Trump minaccia di compiere crimini di guerra, in Iran organizzano catene umane davanti alle centrali: l’ultimatum scade stanotte

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.20 • 7 aprile 2026

Share this article

Trentanovesimo giorni di guerra in Medio Oriente. Israele minaccia di colpire i treni, l'Onu voterà una risoluzione per riaprire lo Stretto, ma senza l'uso della forza. Il Pakistan: "Fase critica"

Trentanovesimo giorni di guerra in Medio Oriente, teoricamente l’ultimo prima della scadenza prefissata da Trump prima di “radere al suolo” l’Iran. Cosa che per il Presidente degli Stati Uniti potrebbe ridursi ad un’operazione di 4 ore, nella quale il diritto internazionale andrebbe definitivamente a farsi benedire. Trump – a diretta domanda dei giornalisti – ha affermato di non essere “per niente” preoccupato di commettere possibili crimini di guerra, e ha nuovamente minacciato di distruggere ponti e centrali elettriche iraniane se Teheran non dovesse riaprire lo stretto di Hormuz entro le 2 del mattino italiane. “Sapete cos’è un crimine di guerra? Possedere un’arma nucleare”, ha risposto.



L’Iran ha respinto la prima proposta di cessate il fuoco di 45 giorni, affermando di volere una soluzione definitiva al conflitto. Tutti gli aggiornamenti: 11:50 – ISRAELE ORA COLPISCE LE LOCALITA’ CRISTIANE

Mentre Israele prosegue l’invasione di terra dal confine fino al fiume Litani – la testata Haaretz ieri citava una nota dell’esercito, secondo cui sarebbe stato completato lo schieramento di uomini e mezzi lungo la cosiddetta “linea missilistica anticarro” – il governo di Beirut stamani è dovuto intervenire per rassicurare la popolazione di una “presenza rafforzata” nel resto del Paese. Un missile israeliano, come scrivono i media locali, ha infatti raggiunto Ain Saadeh, un villaggio sulle colline sopra Beirut, uccidendo un ufficiale delle Forze Libanesi – un gruppo politico-militare cristiano – sua moglie e un loro vicino.
Come evidenziano ancora i media locali, è la prima volta che questa località a maggioranza cristiana viene colpita, e il doppio attacco ha “scatenato il panico” tra i residenti. Anche nella guerra del 2024 le zone cristiane sono state risparmiate dai raid, ma l’esercito israeliano stavolta sostiene di aver colpito “un obiettivo terroristico”, aggiungendo che ora è al lavoro per “esaminare i danni collaterali” causati dal Raid. Il ministro degli Interni libanese Ahmad Hajjar, dopo un incontro con il Presidente Joseph Aoun, ha fatto sapere di essere “impegnato a garantire una maggiore presenza delle forze di sicurezza nelle regioni” e di aver “impartito direttive per rassicurare la popolazione e proteggere i cittadini”. Il tema, spiega la testata, è la frammentazione della società libanese lungo linee entico-religiose, a cui da marzo si aggiunge il tema degli appartamenti in affitto concessi a persone sfollate che potrebbero avere legami col gruppo musulmano Hezbollah.


  11:20 – “SOLLEVIAMO TRUMP”

Alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti sono tornati a chiedere di sollevare Donald Trump dall’incarico di presidente degli Stati Uniti al termine del discorso sulla guerra in Iran pronunciato la scorsa domenica di Pasqua, facendo ricorso al 25esimo emendamento. Si tratta dell’articolo della Costituzione varato nel 1965 che consente all’amministrazione di approvare a maggioranza semplice la rimozione di un presidente, qualora si presentino condizioni oggettive che lo rendano incapace di svolgere le proprie funzioni, e di sostituirlo con il vicepresidente.

11:00 – KHAMENEI FORSE E’ IN COMA

Il quadro che emerge da un memorandum diplomatico ripreso dal Times, basato su intelligence americana e israeliana e condiviso con gli alleati del Golfo, è questo: Mojtaba Khamenei, 56 anni, nominato successore del padre Ali dopo la sua morte nel raid del 28 febbraio, si trova ricoverato a Qom in gravi condizioni. “Non è in grado di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”, si legge nel documento visionato dal giornale britannico. Inabile al servizio militare. In cura per una condizione medica severa. Privo di sensi, secondo alcune fonti. L’Iran, nel frattempo, insiste che la nuova Guida Suprema sia “al comando.”


