Il lato umano del potere

Anna Maria Rengo • 28 agosto 2026

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Letitia Fontana torna alla narrativa con “Tre”, giallo-noir ambientato a Washington che esplora la complessità dell’animo di tre donne, protagoniste volenti o nolenti di una vicenda che fa emergere tutte le loro apparenti contraddizioni.

 

Megan, Evelyn e Jess: tre donne con vissuti diversi. Due di loro ambiziosissime, dure, determinate, la terza protagonista, o forse è meglio dire vittima innocente, di una storia molto più grande di lei e che non le concede sconti, nella crudezza con cui, più volte, la sovrasta.

“Tre”, il nuovo libro di Letizia Fontana, tiene avvinto il lettore dalla prima all’ultima pagina: un giallo noir ambientato magistralmente in una delle capitali mondiali della politica, Washington, descritta senza retorica e ammirazione, e che diventa il palcoscenico di una vicenda ricca di colpi di scena, di alleanze, tradimenti, ma anche vendette e sensi di colpa per la perdita dell’innocenza e dell’integrità morale.


 Donne, politica, potere. Letitia, come si intrecciano questi elementi nel tuo libro?

“Mi interessava raccontare il potere come qualcosa di umano, prima ancora che politico. La politica, nel romanzo, è il teatro in cui tutto accade, ma il vero conflitto riguarda il modo in cui le persone usano il potere: per proteggere, per controllare o per sopravvivere. La politica fa anche emergere tutte le contraddizioni umane: il desiderio di affermarsi, la paura, il compromesso, il coraggio.

Le protagoniste si muovono in un ambiente tradizionalmente maschile senza voler dimostrare di essere ‘più forti degli uomini’ ma ponendosi come loro pari. Non ho voluto scrivere di donne perfette o esemplari, ma di donne che sbagliano, manipolano, amano, falliscono e pagano un prezzo per le loro scelte. Credo che la vera emancipazione passi anche dal concedere ai personaggi femminili la possibilità di essere moralmente complessi.”


Protagoniste di Tre sono tre donne, ciascuna alle prese con vissuti dolorosi, sogni e speranze raccontati senza retorica al femminile e senza sentimentalismo. C’è spazio per la “sorellanza”, questo termine assai in voga in Italia in questo periodo, nel loro rapporto? E che cosa ne pensi, in generale, della solidarietà tra donne?

“Credo che la sorellanza sia un valore autentico quando nasce dalla libertà e dal riconoscimento reciproco, non quando diventa uno slogan o una richiesta. Agli uomini non viene richiesto di essere solidali tra loro solo in quanto uomini. Nel romanzo non ho voluto costruire un'alleanza femminile idealizzata: le mie protagoniste si tradiscono, si giudicano, si feriscono. Megan ed Evelyn per gran parte della storia sono due donne che si osservano con diffidenza e che si sfidano continuamente. Rappresentano due idee diverse di potere e una morale molto diversa. È una relazione costruita sul rispetto conquistato, non sulla solidarietà presunta.

C’è spazio per la sorellanza tra Megan ed Evelyn: non dichiarata, che non ha bisogno di formule ma che si cementa nel tempo attraverso il rispetto e il vissuto comune.”


Il tuo libro è ambientato in una Washington segnata da mille segreti e da oscure trame. Come sei riuscita a descrivere in maniera così realistica il centro del potere politico americano?

“Ho vissuto qualche anno negli Stati Uniti, ero PA di un sergente donna dell’Air Force, ho abitato in diverse basi militari per tutto il paese. Ho potuto osservare, assimilare, conoscere, frequentare feste e ambienti fatti da capitani, colonnelli, maggiori. I miei amici avevano tutti un grado nell’Air Force. Quindi c’erano segreti, informazioni riservate, dossier, stanze in cui non potevo entrare, segreti che io stessa ho dovuto mantenere. Da questa esperienza ho sicuramente imparato molto.

Ma credo che il realismo non dipenda soltanto dalla precisione dei dettagli. Dipende soprattutto dalla psicologia dei personaggi. Le istituzioni sono fatte di persone, e le persone hanno ambizione, paura, senso di colpa, ego, ideali. È questo che rende credibile qualsiasi luogo di potere. Naturalmente Tre è un’opera di finzione. Non racconta fatti realmente accaduti, ma cerca di essere emotivamente e politicamente plausibile.”


In questa vicenda, dove forse solo una delle protagoniste è davvero una vittima innocente, c’è un messaggio morale o di speranza che hai voluto lanciare?

“Io amo i grigi. Siamo umani, saremmo caricature se fossimo tutti o buoni o cattivi.

