LA MONARCHIA TREMA: IL POPOLO INGLESE LO VUOLE FUORI, IL GOVERNO AVVIA L’ITER PER ESCLUDERE ANDREA DALLA LINEA DI SUCCESSIONE

FRV NEWS MAGAZINE • 21 febbraio 2026

Share this article

Il Regno Unito affronta una delle crisi costituzionali più profonde della sua storia moderna. Non sono più solo le ombre degli "Epstein Files" a gravare sulla figura di Andrew Mountbatten-Windsor, ma una nuova e pesante indagine della polizia per malversazione e cattiva condotta in ufficio pubblico.

Secondo quanto riportato da fonti governative e confermato da Sky News UK, il governo presieduto da Keir Starmer sta lavorando a una proposta di legge d'urgenza per rimuovere formalmente l’ex Principe dalla linea di successione al trono.

I punti chiave della crisi:

L'Arresto: L’interrogatorio avvenuto il 19 febbraio ha segnato il punto di non ritorno. Le accuse riguardano la presunta condivisione di documenti riservati dello Stato con Jeffrey Epstein durante il mandato di Andrea come inviato commerciale.

Azione Legislativa: Per la prima volta nella storia recente, il Parlamento potrebbe intervenire per modificare l'ordine di successione, un atto che richiede il complesso consenso dei reami del Commonwealth.

Il Silenzio di Buckingham Palace: Re Carlo III ha scelto la linea della fermezza. Dopo aver già rimosso i titoli di "Altezza Reale" nell'ottobre 2025 (come riportato da ANSA), il Sovrano ha dichiarato che "nessuno è al di sopra della legge".

L'opinione pubblica britannica e internazionale osserva con il fiato sospeso: la rimozione dalla linea di successione non sarebbe solo una sanzione legale, ma il ripudio definitivo di un membro della Famiglia Reale da parte delle istituzioni democratiche.


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 24 febbraio 2026
Con lo spegnimento del braciere olimpico nell’incanto dell’Arena di Verona, l’Italia archivia ufficialmente la XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Il verdetto della comunità internazionale è unanime: “Il modello ha funzionato”. Quella che nel 2019 era una scommessa audace di Giovanni Malagò e Luca Zaia, oggi è realtà: un successo organizzativo, economico e sportivo che ha riportato il nostro Paese al centro del mondo. L’Intuizione di Malagò e la Tenacia di Zaia Il successo di Milano Cortina 2026 porta la firma indelebile di due protagonisti che hanno creduto nell’impossibile. Da un lato Giovanni Malagò, Ex Presidente del CONI e Presidente della Fondazione Milano Cortina, la cui intuizione diplomatica ha permesso di scardinare i vecchi canoni del CIO, proponendo per la prima volta un’Olimpiade diffusa e sostenibile. Dall’altro, la tenacia incrollabile di Luca Zaia, Governatore del Veneto, che ha difeso con orgoglio l’identità territoriale dei Giochi, garantendo un’efficienza operativa straordinaria e trasformando ogni ostacolo burocratico in un’opportunità di crescita per le Dolomiti. Senza la loro visione comune, questo traguardo storico non sarebbe stato possibile. Il Sigillo di Malagò: "Italia, sei stata di parola!" Durante la conferenza stampa finale, un commosso Giovanni Malagò ha celebrato il Sistema Paese con parole destinate a restare nella storia: "Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse! Grandissima Italia, sei stata di parola!" . "Queste Olimpiadi sono state uno spot formidabile: abbiamo dimostrato