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Ha preso il via ufficialmente ieri, domenica 12 aprile, la partecipazione della Regione Umbria alla 58ª edizione del Vinitaly. Il taglio del nastro, avvenuto alle ore 12:00 nel cuore del nuovo Padiglione D di Veronafiere, segna l’inizio di una presenza regionale profondamente rinnovata, che posiziona l’Umbria in un’area strategica accanto ai grandi player del settore vitivinicolo internazionale. Un investimento strategico per il territorio L’inaugurazione è stata presieduta dalla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme all'Assessora alle Politiche Agricole, Simona Meloni. Con un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, la Regione ha puntato su uno spazio espositivo moderno e funzionale di oltre mille metri quadrati. Il nuovo concept, sintetizzato nel claim “Umbria, Stili di Vite”, non celebra solo l’eccellenza del calice, ma promuove l’intero ecosistema umbro: arte, paesaggio, accoglienza e qualità del vivere. I numeri della collettiva regionale Sotto il coordinamento di Umbria Top Wines, lo stand regionale ospita quest'anno 45 cantine d'eccellenza, cui si aggiungono numerose aziende presenti con spazi indipendenti. Il programma della fiera prevede oltre 40 appuntamenti, tra masterclass tecniche, blind tasting e focus divulgativi curati dal Distretto del Vino Umbro di Qualità e dalle Strade del Vino dell’Umbria. Il programma di oggi: l'omaggio ai pionieri Dopo il successo dell’evento inaugurale e del "Fuori Salone" a Palazzo Verità Poeta, la giornata odierna, lunedì 13 aprile, è dedicata alla memoria dei "Grandi Pionieri" dell'enologia regionale. Un momento di riflessione per onorare figure iconiche come Arnaldo Caprai, Maria Grazia Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani, che hanno reso i vini umbri protagonisti sui mercati mondiali. Dichiarazione della Presidente Stefania Proietti: "Abbiamo tagliato un nastro che rappresenta il futuro della nostra terra. Essere nel Padiglione D significa rivendicare il ruolo centrale dell'Umbria nel panorama vinicolo globale. Il vino è il nostro miglior ambasciatore, capace di raccontare la nostra storia e di trainare un turismo esperienziale di altissimo profilo".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Presso lo stand della Regione Veneto, a Vinitaly 2026, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e il Presidente della Giunta regionale del Veneto a confronto sulle più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete  Si è svolto oggi, presso lo stand della Regione Veneto a Vinitaly 2026, un proficuo e positivo incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Al centro del colloquio, le preoccupanti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le conseguenti ripercussioni sul sistema produttivo regionale. In particolare, è stata analizzata l’incidenza dell’instabilità geopolitica sui costi energetici e sulla logistica delle esportazioni venete, asset fondamentale per l’economia del Paese. Un punto cruciale del confronto ha riguardato la strategia europea per la sicurezza degli approvvigionamenti. Urso e Stefani hanno approfondito la possibile candidatura del Veneto a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. Tale progetto punta a rafforzare l’autonomia industriale italiana e comunitaria, dando seguito ai recenti accordi tra il Ministero e la Commissione Europea per la tutela delle filiere produttive essenziali. L'iniziativa conferma la centralità del territorio veneto nello scacchiere industriale europeo e l'impegno comune tra Governo e Regione per garantire resilienza e competitività alle imprese del Made in Italy di fronte alle sfide globali.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Torna oggi la Giornata Nazionale del Bacio, un appuntamento dedicato al simbolo universale dell’affetto e della connessione umana. In un’epoca dominata dalla velocità e dal digitale, la ricorrenza del 13 aprile invita tutti a fermarsi per riscoprire l’importanza di un gesto fisico semplice ma potentissimo. Perché fa bene? Non è solo una questione di sentimento. La scienza conferma che baciare apporta benefici reali: Benessere immediato: Riduce il cortisolo (l’ormone dello stress) e libera ossitocina, migliorando l’umore. Salute del cuore: Aiuta a regolare la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Difesa naturale: Rafforza il sistema immunitario attraverso lo scambio di anticorpi. Un linguaggio universale Che sia il bacio tra innamorati, quello della buonanotte ai figli o un saluto affettuoso tra amici, questo gesto