La navetta Orion è ammarata, missione compiuta per Artemis II

Redazione • 11 aprile 2026

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Artemis II è rientrata con successo sulla Terra: la missione della Nasa ha riportato a casa i quattro astronauti dopo lo storico viaggio attorno alla Luna, che ha segnato il ritorno dell’uomo nello spazio profondo dopo oltre mezzo secoloe aperto la strada alle future esplorazioni lunari.

 

A bordo c’erano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen: un equipaggio destinato a entrare nei libri di storia. Non solo per la distanza record raggiunta — oltre 400mila chilometri dalla Terra — ma anche per i traguardi simbolici: la prima donna, la prima persona di colore e il primo astronauta non statunitense in una missione lunare.

Il momento più pericoloso

Il rientro è iniziato con la separazione del modulo di servizio, seguita dall’ingresso nell’atmosfera terrestre a velocità impressionanti, fino a circa 38.000 km/h. In questa fase la capsula è stata avvolta da una 'palla di fuoco' di plasma, che ha causato anche un blackout delle comunicazioni di diversi minuti con il centro di controllo.

Da lì, una sequenza millimetrica: prima l’apertura dei paracadute stabilizzatori (drogue) a circa 6-7 mila metri di quota, poi il dispiegamento dei tre paracadute principali poco sotto i 2.000 metri. È questa fase che ha permesso di ridurre drasticamente la velocità della navicella, portandola da centinaia di chilometri orari fino a circa 30-38 km/h al momento dell’impatto con l’acqua.

  L’ammaraggio è avvenuto alle 17:07 ora locale (le 2:07 in Italia), a circa 80 miglia dalla costa californiana. Un impatto controllato, seguito dall’intervento immediato delle squadre di recupero della Marina statunitense, già posizionate nell’area con navi, elicotteri e sommozzatori pronti ad assistere l’equipaggio.

Fino all’ultimo istante, la cautela ha prevalso sull’entusiasmo. Un approccio segnato anche dalle lezioni del passato, dai disastri dello Shuttle Challenger e Columbia, nei quali gli astronauti morirono dopo che segnali di allarme erano stati ignorati e che hanno insegnato quanto ogni anomalia vada presa sul serio. E proprio lo scudo termico era stato al centro delle principali preoccupazioni. Durante Artemis I, nel 2022, aveva mostrato un’erosione inattesa. Per questo la Nasa ha modificato la traiettoria di rientro, scegliendo un profilo più breve e controllato per ridurre i rischi.

L’ammaraggio e il recupero da parte delle squadre della Marina statunitense hanno segnato quel momento: astronauti fuori dalla capsula, visite mediche, e finalmente il via libera alle celebrazioni.

Il viaggio che riporta l’uomo verso la Luna

Artemis II non è stata solo una missione spettacolare: è stata soprattutto un test cruciale. Per la prima volta la capsula Orion ha trasportato esseri umani nello spazio profondo, verificando sistemi, comunicazioni e capacità operative in vista delle prossime tappe.

  Il viaggio ha già regalato immagini iconiche — come il “tramonto della Terra” visto dalla distanza lunare — e dati scientifici preziosi. Ma il suo vero significato va oltre: è il ponte verso Artemis III, la missione che dovrebbe riportare l’uomo sulla superficie lunare entro la fine del decennio.

Dopo oltre 50 anni dall’era Apollo, il ritorno non è più un’idea: è realtà. E il rientro di Artemis II, superato senza incidenti, è il segnale più concreto che la nuova corsa alla Luna è davvero iniziata.

