Le due vittime stavano preparando una bomba”: cosa è successo al Parco degli Acquedotti e cosa c’entra Cospito
Identificati dai tatuaggi i corpi tra le macerie di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone: erano noti come militanti anarchici del gruppo del terrorista al 41 bis
ROMA – Il tetto del Casale del Sellaretto di via delle Capannelle è crollato per un’esplosione: le due vittime ritrovate nei ruderi stavano probabilmente preparando un ordigno. C’è una svolta nelle indagini sulla tragedia che questa mattina, venerdì 30 marzo, ha portato alla scoperta di due corpi senza vita sotto le macerie di un vecchio edificio crollato nel Parco degli Acquedotti. Corpi che sono stati identificati anche grazie ai tatuaggi: sarebbero Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, noti per appartenere al gruppo anarchico di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis.
L’ESPLOSIONE SENTITA NELLA NOTTE
Secondo alcuni testimoni, residenti nelle vicinanze, già nella serata di giovedì avrebbero sentito un’esplosione provenire proprio dalla zona del casale, ma nessuno si sarebbe recato sul posto a controllare. Il dramma è stato scoperto quindi solo questa mattina da un runner del parco che ha segnalato l’accaduto al 112. Così la sala operativa del Comando di Roma ha inviato alle 08.56, in via delle Capannelle nel parco degli Acquedotti, la squadra di Tuscolano II 12/A con i Nucleo Cinofili, il Nucleo Usar ed il Nucleo Gos con il Funzionario di Guardia, per quello che sembra un semplice incidente, il crollo di un solaio all’interno di un casale abbandonato.
In un primo momento si è pensato che le vittime fossero due senzatetto che usavano il casale come riparo per la notte e che il crollo fosse derivato dall’esplosione di una bombola a gas utilizzata per riscaldarsi.
IL DETTAGLIO CHE HA INSOSPETTITO GLI INQUIRENTI
Sul posto sono intervenute la Polizia di Stato, la Polizia Scientifica infine la Digos: gli inquirenti hanno poi rintracciato il dettaglio della svolta. Dei due cadaveri, quello della donna presentava traumi compatibili con il crollo dell’edificio, mentre quello dell’uomo riportava segni di bruciature e aveva subito una mutilazione di un braccio. Dettaglio, quest’ultimo, che ha fatto prendere una pista diversa alle indagini. Da lì, la certezza con l’identificazione delle due vittime: Mercogliani e Ardizzone, erano infatti già noti per la militanza al gruppo anarchico insurrezionalista a cui appartiene anche il terrorista Alfredo Cospito. A conferma dell’appartenenza anarchica della donna, in particolare, viene ricordato che durante l’ultimo processo a carico dell’anarchico-terrorista, fu proprio lei a intervenire in tribunale con la lettura di un proclama pro-Cospito.
Di qui ha preso sempre più corpo l’ipotesi che i due siano rimasti vittima dello stesso ordigno artigianale che stavano preparando o maneggiando, nascosti nel casale, probabilmente per un possibile attentato.
LE VITTIME, CHI ERANO
“Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato”: sono alcune parole del proclama letto dall’Ardizzone durante l’udienza preliminare del procedimento a carico di Cospito, tenuto a Perugia lo scorso 15 gennaio. Mercogliani invece era già stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino.
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