rimane la forma di comunicazione più diretta ed efficace. Celebrato da poeti e artisti, il bacio è l’"apostrofo rosa" che unisce le persone oltre ogni barriera. L’iniziativa L’invito per la giornata di oggi è semplice: regalare un bacio a chi amiamo. Un piccolo gesto che può cambiare la giornata di chi lo riceve e di chi lo dona. “Baciare è un modo per dire ciò che le parole non sanno esprimere. Oggi celebriamo la bellezza di questo contatto che ci rende più umani e più felici”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito un nuovo, totale arresto. Secondo quanto riportato da Lloyd’s List, testata di riferimento del settore navale, la paralisi è la diretta conseguenza dell’annuncio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, circa l’avvio di un blocco navale nell'area, scattato a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani. Fino alla mattinata di domenica, il transito delle imbarcazioni era proseguito, seppur a ritmi ridotti. Nella giornata di sabato si era persino registrato un lieve incremento nel passaggio delle petroliere: molte compagnie di navigazione avevano infatti accelerato le operazioni per far uscire i carichi dal Golfo Persico, approfittando di un precario accordo di cessate il fuoco ormai prossimo alla rottura. La situazione è precipitata dopo la dichiarazione ufficiale della Casa Bianca. I dati di monitoraggio confermano il fermo pressoché totale delle attività: al momento, si segnala che almeno due navi cargo, inizialmente dirette verso l’uscita dello Stretto, hanno invertito la rotta per fare ritorno verso acque più sicure.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime le proprie congratulazioni a Péter Magyar per il chiaro successo elettorale ottenuto nelle consultazioni parlamentari in Ungheria. " I cittadini ungheresi si sono espressi in modo inequivocabile ", ha dichiarato il Presidente Meloni. "Siamo pronti a collaborare sin da subito con il nuovo governo guidato da Péter Magyar, con l'obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali tra Roma e Budapest e di affrontare insieme, con spirito costruttivo, le grandi sfide che attendono l'Unione Europea in questa fase storica". In questa occasione, il Presidente Meloni ha rivolto un sincero e affettuoso ringraziamento all'amico Viktor Orbán per il lavoro svolto in questi anni e per la solida cooperazione che ha permesso di consolidare il legame tra le nostre nazioni.  Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme per la stabilità e la crescita comune, nel solco di una storica e profonda amicizia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Si chiude un’epoca politica in Ungheria. I risultati definitivi delle elezioni legislative del 12 aprile sanciscono la fine del mandato di Viktor Orbán dopo 16 anni ininterrotti al potere. Il Primo Ministro uscente ha ammesso la sconfitta durante la notte, definendo il verdetto delle urne "chiaro e doloroso". I numeri del cambiamento La vittoria è stata conquistata dal partito Tisza, guidato da Péter Magyar, che ha ottenuto una storica maggioranza assoluta con il 53,6% delle preferenze. Secondo le proiezioni ufficiali, il nuovo governo potrà contare su circa 135 seggi su 199, garantendo una stabilità legislativa immediata per attuare il programma di riforme. Il partito Fidesz di Orbán subisce invece il peggior tracollo della sua storia recente, scendendo a circa 60 seggi. L'affluenza alle urne ha raggiunto livelli record, attestandosi oltre il 77%. Le dichiarazioni dei protagonisti "La nazione ha deciso e noi accettiamo questa decisione," ha dichiarato un visibilmente provato Viktor Orbán dal palco del quartier generale di Fidesz. "Abbiamo combattuto con onore, ma oggi la responsabilità del futuro dell'Ungheria passa nelle mani dei nostri avversari. Serviremo il Paese dai banchi dell’opposizione." Di segno opposto il clima nella piazza gremita di sostenitori di Péter Magyar, che ha proclamato la "liberazione" dell'Ungheria: "Oggi abbiamo dimostrato che il desiderio di libertà e democrazia è più forte di qualsiasi apparato. Da domani lavoreremo per riportare l'Ungheria nel cuore dell'Europa." Reazioni internazionali: Il commento di Ursula von der Leyen Il cambio della guardia a Budapest è stato accolto con immediato ottimismo dai vertici dell’Unione Europea. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha rilasciato una nota ufficiale commentando i risultati: "Oggi il cuore d'Europa batte più forte. Accolgo con favore la chiara volontà di cambiamento espressa dal popolo ungherese. Siamo pronti a collaborare fin da subito con il nuovo governo guidato da Péter Magyar per ripristinare pienamente lo Stato di diritto e sbloccare le risorse necessarie per la crescita del Paese. L'Ungheria torna a essere protagonista attiva del progetto europeo." Il nuovo governo Magyar dovrebbe giurare nelle prossime settimane, con una agenda focalizzata su lotta alla corruzione, indipendenza dei media e rafforzamento dei legami con l'asse euro-atlantico.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 07.07 13 aprile 2026
