Rai, le opposizioni al Senato: “Basta al blocco della Commissione di Vigilanza”, Patuanelli: “La Russa concorda”.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle: "È un organo costituzionale e non può essere paralizzato per ritorsione politica"
Abbiamo rappresentato oggi al Presidente del Senato Ignazio La Russa, insieme ai colleghi di tutta l’opposizione, una situazione ormai inaccettabile, che si protrae dall’inizio di questa legislatura: il blocco della Commissione di Vigilanza Rai per responsabilità diretta della maggioranza”. Lo dichiara Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato insieme agli altri capigruppo di opposzione, Francesco Boccia (Pd), Giuseppe De Cristofaro (Avs), Raffaella Paita (Iv) e Marco Lombardo (Azione).
“La Commissione di Vigilanza svolge un ruolo fondamentale per la libertà di stampa, il pluralismo dell’informazione e per garantire i requisiti minimi di corretto funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo. È un organo costituzionale e non può essere paralizzato per ritorsione politica”. “Il blocco nasce dal presupposto, del tutto sbagliato, che la maggioranza ritenga di poter disporre automaticamente dei voti dell’opposizione per la nomina del Presidente Rai. Mettere in relazione queste due questioni è politicamente e istituzionalmente grave”. “Oggi la Commissione opera esclusivamente per obblighi di legge o quando la maggioranza decide discrezionalmente di attivarla, come accaduto nel caso Sigfrido Ranucci. Questo non è accettabile in una democrazia matura”. “Abbiamo ribadito la necessità che i Presidenti di Camera e Senato intervengano affinché la Commissione di Vigilanza possa tornare a operare nel pieno delle sue funzioni, senza ricatti né forzature. Il Presidente La Russa ha ascoltato con attenzione le nostre osservazioni e ha riconosciuto che il blocco delle attività della Commissione non è sostenibile. La questione verrà affrontata anche con il Presidente della Camera Lorenzo Fontana nei prossimi giorni, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete. La libertà dell’informazione non può essere ostaggio dei giochi di potere della maggioranza”.

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