Inflazione, Meloni scrive a von der Leyen: “I conti sono totalmente cambiati. Serve più flessibilità”
La premier Meloni ha inviato una lettera a von der Leyen chiedendo che si tenga conto di uno scenario non atteso, in termini di inflazione, che avrà pesanti ripercussioni sui conti pubblici
ROMA – “Se l’Unione Europea ha fatto tutte le stime su un’inflazione che era programmata e oggi l’inflazione è più alta noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi. E questo deve essere considerato“. È questo il nocciolo della lettera che la premier Giorgia Meloni ha annunciato oggi di aver inviato alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Una lettera in cui si parla di inflazione e di come questa, viste le nuove stime, possa avere impatto sui conti pubblici. E proprio per discutere dell’inflazione la premier Meloni, in serata, ha poi convocato un vertice a Palazzo Chigi con il ministri Giorgetti e Salvini per discutere di conti e manovra. Al centro della discussione, spiegano fonti di palazzo Chigi, c’è proprio la richiesta dell’Italia alla Commissione europea di riconoscere l’impatto delle spese aggiuntive determinate dall’aumento dell’inflazione e il tema del caro energia da tempo all’attenzione del governo. L’obiettivo prioritario per l’esecutivo è contenere l’impatto dell’aumento dei costi su famiglie e imprese, sostenendo al contempo la competitività del sistema produttivo.
LE PAROLE DI MELONI ALLA CNA
La lettera a Ursula von der Leyen Meloni l’aveva invece annunciata questo pomeriggio mentre si trovava alla Cna, davanti a una platea di piccoli imprenditori e artigiani, in occasione dell’80esimo anniversario dell’associazione. Dicendo: dopo quella sulla maggiore flessibilità di spesa, “stiamo ponendo in Europa un’altra questione importante, con una lettera che oggi ho inviato alla Presidente von der Leyen circa il problema dell’impatto sui conti pubblici dell’aumento dell’inflazione rispetto all’inflazione programmata”. Poi Meloni ha proseguito: “Se l’Unione Europea ha fatto tutte le stime su un’inflazione che era programmata e oggi l’inflazione è più alta, noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi. Cioè il governo italiano e l’Italia- ma è un problema che hanno tutti gli Stati membri- ha una serie di adeguamenti automatici per legge (pensate alle pensioni, pensate all’assegno unico) e non si può non tenere in considerazione di questo cambio totale dei conti che non dipende dalle scelte che fa il governo, ma dipende dalla situazione contingente. Chiediamo che questo deve essere considerato”.
LA UE: “GIÀ DATA FLESSIBILITÀ”
“Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri”: lo ha detto questo pomeriggio la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, a cui è stato chiesto un commento sulla richiesta dell’Italia di avere maggior flessibilità vista l’impennata dell’inflazione. Una risposta che è però arrivata prima che la lettera di Meloni fosse stata letta ed esaminata. “Non abbiamo ancora ricevuto la lettera” ha infatti poi fatto sapere il portavoce Balazs Udjvari.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA A VON DER LEYEN
“Caro Presidente, Cara Ursula, mentre entriamo nel quarto trimestre dell’anno, le speranze di una rapida risoluzione della crisi in Medio Oriente sono state deluse e i mercati energetici rimangono estremamente tesi. Il prezzo del petrolio greggio in euro è superiore di quasi l’80 per cento rispetto all’inizio di quest’anno; il gas naturale è più costoso del 156 per cento”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni nella lettera inviata alla Presidente della Commissione europa Ursula von der Leyen.
“Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia intervenuta per frenare l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette- sottolinea-,
il reddito disponibile reale delle famiglie sta subendo un duro colpo, con l’inflazione complessiva che a settembre ha raggiunto un nuovo massimo. Inoltre, la competitività delle imprese europee è stata gravemente compromessa dall’aumento dei costi energetici. In questo contesto,
i percorsi di spesa netta concordati nell’ambito del quadro di bilancio europeo lasciano margine limitato per attenuare l’impatto sulle famiglie e sulle imprese senza ricorrere a misure di inasprimento in un momento caratterizzato da significativi rischi al ribasso per l’economia. Come sapete, l’incremento a breve termine del gettito delle imposte indirette derivante dall’aumento dell’inflazione non può essere utilizzato per finanziare misure di sostegno fiscale compensative
a meno che uno Stato membro non disponga di margine all’interno della traiettoria di spesa netta concordata“.
Infatti, scrive ancora la premier, “tali misure di sostegno sono classificate come variazioni discrezionali delle entrate. Sebbene questa caratteristica delle regole di bilancio dell’UE miri a garantire la solidità dei conti pubblici nel medio termine, dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate aggiuntive al fine di attenuare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato. Tuttavia, vi è un altro problema legato alle regole di bilancio nel momento in cui aggiorniamo i nostri piani di bilancio per il 2027. Infatti, il tetto alla crescita della spesa netta è fissato in termini nominali e, in quanto tale, potrebbe non tenere pienamente conto dell’impatto di bilancio di
un’inflazione che superi in modo significativo le proiezioni alla base del percorso di spesa netta concordato, ovvero che la spesa pubblica possa aumentare a causa di meccanismi e processi di mercato al di fuori del controllo del governo”.
“L’esempio più significativo- osserva Meloni- è rappresentato dalle pensioni, che sono legate, sebbene con un certo ritardo, ai prezzi al consumo. Si tratta di un effetto considerevole: nel caso dell’Italia, la dotazione di spesa direttamente influenzata da un’inflazione che supera in modo significativo le proiezioni alla base del piano di bilancio equivale al 20,4% del PIL. Altre componenti di spesa che subiranno l’impatto di un’inflazione più elevata già nel 2027 ammontano al 12,0% del PIL. Siamo consapevoli del rischio di modificare le regole di bilancio di recente introduzione che perseguono un obiettivo che tutti condividiamo, ovvero la sostenibilità del debito. Siamo inoltre pienamente consapevoli degli impegni dell’Italia nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta”.
Tuttavia, dice, “riteniamo che il quadro di bilancio lasci alla Commissione europea il margine per tenere conto dei fattori rilevanti
che ho appena evidenziato nel valutare ex ante la conformità alla regola di spesa nel corso dell’esame dei prossimi progetti di piano di bilancio. Ritengo che si tratti di
una questione urgente che non può più essere rinviata e che dovrebbe essere discussa dai ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’ECOFIN. Rimango a vostra disposizione, insieme al mio staff, per approfondire le questioni che ho brevemente accennato in questa lettera e per dare concretezza alla nostra risposta comune. Cordiali saluti, Buon lavoro”.

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