Trump: “Stanotte un’intera civiltà morirà”. E intanto bombarda Kharg. In Iran catene umane davanti alle centrali
Trentanovesimo giorni di guerra in Medio Oriente, l'ultimo prima dello scadere dell'ultimatum. Trattative ancora in corso. L'Onu voterà una risoluzione per riaprire lo Stretto, ma senza l'uso della forza. Il Pakistan: "Fase critica"
Trentanovesimo giorni di guerra in Medio Oriente, teoricamente l’ultimo prima della scadenza prefissata da Trump prima di “radere al suolo” l’Iran. Cosa che per il Presidente degli Stati Uniti potrebbe ridursi ad un’operazione di 4 ore, nella quale il diritto internazionale andrebbe definitivamente a farsi benedire. Trump – a diretta domanda dei giornalisti – ha affermato di non essere “per niente” preoccupato di commettere possibili crimini di guerra, e ha nuovamente minacciato di distruggere ponti e centrali elettriche iraniane se Teheran non dovesse riaprire lo stretto di Hormuz entro le 2 del mattino italiane. “Sapete cos’è un crimine di guerra? Possedere un’arma nucleare”, ha risposto. Poi ha rilanciato: “Stanotte un’intera civiltà morirà”.
L’Iran ha respinto la prima proposta di cessate il fuoco di 45 giorni, affermando di volere una soluzione definitiva al conflitto. Tutti gli aggiornamenti:
16:00 – L’IRAN HA RILASCIATO DUE CITTADINI FRANCESI
Sono stati rilasciati dalle autorità di Teheran Cecile Kohler e Jacques Paris, i due cittadini francesi detenuti in Iran con l’accusa di spionaggio dal 2022. A darne notizia, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che in un post su X scrive che Kohler e Paris “sono liberi e stanno tornando sul territorio francese. Un gran sollievo per tutti noi e le loro famiglie”. Quindi Macron ha ringraziato le autorità dell’Oman, che hanno mediato il rilascio. I due erano stati arrestati nel 2022 e condannati, a ottobre scorso, a venti e diciassette anni di reclusione rispettivamente. Poi, la sentenza di assoluzione che aveva capovolto il verdetto.
La magistratura iraniana aveva tuttavia imposto il divieto di lasciare il Paese e così Kohler e Paris da allora risiedevano nell’ambasciata di Francia a Teheran. La stampa francese evidenzia che il loro ritorno era condizionato dal rilascio di un detenuto iraniano trattenuto dalle autorità dell’Esagono.
Tale liberazione giunge in una giornata di escalation e grandissima pressione per l’Iran, dopo che gli Stati Uniti di Trump hanno dato un ultimatum per il cessate il fuoco di 45 giorni che termina alle ore 20 americane (ossia nella notte italiana).
15:30 – VANCE RIVENDICA LE BOMBE SU KHARG
Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha rivendicato gli attacchi sull’isola iraniana di Kharg, un hub fondamentale per l’esportazione di greggio per la Repubblica islamica. Il Numero due della Casa Bianca è intervenuto sul tema nel corso di una conferenza stampa a Budapest, dove è arrivato per una missione di due giorni in vista delle elezioni di domenica prossima. Vance, nel punto stampa congiunto col premier Viktor Orban, ha detto: “Da quanto ho capito, dopo averne parlato con Pete Hegseth”, il segretario alla Difesa, “e con il generale Dan Caine”, il capo di Stato maggiore, “avevamo intenzione di colpire alcuni obiettivi militari sull’isola di Kharg. Credo che lo abbiamo fatto”. Tuttavia, secondo il vicepresidente tale azione non rappresenterebbe “un cambio di strategia” rispetto all’ultimatum sul cessate il fuoco che scade stanotte. “Il presidente- ha aggiunto Vance- ha fissato una scadenza tra circa dodici ore negli Stati Uniti, e scopriremo presto cosa succederà. Ci saranno molte trattative da qui ad allora, e spero che si arrivi a una buona soluzione”.
14:20 – TRUMP: “STANOTTE UN’INTERA CIVILTÀ MORIRÀ”
“Stanotte un’intera civiltà morirà, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”. Così Donald Trump in un messaggio sul suo social Truth. “Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo”, continua il presidente Usa. “47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno.
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