Le protagoniste di Tre compiono errori, prendono decisioni discutibili e ne pagano il prezzo. C’è una persona che paga il prezzo delle ambizioni, delle paure e delle manipolazioni degli altri, l’unica che non ha potuto avere una seconda possibilità e forse quella che la meritava più di tutti.

Più che un messaggio morale volevo mettere le persone davanti ad una domanda: quanto vale una vittoria se arriva troppo tardi?

La speranza è forse che chi sopravvive scelga di rompere il ciclo. Di vivere senza lasciarsi definire dal trauma. Volevo un finale onesto, nella vita esistono ferite che non guariscono e la giustizia non è una macchina del tempo.”


Nella tua vita si intrecciano molte esperienze professionali: quando hai incontrato la scrittura e come lo scrivere si confronta e convive con le altre attività?

“Io scrivo da sempre, è stata la mia professoressa di italiano delle superiori a dirmi di partecipare a questo concorso di scrittura, che non sapevo essere il Premio Campiello Giovani, sono arrivata tra i primi cinque, ho vinto la mia prima pubblicazione a 16 anni con Marsilio Editori e da lì mi si sono aperte molte porte, nonostante fossi molto giovane. A 20 anni scrivevo per testate giornalistiche, ma il mio amore è rimasto quello per la narrativa e i libri. Quando avevo 22 anni è uscito Uragano e a quando ne avevo 25 è uscito 80 Proof Heart.

Negli anni ho avuto esperienze professionali diverse, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa sull’osservazione delle persone, sulla comunicazione e sulla costruzione delle storie. Ogni esperienza e ogni ambiente mi ispirano qualcosa o alimentano i miei personaggi.”

 

L’AUTRICE – Letitia Fontana è una scrittrice e artista italiana, classe 1994. Il suo percorso letterario inizia precocemente: a soli 16 anni è finalista al prestigioso Premio Campiello Giovani. Nel 2013 vince anche il Premio Città Impresa.

Dotata di una creatività poliedrica, Letizia ha saputo conciliare la passione per la scrittura con una carriera internazionale come modella beauty, pittrice e scrittrice, vivendo e lavorando tra Milano, New York e Miami. Dopo il successo dei suoi precedenti romanzi, “Uragano” e “80 Proof Heart”, con “Tre” l’autrice torna a esplorare le complessità dell’animo umano con la sensibilità artistica che la contraddistingue.

Attualmente vive a Padova con la figlia Chloe, dove continua a scrivere e a collaborare a progetti di pubbliche relazioni.

