Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.29
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20 luglio 2026
La Procura di Bologna ricorre al nuovo modello che evita di fatto l'iscrizione al registro degli indagati. La morte del 42 enne durante un fermo è il nuovo caso politico. Ilaria Cucchi, Avs, annuncia un'interrogazione BOLOGNA – Urla strazianti in mezzo a un concerto assordante di cicale. Poi la voce sempre più debole dell’uomo si dissolve. È un pugno allo stomaco il video ripreso da un residente dei palazzoni del quartiere Pilastro, a Bologna, che coglie dall’alto gli ultimi cinque minuti di vita e di agonia di Abderrahim Fakir, il 42 enne morto ieri, domenica 19 luglio, a Bologna, durante un intervento di polizia. Anche quel terribile video che sta girando nella Rete e sui social, insieme a quello delle bodycam indossate dai due poliziotti intervenuti, sarà attentamente esaminato dagli inquirenti che dovranno fare chiarezza su quanto accaduto. Sulla vicenda indaga infatti la magistratura ed è stata aperta anche una verifica interna da parte dell’Azienda Usl di Bologna perché, come si vede dal video, durante “l’operazione di contenimento dell’uomo” erano presenti anche gli uomini del 118. Sul corpo di Abderrahim Fakir è stata disposta l’autopsia. LA MOSSA DELLA PROCURA: ISCRIZIONI NEL NUOVO “REGISTRO 45-BIS” La Procura di Bologna, l’indomani della tragedia, fa sapere di aver iscritto “quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento ” nel rione Pilastro che ieri si è concluso con la morte di Abderrahim Fakir nel “ registro modello 45-bis” . Si tratta del nuovo registro di annotazione preliminare introdotto recentemente dal ministero della Giustizia che consente al pubblico ministero di annotare fatti di reato che risultano manifestamente commessi in presenza di una causa di giustificazione, evitando l’automatica iscrizione della persona nel registro degli indagati . Fakir è morto dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti, e sul posto erano presenti anche i sanitari del 118 e alcuni cittadini. A darne notizia è il procuratore capo Paolo Guido , che in una nota spiega che “la Procura, all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di Polizia, ha proceduto alla iscrizione di un procedimento volto a chiarire circostanze e cause del decesso”. Gli accertamenti, si legge, “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisto da quest’Ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle Forze dell’ordine, sia del personale sanitario”. In tale contesto, aggiunge il procuratore, “verranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”. SI INDAGA PER OMICIDIO COLPOSO, 2 AGENTI E 4 SANITARI ISCRITTI AL MODELLO 45-BIS Sono sei le persone iscritte dalla Procura di Bologna- due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro sanitari del 118- a modello 45-bis per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto ieri nel rione Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra. Non sono stati iscritti, invece, i cittadini che erano presenti sul posto. L’ipotesi di reato è omicidio colposo, e il titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Domenico Ambrosino , con il coordinamento del procuratore capo Paolo Guido. Sulla vicenda indaga la Squadra mobile. A quanto si apprende, la Procura ha già acquisito i video delle bodycam, oltre a quello che circola in rete già da ieri. L’incarico per l’autopsia, che verrà svolta da un collegio di medici, sarà assegnato tra oggi e domani. Stando a quanto ricostruito finora, anche grazie a dei testimoni oculari, Fakir avrebbe dato in escandescenze e si sarebbe scagliato contro un uomo che stava arrivando in auto e contro la serranda di un garage. I residenti hanno quindi chiamato la Polizia, e successivamente gli agenti hanno richiesto l’intervento del 118 segnalando un soggetto in crisi psichiatrica. Gli agenti intervenuti hanno usato lo spray al peperoncino per bloccare Fakir, poi lo hanno immobilizzato, anche se la dinamica esatta è ancora da chiarire, così come va chiarito il modo in cui l’uomo si è procurato le ferite che presentava. LA VICENDA TRA IL CASO ROGGERO E L’ANNIVERSARIO DEL G8: SI RIACCENDE LO SCONTRO POLITICO SULLA GIUSTIZIA Così, la morte di un uomo immobilizzato da due agenti, a seguito di una richiesta di intervento arrivata al 112, è destinata ad essere il nuovo caso nazionale, politico e mediatico, non solo giuridico. E oggi, proprio mentre si ricordano dopo 25 anni i fatti del G8 di Genova , e pochi giorni dopo l’esplosione del caso Mario Roggero – che ha sollevato il vaso di Pandora sul tema giustizia cavalcato da governo e centrodestra- un altro caso Magherini sembra piovere sul bagnato dello scontro politico. Di ieri l’appello del sindaco di Bologna Matteo Lepore per fare piena luce sull’accaduto e invitare i cittadini al presidio previsto oggi, alle 19, in piazza Nettuno: “Ritroviamoci per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir” ILARIA CUCCHI (AVS): “PRONTA A INTERROGAZIONE DEL VIMINALE” Ma il caso è destinato ad arrivare al Parlamento: la deputata Ilaria Cucchi , Avs, postando il crudo filmato della morte del 43enne di origine marocchine, annuncia un’interrogazione parlamentare per chiedere spiegazioni sull’accaduto. “Quella che vedete è la morte, poche ore fa, di Abderrahim Fakir, a Bologna. Morto oggi durante un intervento di polizia. È stata disposta l’autopsia- scrive la deputata- Sto preparando un’interrogazione parlamentare per avere, dal Ministero dell’Interno, spiegazioni su quanto accaduto”. Mentre le terribili immagini scorrono, Cucchi sovrascrive le sue osservazioni: fa notare che gli agenti legano i piedi dell’uomo quando ormai è morto e si chiede se questo non sia un altro caso Magherini, l’ex calciatore morto durante un fermo deli carabinieri a Firenze nel 2014 per cui l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte europea per i diritti umani. AMNESTY: “IMMAGINI AGGHIACCIANTI, RICORDANO I CASI MAGHERINI E SOLDI “ Il confronto con il caso Magherini- ma anche con quello analogo di Andrea Soldi- torna anche nelle parole di Amnesty International che interviene sulla vicenda. “Le immagini del fermo con esiti mortali di Abderrahim Fakir sono agghiaccianti e fanno tornare alla memoria altre manovre di immobilizzazione come quelle che costarono la vita a Riccardo Magherini nel 2014 e ad Andrea Sold i nel 2015: manovre che dovrebbero essere assolutamente evitate”. Così Amnesty International Italia sulla morte di Abderrahim Fakir a Bologna. “Le immagini- prosegue Amnesty Italia- mostrano una terza persona non in divisa collaborare coi due agenti di polizia alla manovra d’immobilizzazione mentre gli operatori sanitari presenti non intervengono e lo fanno con circospezione persino quando Abderrahim Fakir è esanime. Auspichiamo che siano adottate tutte le iniziative per chiarire le circostanze di questo ennesimo caso di fermo mortale”.