di essere una squadra vincente e affidabile. Ora il successo di Milano Cortina riapre con forza la strada per la candidatura di Roma ai Giochi Estivi".ha dichiarato Il Presidente Giovanni Malagò. Un Medagliere da Record: Atleti "Me-ra-vi-glio-si" Sul campo, l'Italia ha risposto con una prestazione agonistica leggendaria. Con 30 medaglie complessive (10 ori, 8 argenti e 12 bronzi), gli Azzurri hanno conquistato il 4° posto nel medagliere mondiale, il miglior risultato di sempre nella storia invernale italiana. Dalle doppiette d’oro di Federica Brignone nello sci alpino ai trionfi nel ghiaccio di Francesca Lollobrigida, fino ai successi storici nel biathlon e nello short track, gli atleti sono stati, per citare Malagò, "me-ra-vi-glio-si", unendo un intero popolo sotto il Tricolore. Successo Economico e Indotto: Un’Eredità per il Futuro Il bilancio economico al termine dei Giochi del 2026 è straordinario. Il "modello Milano Cortina" ha generato: Impatto economico totale: Oltre 5,5 miliardi di euro di valore aggiunto per il territorio Turismo: Un flusso di oltre 2,5 milioni di visitatori, con un indotto turistico che ha segnato il "tutto esaurito" in Lombardia e Veneto . Legacy infrastrutturale: Il 90% delle opere realizzate (tra cui il Villaggio Olimpico di Milano e le varianti stradali venete) resterà in dote alle comunità locali, garantendo competitività per i prossimi trent'anni. L’Italia chiude Milano Cortina 2026 con l'orgoglio di chi ha vinto contro lo scetticismo. Grazie alla visione di Malagò, alla forza di Zaia e al cuore degli atleti, il mondo ha scoperto un’Italia moderna, efficiente e imbattibile. I Giochi finiscono, ma il "modello Italia" è appena iniziato.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Ultimo aggiornamento ore: 12.30 24 febbraio 2026
Emergono dettagli agghiaccianti dalle deposizioni rese ai magistrati inquirenti sul caso di Rogoredo. L’assistente capo di polizia Carmelo Cinturrino, arrestato con l’accusa di omicidio volontario per la morte del 28enne Abderrahim Mansouri, ha rotto il silenzio durante l’interrogatorio di garanzia, cercando di fare ammenda per il disonore arrecato al corpo di appartenenza. "Chiedo scusa a chi indossa la divisa" : con queste parole l'agente ha ammesso le proprie responsabilità, delineando un quadro di profonda degradazione professionale. Le indagini, coordinate dal PM Giovanni Tarzia, descrivono una sistematica attività di estorsione ai danni degli spacciatori del boschetto: Cinturrino avrebbe preteso quotidianamente denaro (circa 200 euro) e dosi di cocaina in cambio di protezione o immunità. Le testimonianze raccolte, incluse quelle di alcuni colleghi, aggravano pesantemente la posizione dell'indagato: Violenza efferata: L'agente è accusato di essersi accanito con un martello contro tossicodipendenti e soggetti fragili, tra cui una persona disabile. Premeditazione: Un collega ha confermato ai PM che Cinturrino aveva l'obiettivo dichiarato di "prendere Mansouri", suggerendo che l'azione culminata nello sparo alla testa non sia stata un incidente o legittima difesa, ma una spedizione punitiva. Mentre la difesa punta sul crollo psicologico dell'uomo, la Procura procede anche contro tre colleghi dell'agente, indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso per aver inizialmente avallato una versione distorta dei fatti.
