Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.13
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30 aprile 2026
Il giornalista è intervenuto in trasmissione con alcune rivelazioni sul ministro della Giustizia. Le opposizioni contro l'azienda: "Chieda scusa" “Prendo atto di quanto riporta l’Ansa, che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell’azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’ umanità”. Lo scrive sui social Sigfrido Ranucci, conduttore di ‘Report’, in merito alla lettera di richiamo della Rai. Il provvedimento, sarebbe legato alle affermazioni fatte dal giornalista durante la puntata del 28 aprile di ‘È sempre CartaBianca’ : “Una fonte ha rivelato a Report che il ministro della Giustizia Carlo Nordio a marzo sarebbe stato visto in Uruguay nel ranch di Cipriani, compagno di Nicole Minetti“, ha detto il conduttore. Affermazioni a cui il ministro della Giustizia ha replicato in diretta telefonica: “Escludo in via assoluta di avere mai incontrato questi signori o di essere mai entrato nei loro ranch, case o abitazioni. Non so da dove escano queste follie inventate di sana pianta“. Ora, la Rai, stando a quanto riporta La Repubblica “contesta al conduttore di Report di aver diffuso una notizia non verificata come da lui stesso ammesso. Inoltre Ranucci, secondo la Rai, era autorizzato esclusivamente a presentare il suo libro e non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente”. MONTARULI (FDI): RANUCCI IMBARAZZANTE SU NORDIO Sull’intervento di Ranucci, ieri è intervenuta anche Augusta Montaruli, vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai: “Un’Azienda che vale miliardi, che raccoglie pubblicità e che costruisce la sua credibilità proprio sui professionisti che vi lavorano, non può consentire che vadano in giro personaggi come Ranucci che si esibiscono in queste penose performance. È un danno aziendale grave. Viene da chiedersi cosa adesso intenda fare la Rai dinanzi a un giornalista, suo dipendente, che con il suo comportamento sta screditando in giro l’Azienda, riducendo il Servizio pubblico a macchietta. E come pensi di tutelare i propri interessi e quelli degli stessi italiani che pagano il canone e che non meritano di assistere a tutto questo”. MONTARULI (FDI): LETTERA RICHIAMO A RANUCCI ATTO DOVUTO AZIENDA PER TUTELARSI La vicepresidente della commissione Vigilanza Rai, oggi è intervenuta con una nuova nota: “La lettera di richiamo della Rai nei confronti di Sigfrido Ranucci è evidentemente un atto dovuto per tutelare l’azienda. Infatti, quando un dipendente mette in atto comportamenti che screditano l’impresa per cui lavora sta provocando un danno reputazionale, pertanto di natura economica, rispetto al quale è dovere dei vertici difendere l’azienda. Nello specifico durante la trasmissione ‘E’ sempre Cartabianca’ tutti gli italiani hanno potuto assistere a una scena imbarazzante, dove un sedicente giornalista d’inchiesta è stato smentito in diretta televisiva e costretto a balbettare scuse. Ranucci ha sostenuto che Carlo Nordio, un ministro della Repubblica, sarebbe stato a marzo in Uruguay nel ranch di Cipriani, senza però saper dire neppure in quale anno. E addirittura aggiungendo, sempre in diretta televisiva, che questa circostanza era però tutta da confermare. Ecco dinanzi a una situazione del genere Ranucci dovrebbe essere felice per le enormi tutele di cui gode in Rai, tenuto conto che in qualsiasi altro quotidiano o emittente televisiva del mondo sarebbe stato licenziato in tronco”. RAI, FLORIDIA: CONTRO RANUCCI RICHIAMO ‘POLITICO’, CHIEDERO’ CHIARIMENTI “La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all’azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza ‘politica’. Registro un eccesso di zelo e un’attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico. È particolarmente preoccupante il passaggio in cui l’azienda affermerebbe che qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, la Rai non offrirebbe copertura legale. Un messaggio che suona come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni”. Così la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia. PD VIGILANZA: DIFENDIAMO LIBERTÀ DI STAMPA, SOLIDARIETÀ A RANUCCI “Chiediamo chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al Giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba. I giornalisti svolgono un prezioso lavoro di informazione, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione”. Lo affermano i parlamentari Pd della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai a proposito della lettera di richiamo inviata dalla Rai al giornalista Ranucci in merito alle sue dichiarazioni sul ministro Nordio. M5S: SUPERATA LINEA ROSSA, RITIRARE LETTERA RICHIAMO E CHIEDERE SCUSA A RANUCCI “Nel giorno in cui si certifica il tracollo dell’Italia guidata da Giorgia Meloni sul fronte della libertà di stampa, con la caduta libera nella classifica di Reporter Senza Frontiere, Telemeloni mette il sigillo definitivo sull’asservimento della Rai al governo. Su Sigfrido Ranucci è stata superata la linea rossa. Qual è la sua colpa? Senza quell’intervento dalla Berlinguer nessuno avrebbe saputo che Carlo Nordio era stato in Uruguay. Nessuno. E questo dato, da solo, basta a spiegare il valore giornalistico di quanto detto. Nordio ha dichiarato di conoscere Cipriani, cosa che non aveva mai detto prima. Anche questo è un fatto, non un’opinione. Non ci risulta che alcun ministro della Giustizia, oltre a Nordio, sia mai andato in Uruguay. Anche questo è un elemento oggettivo che merita di essere portato all’attenzione pubblica. Non c’è stato alcuno scoop venduto come verità assoluta. Ranucci ha detto chiaramente che si trattava di una notizia proveniente da una fonte attendibile e che era in corso di verifica. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze. La parte più indegna e grave è quella in cui la Rai scrive nero su bianco che non fornirà alcuna tutela legale qualora il ministro decidesse di agire. È un messaggio devastante: la negazione stessa del servizio pubblico. È un atto di intimidazione interna che non ha precedenti recenti per brutalità. La Rai deve tornare indietro. Deve ritirare quella lettera. Deve chiedere scusa a un giornalista che solo pochi mesi fa ha subito un attentato che ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia. C’è un limite a tutto, anche per TeleMeloni”. Così gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai Dario carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato.