LE AUTO COINVOLTE?
Tra le piste battute degli investigatori dunque ci sarebbero anche i social e il dark web per risalire ad eventuali video o commenti sulle cinque aggressioni. Poi ci sarebbe un altro elemento riferito all’auto utilizzata dai ragazzini: secondo alcuni testimoni si tratterebbe di una minicar silenziosa, elettrica. Secondo altri invece il mezzo era rumoroso, con un motore tradizionale. Di qui l’ipotesi – tutta da vagliare- che le auto coinvolte possano essere più di una. E quindi la ricerca riguarderebbe non solo una coppia di ragazzini.
L’OSPEDALE S. CAMILLO: “PER IACOPINI DECORSO POST OPERATORIO REGOLARE”
“Al momento il decorso post operatorio del paziente prosegue normalmente, compatibilmente con la severa gravità iniziale. È sottoposto a monitoraggio e supporto terapeutico intensivo, e la prognosi è ancora strettamente riservata”. È l’ultimo bollettino medico diffuso dall’ospedale San Camillo di Roma in merito alle condizioni di Davide Iacopini, l’attore genovese di 42 anni aggredito lunedì sera a Roma nel quartiere Monteverde, mentre viaggiava su un monopattino.

Recent Posts














