STRAGE DI CRANS-MONTANA: JACQUES MORETTI ACCUSA LE AUTORITÀ SULLA SICUREZZA DEL LOCALE
Una nuova, pesante testimonianza scuote l’inchiesta sulla tragedia di Capodanno al bar-discoteca Le Constellation, costata la vita a 41 persone e il ferimento di altre 115. Durante l’interrogatorio odierno presso il campus universitario di Sion, il proprietario Jacques Moretti ha puntato il dito contro le istituzioni, denunciando una totale assenza di vigilanza tecnica.
Moretti ha dichiarato davanti alla Corte che l'impianto di ventilazione del locale — elemento critico nella dinamica dell'incendio — non è mai stato controllato né dal Comune di Crans-Montana né dalle autorità del Cantone.
In risposta alle domande dei legali delle parti civili, l'imputato ha spiegato che gli estintori non sono stati utilizzati perché la folla è stata travolta dal panico: "Pensavano tutti solo a scappare".
Le affermazioni di Moretti sembrano confermare i timori dei legali delle vittime circa una mancanza di ispezioni che durerebbe dal 2020, nonostante i lavori di ristrutturazione effettuati nel 2015.
Un Momento di Umanità nel Processo
In una pausa dell'udienza, si è tenuto un colloquio privato tra i coniugi Moretti e Leila Micheloud, madre di due ragazze ferite nel rogo. L'avvocato di parte civile Sébastien Fanti ha descritto l'incontro come un momento di "grande intensità e semplicità", pur sottolineando che la ricerca della verità giudiziaria non subirà rallentamenti.
L'aula dell'università di Sion rimane sovrappopolata, con decine di avvocati che rappresentano le famiglie delle vittime, molte delle quali provenienti dall'Italia e dalla Francia. Nel frattempo, i PM di Roma hanno disposto il sequestro probatorio dei telefoni delle vittime italiane per acquisire filmati e messaggi inviati durante la notte del disastro.
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