IRAN, ARAGHCHI PROPONE AGLI USA UN PIANO DI TREGUA DI 7 GIORNI: "PRONTI A RIAPRIRE HORMUZ SE WASHINGTON DÀ L'OK"
Teheran accelera i negoziati a margine dell'Assemblea Onu e chiede lo sblocco di 12 miliardi di fondi congelati prima delle elezioni di midterm americane.
ROMA, 25 settembre 2026 – Il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Abbas Araghchi, ha annunciato ufficialmente la presentazione di una proposta diplomatica urgente indirizzata agli Stati Uniti. Il piano, trasmesso tramite canali intermedi, prevede un accordo quadro di sette giorni per la cessazione immediata delle ostilità nell'area mediorientale, la riapertura del cruciale Stretto di Hormuz e il contestuale riavvio dei negoziati sul dossier nucleare di Teheran.
Secondo quanto emerso a margine dei lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la roadmap presentata ricalca i punti salienti del memorandum d'intesa siglato lo scorso giugno, ma ne azzera drasticamente le tempistiche per rispondere alla crisi in corso.
I punti cardine della proposta iraniana includono:
- Cessazione immediata delle ostilità su tutti i fronti caldi della regione.
- Sblocco di 12 miliardi di dollari di asset finanziari iraniani attualmente congelati all'estero.
- Revoca delle restrizioni commerciali sull'esportazione di petrolio e fine del blocco navale sui porti iraniani.
- Riapertura dello Stretto di Hormuz al termine del settimo giorno dall'approvazione del piano.
"Abbiamo presentato agli Stati Uniti un piano serrato e concreto. Se Washington dà il proprio assenso, noi siamo pronti a partire immediatamente", ha dichiarato il Ministro Araghchi durante un briefing con la stampa internazionale. Il capo della diplomazia di Teheran ha inoltre sottolineato l'importanza strategica di formalizzare l'intesa prima delle imminenti elezioni americane di metà mandato (midterm), definendo questa finestra temporale come "preferibile per garantire la stabilità dell'accordo".
Fonti diplomatiche oltreoceano confermano che sono in corso fitti colloqui dietro le quinte. Sebbene l'amministrazione statunitense valuti i progressi come "costruttivi", la Casa Bianca mantiene cautela sulla rapidità dei tempi di attuazione richiesti dall'Iran, legando qualsiasi concessione a solide garanzie di verifica sul terreno.

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