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Autore: Redazione 11 aprile 2026
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Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 11 aprile 2026
Nell’ambito delle celebrazioni per il 174° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato, si è svolto ieri alle ore 18:00, presso l’Area Pagoda di Piazza del Popolo, l’importante incontro della Polizia Postale “Stranger Teens – Storie di ragazzi online: crescere connessi, restare protetti”. . Ad aprire il confronto è stata la Dottoressa Maria Rosaria Romano, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Direttore della Seconda Divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Nel suo autorevole intervento, la Dott.ssa Romano ha delineato l’azione quotidiana degli specialisti della Polizia Postale, sottolineando come la lotta alla pedopornografia digitale richieda non solo un’eccellenza tecnologica interna, ma soprattutto una fitta rete di cooperazione internazionale. " L'azione operativa della Polizia di Stato" ha spiegato la Dott.ssa Romano "si inserisce in un quadro più ampio di strategie di contrasto e prevenzione, dove lo scambio tempestivo di informazioni tra polizie di tutto il mondo è fondamentale per proteggere i minori dai rischi globali della rete".  Il dibattito multidisciplinare Il panel, moderato da Carola Barbato, ha beneficiato del contributo tecnico e istituzionale di esperti del settore: Gianfranco Costanzo (Dipartimento Famiglia) ha illustrato il ruolo degli Osservatori nazionali. Ernesto Caffo (Telefono Azzurro) si è soffermato sulla protezione delle vittime. Cinzia Grassi (Pediatra FIMP) ha analizzato l'impatto sanitario delle violenze digitali. Gianfelice Imparato (Attore) ha offerto una riflessione sull'educazione ai modelli positivi. La testimonianza umana Il dibattito è stato reso ancora più concreto dalla toccante testimonianza di Katia Buonpane e Aniello Cascone, genitori di Alessandro Cascone, che hanno ribadito l'importanza di trasformare il dolore in impegno civile. L'iniziativa ha confermato la missione della Polizia di Stato: non solo repressione dei crimini, ma una costante opera di sensibilizzazione per una cultura della sicurezza digitale che coinvolga istituzioni, famiglie e giovani. olore personale in un monito collettivo per la sicurezza dei giovani. Con questa iniziativa, la Polizia di Stato ribadisce, nel giorno della sua festa, l’impegno costante nel contrasto ai fenomeni degenerativi della rete e nella promozione di una cultura della sicurezza digitale condivisa tra istituzioni e società civile.
Autore: Redazione 11 aprile 2026
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Autore: Redazione 11 aprile 2026
Blitz all’alba a Roma: i Carabinieri del Nucleo Investigativo e la Polizia di Stato hanno arrestato quattro persone, accusate di essere mandanti e complici dell’omicidio di Cristiano Molé, ucciso a colpi di pistola nel quartiere Corviale il 15 gennaio 2024 in un agguato con modalità mafiose, nel quale era rimasto ferito anche un amico della vittima. L’operazione, coordinata dalla Direzione Di strettuale Antimafia di Roma, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di quattro indagati, due dei quali già detenuti per altri reati. Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria scaturisce dalle risultanze di una complessa attività investigativa, condotta attraverso intercettazioni e quotidiani servizi di osservazione, controllo e pedinamento, corroborati dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Già nel 2024, nel corso delle indagini, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e la Squadra Mobile di Roma, avevano eseguito il fermo emesso dalla Procura di Roma nei riguardi di uno dei mandanti e dei due esecutori materiali dell’omicidio di Molé, nonché alcune perquisizioni che avevano consentito di trovare diverse armi da fuoco con il relativo munizionamento a disposizione del commando. Individuati anche altri due mandanti del delitto e il relativo movente, riconducibile a questioni di rivalità con la vittima e di controllo del territorio in cui gli stessi sono indagati di gestire la piazza di spaccio di via Donna Olimpia 30, nonché altri due complici che avrebbero procurato le due armi utilizzate per l'omicidio e fornito le informazioni sulle abitudini di vita e i movimenti della vittima.
Autore: REDAZIONE 11 aprile 2026
Oltre 4 ore di confronto a Cologno Monzese. La nota: "Rinnovata fiducia al segretario, visione unitaria per rilancio partito" Dopo oltre 4 ore di confronto nella sede di Mediaset di Cologno Monzese, tra Antonio Tajani e i figli di Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio, bocche cucite sull'esito del vertice fiume. Ma secondo qualificate fonti azzurre sarebbe stato raggiunto un accordo sul nuovo capogruppo alla Camera di Forza Italia al posto di Paolo Barelli (in pole resterebbe Enrico Costa) e sul nodo dei Congressi locali, regionali e provinciali, che dovrebbero essere diluiti e celebrati con un cronoprogramma preciso solo laddove sono unitari. Al termine del pranzo di lavoro (iniziato attorno alle 13.30), una nota di Fi e un 'off' dalla sede Mediaset hanno assicurato che l'incontro è andato bene. Il summit, si legge nel comunicato diffuso dall'ufficio stampa azzurro, "si è svolto in un clima di grande amicizia e cordialità", è stata "rinnovata la fiducia nel segretario" Tajani ed "è emersa una visione unitaria e condivisa per il rilancio del movimento nello spirito e con i valori del fondatore". A stretto giro di posta ambienti vicini alla presidente di Fininvest e all'ad di Mediaset confermano che "l'incontro di oggi a Cologno Monzese è stato molto positivo". Al tavolo erano presenti l'ex storico braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta, e Danilo Pellegrino, ad Fininvest Spa. Allo stato, ancora non sarebbe definita la exit strategy per Barelli: restano forti le voci per un posto di sottosegretario nel governo Meloni.