Donald Trump contro papa Leone XIV. In un post sul suo network Truth Social, il Presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Leone dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stata una sorpresa clamorosa. Non era in nessuna lista per diventare papa ed è stato scelto dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per gestire il presidente Donald J. Trump”. E ancora: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Nel messaggio Trump ha citato sia l’Iran sia il Venezuela, Paesi che quest’anno sono stati teatro di offensive militari e bombardamenti da parte degli Stati Uniti. “Papa Leone è debole sulla criminalità, ed è pessimo in politica estera”, si legge su Truth Social. “Parla della “paura” dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la Chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno vissuto durante il covid quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e stando a tre o perfino sei metri di distanza”. E poi: “Mi piace molto di più suo fratello Louis di quanto piaccia lui, perché Louis è totalmente Maga. Lui ha capito tutto, e Leone no!” Trump ha continuato: “Non voglio un Papa che pensa che sia giusto che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensa sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, ancora peggio, svuotando le sue prigioni inclusi assassini, spacciatori e criminali ù nel nostro Paese”. Il presidente americano ha continuato: “E non voglio un Papa che critica il Presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante: portare la criminalità a livelli record minimi e creare il più grande mercato azionario della storia”. Trump ha scritto poi: “Leone dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stata una sorpresa clamorosa. Non era in nessuna lista per diventare Papa ed è stato scelto dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano fosse il modo migliore per gestire il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Nel messaggio si continua: “Purtroppo, Leone è debole sulla criminalità, debole sulle armi nucleari, e questo non mi va bene. Né mi va bene il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un perdente della sinistra, uno di quelli che volevano far arrestare fedeli e religiosi. Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!” Settant’anni, Leone XIV è divenuto nel maggio 2025 il primo papa statunintense della storia. In occasione delle festività pasquali, il pontefice ha invitato ha “coloro che hanno il potere di scatenare guerre” a “scegliere invece la pace”. La settimana scorsa, durante un incontro in Vaticano con il Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei, Leone XIV aveva aggiunto: “Dio non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe. Non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 12 aprile 2026
Sale altissima la tensione nel sud del Libano dopo una serie di azioni ostili deliberate compiute dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) contro i caschi blu italiani. Il comando della missione ONU denuncia un’escalation di violenza che mette a rischio diretto la vita dei peacekeeper. L’incidente: blindati italiani travolti dai Merkava Nella giornata di oggi, un carro armato israeliano Merkava ha speronato ripetutamente i veicoli del contingente italiano nell’area di Bayada. L'azione, avvenuta mentre i militari italiani tentavano di percorrere una via d'accesso alle posizioni ONU bloccata dall'IDF, ha causato gravi danni ai mezzi. Solo per un caso fortuito non si registrano feriti, ma l'impatto è stato violento e mirato. Dettagli shock sull'8 aprile: colpo a un metro da un soldato Emergono particolari inquietanti sull'episodio che ha spinto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani a convocare d'urgenza l'ambasciatore d'Israele. Un proiettile esploso dai reparti israeliani è caduto a soli 100 centimetri da un militare italiano sceso dal proprio mezzo: un "avvertimento" che ha sfiorato la tragedia. Assedio alla missione di pace UNIFIL accusa Israele di una strategia di ostruzionismo sistematico: Fuoco deliberato: Colpi di avvertimento esplosi contro veicoli ONU chiaramente identificabili. Blocco dei movimenti: Impedimento totale della libertà di manovra dei caschi blu nelle zone di confine. Aggressioni fisiche: Uso di mezzi pesanti per intimidire e danneggiare la logistica internazionale. Le Nazioni Unite condannano queste gravissime violazioni del diritto internazionale e della risoluzione 1701, ribadendo che l'incolumità dei soldati italiani non può essere oggetto di provocazioni militari.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 12 aprile 2026
