UCRAINA, ATTACCO RUSSO AL CONFINE CON LA POLONIA: COLPITO TRENO PASSEGGERI. FERMATO PRECAUZIONALMENTE IL CONVOGLIO CON IL CONSIGLIERE ITALIANO FABRIZIO SAGGIO E UNA DELEGAZIONE EUROPEAKIEV / VARSAVIA,
Nelle prime ore di oggi, un raid condotto con droni russi ha preso di mira il valico di frontiera di Yahodyn, nella regione ucraina della Volinia, a soli due chilometri dal confine con la Polonia. L'attacco ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto a Varsavia e una stazione di servizio adiacente, provocando una temporanea interruzione della linea ferroviaria chiave per i collegamenti con l'Unione Europea.
Grazie ai tempestivi avvisi di sicurezza delle autorità ucraine, il personale di bordo del treno colpito è riuscito a mettere in sicurezza l'area: l'azienda ferroviaria di Stato ucraina ha confermato che non si registrano feriti.
Coinvolta la delegazione dei consiglieri di sicurezza UE
Sulla stessa tratta viaggiava un secondo convoglio notturno blindato, a bordo del quale si trovava una delegazione di altissimo livello dei consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia (Fabrizio Saggio), Regno Unito, Germania e Francia, insieme all'ex premier britannico Boris Johnson. I diplomatici stavano rientrando a Varsavia dopo aver partecipato a Kiev alla 22ª edizione della Conferenza YES (Yalta European Strategy).
A seguito dell'esplosione avvenuta a poca distanza, per il convoglio dei diplomatici è scattato un immediato protocollo di sicurezza. Fonti istituzionali italiane hanno tuttavia smentito le prime indiscrezioni di stampa relative a un'evacuazione d'emergenza: il treno è stato bloccato a scopo precauzionale ma non evacuato. Tutti i 206 passeggeri a bordo sono rimasti completamente illesi e il treno ha successivamente ripreso la marcia verso la Polonia.
Le reazioni internazionali e lo scenario diplomatico
L'episodio ha sollevato un'ondata di ferme condanne:
· Kiev ha denunciato il raid come un attacco deliberato alle linee civili e un avvertimento diretto all'Occidente: "I russi sono alle vostre porte", è stato il monito delle autorità ucraine.
· Varsavia, tramite il ministro degli Esteri Radosław Sikorski, ha definito l'evento una grave escalation e ha immediatamente innalzato i livelli di allerta militare al confine.
· Mosca, dal canto suo, ha rivendicato l'operazione sostenendo che l'obiettivo fossero i nodi logistici utilizzati per il transito di aiuti militari occidentali.
Nonostante l'apice della tensione sul campo, fonti diplomatiche riferiscono che Mosca avrebbe manifestato un'apertura per avviare nuovi colloqui trilaterali nel corso del mese di ottobre, nel tentativo di riaprire uno spiraglio di mediazione.

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