Autore: AGENZIA DIRE ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE: 08.35 11 aprile 2026
L'Airports Council International ha scritto ai commissari europei per l'energia e i trasporti chiedendo un'azione immediata ROMA – Tre settimane. È questo il margine che separa l’Europa da una carenza sistemica di carburante per aerei, secondo l’Airports Council International, che ha scritto ai commissari europei per l’energia e i trasporti chiedendo un’azione immediata. Se lo Stretto di Hormuz non riprenderà a funzionare come rotta di approvvigionamento stabile, le cancellazioni dei voli estivi non saranno un rischio ma una certezza. La crisi ha una data di inizio precisa: fine febbraio, quando gli attacchi ordinati da Trump e Netanyahu contro l’Iran hanno di fatto chiuso lo stretto al transito commerciale. Da allora, il carburante per aviazione è più che raddoppiato di prezzo – 1.650 dollari a tonnellata contro i livelli dell’anno scorso. In Europa l’aumento è del 138%. In Asia, del 163%. Il mercato globale si è trasformato in una corsa alle scorte rimaste. Il problema strutturale è che il carburante per aerei non ha vie d’uscita alternative. Il petrolio può in parte aggirare lo stretto attraverso oleodotti. Il jet fuel no. E l’Europa, che storicamente acquistava oltre il 60% delle proprie forniture dalle raffinerie del Golfo (di cui più del 40% transitava proprio per Hormuz) si ritrova ora a competere con l’intero continente asiatico per approvvigionamenti che arrivano da altri quadranti geografici, più lontani, più costosi, più lenti. L’ultimo carico europeo di carburante per aerei ad aver attraversato lo stretto prima dello scoppio delle ostilità è atteso a Copenaghen. L’ultima petroliera diretta nel Regno Unito, la Maetiga proveniente dall’Arabia Saudita, è arrivata nel Kent martedì. Gli aeroporti più piccoli, quelli che dipendono dalle consegne senza disporre di grandi riserve locali sono i primi a rischiare. Michael O’Leary ha detto questa settimana che Ryanair sta valutando di ridurre il proprio operativo del 10%. Willie Walsh, direttore generale della IATA, è esplicito: anche se Hormuz riaprisse oggi, ci vorrebbero mesi per ripristinare i livelli di approvvigionamento, considerata la capacità di raffinazione andata perduta in Medio Oriente. 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 aprile 2026
Al via oggi nella capitale pakistana l’atteso vertice diplomatico tra Stati Uniti e Iran, volto a disinnescare l'escalation militare nel Golfo e lo stallo nello Stretto di Hormuz. Le delegazioni, guidate rispettivamente dal Vicepresidente americano J.D. Vance e dal Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, sono giunte in una Islamabad blindata. Nonostante l’avvio formale dei negoziati previsto per il pomeriggio, il clima resta di estrema cautela. La posizione di Teheran Fonti ufficiali della delegazione iraniana hanno espresso un approccio improntato al pragmatismo ma segnato dal sospetto: "Abbiamo buone intenzioni e siamo qui per dialogare, ma non ci fidiamo" hanno dichiarato i rappresentanti di Teheran, citando i precedenti fallimenti negoziali e i recenti raid statunitensi. L'Iran pone come condizioni prioritarie lo sblocco degli asset finanziari congelati e il cessate il fuoco in Libano. La linea di Washington Dall'altro lato, la Casa Bianca mantiene una pressione altissima. Il Presidente Donald Trump ha avvertito che non tollererà alcun blocco al transito marittimo: "Stiamo caricando le navi con armi migliori di prima, non ci sarà un pedaggio su Hormuz". Il Vicepresidente Vance, a cui i media internazionali attribuiscono un ruolo chiave nella mediazione, ha ribadito con fermezza: "Non ci prendano in giro". Il ruolo della mediazione Fonti diplomatiche pakistane confermano che i negoziati potrebbero protrarsi per diversi giorni. Mentre cresce l'attesa per i primi risultati del tavolo, resta l'incognita della posizione di Israele, che ha già chiarito che non accetterà legami tra questi colloqui e la tregua con Hezbollah.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 16.20 10 aprile 2026
