Strani mal di testa, il malore e il ricovero d’urgenza. Apprensione per Di Battista a Cuba, lui sui social: “Ce la metterò tutta”
Ieri, l'ex parlamentare del M5S è stato trasferito in condizioni stabili all'ospedale 'Hermanos Ameijeiras' de L'Avana per ulteriori accertamenti che punteranno a capire se sarà fattibile il trasferimento in Italia
ROMA – Sta meglio, ma non è ancora pronto per tornare in Italia Alessandro Di Battista, venerdì sera colpito da un malore a Cuba. L’ex deputato del M5S rimane ricoverato per essere sottoposto a ulteriori accertamenti.
Ieri, è stato trasferito all’ospedale ‘Hermanos Ameijeiras’ de L’Avana. È arrivato lucido e stabile. E, nelle ultime ore, dai social ha fatto anche risentire la sua voce. In risposta a un messaggio di incoraggiamento – uno dei tanti arrivati ieri su più piattaforme – ha commentato con parole piene di positività: “Ce la metterò tutta per tornare presto”.
GLI STRANI MAL DI TESTA, POI IL MALORE E IL RICOVERO URGENTE
Di Battista, 48 anni compiuti lo scorso 4 agosto, è stato deputato per il Movimento 5 Stelle dal 2013 al 2018. Da anni è tornato a fare il giornalista. E proprio per motivi di lavoro si trovava in viaggio quando ha accusato il malore. Doveva realizzare un reportage per il Fatto Quotidiano e per Tv Loft dal titolo “La polvere del mondo”. Il 22 agosto era arrivato a Santa Clara e fino a venerdì pomeriggio, come scrive Il Fatto Quotidiano in un articolo uscito questa mattina, “aveva scambiato messaggi con familiari e amici, compresi ex colleghi del Movimento”.
Da un po’, però, erano comparsi strani mal di testa che Di Battista attribuiva alla stanchezza, “valutazione in fondo normale, visti i suoi continui viaggi per l’Italia per gli spettacoli e l’attività politica, come fondatore dell’associazione Schierarsi”. Il Fatto aggiunge che “secondo indiscrezioni, l’ex parlamentare avrebbe avuto disturbi anche durante il viaggio verso Cuba. La certezza è che è arrivato nell’isola e che le emicranie sono continuate. Di Battista si sentiva sempre più stanco e ‘rallentato'”.
Venerdì, il 48enne ha trascorso la giornata come sempre: ha anche visitato il mausoleo di Che Guevara, l’eroe della rivoluzione. I sintomi, nel frattempo, continuavano e non si alleviavano. Così, un amico italiano che lavora a Cuba e la sorella dall’Italia gli hanno consigliato di farsi vedere da un medico e di andare in ospedale. Lì sono stati effettuati i primi esami e si è deciso per il ricovero.
ORA ULTERIORI ACCERTAMENTI PER CAPIRE SE SARÀ POSSIBILE IL TRASFERIMENTO IN ITALIA
All’ospedale ‘Hermanos Ameijeiras’ de L’Avana, dove si trova ora Di Battista, i medici dovranno “capire se e quando sia trasportabile in Italia, o almeno nella vicina Miami, altra ipotesi vagliata in queste ore”. Ieri, Palazzo Chigi ha fatto sapere di star seguendo “con la massima attenzione la situazione” e di aver presisposto “un aereo sanitario” utile a “far rientrare in Italia Di Battista“. Una risposta in merito – come spiega ancora Il Fatto – non poteva essere dedotta dai primi esami eseguiti a Santa Clara, alle prese con un durissimo embargo. In ospedale, Di Battista è stato anche raggiunto dall’ambasciatrice italiana a Cuba, Simona De Martino.
DI BATTISTA SARÀ RAGGIUNTO DALLA COMPAGNA SAHRA
Intanto, mentre si valutano tutte le opzioni, oggi arriveranno a Cuba Sahra, la compagna e madre dei suoi figli Andrea e Alessandro, e alcuni amici. Un sostegno concreto che si unisce all’ondata di affetto che – come si scriveva sopra – è esplosa nel pomeriggio di sabato. Una solidarietà social, ma anche politica bipartisan, che è ha riempito ogni piattaforma.
Tra i messaggi anche quello del leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte. In un post su Instagram, si è detto senza parole e ha commentato: “Sono momenti difficili per lui e per i suoi cari e anche per tutta la nostra comunità che nutre per Alessandro un affetto enorme, sincero. Io e l’intero Movimento 5 Stelle continuiamo a seguire l’evoluzione, garantendo il nostro massimo sostegno. Da credente, prego perché la situazione migliori e ci giungano buone notizie. Forza Ale, sono e siamo con te”. Parole molto simili a quelle del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che ha scritto: “Prego per la sua salute. Il ministero degli Esteri fornirà a lui e ai suoi familiari tutta l’assistenza necessaria. Sono vicino ai suoi cari, alla comunità politica che rappresenta”.

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