NOBEL MEDICINA 2026: ASSEGNATO A DEISSEROTH, HEGEMANN E NAGEL PER L'OPTOGENETICA, LA RIVOLUZIONE CHE ILLUMINA IL CERVELLO
Il Premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia 2026 è stato assegnato congiuntamente allo scienziato statunitense Karl Deisseroth e ai ricercatori tedeschi Peter Hegemann e Georg Nagel. L'Assemblea dei Nobel presso il Karolinska Institutet ha conferito il prestigioso riconoscimento "per le loro scoperte relative ai canali ionici attivati dalla luce e all'optogenetica", una tecnologia biomedica d'avanguardia che ha aperto una nuova era nello studio del sistema nervoso centrale.
I tre scienziati si divideranno un premio di 12 milioni di corone svedesi (pari a circa 1,066 milioni di euro), segnando un incremento di un milione rispetto agli anni precedenti.
La scoperta: una luce blu nei circuiti cerebrali
Il cuore della scoperta risiede nell'aver isolato e applicato particolari proteine fotosensibili (le canalrodopsine), originariamente presenti nelle alghe verdi, e nell'averle integrate all'interno dei neuroni dei mammiferi. Attraverso l'uso mirato di impulsi di luce blu, i ricercatori sono riusciti ad attivare o spegnere specifici circuiti cerebrali in modo istantaneo e con una precisione microscopica.
Prima dell'avvento dell'optogenetica, la stimolazione cerebrale avveniva tramite microelettrodi, che colpivano indistintamente tutte le cellule circostanti, o mediante farmaci, caratterizzati da tempi d'azione troppo lenti. La nuova tecnica combina ottica e genetica per superare questi limiti strutturali, offrendo un controllo selettivo mai visto prima.
I profili dei vincitori
- Karl Deisseroth (55 anni a novembre), laureato alla Stanford University e professore presso l'Howard Hughes Medical Institute, è tra i più giovani scienziati mai insigniti del Nobel per la Medicina. A lui si deve l'intuizione di inserire le proteine fotosensibili nei sistemi neuronali complessi.
- Peter Hegemann (72 anni a dicembre), Hertie Senior Professor di Neuroscienze alla Humboldt Universität di Berlino, ha condotto gli studi fondamentali sulla caratterizzazione delle rodopsine presso il Max-Planck-Institut für Biochemie di Martinsried.
- Georg Nagel, professore all'Università di Würzburg, ha lavorato a stretto contatto con Hegemann per decifrare il funzionamento molecolare e biofisico dei canali ionici attivati dalla luce.
Le prospettive per il futuro della medicina
L'optogenetica non rappresenta soltanto una pietra miliare per la ricerca di base, ma costituisce una piattaforma cruciale per lo sviluppo di future terapie mediche. Mappando con esattezza i circuiti neuronali legati alle emozioni, alla memoria e al movimento, questa tecnologia sta ponendo le basi per trattamenti radicalmente innovativi contro patologie neurologiche e psichiatriche ad alto impatto sociale, tra cui il morbo di Parkinson, la depressione maggiore, le dipendenze e alcune forme di cecità genetica.

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