ISRAELE AL VOTO: AFFLUENZA RECORD AI LIVELLI DEL 1973. NETANYAHU CHIEDE IL PROLUNGAMENTO DELLE URNE
A Tel Aviv sventato un attacco al leader dei Democratici Golan. Tensione politica sui dati dei seggi e scontro Eisenkot-Likud.
Giornata elettorale storica in Israele, segnata da una partecipazione popolare senza precedenti e da forti tensioni politiche e di sicurezza. Secondo i dati ufficiali, alle ore 16:00 l'affluenza alle urne ha raggiunto il 55,7%, registrando il dato parziale più alto dal 1973 e confermando il trend record già evidente nelle prime ore della giornata (44,9% alle 14:00 e 31,5% alle 12:00).
Il pressing del Likud e lo scontro politico
La forte affluenza ha spinto il premier Benjamin Netanyahu a lanciare continui appelli al voto tramite i canali social, esortando la popolazione a mobilitarsi in quello che ha definito "un momento decisivo". In concomitanza con la diffusione dei dati sul calo di affluenza in alcune storiche roccaforti della destra, il Likud ha presentato una richiesta ufficiale per prolungare l'orario di voto oltre la scadenza prevista delle 22:00.
La mossa ha scatenato l'immediata reazione delle opposizioni. Il partito di Gadi Eisenkot si è opposto fermamente alla proroga, accusando il Primo Ministro di voler preparare il terreno per contestare i risultati ufficiali parlando preventivamente di "voto truccato".
Paura a Tel Aviv
Sul fronte della sicurezza si è registrato un grave episodio a Tel Aviv: un uomo armato di coltello è riuscito ad avvicinarsi a Yair Golan, leader dei Democratici. L'aggressore è stato prontamente bloccato dalle guardie del corpo prima che potesse minacciare direttamente l'esponente politico o causare feriti.
I flussi del voto
I flussi di partecipazione mostrano un quadro fortemente frammentato: si registra una mobilitazione massiccia nella comunità beduina di al-Atawneh nel Negev e una altissima affluenza nei seggi arabi, fattore che ha spinto il ministro Ben Gvir a richiamare gli elettori di destra alle urne. Notevole anche il dato transfrontaliero, con quasi 67.000 cittadini israeliani rientrati appositamente dall'estero per esercitare il proprio diritto di voto.
Le urne rimangono al momento monitorate mentre il Paese attende i primi exit poll in un clima di massima polarizzazione.
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