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Per una, o forse due generazioni, il suo volto ha un significato preciso: l'adolescenza. Sophie Marceau, la Vic Beretton che nel 1980 fece sognare milioni di coetanei con Il tempo delle mele, si appresta a tornare sul grande schermo con Il tempo di Anne, in arrivo nelle sale italiane a partire da giovedì 15 ottobre. Un ritorno atteso che riaccende i riflettori su una delle dive più libere, coerenti e amate del cinema mondiale. A quasi sessant'anni, l’attrice francese dimostra come si possa cambiare restando fedeli a se stessi. Se il debutto a soli 14 anni ne aveva fatto un'icona teen planetaria, capace di raccontare con disarmante spontaneità i primi amori, le insicurezze e la fretta di diventare grandi, la sua evoluzione successiva ne ha sancito la statura artistica. Marceau ha rifiutato le scorciatoie commerciali, lasciandosi alle spalle il cliché della ragazzina romantica per esplorare territori complessi, complice anche il sodalizio artistico e personale con il regista Andrzej Żuławski. Oggi, quell'aria sbarazzina è ancora intatta, ma arricchita da una maturità consapevole che la rende, se possibile, ancora più chic. Il tempo di Anne aggiunge un nuovo e significativo tassello alla sua galleria di personaggi femminili: una donna alle prese con i bilanci della vita, i figli che crescono e il tempo che passa. Una figura in cui lo spettatore di oggi, proprio come quarantaquattro anni fa, può tornare a specchiarsi. Sophie Marceau è cambiata? Pochissimo nei tratti e nello sguardo, moltissimo nella consapevolezza della propria indipendenza. Da icona degli anni '80 a splendida attrice del cinema contemporaneo, la sua parabola resta l’esempio di una bellezza che non teme il tempo, ma lo abita con orgoglio e totale libertà.
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In occasione dell’ottantesimo anniversario della Cida (Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità), il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto un solenne appello alle istituzioni e alle forze sociali del Paese, richiamando al valore fondamentale della coesione nazionale. Il Capo dello Stato ha ammonito che le asprezze e le contrapposizioni politiche e sociali non devono in alcun modo far disperdere l'unità d'Italia, elemento cardine per la stabilità e la crescita della nazione. Nel corso del suo intervento, il Presidente Mattarella ha tracciato le linee guida per affrontare le sfide del futuro, ponendo l'accento sulla centralità dell'integrazione continentale: "L'Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire", ha dichiarato, esortando a un impegno corale per rinsaldare il modello sociale europeo e tutelare il welfare e l'equità di fronte alle transizioni in atto. Il messaggio del Quirinale si inserisce in un delicato contesto di dibattito pubblico sulle risposte strutturali e di lungo periodo necessarie per il Paese, toccando nodi strategici che incrociano lo sviluppo economico, la governance e la tenuta sociale del sistema Italia.
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"Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balia dell'emergenza". Con queste parole la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta oggi a Milano in occasione dell'Assemblea Generale di Assolombarda, tracciando le linee guida del Governo per il futuro industriale ed energetico del Paese. N el corso del suo intervento davanti alla platea degli industriali lombardi, la premier ha affrontato con fermezza il nodo della transizione e della sicurezza energetica, ribadendo l'urgenza di una pianificazione strategica che superi la logica della contingenza. A tutela del tessuto produttivo e della competitività nazionale, il Capo del Governo ha annunciato un’azione diretta in sede comunitaria: "Al Consiglio Ue riproporrò personalmente la questione della flessibilità", ha dichiarato Meloni, sottolineando l'importanza di allineare le regole finanziarie europee alle reali necessità di crescita e resilienza delle imprese. Un passaggio cruciale del discorso è stato dedicato al rinnovato rapporto tra istituzioni e mondo produttivo. La premier ha rilanciato il modello di una sinergia forte e priva di fardelli burocratici: "All'industria serve uno Stato alleato che non ostacola". Un impegno, questo, volto a semplificare l'azione amministrativa e a sostenere chi investe e genera occupazione sul territorio. L'intervento all'assemblea di Assolombarda conferma la centralità del dialogo tra il Governo e il comparto industriale, individuato come motore trainante per affrontare le grandi sfide macroeconomiche dei prossimi anni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 12 ottobre 2026
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Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 12 ottobre 2026
I l cavaliere belga firma la tredicesima tappa del circuito internazionale. L'impianto capitolino promosso a pieni voti come teatro perfetto per l'eccellenza del salto ostacoli globale. Si chiude con un successo strepitoso la tappa romana del Longines Global Champions Tour 2026. Il verdetto del campo ha confermato i valori espressi finora dalla stagione: a conquistare il prestigioso Gran Premio capitolino è stato infatti Abdel Said, attuale leader della graduatoria generale del circuito. Il cavaliere belga (egiziano di nascita) ha dimostrato una forza agonistica straordinaria, consacrando la nuova ed efficientissima cornice romana come teatro ideale per il grande salto ostacoli internazionale. In sella a Wathnan Quaker Brimbelles Z, Said ha firmato un giro d'onore trionfale davanti al pubblico romano dopo un barrage ad altissima tensione. La sua è stata una vittoria di misura e di strategia, strappata al compagno di squadra nazionale ma rivale di giornata, Pieter Devos, che si è dovuto accontentare della piazza d'onore su Casual DV Z. A completare il podio, la sorpresa francese Lara Tryba su Chageorge, al suo primo storico piazzamento nelle prime tre posizioni di un Gran Premio a cinque stelle. Il barrage ha regalato colpi di scena fino all'ultimo secondo. Il francese Simon Delestre, su Gatsby du Tillard, ha fatto registrare una velocità imbattibile, ma un errore fatale proprio sull'ultimo ostacolo del percorso gli ha negato la gioia della vittoria, lasciando la vetta libera per l'impeccabile performance di Said. Il capitolo azzurro e il rimpianto di Pisani Per i colori italiani non sono mancate le forti emozioni, miste a un pizzico di comprensibile delusione. Il binomio più atteso, quello composto da Riccardo Pisani e Chacco’s Lawito PS, ha accarezzato il sogno del barrage fino all'ultimo respiro. Pisani ha condotto un percorso magistrale, superando le insidie più complesse del tracciato con disinvoltura e valorizzando al massimo le doti del suo cavallo. Quando il percorso netto sembrava ormai cosa fatta, un inaspettato rifiuto proprio sull'ultimo ostacolo ha gelato le tribune. La rabbia per l'accesso sfumato alla fase finale non cancella, tuttavia, la grande soddisfazione per la qualità tecnica espressa dal binomio durante tutta la gara. L'evento si congeda da Roma confermando lo straordinario appeal del Longines Global Champions Tour e la perfetta riuscita organizzativa dell'appuntamento, promosso a pieni voti da cavalieri, addetti ai lavori e appassionati.
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