SANREMO 2026: IL TRIONFO DI CARLO CONTI E IL PASSAGGIO DI TESTIMONE A STEFANO DE MARTINO. LA MUSICA TORNA AL CENTRO DELLA FAMIGLIA ITALIANA.

FRV NEWS MAGAZINE • 1 marzo 2026

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Si chiude con un bilancio straordinario la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana. Sotto la direzione artistica di Carlo Conti, il Festival ha ritrovato la sua missione originaria: essere il “Festival della Famiglia”, un rito collettivo capace di unire generazioni diverse davanti al piccolo schermo attraverso la qualità musicale e uno stile di conduzione impeccabile.


La Professionalità di un Grande Staff


Il successo di questa edizione è il risultato di un lavoro corale coordinato con estrema padronanza da Carlo Conti. Al suo fianco, una squadra di co-conduttori di altissimo profilo ha garantito ritmo, fascino e competenza per ogni serata:

Laura Pausini: Presenza fissa e anima musicale di tutto il Festival, che ha saputo guidare il pubblico con la sua caratura internazionale.

Bianca Balti: Eleganza e garbo nella serata d'apertura.

Irina Shayk: Il tocco glamour internazionale che ha illuminato il palco dell'Ariston.

Can Yaman: Protagonista di un momento di grande empatia con il pubblico.

Ubaldo Pantani: La nota ironica e brillante che ha regalato leggerezza alla competizione.


I Momenti Salienti e il Rispetto per la Storia


In un anno segnato da importanti ricorrenze e fatti di attualità, il Festival ha saputo omaggiare i giganti del passato, come il commovente tributo a Pippo Baudo, senza rinunciare a guardare al futuro. Nonostante le polemiche esterne, Conti ha gestito la kermesse con la trasparenza del "buon padre di famiglia", smentendo categoricamente presunti veti e riportando l'attenzione esclusivamente sul valore dei brani in gara.

 

L’Umiltà di un Maestro: La Staffetta con Stefano De Martino


Il momento più alto e significativo dell'intera edizione è stato il passaggio di testimone. Con un gesto di rara umiltà e lungimiranza professionale, Carlo Conti ha ufficializzato il subentro di Stefano De Martino per l’edizione 2027. Non un semplice avvicendamento, ma un atto di generosità verso un giovane talento, a dimostrazione che la vera professionalità risiede anche nella capacità di sapersi fare da parte per favorire il rinnovamento generazionale della TV di Stato.

 

Riepilogo Risultati e Appuntamenti


Dopo cinque serate di grande spettacolo (24-28 febbraio), che hanno visto alternarsi ospiti del calibro di Alicia Keys ed Eros Ramazzotti, la classifica finale ha consacrato:

  1. Sal Da Vinci – Vincitore del 76° Festival di Sanremo.
  2. Sayf – Secondo classificato.
  3. Ditonellapiaga – Terza classificata e vincitrice della serata Cover.

Il Festival di Carlo Conti si congeda con ascolti record e la consapevolezza di aver consegnato a Stefano De Martino una macchina perfetta, oliata dal talento e dal rispetto per il pubblico italiano



Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE Rolando Luzi 1 marzo 2026
Una giornata destinata a restare negli annali dell'ippica italiana. All’ Ippodromo del Visarno , davanti a una cornice di pubblico delle grandi occasioni, Giotto Ek ha conquistato l’85ª edizione del Gran Premio Firenze, la classica di Gruppo 2 riservata ai migliori indigeni di 4 anni. Una Prestazione da Record Agli ordini di un magistrale Federico Esposito, il portacolori della scuderia milanese ha letteralmente polverizzato la concorrenza. Con un incredibile ragguaglio cronometrico di 1.11.8 sulla distanza dei 2.020 metri, Giotto Ek non ha solo vinto: ha stabilito il nuovo record della corsa, confermandosi come il leader indiscusso della propria generazione. La Cronaca della Corsa Partito con decisione, Giotto Ek ha assunto il comando delle operazioni fin dalle prime battute. Nonostante il pressing serrato degli inseguitori, il figlio di Varenne ha mostrato una solidità atletica straordinaria, allungando con disinvoltura nel finale. Nulla ha potuto Galileo Ferm, ottimo secondo in 1.11.9, mentre il podio è stato completato da una grintosa Gloria Italia. Le Cadute dei Giganti Il "Firenze" 2026 verrà ricordato anche per le clamorose controprestazioni dei favoriti: il vincitore del Derby, Gabrioz, non è mai entrato nel vivo della gara chiudendo settimo, mentre la plurititolata Ginger Wise As è incappata in una squalifica per rottura prolungata mentre tentava la risalita esterna. " Sapevamo di avere un cavallo al top, ma un tempo del genere a Firenze è qualcosa di magico," ha dichiarato il driver Federico Esposito ai microfoni di EQU TV . "Oggi Giotto ha dimostrato di avere un motore fuori dal comune."
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 1 marzo 2026
È stata lei l'anima pop e senza filtri di Carlo Conti" Se il Festival è la gara della canzone, Elettra Lamborghini si è ufficialmente aggiudicata lo scettro di regina dell'intrattenimento e della simpatia. Definita dai media e da Rai News come il vero "ciclone" di questa edizione, l'artista ha saputo trasformare ogni sua apparizione in un momento di irresistibile spontaneità. L'IRONIA DIVENTA VIRALE Dalla gaffe sul palco dopo l'esibizione di "Voilà", quando ha chiesto a Carlo Conti dove fosse l'uscita per l'emozione, fino alla gestione magistrale del microfono smontatosi durante il duetto con le Las Ketchup, Elettra ha dimostrato una padronanza scenica basata sull'autoironia. La sua capacità di non prendersi sul serio ha conquistato la sala stampa e il pubblico social, rendendola il personaggio più cliccato della kermesse. IL CASO DEI "FESTINI" A rendere Elettra l'idolo del web sono state le sue dichiarazioni "anti-movida". In un’intervista diventata cult a La Vita in Diretta, la cantante si è scherzosamente lamentata del baccano notturno: “Ci sono questi festini bilaterali che non mi fanno dormire! Scendo col megafono in pigiama!”. Un'uscita che ha smorzato la tensione della gara, portando una ventata di freschezza nel dietro le quinte. UN SUCCESSO OLTRE LA CLASSIFICA Nonostante i pronostici, la Lamborghini ha ribadito che la sua vittoria è l'energia trasmessa: “Mi sa che non vinco, ma almeno abbiamo ballato!”. Con il brano Voilà , Elettra conferma il suo status di icona pop capace di unire musica e spettacolo con una schiettezza disarmante.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 marzo 2026
Oggi i riflettori del mondo dell’ippica si accendono sull'ippodromo di Sha Tin, dove le stelle del galoppo locale si sfideranno nella prestigiosa Citi Hong Kong Gold Cup. La prova di Gruppo 1, che si corre sulla distanza dei 2.000 metri su erba, mette in palio un premio per il vincitore che supera i 700.000 euro. Il protagonista assoluto non può che essere Romantic Warrior. Il campione irlandese è già entrato nella leggenda come il cavallo più ricco della storia, vantando un bottino record di quasi 26 milioni di euro vinti in carriera. Sulla sua distanza d'elezione, i 2.000 metri, il portacolori di Hong Kong partirà con i gradi di favorito assoluto. Sebbene il campo partenti sia ristretto a soli sei concorrenti, la qualità resta altissima. Tra gli sfidanti più agguerriti spiccano Voyage Bubble, già trionfatore nell’Hong Kong Mile, e My Wish, un avversario temibile che, pur essendo considerato il principale candidato al secondo posto, possiede i mezzi per tentare il colpaccio. I numeri di Romantic Warrior a Sha Tin sono impressionanti: su sette apparizioni nei 2.000 metri, è salito sul podio in ogni occasione, centrando ben sei vittorie, spesso ottenute con un dominio imbarazzante. La sua stagione è stata gestita con millimetrica precisione. Dopo un quarto posto di rodaggio nel Turnbull S. a Melbourne, il campione ha trionfato nel Cox Plate solo tre settimane dopo. Nonostante lo stress del viaggio di ritorno dall’Australia e il periodo di quarantena, il 10 dicembre ha piegato la resistenza del fuoriclasse irlandese Luxembourg nella Longines Hong Kong Cup. In caso di successo domenica, Romantic Warrior completerebbe il "Grande Slam" delle corse di vertice sui 2.000 metri a Hong Kong, unendosi a icone immortali come Vengeance of Rain e Designs On Rome. Un appuntamento con la storia che il "Guerriero" non ha intenzione di mancare.
