Trump: "Con Meloni ho un grande rapporto". L'attacco alla Norvegia sul Nobel: "Macchia indelebile"
In un drammatico punto stampa alla Casa Bianca e attraverso i propri canali social, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ridisegnato gli equilibri geopolitici internazionali, alternando aperture diplomatiche verso l'Italia a decisioni che stanno già sollevando una tempesta globale.
Il legame con Roma e l'asse con Meloni
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump ha espresso parole di forte stima nei confronti della Premier italiana Giorgia Meloni. "Con lei ho un grande rapporto. Andiamo d'accordo", ha dichiarato il leader della Casa Bianca, confermando come "probabile" un imminente incontro bilaterale a margine del prossimo vertice G20.
La svolta energetica: revocate le sanzioni alla Russia
La dichiarazione più dirompente riguarda l'annuncio ufficiale di un accordo strategico siglato con il Presidente russo Vladimir Putin, giunto al termine del loro sesto colloquio telefonico dall'inizio dell'anno. Gli Stati Uniti reintroducono l'importazione di gasolio dalla Russia con l'obiettivo dichiarato di abbattere i prezzi interni del carburante. Per consentire l'operazione, Washington ha cancellato le sanzioni energetiche precedentemente imposte contro Mosca.
La mossa ha incassato l'immediata e durissima condanna del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito la scelta americana "una decisione indegna" capace di alterare pesantemente il corso del conflitto in Ucraina.
L'affondo sul Nobel e l'attacco alla Norvegia
Trump non ha risparmiato parole durissime nei confronti del Comitato per il Nobel e della Norvegia, definendo il Paese europeo "corrotto" a seguito della mancata assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla sua amministrazione. "Gli Stati Uniti d'America, rappresentati da me, avrebbero dovuto ricevere il Premio. Questa è una macchia indelebile per la Norvegia. Non dimenticheremo", ha scandito il tycoon, attaccando direttamente anche la figura di Navi Pillay.
Il comunicato traccia il quadro di un'amministrazione USA intenzionata a muoversi in totale autonomia sullo scacchiere energetico e diplomatico, incurante delle critiche degli storici alleati europei.

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