Tra ragione e stregoneria
Tra Parigi e Venezia, Francesca Thellung Di Courtelary racconta la storia di due giovani alla disperata ma volitiva ricerca della propria libertà e affermazione delle proprie vocazioni. Anche in un secolo segnato dall’inquisizione.
“La più grande delle eresie è non credere all'opera delle streghe.” Questo si legge sul Malleus Maleficarum, trattato in latino pubblicato nel 1487 dal frate domenicano Heinrich Kramer con la collaborazione del confratello Jacob Sprenger, scritto allo scopo di reprimere in Germania l'eresia, il paganesimo e la stregoneria, poi diventato, anche nell’immaginario collettivo, il più consultato manuale sulla caccia alle streghe.
Facciamo un salto in avanti nel tempo di quasi cinquant’anni e fermiamoci a Parigi, nel 1536. Da qui, da una capitale le cui piazze sono infiammate dai roghi mentre l’inquisizione dilaga, prende il via “L’opera delle streghe”, il nuovo libro di Francesca Thellung Di Courtelary (Giunti Editore) che trascina il lettore nelle vicende di due giovani orfani e li segue fino a Venezia, dove giungono con il sogno di inseguire libertà e conoscenza. Un romanzo che parla di libertà e della lotta per trovare la propria vocazione, di arte e di ossessione, sullo sfondo di un'Europa in bilico tra splendori e miserie, dove la ragione è l’unico atto di resistenza possibile.
Francesca, da dove nasce la tua passione per i libri storici?
“Ho sempre amato la storia, e ho sempre adorato scrivere, quindi mi è venuto naturale unire le due cose. Lavorando all'Istituto Treccani ho avuto modo di conoscere meglio anche la Storia della medicina, altro ingrediente fondamentale dei miei libri.”
L’inquisizione e la caccia alle streghe sono fatti storici che hanno suscitato l’interesse di studiosi e scrittori. Come è stato possibile che dopo il Rinascimento l’Europa cattolica e riformata si involvesse in questo modo, se consideri il periodo una involuzione ovviamente…?
“Il Rinascimento ha un lato oscuro, rappresentato appunto dalle terribili persecuzioni religiose dell'epoca. Ma si tratta, secondo me, di due facce della stessa medaglia: le streghe e gli eretici incarnano quella forza eversiva di rottura dello ‘status quo’ che è indispensabile per ogni forma di progresso.”
Contro la superstizione, la violenza, l’intolleranza verso il diverso - il tutto in nome (o con il pretesto) di Dio -, che temo essere fenomeni ciclici e non superati una volta per tutte, esistono dei rimedi, preventivi e di cura?
“La storia umana farebbe pensare di no, ma voglio essere ottimista: penso che insegnando alle giovani generazioni valori come il rispetto della diversità e l'importanza della convivenza pacifica si farebbe già un bel passo avanti. Attenzione, però: l'insegnamento è efficace se supportato dall'esempio, e non solo dalle parole.”
Come hai fuso storia e fantasia nel tuo libro e su quali fonti ti sei basata nella scrittura?
“Parto sempre dai fatti storici, per realizzare una trama al cui interno inserisco elementi di fantasia. Devo aggiungere che, lavorando in Biblioteca, ho avuto modo di consultare testi anche di non facile reperibilità.”
Nel tuo libro si parla molto anche di arte e di alcune tra le figure più importanti della pittura italiana, come Tiziano Vecellio. Come hai inserito questo elemento e trovi che l’arte, anche nei periodi bui che hai raccontato, possa avere un valore salvifico?
“Non c'è dubbio, secondo me, che l'arte possa avere una funzione salvifica e Tiziano, che con la sua lunghissima vita ha attraversato quasi tutto il 1500, è stato apprezzatissimo già dai suoi contemporanei. Gli elementi innovativi della sua pittura lo accomunano comunque alle grandi forze propulsive che caratterizzano il Rinascimento.”
L’AUTRICE – Nata a Roma nel 1962, si è laureata in Storia della Lingua Italiana con l professore Luca Serianni alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato saggi e a carattere storico e linguistico per i cataloghi di mostre curate dal Ministero dei Beni Culturali e ha collaborato per oltre dieci anni con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Nel 2023 ha pubblicato per Giunti il romanzo “Il medico di Istanbul”.

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