UCRAINA: TRUMP ANNUNCIA INCONTRO IMMINENTE TRA PUTIN E ZELENSKY

FRV NEWS MAGAZINE • 28 ottobre 2026

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Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che un vertice tra il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà organizzato "molto presto".


Durante la sua dichiarazione, il leader statunitense ha espresso forte ottimismo per l'esito del colloquio, affermando: "Ci sarà un incontro molto presto e penso che potranno essere fatti molti progressi".

L'annuncio segna una potenziale svolta diplomatica nel quadro del conflitto in corso, ponendo le basi per un confronto diretto tra le parti sotto l'auspicio della Casa Bianca.


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Autore: REDAZIONE • 28 ottobre 2026
Il caso dell'ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena passa alla Direzione Distrettuale Antimafia. Esclusa l'ipotesi del suicidio nella relazione della Commissione Parlamentare. La Procura distrettuale antimafia (Dda) di Firenze ha aperto un fascicolo d’indagine con l'ipotesi di reato di omicidio sulla morte di David Rossi, l'ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena deceduto il 6 marzo 2013 a seguito della precipitazione dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Salimbeni. L'iniziativa giudiziaria, avviata nei mesi scorsi da ambienti della magistratura fiorentina, segna un punto di svolta rispetto alle precedenti conclusioni della Procura di Siena, che aveva archiviato la vicenda come suicidio per due volte. La trasmissione degli atti a Firenze è conseguente all'esposto presentato dai legali della moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e della figlia Carolina Orlandi. Nel fascicolo è stata integrata la documentazione raccolta dalla Commissione parlamentare d'inchiesta che, nella relazione intermedia presentata lo scorso marzo, ha escluso la tesi del gesto volontario. I filoni dell'inchiesta L'attività investigativa, che ha già visto l'audizione di numerosi testimoni (alcuni dei quali precedentemente ascoltati dall'organo parlamentare), si articola su due filoni principali: Verifiche sui legami con i clan: gli inquirenti approfondiscono le lesioni riscontrate sul corpo del manager e i potenziali contatti con ambienti della criminalità organizzata, nello specifico con soggetti riconducibili alla cosca del boss Nicolino Grande Aracri. Tracciamento dei flussi finanziari: l'attenzione è rivolta al sistema delle sponsorizzazioni dell'istituto di credito senese, all'impiego dei relativi finanziamenti e alla contrazione delle risorse economiche disposta nel periodo antecedente al decesso di Rossi. Contestualmente agli accertamenti in corso nel capoluogo toscano, si apprende che un ulteriore fascicolo relativo alla medesima vicenda risulta aperto anche presso la Procura della Repubblica di Brescia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 28 ottobre 2026
Entra nella fase decisiva l’iter per l'approvazione della Legge di Bilancio 2027. La Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma che l’obiettivo centrale del provvedimento è far quadrare i conti pubblici mantenendo gli impegni presi con i cittadini, concentrando le risorse disponibili su pilastri strategici: la difesa del potere d'acquisto, il sostegno al ceto medio, l’attenzione ai giovani, alla famiglia, alla sanità e alle imprese che investono. " Cercheremo come sempre di fare del nostro meglio, di essere all'altezza delle aspettative pur con delle risorse che sono limitate," ha dichiarato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Il tema dei salari, la tutela del ceto medio, il supporto alle aziende che assumono, i costi dell'energia e la sanità rappresentano il focus di un lavoro serio, responsabile e complesso che mira a dare risposte concrete alla nazione." Sulla stessa linea il Vicepremier Antonio Tajani, che ha sottolineato l'indirizzo sociale della manovra: "Siamo al lavoro per dar vita ad una manovra economica che aiuti il ceto medio, che azzeri le tasse per i giovani e permetta agli anziani di avere una carta dedicata a spese sanitarie non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale. Ci occuperemo anche delle Forze Armate." Il Governo ribadisce il proprio impegno nel condurre una politica economica prudente ma fortemente orientata alla crescita, volta a supportare il tessuto produttivo e le fasce della popolazione che maggiormente necessitano di tutele, superando le polemiche per privilegiare le soluzioni concrete.
Autore: AGENZiA DIRE Ultimo aggiornamento • 28 ottobre 2026
A metà scrutinio nessun blocco è accreditato della maggioranza assoluta. Sorpresa dei partiti arabi. Netanyahu esulta: "Abbiamo una maggioranza netta e decisiva" ROMA – Le elezioni in Israele, tutti gli aggiornamenti. ORE 6:05 – NETANYAHU: ABBIAMO LA MAGGIORANZA, ORA FORMARE UN GOVERNO FORTE “Il blocco della destra ha una maggioranza netta e decisiva tra i sionisti, tra gli ebrei e tra tutti coloro che sostengono lo Stato ebraico; questo è ciò che è emerso chiaramente”. Lo ha detto Benjamin Netanyahu, dopo le elezioni legislative di ieri in Israele. In un discorso di fronte ai suoi sostenitori, riuniti al quartier generale del partito Likud a Gerusalemme, il primo ministro ha parlato della prospettiva di dar vita a un nuovo esecutivo. “Ho detto, e lo ripeto, che dobbiamo formare un governo forte, nazionale e di destra”, le parole di Netanyahu. “È questo che dobbiamo fare”. Secondo il primo ministro, “è semplicemente