Autore: AGENZIA DIRE 1 marzo 2026
L'artista napoletano davanti a Sayf e Ditonellapiaga, a completare il podio. Carlo Conti all'ultima conduzione Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”. L’artista napoletano conquista il primo posto al termine della serata finale, seconda posizione per Sayf con “Tu mi piaci tanto”, terza Ditonellapiaga con “Che fastidio!”. Quarta Arisa con “Magica favola”, quinti Fedez & Marco Masini con “Male necessario”. Questa la classifica finale completa del Festival di Sanremo 2026: 6. Nayt – Prima che 7. Fulminacci – Stupida fortuna 8. Ermal Meta – Stella stellina 9. Serena Brancale – Qui con me 10. Tommaso Paradiso – I romantici 11. LDA & Aka 7even – Poesie clandestine 12. Luchè – Labirinto 13. Bambole di Pezza – Resta con me 14. Levante – Sei tu 15. J-Ax – Italia starter pack 16. Tredici Pietro – Uomo che cade 17. Samurai Jay – Ossessione 18. Raf – Ora e per sempre 19. Malika Ayane – Animali notturni 20. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare 21. Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta 22. Michele Bravi – Prima o poi 23. Francesco Renga – Il meglio di me 24. Patty Pravo – Opera 25. Chiello – Ti penso sempre 26. Elettra Lamborghini – Voilà 27. Dargen D’Amico – Ai ai 28. Leo Gassmann – Naturale 29. Mara Sattei – Le cose che non sai di me 30. Eddie Brock – Avvoltoi A chiudere la 76ª edizione del Festival è stato anche il saluto di Carlo Conti, alla sua ultima conduzione di Sanremo. Dal centro del palco dell’Ariston, il conduttore ha ringraziato il pubblico, gli artisti, l’orchestra e tutte le maestranze: “Sanremo è una mia seconda casa”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 marzo 2026
L'improvvisa pioggia di missili nel Golfo ha trasformato la metropoli del lusso in una zona di crisi. A seguito delle esplosioni registrate nell'area di Palm Jumeirah, che hanno coinvolto il complesso del Fairmont The Palm, si conferma la presenza di alte cariche istituzionali, personalità dello spettacolo e moltissimi giovani connazionali tra le migliaia di persone impossibilitate a lasciare il Paese. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, l'artista BigMama e i numerosi studenti e giovani lavoratori italiani presenti in città si trovano attualmente in sicurezza. Nonostante la forte tensione e lo shock per le intercettazioni visibili nei cieli, il messaggio corale che giunge dai nostri connazionali è di sollievo: "Stiamo tutti bene". Sebbene la paura sia tanta per un evento senza precedenti in 40 anni di storia locale, la comunità italiana, dai più giovani ai residenti storici, sta reagendo con estrema compostezza per evitare che si diffonda il panico. L'Unità di Crisi della Farnesina sta monitorando con particolare attenzione la situazione dei gruppi di ragazzi in viaggio studio o vacanza, restando in costante contatto con le autorità locali per garantire assistenza.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.08 1 marzo 2026
Meloni ha sentito Merz, Starmer, i partner europei e i leader del Golfo Dopo il vertice serale a Palazzo Chigi convocato d’urgenza dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per discutere e valutare la situazione di crisi in Medio Oriente, una nota del governo spiega che il Presidente del Consiglio “ha condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. Si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea”. Alla riunione di Chigi erano presenti il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; in collegamento il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Presenti anche i vertici dell’Intelligence. “Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni“. Prosegue la nota: “Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile”. Poi: “Il governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina. In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici. Il presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”. CROSETTO BLOCCATO A DUBAI, NON SARÀ A VERTICE IN PRESENZA A CHIGI Il ministro della difesa Guido Crosetto si trova bloccato a Dubai in attesa che riaprano i voli momentaneamente sospesi per l’attacco in Iran. L’anticipazione è del Fatto Quotidiano. Il ministro quindi non potrà partecipare in presenza al vertice a Palazzo Chigi convocato stasera dalla premier Giorgia Meloni. Il titolare della Difesa era partito ieri da Roma con un volo civile per andare a prendere la