La fragilissima tregua tiene nonostante gli attacchi israeliani. Il vicepresidente Usa: "Trump ci ha detto cosa fare" La tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, tiene ma ogni ora che passa si fa sempre più fragile. Una svolta, si spera, potrebbe essere rappresentata dai colloqui previsti in Pakistan, a Islamabad, nel fine settimana, dove le parti saranno impegnate a trovare un vero accordo: sul tavolo, il nodo principale dello Stretto di Hormuz. A guidare la delegazioni degli Stati Uniti saranno il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff, e il genero del presidente Trump, Jared Kushner. Sul fronte iraniano, invece le notizie sono ancora incerte, ma stando ai media locali potrebbe esserci il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. Intanto sul fronte libanese il Primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha comunicato di aver dato disposizione al suo governo di avviare colloqui diretti con il Libano “il prima possibile”. Tutti gli aggiornamenti: 16:00 – L’EUROPA A RISCHIO STAGFLAZIONE “L’economia europea è di nuovo sotto pressione a causa del conflitto in Medio Oriente, che minaccia di innescare uno shock da stagflazione con una crescita più bassa e un’inflazione più alta per il prossimo biennio”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, intervenendo in Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento europeo. 15:00 – VANCE ALL’IRAN: “NON PRENDETE IN GIRO GLI STATI UNITI” Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance è partito alla volta di Islamabad per guidare i colloqui mediati con l’Iran, e prima di partire ha ammonito l’Iran di non “prendere in giro” gli Stati Uniti. Salendo a bordo dell’Air Force Two diretto in Pakistan, Vance ha detto: “Attendiamo con interesse la fase di negoziazione. Credo che sarà positiva. Vedremo, ovviamente. Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente disposti a tendere la mano aperta. Se proveranno a metterci alle strette, scopriranno che il team negoziale non è poi così disponibile”.
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 1614 10 aprile 2026
Battuto 6-3 6-4 Auger-Aliassime, Domani sfiderà Zverev. Se Alcaraz dovesse perdere con Bublik tornerebbe in vetta alla classifica Atp Jannik Sinner torna per la terza volta in semifinale a Monte Carlo. Il numero 2 del mondo ha battuto 6-3 6-4 il canadese Auger-Aliassime, in un’ora e mezza di gioco sempre in controllo. Domani sfiderà il tedesco Sascha Zverev per un posto in finale nel Principato. Per Sinner è la sedicesima semifinale in un Masters 1000, la quarta consecutiva. Se Carlos Alcaraz dovesse perdere con Bublik tornerebbe al numero 1 della classifica Atp.
Autore: Redazione 10 aprile 2026
La cerimonia in occasione del 174esimo anniversario della fondazione della Polizia in piazza del Popolo a Roma Il recente episodio in cui due militanti della galassia anarchica hanno perso la vita mentre costruivano un ordigno non è una notizia da archiviare in fretta: è la conferma che la minaccia eversiva è reale, presente, attiva". Sono le parole del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel discorso pronunciato in occasione della cerimonia per il 174esimo anniversario della fondazione della Polizia in piazza del Popolo a Roma. "La Polizia - ha detto - svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione, nel monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione e nella protezione degli obiettivi sensibili". "Mentre arretra l’immagine di una sicurezza pensata per compartimenti stagni, le minacce si evolvono repentinamente: criminalità economica, fenomeni predatori diffusi, tensioni sociali nei contesti urbani, impatto delle nuove tecnologie, flussi migratori incontrollati", ha aggiunto il ministro. "Dietro molti di questi fenomeni ci sono fratture economiche e culturali, alcune anche di matrice globale, che possono ricomporsi solo con un’efficace azione pubblica che chiami in causa tutte le Amministrazioni coinvolte, dallo Stato agli Enti locali, passando per i tanti esempi virtuosi della società civile", ha aggiunto. "Con il decreto sicurezza - ha aggiunto - abbiamo cambiato la logica con cui lo Stato si rapporta ai propri agenti. Chi usa legittimamente la forza o agisce per necessità non sarà più automaticamente iscritto nel registro degli indagati. Perché non è accettabile che la difesa della legalità e dei cittadini diventi immediatamente un marchio sulla carriera di chi serve lo Stato". "Non si è trattato di garantire improbabili scudi immunitari, ma di limitare forme radicate di presunzione di colpevolezza", ha aggiunto. Il ministro ha poi voluto "rivolgere un pensiero a tutti coloro che hanno a cuore la cosa pubblica. Un invito a lavorare tutti insieme. Governo, magistratura, forze dell’ordine, istituzioni locali: ciascuno con il proprio ruolo, ciascuno con le proprie prerogative. Ma tutti con un obiettivo comune. Non solo la lotta alla criminalità organizzata e alla sicurezza in senso stretto, che pure restano priorità assoluta, ma anche e soprattutto il contrasto a quei fenomeni più sottili e più pericolosi, come la corruzione, l’inquinamento delle istituzioni, il tentativo di piegarne la funzione a interessi che nulla hanno a che fare con il bene collettivo". "Al di là delle divisioni, che esistono e che sono fisiologiche in una democrazia viva, - ha continuato Piantedosi - tutti coloro che ripongono fede nei valori fondanti della nostra Costituzione condividono un dovere: quello di farli rispettare, giorno dopo giorno, ciascuno nel proprio ruolo".
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