REGNO UNITO, IL PREMIER STARMER ANNUNCIA IL DIVIETO DEI SOCIAL MEDIA PER GLI UNDER 16
Il provvedimento sarà approvato entro la fine del 2026. Stop a TikTok, Instagram e X per i minori. Esclusi i servizi di messaggistica come WhatsApp.
Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha annunciato una storica svolta legislativa che prevederà la messa al bando totale dei social media per tutti i minori di 16 anni nel Regno Unito. Il piano del governo laburista punta ad approvare un provvedimento ad hoc entro dicembre di quest'anno, per consentire l'entrata in vigore ufficiale della norma nella primavera del 2027.
Secondo quanto dichiarato dal Premier, la misura si rende necessaria poiché le attuali piattaforme digitali sono progettate per creare dipendenza, espongono i minorenni a contenuti fortemente dannosi e ne compromettono il benessere psicologico.
Le piattaforme coinvolte e le eccezioni
Il divieto colpirà i principali colossi del comparto dynamic-media, tra cui:
· Snapchat
· TikTok
· YouTube
· X (ex Twitter)
Saranno invece temporaneamente esclusi dal bando i servizi di pura messaggistica istantanea, a partire da WhatsApp.
Giro di vite anche per gli under 18
Il pacchetto normativo non si fermerà ai soli under 16. Per i minori di 18 anni sono infatti previste severe restrizioni volte a limitare l'uso dello scorrimento infinito (infinite scroll) sugli smartphone, oltre a nuove e stringenti limitazioni per i servizi di gioco online e per le piattaforme di live streaming.
Il contesto internazionale e le reazioni
La mossa del governo britannico segue il modello pionieristico dell'Australia, primo Paese al mondo a introdurre una legislazione analoga. Il Primo Ministro australiano, Anthony Albanese, ha già espresso il proprio forte sostegno a Starmer, sottolineando l'importanza di un fronte comune internazionale contro lo strapotere delle Big Tech.
Non mancano tuttavia le polemiche. All'opposizione, il Partito Conservatore ha criticato il provvedimento definendolo "tardivo". Sul fronte industriale, un portavoce di YouTube ha espresso forte preoccupazione, avvertendo che un divieto generalizzato rischia di ottenere l'effetto opposto, spingendo i minori verso canali e servizi web meno regolamentati e decisamente più pericolosi.

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