Autore: Fonte ufficio stampa Masaf 24 febbraio 2026
“La misura Parco Agrisolare dimostra il grande lavoro compiuto dal governo Meloni per rendere le imprese agricole più competitive e sostenibili. Siamo passati da una dotazione PNRR originaria di 3,6 miliardi agli attuali 8,9 miliardi di euro a disposizione dei nostri agricoltori e trasformatori. Ci avevano detto che il Piano non era modificabile, ma i risultati dicono altro: abbiamo rifinanziato il fondo a più riprese per far partecipare quasi 30.000 soggetti, eliminando il 2,4% dell’amianto mappato in Italia senza sacrificare un solo metro quadro di suolo agricolo. L’Italia è leader in Europa per valore aggiunto in agricoltura e questi investimenti renderanno le nostre imprese ancora più forti”. Con queste parole il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, annuncia la pubblicazione del nuovo Bando Agrisolare che mette in campo ulteriori 800 milioni di euro. Dettagli e scadenze Il nuovo avviso mira a finanziare tra le 4.000 e le 6.000 nuove imprese. I progetti potranno essere presentati a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo e fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026 tramite la piattaforma del GSE. Un balzo produttivo per il settore La dotazione complessiva della misura sale così a 3,15 miliardi di euro. L’impatto sul sistema Paese è già evidente: Target quadruplicato: Da 375 MW iniziali a oltre 1.500 MW di potenza installata. Crescita solare: Un aumento della potenza installata del 47,7% per il settore primario. Eccellenze regionali: Incrementi record in Campania (+120%), Molise (+112%) e Puglia (+76%). Sostenibilità a 360 gradi  L'intervento prevede un contributo a fondo perduto dell’80% per l’installazione di pannelli fotovoltaici esclusivamente sui tetti dei fabbricati rurali (stalle, cantine, magazzini). Oltre alla produzione energetica, i fondi coprono interventi complementari strategici: Rimozione amianto: 3,6 milioni di mq smaltiti (2,4% dei siti mappati dal Ministero dell’Ambiente). Sistemi di accumulo: 17.000 sistemi installati per 721 MW di capacità, pari al 7,9% della capacità totale italiana registrata dal GSE. Efficienza: Finanziati anche interventi di coibentazione e sistemi di ricarica elettrica.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 febbraio 2026
L’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile (ALIS) ha partecipato attivamente alla Winter Edition del Forum in Masseria 2026 , svoltasi il 20 e 21 febbraio nella cornice delle Terme di Saturnia . Il Vicepresidente e Direttore Generale di ALIS, Marcello Di Caterina , è intervenuto nel panel dedicato a "Energia e competitività industriale: come colmare il gap energetico con il resto d’Europa" . Durante il dibattito, che ha visto la partecipazione del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin , sono state affrontate le sfide cruciali per il sistema produttivo italiano, con un focus sulla necessità di accelerare la transizione energetica per garantire la sostenibilità e la resilienza della logistica e dei trasporti. L'evento, organizzato da Bruno Vespa in collaborazione con Comin & Partners, si è confermato un osservatorio privilegiato sulle dinamiche economiche e politiche del Paese, riunendo otto ministri e i principali leader dell'industria italiana. La presenza di ALIS ha ribadito il ruolo centrale dell'associazione come piattaforma di dialogo tra istituzioni e operatori della filiera del trasporto, orientata all'innovazione e alla orientata all'innovazione e alla sostenibilità del sistema logistico nazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 febbraio 2026
In occasione dell’apertura del 76° Festival della Canzone Italiana, Tiziana Baudo ha condiviso l’emozione di tornare a Sanremo per onorare la memoria del padre, Pippo Baudo, a sei mesi dalla sua scomparsa. Accompagnata dal fratello Alessandro, Tiziana sarà presente in platea all’Ariston per una kermesse che vedrà il grande conduttore protagonista attraverso omaggi e iniziative speciali. Tiziana Baudo ha espresso profonda gratitudine verso il direttore artistico Carlo Conti per aver intitolato a Pippo Baudo il celebre camerino del teatro, luogo storico di lavoro e incontri per il conduttore. Baudo sarà inoltre presente virtualmente durante tutte le cinque serate come "presenza interattiva", permettendo al pubblico di risentire la sua voce iconica sul palco che lo ha visto protagonista per tredici edizioni. PROGETTI FUTURI: STATUA E MOSTRA CON MIKE BONGIORNO  Nel corso della settimana del