Iran, fonti del Qatar: “Il lavoro diplomatico può ripartire”. Trump: “Ok ai colloqui, ma il cessate il fuoco è terminato”
I delegati di Doha a Teheran, per la Cnn gli Usa alternano gli attacchi al dialogo
ROMA – Dopo tre giornate di tensioni e nuovi attacchi, sembra che le armi siano tornate a tacere tra Stati Uniti e Iran, e la diplomazia starebbe tornando al lavoro: lo ha confermato una fonte del Qatar all’emittente Cnn, che già nella serata di ieri riferiva di interlocuzioni in corso anche da parte del Pakistan per riportare i due paesi al dialogo. Doha e Islamabad hanno giocato un ruolo cruciale infatti da quando Israele e Stati Uniti hanno proclamato guerra all’Iran, il 28 febbraio scorso. Secondo la stessa fonte, funzionari del Qatar si sarebbero recati oggi a Teheran per salvaguardare l’appuntamento negoziale di domani, per riprendere le trattative sui nodi appena accennati dal Memorandum d’intesa del 17 giugno. Intanto, un funzionario della Casa Bianca ancora alla Cnn ha spiegato che gli Stati Uniti starebbero seguendo una strategia precisa: “L’esercito- scrive la testata- sta deliberatamente sferrando attacchi e poi fa delle pause per evitare un’escalation e per lasciare che la diplomazia faccia il suo corso”. Infine, tramite fonti informate la Cnn riferisce anche che l’amministrazione Trump non vedrebbe di buon occhio l’intervento di Israele sul fronte iraniano, sebbene il governo di Tel Aviv vorrebbe tornare a partecipare all’offensiva: “Il primo ministro Benjamin Netanyahu vorrebbe davvero contribuire agli attacchi statunitensi ma al momento gli Stati Uniti- ha detto- non desiderano il coinvolgimento di Israele”. Israele continua nei suoi raid contro il Libano e la Striscia di Gaza, nonostante abbia siglato degli accordi di cessate il fuoco con i rispettivi gruppi combattenti, Hezbollah e Hamas, facendo aumentare il bilancio dei morti, e nonostante il 15 a Roma dovrebbe riprendere il negoziato per una pace duratura col governo di Beirut.
In queste ore, Mohammad Bagher Zolghadr, il capo del Consiglio supremo iraniano per la Sicurezza nazionale ha sconsigliato Tel Aviv dal portare a termine attacchi contro infrastrutture e altri obiettivi in Iran, avvertendo: “Risponderemo”. Intanto è mistero per gli attacchi denunciati dalle autorità di Teheran la notte scorsa sul sito militare di Konarak – colpito due volte – e su quello di Bushehr. Gli Stati Uniti, pur avendo rivendicato la novantina di raid tra mercoledì e giovedì, i più forti da quando è stato raggiunto il cessate il fuoco, hanno escluso ogni coinvolgimento contro queste basi militari. Infine, in Iran oggi si sono concluse le celebrazioni funebri per la guida suprema Ali Khamenei, con la sepoltura nella sua città natale di Mashhad. Ancora nessuna apparizione pubblica del figlio e successore Mojtaba Khamenei.
Intanto su Truth, il presidente Trump rimarca: “La Repubblica Islamica dell’Iran ci ha chiesto di continuare i ‘colloqui’. Abbiamo acconsentito, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è TERMINATO!“

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