Crollano i prezzi per le mete esotiche: cali fino al 28% per Maldive e Capo Verde. Gli algoritmi delle compagnie premiano il lungo raggio a causa dell’incertezza in Medio Oriente. La crisi internazionale in Medio Oriente sta stravolgendo le rotte del turismo estivo, determinando un paradosso tariffario senza precedenti: oggi volare verso mete esotiche come la Thailandia o l’Oceano Indiano può costare meno che raggiungere le isole italiane. L’allarme (e l’opportunità per i viaggiatori) arriva dall’ultimo report di Assoutenti, che ha analizzato l’andamento delle tariffe aeree nelle ultime settimane. Secondo l’associazione, il mix esplosivo tra tensioni geopolitiche, incertezza sul costo del carburante e rallentamento delle prenotazioni verso est sta spingendo le compagnie aeree – in particolare i vettori del Golfo – a lanciare sconti aggressivi per riempire i posti rimasti vuoti. I numeri del ribasso L’analisi evidenzia come le tariffe per il lungo raggio siano crollate in poche settimane: Maldive: un volo da Milano per agosto è passato da 1.470 € a 1.050 € (-28%). Capo Verde: da Roma si scende da 1.104 € a 849 € (-23%). Seychelles, Zanzibar e Sharm el-Sheikh: registrano ribassi medi intorno al 18%. Il paradosso del corto raggio Il dato più clamoroso riguarda i mesi di maggio e giugno. Mentre i voli nazionali verso Sardegna e Sicilia risentono dei rincari stagionali, le mete asiatiche diventano "low cost": bastano circa 290 euro per volare in Thailandia e poco più di 300 euro per Singapore, Vietnam o Filippine. Prezzi che, in molti casi, risultano inferiori a un biglietto per Olbia o Cagliari acquistato sotto data o durante i picchi festivi. "Siamo di fronte a una totale inversione delle logiche di mercato" – spiega Assoutenti – "La paura di sorvolare zone a rischio o di scegliere mete considerate meno sicure ha creato un eccesso di offerta sulle rotte verso l'Asia. Gli algoritmi delle compagnie stanno reagendo con ribassi massicci, rendendo paradossalmente più accessibile un viaggio intercontinentale rispetto a una tratta domestica." Assoutenti invita i consumatori a monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi, poiché l’attuale instabilità potrebbe generare ulteriori finestre di risparmio per chi sceglie di prenotare verso destinazioni a lungo raggio nel breve periodo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 12 aprile 2026
Dopo un’attesa lunga 12 anni, la Garbatella riapre finalmente i battenti. Da domani, lunedì 13 aprile, debutta in prima serata su Canale 5 "I Cesaroni Il ritorno", l'attesissimo nuovo capitolo della fiction che ha segnato un'epoca della televisione italiana. Tuttavia, il clima di festa per il ritorno della famiglia più allargata d'Italia è segnato da una nota di profonda commozione. Ospite in collegamento con Verissimo, un emozionato Claudio Amendola ha presentato la serie portando nel cuore un grande vuoto: quello lasciato da Antonello Fassari, lo storico interprete di Cesare Cesaroni. L'attore è scomparso lo scorso 5 aprile 2025, all'età di 72 anni, dopo aver combattuto contro una lunga malattia. La sua scomparsa è avvenuta proprio a ridosso dell'inizio delle riprese, rendendo la sua assenza sul set un dolore costante per tutto il cast. " Antonello è stata una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto, come uomo e essere umano. Mi manca tanto", ha dichiarato Amendola ai microfoni di Silvia Toffanin, ricordando il collega con cui ha condiviso anni di successi e un legame fraterno. L'attore romano ha poi rivelato un retroscena commovente: il primo ciak della nuova stagione è stato dedicato interamente a lui, con la scritta "Ciao Antonello" sulla tavoletta. "Sono sicuro che domani sera si collegherà su Canale 5", ha concluso Amendola in lacrime, mandando un bacio verso il cielo. Nonostante l'amarezza per la perdita dell'indimenticabile "Oste della Garbatella", la serie promette di onorarne la memoria, riportando nelle case degli italiani quel calore e quell'ironia che Antonello Fassari ha contribuito a rendere immortali.
Show More