Festival sono stati annunciati importanti progetti per onorare la carriera del presentatore: La Statua: Sarà realizzata un’opera celebrativa entro il prossimo 7 giugno, data in cui Baudo avrebbe compiuto 90 anni. La Mostra: È in fase di studio una collaborazione con Niccolò Bongiorno e le Teche Rai per una mostra congiunta che celebri il legame e la carriera di Pippo Baudo e Mike Bongiorno. Arte all'Ariston: È stata inaugurata all’interno del teatro un’opera dell’artista Marco Lodola dedicata proprio al "Pippo nazionale". UN FESTIVAL D’EMOZIONE “Sarà un Festival atipico e denso di emozioni” , ha dichiarato Tiziana Baudo. “Lo vivrò per la prima volta in platea e non dietro le quinte, dove fin da bambina accompagnavo papà durante le prove” . Tra i ricordi più dolci, Tiziana ha citato l'edizione del 1985, quando il padre riuscì a portare al Festival i Duran Duran, coronando il suo sogno di giovane fan. Baudo sarà inoltre presente virtualmente durante tutte le cinque serate come "presenza interattiva", permettendo al pubblico di risentire la sua voce iconica sul palco che lo ha visto protagonista per tredici edizioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 febbraio 2026
Si alza il sipario sul 76° Festival della Canzone Italiana. Stasera, in diretta su Rai 1 dalle ore 20:40, Carlo Conti affiancato per la prima serata come co -conduttore dall’attore Can Yaman inaugura un’edizione speciale interamente dedicata alla memoria di Pippo Baudo, storico volto della kermesse per ben 13 edizioni. «Era doveroso dedicare questo Festival a Pippo, un maestro e un faro per tutti noi», ha dichiarato Carlo Conti. «Sarà una festa della musica che unisce la nostra storia al futuro della canzone». IL SUPER OSPITE: TIZIANO FERRO ALL'ARISTON L'attesa è tutta per il grande ritorno di Tiziano Ferro in veste di super ospite della serata inaugurale. L'artista di Latina tornerà a calcare il palco del Teatro Ariston con una performance speciale che celebrerà i suoi più grandi successi, regalando al pubblico un momento di altissimo livello musicale e confermandosi ancora una volta come uno dei pilastri della musica italiana nel mondo. LA GARA: SUL PALCO TUTTI I 30 ARTISTI La prima serata vedrà l'esecuzione integrale di tutti i 30 brani in gara. Le performance saranno valutate esclusivamente dalla Giuria della Sala Stampa, TV e Web. Al termine delle esibizioni verrà svelata la Top 5, ovvero i primi cinque classificati in ordine casuale, fornendo il primo parziale della competizione. I MOMENTI CELEBRATIVI E GLI OSPITI Oltre alla competizione canora, la serata vivrà di momenti di alta intensità emotiva e civile: Tributo a Baudo: Un omaggio artistico aprirà la serata alla presenza dei figli del conduttore, Tiziana e Alessandro. Celebrazioni per la Repubblica: In occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana, salirà sul palco l’ospite speciale Gianna Pratesi, 105 anni, per testimoniare il valore storico del primo voto del 1946.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 febbraio 2026
La nuova linea di Washington dopo la sentenza della Corte Suprema: "Ci aspettiamo che Paesi rispettino accordi fino a quando non troveremo nuove basi legali per misure più appropriate" Da oggi entrano in vigore i nuovi dazi di Donald Trump con tariffe del 15%. Il 24 febbraio segna l'inizio della nuova 'era commerciale' che il presidente degli Stati Uniti è costretto ad avviare dopo la sentenza della Corte Suprema. La sentenza della Corte Suprema e lo stop ai vecchi dazi I giudici hanno bocciato una fetta consistente dei 'vecchi' dazi di Trump. E il presidente, che tira dritto dopo aver scelto il piano B, invia un 'alert' ai partner: "Niente giochetti". La giornata di oggi modifica, in particolare, i rapporti commerciali tra Usa e Unione europea. La linea americana nei confronti di Bruxelles viene ribadita da un funzionario della Casa Bianca: Washington intende continuare a imporre dazi del 15% alle importazioni dalla Ue anche dopo la decisione della Corte Suprema. La base legale di questi nuovi dazi globali è fornita dal decreto firmato da Trump subito dopo la sentenza dei giudici venerdì scorso. "Questo è, comunque, solo temporaneo, mentre l'amministrazione cercherà altre autorità legali per applicare tassi di dazi più appropriati o pre-negoziati - continua la fonte -. Fino ad allora, noi ci aspettiamo che tutti i Paesi continuino a rispettare gli impegni commerciali per la riduzione delle barriere commerciali e altre concessioni, impegni - conclude - che non sono cambiati".
