Il lato umano del potere
Letizia Fontana torna alla narrativa con “Tre”, giallo-noir ambientato a Washington che esplora la complessità dell’animo di tre donne, protagoniste volenti o nolenti di una vicenda che fa emergere tutte le loro apparenti contraddizioni.
Megan, Evelyn e Jess: tre donne con vissuti diversi. Due di loro ambiziosissime, dure, determinate, la terza protagonista, o forse è meglio dire vittima innocente, di una storia molto più grande di lei e che non le concede sconti, nella crudezza con cui, più volte, la sovrasta.
“Tre”, il nuovo libro di Letizia Fontana, tiene avvinto il lettore dalla prima all’ultima pagina: un giallo noir ambientato magistralmente in una delle capitali mondiali della politica, Washington, descritta senza retorica e ammirazione, e che diventa il palcoscenico di una vicenda ricca di colpi di scena, di alleanze, tradimenti, ma anche vendette e sensi di colpa per la perdita dell’innocenza e dell’integrità morale.
Donne, politica, potere. Letizia, come si intrecciano questi elementi nel tuo libro?
“Mi interessava raccontare il potere come qualcosa di umano, prima ancora che politico. La politica, nel romanzo, è il teatro in cui tutto accade, ma il vero conflitto riguarda il modo in cui le persone usano il potere: per proteggere, per controllare o per sopravvivere. La politica fa anche emergere tutte le contraddizioni umane: il desiderio di affermarsi, la paura, il compromesso, il coraggio.
Le protagoniste si muovono in un ambiente tradizionalmente maschile senza voler dimostrare di essere ‘più forti degli uomini’ ma ponendosi come loro pari. Non ho voluto scrivere di donne perfette o esemplari, ma di donne che sbagliano, manipolano, amano, falliscono e pagano un prezzo per le loro scelte. Credo che la vera emancipazione passi anche dal concedere ai personaggi femminili la possibilità di essere moralmente complessi.”
Protagoniste di Tre sono tre donne, ciascuna alle prese con vissuti dolorosi, sogni e speranze raccontati senza retorica al femminile e senza sentimentalismo. C’è spazio per la “sorellanza”, questo termine assai in voga in Italia in questo periodo, nel loro rapporto? E che cosa ne pensi, in generale, della solidarietà tra donne?
“Credo che la sorellanza sia un valore autentico quando nasce dalla libertà e dal riconoscimento reciproco, non quando diventa uno slogan o una richiesta. Agli uomini non viene richiesto di essere solidali tra loro solo in quanto uomini. Nel romanzo non ho voluto costruire un'alleanza femminile idealizzata: le mie protagoniste si tradiscono, si giudicano, si feriscono. Megan ed Evelyn per gran parte della storia sono due donne che si osservano con diffidenza e che si sfidano continuamente. Rappresentano due idee diverse di potere e una morale molto diversa. È una relazione costruita sul rispetto conquistato, non sulla solidarietà presunta.
C’è spazio per la sorellanza tra Megan ed Evelyn: non dichiarata, che non ha bisogno di formule ma che si cementa nel tempo attraverso il rispetto e il vissuto comune.”
Il tuo libro è ambientato in una Washington segnata da mille segreti e da oscure trame. Come sei riuscita a descrivere in maniera così realistica il centro del potere politico americano?
“Ho vissuto qualche anno negli Stati Uniti, ero PA di un sergente donna dell’Air Force, ho abitato in diverse basi militari per tutto il paese. Ho potuto osservare, assimilare, conoscere, frequentare feste e ambienti fatti da capitani, colonnelli, maggiori. I miei amici avevano tutti un grado nell’Air Force. Quindi c’erano segreti, informazioni riservate, dossier, stanze in cui non potevo entrare, segreti che io stessa ho dovuto mantenere. Da questa esperienza ho sicuramente imparato molto.
Ma credo che il realismo non dipenda soltanto dalla precisione dei dettagli. Dipende soprattutto dalla psicologia dei personaggi. Le istituzioni sono fatte di persone, e le persone hanno ambizione, paura, senso di colpa, ego, ideali. È questo che rende credibile qualsiasi luogo di potere. Naturalmente Tre è un’opera di finzione. Non racconta fatti realmente accaduti, ma cerca di essere emotivamente e politicamente plausibile.”
In questa vicenda, dove forse solo una delle protagoniste è davvero una vittima innocente, c’è un messaggio morale o di speranza che hai voluto lanciare?
“Io amo i grigi. Siamo umani, saremmo caricature se fossimo tutti o buoni o cattivi.
Le protagoniste di Tre compiono errori, prendono decisioni discutibili e ne pagano il prezzo. C’è una persona che paga il prezzo delle ambizioni, delle paure e delle manipolazioni degli altri, l’unica che non ha potuto avere una seconda possibilità e forse quella che la meritava più di tutti.
Più che un messaggio morale volevo mettere le persone davanti ad una domanda: quanto vale una vittoria se arriva troppo tardi?
La speranza è forse che chi sopravvive scelga di rompere il ciclo. Di vivere senza lasciarsi definire dal trauma. Volevo un finale onesto, nella vita esistono ferite che non guariscono e la giustizia non è una macchina del tempo.”
Nella tua vita si intrecciano molte esperienze professionali: quando hai incontrato la scrittura e come lo scrivere si confronta e convive con le altre attività?
“Io scrivo da sempre, è stata la mia professoressa di italiano delle superiori a dirmi di partecipare a questo concorso di scrittura, che non sapevo essere il Premio Campiello Giovani, sono arrivata tra i primi cinque, ho vinto la mia prima pubblicazione a 16 anni con Marsilio Editori e da lì mi si sono aperte molte porte, nonostante fossi molto giovane. A 20 anni scrivevo per testate giornalistiche, ma il mio amore è rimasto quello per la narrativa e i libri. Quando avevo 22 anni è uscito Uragano e a quando ne avevo 25 è uscito 80 Proof Heart.
Negli anni ho avuto esperienze professionali diverse, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa sull’osservazione delle persone, sulla comunicazione e sulla costruzione delle storie. Ogni esperienza e ogni ambiente mi ispirano qualcosa o alimentano i miei personaggi.”
L’AUTRICE – Letizia Fontana è una scrittrice e artista italiana, classe 1994. Il suo percorso letterario inizia precocemente: a soli 16 anni è finalista al prestigioso Premio Campiello Giovani. Nel 2013 vince anche il Premio Città Impresa.
Dotata di una creatività poliedrica, Letizia ha saputo conciliare la passione per la scrittura con una carriera internazionale come modella beauty, pittrice e scrittrice, vivendo e lavorando tra Milano, New York e Miami. Dopo il successo dei suoi precedenti romanzi, “Uragano” e “80 Proof Heart”, con “Tre” l’autrice torna a esplorare le complessità dell’animo umano con la sensibilità artistica che la contraddistingue.
Attualmente vive a Padova con la figlia Chloe, dove continua a scrivere e a collaborare a progetti di pubbliche relazioni.
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