propria famiglia. Oggi avrebbe dovuto fare rientro ma il volo è stato cancellato. MANTOVANO: “SITUAZIONE GRAVE, PREOCCUPAZIONE PER NOSTRI CONNAZIONALI” La situazione dopo l’attacco di Usa e Israele in Iran “è grave e preoccupante”, con “le prime reazioni militari che partono dal territorio iraniano”. Qualche minuto fa “è terminata una riunione in videocollegamento Vtc con il presidente del Consiglio Meloni, i due vicepresidenti del Consiglio, il ministro della Difesa e i vertici dell’Intelligence. Immagino ce ne saranno più di una in questa giornata e anche nei prossimi giorni, per seguire passo dopo passo la situazione. Una cosa che ci preoccupa in particolare è la sorte dei nostri connazionali presenti in Iran”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, oggi nel corso del dialogo “Giustizia e imprese: le implicazioni del referendum”, col direttore di Libero Mario Sechi e Antonio Gozzi, presidente Duferco, nella sede di Illumia. “Già l’ambasciata italiana- aggiunge Mantovano- aveva fortemente ridotto il proprio personale nelle settimane passate, ma c’è anche qualche centinaio di italiani sparso in Iran. Qualsiasi parola in più credo sia fuori luogo”, conclude il sottosegretario dal palco.
Autore: REDAZIONE 1 marzo 2026
Vertice a Palazzo Chigi. La premier: "Impegnati per una soluzione a favore della stabilità della Regione. Vicini a popolazione civile iraniana". Von der Leyen: "Attacchi Teheran sono ingiustificabili, violazione flagrante diritto" Il governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile". Questa la nota di Palazzo Chigi al termine del vertice con la premier Giorgia Meloni sull'attacco da parte di Usa e Israele all'Iran. Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, collegato da Dubai , il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence. "La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio e assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani", si legge nella nota di palazzo Chigi al termine del vertice. Già questa mattina Meloni - che "ha condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal cancelliere Merz e dal primo ministro Starmer" - aveva presieduto una video call per fare il punto sulla situazione. La presidente del Consiglio ha inoltre sentito "il re del Bahrein, l’emiro del Kuwait, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’emiro del Qatar e il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il sultano dell’Oman e il re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione europea". Ai leader del Golfo Meloni "ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni". Von der Leyen: "Lunedì riunione straordinaria collegio commissari" "A seguito della situazione in corso in Iran, lunedì convocherò un collegio speciale dei commissari", ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui "per la sicurezza e la stabilità regionale, è di fondamentale importanza che non si verifichi un'ulteriore escalation attraverso gli attacchi ingiustificati dell'Iran contro i partner della regione". Von der Leyen ha condannato gli "attacchi ingiustificabili" dell'Iran contro gli Emirati arabi uniti. "Ho espresso il nostro pieno sostegno e presentato le nostre condoglianze in seguito agli attacchi iraniani e delle vittime che hanno provocato", ha dichiarato parlando al telefono con il presidente degli emirati, Mohamed ben Zayed. "L'Europa condanna con fermezza questi attacchi ingiustificabili. E che costituiscono una violazione flagrante della sovranità degli Emirati arabi uniti oltre che di una violazione flagrante del diritto internazionale", ha aggiunto su X. Starmer Aerei britannici "sono in volo oggi" in Medio Oriente "come parte di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati", ha fatto sapere Starmer in una dichiarazione da Downing Street. Merz "La Germania chiede all'Iran di cessare gli attacchi militari contro Israele e altri partner nella regione. La leadership di Teheran deve porre fine alla violenza contro il proprio popolo e tornare a una soluzione negoziata". E' quanto sollecitato dal Merz in una serie di post su X, ricordando poi che "insieme alla Francia, al Regno Unito e ai partner europei, la Germania ha ripetutamente chiesto alla leadership iraniana di interrompere il suo programma nucleare, di astenersi dagli attacchi militari e di porre fine alla violenza contro la propria popolazione". "Il popolo iraniano ha il diritto di determinare il proprio futuro. La Germania sta collaborando strettamente con gli Stati Uniti, Israele e i partner della regione. Rimaniamo impegnati per la pace e la sicurezza nella regione e per la sicurezza di Israele", conclude il cancelliere.
Autore: AGENZIA DIRE 1 marzo 2026