Autore: AGENZIA 24 febbraio 2026
La Presidente della Commissione europea ribadisce: "Siamo al vostro fianco". Il presidente ucraino: "Russia non ha vinnto la guerra". Lo scontro in Ue con Orban "La pace alle condizioni dell'Ucraina". Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen oggi a Kiev insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in occasione del quarto anniversario dell'invasione da parte della Russia. "A Kiev per la decima volta dall'inizio della guerra - scrive von der Leyen - Per ribadire che l'Europa è al fianco dell'Ucraina, finanziariamente, militarmente e in questo rigido inverno. Per sottolineare il nostro impegno duraturo nella giusta lotta dell'Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all'aggressore: non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. La pace alle condizioni dell'Ucraina". Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta. Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina. Ecco perché oggi siamo qui a Kiev", ha scritto su X Costa. Zelensky: "Putin non ha vinto la guerra" Vladimir Putin "ha fallito". Quattro anni dopo l'inizio dell'invasione russa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky celebra la 'resistenza' del suo popolo. In un video discorso in occasione dell'anniversario della guerra: "Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e garantire che ci sia giustizia". "Oggi - ha continuato Zelensky - sono esattamente quattro anni da quando Putin ha iniziato la sua avanzata di tre giorni per conquistare Kiev. E questo la dice lunga sulla nostra resistenza, su come l'Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni di persone, un immenso coraggio, un duro lavoro, la perseveranza e il lungo cammino che l'Ucraina sta percorrendo dal 24 febbraio" del 2022. "Ripensando all'inizio dell'invasione e riflettendo sul presente, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso la nostra indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità", ha concluso il presidente ucraino. Un anniversario amaro: lo scontro nell'Ue sul prestito all'Ucraina L'Ungheria, come ha fatto sistematicamente dal 2022 a oggi su quasi tutti i pacchetti di sanzioni contro la Russia, minacciando o ponendo il veto, oppure ritardando l'approvazione delle misure, ha bloccato sia il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina sia il prestito da 90 miliardi di euro a Kiev approvato nel Consiglio europeo di dicembre, dal quale pure Budapest si era chiamata fuori, insieme a Slovacchia e Repubblica Ceca, consentendo però agli altri 24 di andare avanti, mediante cooperazione rafforzata.
Autore: AGENZIA DIRE 24 febbraio 2026
Lo afferma la premier dopo aver letto "con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto 'boschetto della droga' di Rogoredo" Chi indossa una divisa e rappresenta le Istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore. E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili. La giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché a differenza di quello che leggo non esiste alcuno ‘scudo penale’ “. Lo afferma la premier Giorgia Meloni, dopo aver letto “con sgomento gli ultimi sviluppi sull’ uccisione di uno spacciatore nel noto ‘boschetto della droga’ di Rogoredo . Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di Polizia che ha sparato. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della Nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine”. “Provo profonda rabbia all’idea che l’operato di chi tradisce la divisa possa ‘sporcare’ il lavoro dei tantissimi uomini e donne che, ogni giorno, ci proteggono e difendono la nostra sicurezza, con abnegazione, sacrificio e senso delle Istituzioni. Servitori dello Stato nei confronti dei quali, invece, dobbiamo tutti essere riconoscenti. Come dobbiamo essere riconoscenti in particolare alla Polizia di Stato che, su delega della Procura di Milano, sta svolgendo le indagini sui propri agenti coinvolti in questa tragica vicenda, al solo fine di far emergere la verità“, dice ancora Meloni.
