Mi vergogno": Eitan Bondì ottiene i domiciliari e smentisce legami con la Brigata Ebraica.
Caso spari 25 aprile, disposti i domiciliari per Eitan Bondì. Derubricata l’accusa: "Provo vergogna, nessun legame con la Brigata Ebraica"
All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la misura degli arresti domiciliari per Eitan Bondì, il ventunenne fermato a seguito dell'aggressione ai danni di due militanti dell'Anpi avvenuta al termine delle celebrazioni del 25 aprile presso Parco Schuster.
Riqualificazione del reato
Il GIP ha accolto la richiesta di derubricazione del reato: l’accusa iniziale di duplice tentato omicidio è stata trasformata in tentate lesioni pluriaggravate, con il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione. Il giovane, che ha ammesso l’uso di una pistola softair di cui si sarebbe poi liberato, è stato individuato grazie alle indagini della Digos coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dalla pm Lucia Lotti.
Le dichiarazioni dell’indagato
Durante il procedimento, Bondì ha espresso profondo rammarico per l'accaduto: "Mi vergogno per quanto fatto" ha dichiarato, sottolineando con fermezza l'assenza di collegamenti operativi o ideologici con organizzazioni specifiche: "Non ho alcun legame con la Brigata Ebraica".
Esito delle perquisizioni
Le forze dell'ordine, nel corso della perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato un arsenale composto da quattro pistole, tre fucili e diversi coltelli. Il profilo del giovane – ex studente universitario impiegato come agente immobiliare e rider – è ora al vaglio degli inquirenti per chiarire l'esatta dinamica e le motivazioni del gesto.

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