I media statali iraniani hanno aggiunto che anche la figlia, il genero e il nipote di Khamenei sono stati uccisi NAIROBI (KENYA) – L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, è stato ucciso in un raid condotto da Israele e dagli Stati Uniti. Aveva 86 anni. I media statali di Teheran hanno riferito della sua morte questa mattina, confermando dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump diffuse alcune ore dopo un bombardamento sul complesso residenziale che ospitava il dirigente della Repubblica islamica. “Si annuncia al popolo iraniano che sua eminenza il grande ayatollah Imam Sayyid Ali Khamenei, guida della rivoluzione islamica, è stato martirizzato nell’attacco congiunto lanciato dall’America e dal regime sionista la mattina di sabato 28 febbraio”, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. I media statali iraniani hanno aggiunto che anche la figlia, il genero e il nipote di Khamenei sono stati uccisi. Trump aveva dichiarato in precedenza che Khamenei e altri funzionari iraniani “non sono riusciti a sfuggire all’intelligence statunitense e ai sistemi di tracciamento avanzati”. CHI ERA L’AYATOLLAH ALI KHAMENEI L’ayatollah aveva assunto la guida dell’Iran nel 1989, dopo la morte di Ruhollah Khomeini, il religioso e politico carismatico che un decennio prima aveva guidato la rivoluzione islamica. A ricostruire il percorso politico di Khamenei è stamane anche l’emittente Al Jazeera, che ha base in Qatar. In un suo servizio evidenzia che se Khomeini fu la forza ideologica della rivoluzione che nel 1979 pose fine alla monarchia dello scià Mohammad Reza Pahlavi, “fu Khamenei a modellare l’apparato militare e paramilitare che ha costituito nel tempo il pilastro della difesa iraniana e lo strumento della sua influenza” in Medio Oriente e “oltre i confini nazionali”. Prima di diventare guida suprema, l’ayatollah aveva guidato l’Iran da presidente durante la guerra con l’Iraq degli anni Ottanta. Quel conflitto, con centinaia di migliaia di morti, unito al senso di isolamento avvertito da molti iraniani mentre i Paesi occidentali sostenevano il presidente iracheno Saddam Hussein, contribuì – questa l’analisi – a radicare in Khamenei una diffidenza verso le potenze della Nato in generale e verso gli Stati Uniti in particolare. Un sentimento che ha segnato i decenni successivi, consolidando l’idea che l’Iran dovesse restare in uno stato di difesa permanente, contro minacce esterne e interne. “Molti pensano all’Iran come a una teocrazia, perché lui indossa il turbante e il linguaggio dello Stato è quello della religione”, ha sottolineato Vali Nasr, esperto di affari iraniani e autore di Iran’s Grand Strategy: A Political History. “Ma in realtà era un presidente di guerra, uscito dal conflitto con la convinzione che l’Iran fosse vulnerabile e avesse bisogno di sicurezza, che gli Stati Uniti fossero ostili all’Iran e che rivoluzione, Repubblica islamica e nazionalismo non fossero separabili e che, proprio per questo, dovessero essere protetti”. Al Jazeera continua: “In questa visione, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, i cosiddetti pasdaran, si è trasformato da forza paramilitare in una potente istituzione di sicurezza, politica ed economica, divenuta centrale nell’espansione dell’influenza iraniana nella regione”. Secondo l’emittente, “Khamenei ha inoltre promosso un’’economia della resistenza’, finalizzata a rafforzare l’autosufficienza del Paese di fronte alle pesanti sanzioni occidentali, mantenendo al contempo un marcato scetticismo verso l’apertura all’Occidente e rispondendo con fermezza ai critici che ritenevano la sua ossessione per la sicurezza un ostacolo alle riforme necessarie”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 28 febbraio 2026
Sal da Vinci si conferma uno dei beniamini di questa edizione. Anche stasera la sua esibizione scatena il teatro Ariston e alla fine l'artista scende in platea e balla con Mara Venier.
Autore: Redazione 28 febbraio 2026
Grande sorpresa di Andrea Bocelli che arriva all'Ariston in sella al suo cavallo bianco che si chiama Caudillo. "E' una mia antica passione" dice a Carlo Conti e ammette: "A questa età bisognerebbe usare un po' di saggezza ma...". L'immagine ricorda la trionfale entrata di Roberto Benigni nel 2011 per i 150 anni dell'Unità d'Italia. "Ho vinto nelle Nuove Proposte tanti anni fa, ora potrei vincere solo nelle Vecchie Proposte" spiega il cantante. Standing ovation poi del pubblico dell'Ariston per Andrea Bocelli, ospite della serata finale del Festival di Sanremo. Il suo ringraziamento va in primis a Caterina Caselli e a Carlo Bernini "che mi accompagna da 40 anni, qui a dirigere l'orchestra" ha detto il cantante. Prima di ricevere il Premio Città di Sanremo "per aver contribuito a diffondere la musica italiana nel mondo". "Sei sempre stato il più importante rappresentante della voce italiana all'estero" gli ha detto Laura Pausini.
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