24 febbraio 2026
William sbotta: 'Sono turbato'. E ora spuntano 'i massaggi di Stato' all'ex duca La polizia britannica ha rilasciato su cauzione Peter Mandelson, l'ex ministro ed ex ambasciatore britannico negli Usa, fermato ieri per il suo coinvolgimento nel caso Epstein. "Un uomo di 72 anni, fermato con l'accusa di negligenza nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche, è stato rimesso in libertà su cauzione in attesa del proseguimento delle indagini", si legge in un comunicato della polizia, nel quale non viene mai specificato il nome della persona rilasciata. Secondo quanto riferito dalla Press Association, citando una fonte di polizia, l'uomo è Peter Mandelson. L'ex eminenza grigia del blairismo era finito in guardina per mano di Scotland Yard con la stessa accusa dell'ex duca di York: "Condotta illecita nell'esercizio di funzioni pubbliche", per avere nel suo caso spifferato a Epstein (e ad altri businessmen) delicate informazioni governative segrete, utilizzabili a scopo di lucro, mentre era al potere nei primi anni 2000. Ultimo anello di una catena di presunte malefatte che intanto minaccia di scuotere il trono del 77enne Carlo III. Chiamato in causa ormai direttamente da più parti, nella sua veste di capo della famiglia reale, su decenni di sospette coperture; e sollecitato qua e là sui media persino a "valutare" - al di là del coraggio riconosciuto con cui sta combattendo la battaglia contro il tumore diagnosticatogli nel 2024 - lo scenario tabù per eccellenza di casa Windsor: un'ipotetica abdicazione. Ad azzardare questo sbocco come estrema ancora di sopravvivenza per l'istituzione è ad esempio la giornalista Shelagh Fogarty, ex volto noto della Bbc, che indica la strada di un - pur non immediato - passaggio di consegne all'erede William alla stregua di un gesto "di generosità" da prendere "in considerazione", sull'esempio "delle dimissioni di papa Benedetto XIV" che aprirono le porte alla "svolta di papa Francesco". Convinta che il principe di Galles abbia se non altro il profilo generazionale giusto per provare a "modernizzare (e a salvare) la monarchia". Elucubrazioni che il 43enne William in qualche modo alimenta, facendo un passo avanti nella visibilità pubblica alla cerimonia di premiazione dei Bafta, gli Oscar britannici, dove è ricomparso al fianco della consorte dopo due anni di forfait coincisi con la drammatica sfida al cancro affrontata pure da Kate. "In questo momento non sono in uno stato di calma", le sue parole: quasi un messaggio in codice per esprimere turbamento, se non impazienza. I contorni dello scandalo che investe suo zio, fratello minore di Carlo III e figlio prediletto di Elisabetta II, vera responsabile postuma delle protezioni accordate per anni e anni al reprobo, si fanno del resto ogni giorno più imbarazzanti. Per lui, come per un'intera dinastia in calo di consensi e per un governo reso ancor più impopolare dal parallelo caso Mandelson. A partire dalla denuncia ulteriore dell'ex premier Gordon Brown sull'abuso attribuito ad Andrea di basi e velivoli della Raf sfruttati nei panni di emissario commerciale governativo per compiere in realtà visite 'private' al sodale di bisbocce Epstein. Senza tralasciare il progetto di legge senza precedenti sulla sua cancellazione formale dalla lista di successione al trono - ultimo privilegio simbolico superstite di un diritto di sangue rivendicato (invano) con protervia financo contro l'arresto di giovedì - messo in cantiere da Starmer; e accolto dal placet immediato di altri governi di Paesi del Commonwealth rimasti legati alla corona come quello australiano di Anthony Albanese. Ma soprattutto senza tralasciare le nuove accuse, estranee agli Epstein Files, sollevate da ex alti funzionari pubblici britannici secondo i quali l'ex duca si sarebbe fatto pagare dai contribuenti, nei panni di emissario commerciale del governo di Londra indossati fra il 2001 e il 2011, persino spese personali per "massaggi" e lussi vari, a costi "smodati". Vicende su cui re Carlo promette adesso la massima collaborazione agli inquirenti - al pari di Starmer - affinché "la legge faccia il suo corso"; senza poter spegnere peraltro l'ultima polemica innescata dai tabloid sui documenti che sembrano provare come lui stesso fosse stato informato almeno dal 2019 degli scambi d'indiscrezioni e d'affari allargati a suo tempo da Andrea anche ai controversi banchieri Rowland. Mentre un ex ministro Tory, Tom Tugendhat, veterano delle forze armate di Sua Maestà non certo repubblicano, evoca ormai il marchio "dell'alto tradimento": su Mandelson, come sul figlio di Elisabetta che da giovane combatté nella guerra delle Falkland.
Show More