Referendum, il ministero della Giustizia chiede ad Anm l’elenco dei finanziatori del ‘Comitato del no’. Il Pd: “È intimidazione”

Agenzia Dire ultimo aggiornamento ore:20.09 • 16 febbraio 2026

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Il ministero della Giustizia – attraverso la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi – ha invitato l’Associazione Nazionale Magistrati a rendere noti i nomi dei finanziatori del ‘Comitato Giusto dire no’, promosso dal sindacato delle toghe in vista del referendum in programma il 22 e il 23 marzo. Lo ha fatto con una lettera indirizzata al presidente Cesare Parodi “nell’ottica di una piena trasparenza”.

Da non sottovalutare, però, secondo il presidente, la questione della privacy. La richiesta andrebbe contro alla norma. “Non sono nelle condizioni di rispondere in quanto il comitato in questione è solo stato promosso dall’Anm, ma è soggetto, anche giuridico, assolutamente autonomo”, ha fatto sapere Parodi. 

  SERRACCHIANI (PD): DA NORDIO GRAVE INTIMIDAZIONE A COMITATO ‘NO’

“Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo“. Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

“Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno NO. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”, ha sottolineato Serracchiani.

BOCCIA (PD): VERA E PROPRIA INTIMIDAZIONE. NORDIO NON PIÙ IN GRADO DI SVOLGERE SUO RUOLO

“Non siamo di fronte a uno scivolone, ma a una sequenza gravissima di comportamenti incompatibili con il ruolo di Ministro della Giustizia. Nordio ha mentito al Parlamento sul caso Al Masri, venendo meno al dovere di lealtà verso le Camere. Ha poi evocato logiche mafiose parlando dell’autogoverno della magistratura, delegittimando un organo costituzionale e colpendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi, senza aver mai chiesto scusa, dagli uffici del Ministero parte la richiesta all’Anm dei nominativi dei finanziatori del Comitato per il No. A che titolo il governo pretende quei nomi?”, commenta il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia.

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“L’Anm è un’associazione privata e un comitato referendario risponde ai cittadini che lo sostengono, non all’esecutivo- continua Boccia-. Quando il ministro della Giustizia utilizza il peso del suo incarico per chiedere l’elenco di chi sostiene una posizione politica, siamo davanti a una pressione istituzionale che assume il carattere di una vera e propria intimidazione. Chi guida il Ministero della Giustizia deve garantire equilibrio tra i poteri, rispetto del Parlamento e tutela dell’autonomia della magistratura. Se mente alle Camere, delegittima i magistrati e alimenta uno scontro istituzionale permanente, non è più in grado di rappresentare la giustizia italiana. La presidente del Consiglio non può continuare a tacere”.

AVS: RICHIESTA FINANZIATORI COMITATO NO ANM È INTIMIDAZIONE

“La richiesta all’Anm, del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, di fornire i nominativi dei finanziatori privati del ‘Comitato Giusto dire NO’ è una vera e propria intimidazione che conferma un clima preoccupante intorno al prossimo referendum sulla giustizia“. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

  “L’Associazione Nazionale Magistrati è un’associazione privata, finanziata principalmente attraverso le quote versate annualmente dai magistrati iscritti e non riceve finanziamenti diretti dallo Stato per la propria funzione sindacale -prosegue-. Il Comitato ha raccolto contributi economici da chi ha liberamente aderito alla campagna per il NO e a loro deve dare conto e non al governo“.

Per De Cristofaro “La richiesta partita da Via Arenula è la prosecuzione di quello scontro istituzionale voluto e alimentato dal ministro Nordio e dalla destra. Uno scontro teso a delegittimare la principale organizzazione sindacale e associativa dei magistrati italiani. La motivazione poi di tale richiesta fa sorridere. In questi anni abbiamo presentato decine di interrogazioni senza ottenere risposta. Guarda caso proprio su un atto di sindacato ispettivo che chiede se il finanziamento al Comitato per il No sia una forma di finanziamento indiretto dell’Anm si muove addirittura il capo di gabinetto del Ministro Nordio. Da Bartolozzi e dagli uffici del ministero della Giustizia una solerzia molto sospetta“.

GASPARRI (FI): PARODI RENDA PUBBLICI TUTTI FINANZIAMENTI CHE RICEVE ANM

“E perché Debora Serracchiani insorge quando si chiede all’Associazione Nazionale Magistrati di rendere trasparenti le proprie fonti di finanziamento? Per i partiti ci sono regole precise. Vadano ad esempio sul sito del nostro partito e troveranno, come la legge prevede, nomi e cognomi di quanti danno dei contributi ai sensi di legge. Perché l’ANM dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti?”, dichiara invece il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

“Mi rivolgo pubblicamente al presidente Parodi- scrive Gasparri-. Sono stati loro a dire alla Serracchiani che chiedere trasparenza nei finanziamenti è un’intimidazione? Non credo. Hanno qualcosa da nascondere? Non credo. Ed allora, senza bisogno di interrogazioni e di procedure di qualsiasi tipo, chiedo pubblicamente al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di rendere pubblici e trasparenti tutti i finanziamenti che riceve la ANM, sempre che ne abbia ricevuti. Così come devono fare i partiti politici. O esiste un filone del finanziamento occulto della magistratura? Sarebbe un’eresia alla quale certamente il popolo togato si ribellerebbe, a cominciare da Parodi. Attendo ad ore dati pubblici e trasparenti, senza i quali ovviamente si aprirebbe una dolorosa e pubblica discussione sulla legalità e sulla trasparenza dell’ANM”.

ZANETTIN (FI): GRAVE ANOMALIA ANM INTERLOCUTORE POLITICO

“È una anomalia tutta italiana che, di fronte a una riforma costituzionale, l’interlocutore principale della politica diventi l’Associazione Nazionale Magistrati e non le altre forze politiche o i cittadini”. Così il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, coordinatore nazionale dei comitati “Cittadini per il sì”, intervenendo al convegno ‘Giovani, giustizia e referendum. Profili tecnici e visioni politiche a confronto’.

“Montesquieu, che ci ha insegnato la separazione dei poteri, inorridirebbe- ha aggiunto-. Nel confronto politico i toni possono essere accesi, ed è fisiologico. Ma i magistrati sono funzionari pubblici: quando scendono nell’arena politica e adottano lo stesso linguaggio dello scontro partitico, mettono a rischio l’autorevolezza e l’imparzialità della funzione che esercitano. I cittadini devono poter avere fiducia in chi li giudica. Se questa fiducia si incrina, si indebolisce l’intero sistema. Questa riforma non è contro la magistratura, è contro privilegi corporativi che certa magistratura ha acquisito nel nostro Paese”.

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