vietato mettere in pericolo Israele e formare un governo che si regga sui partiti arabi antisionisti”. Partiti, ha detto Netanyahu, “che si oppongono alla nostra stessa esistenza, che considerano Hamas un’organizzazione benefica e che definiscono i nostri soldati criminali di guerra”. Il discorso del primo ministro è stato pubblicato in forma integrale dal Times of Israel e da altri quotidiani. “Grazie, grazie agli iscritti e agli attivisti del Likud”, ai membri di questa straordinaria lista del Likud”, ha esordito Netanyahu. “E grazie ai membri del governo”. “Con decisioni coraggiose, insieme a un popolo israeliano che ha tenuto duro e grazie ai nostri eroici soldati, abbiamo compiuto imprese straordinarie che hanno cambiato il volto del Medio Oriente”, ha detto il primo ministro, allargando lo sguardo alla regione e menzionando conflitti e raid degli ultimi anni. “Abbiamo eliminato Deif, Haniyeh, Sinwar, Nasrallah e Khamenei. Abbiamo creato zone di sicurezza in profondità nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria. Abbiamo rimosso una minaccia esistenziale imminente che incombeva su di noi, il pericolo di una distruzione immediata. Abbiamo colpito il regime iraniano e lo abbiamo portato sull’orlo del baratro”. Netanyahu ha continuato: “L’Iran è più debole che mai, Israele è più forte che mai. Grazie a voi. Grazie ai nostri eroici soldati. Grazie al nostro popolo, che non ha mai vacillato. Grazie alle decisioni coraggiose che abbiamo preso. Eppure, amici miei, eppure vi dico che non è ancora finita. Perché finché esisterà quel regime fanatico, un regime che ha scritto sul proprio vessillo, che ha definito come scopo stesso della propria esistenza la nostra distruzione, cercherà ancora di annientarci. Ed è in nostro potere, insieme al nostro straordinario amico, il presidente Trump, eliminare questa minaccia una volta per tutte”. Netanyahu ha intonato poi una canzone, dal titolo Al Tira Yisrael: “Non temere, Israele, non temere”. E ancora: “Amici, questo è solo l’inizio. Solo l’inizio. Siamo ancora in attesa dei risultati definitivi, che arriveranno nel corso del prossimo giorno o dei prossimi due giorni, se Dio vuole”. ORE 6:00 – LIKUD IN VANTAGGIO Con circa il 42% delle urne scrutinate, i risultati delle elezioni legislative in Israele assegnano 57 seggi al blocco favorevole al primo ministro Benjamin Netanyahu e 47 alla coalizione di opposizione, guidata dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. Le forze di matrice araba Hadash-Ta’al e Ra’am otterrebbero invece gli altri 16 seggi. Gli altri partiti sono al momento sotto la soglia di sbarramento del 3,25%. La prima forza tra queste è quella dei Reservisti, data al 2,7%. I risultati, diffusi dalla Commissione elettorale, cambieranno con il proseguire dello spoglio. ORE 00.37 ISRAELE, COMINCIATO SPOGLIO: LIKUD PRIMO PARTITO, POI YASHAR Al via in Israele lo spoglio delle schede dopo le legislative di ieri: dopo il conteggio di appena lo 0,6% dei voti espressi c’è in testa il Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu. Secondo è invece Yashar, guidato dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. LEGGI ANCHE Exit Poll Israele: Alta affluenza (77.7%, record dal 1999) ma non c’è un vincitore I dati sono pubblicati e aggiornati dalla Commissione elettore. Per ora, stando alle primissime indicazioni, il Likud otterrebbe 35 seggi. Ventisei quelli per Yashar. A seguire, sopra la soglia di sbarramento del 3,25%, ci sono anche HaTzionut HaDatit, Beyachad, Otzma Yehudit, HaDemokratim, Yisrael Beiteinu e Shas. I dati sono del tutto parziali e non ancora rappresentativi a livello nazionale. Gli exit poll diffusi in serata hanno indicato che nessuna coalizione avrebbe da sola la maggioranza di 61 seggi alla Knesset. Fino a 18, sempre secondo le proiezioni, i mandati parlamentari che potrebbero essere conquistati da due liste arabo-israeliane. Gadi Eisenkot è in testa alle quotazioni di Polymarket sul prossimo primo ministro di Israele, con il 44,5%. Segue in seconda posizione l’attuale premier Benjamin Netanyahu, al 35%. Poi ci sono l’ex primo ministro Naftali Bennett, al 9%, e Avigdor Lieberman, al 2,2%. Le quotazioni, riportate dalla piattaforma americana di mercati predittivi, riflettono le aspettative degli utenti sull’esito della formazione del prossimo governo, non le intenzioni di voto. In Israele le trattative per la formazione di una maggioranza restano decisive, dopo che gli exit poll hanno indicato che nessuno dei due blocchi dispone dei numeri necessari per governare. Secondo gli exit poll del Canale 12, la Knesset si troverebbe in una situazione di stallo, con il blocco di Gadi Eisenkot che otterrebbe 52 seggi, quello di Netanyahu 50 e i partiti arabi 18. Nessuno dei due principali blocchi raggiunge i 61 seggi necessari per la maggioranza nel parlamento israeliano, composto da 120 seggi. EXIT POLL ISRAELE: NÉ NETANYAHU, NÉ EISENKOT HANNO I NUMERI Il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu è risultato primo partito nelle elezioni legislative di oggi, ma nessuno dei due principali schieramenti politici di Israele ha una via tracciata per arrivare a formare un governo. È quanto emerge anche dagli exit poll pubblicati dall’emittente pubblica Kan. Il vantaggio previsto per il Likud dopo la chiusura dei seggi, alle 22 locali, contraddice mesi di sondaggi che davano il partito in svantaggio rispetto a Yashar, la formazione guidata da Gadi Eisenkot. Secondo le proiezioni di Kan, il Likud otterrebbe ora 25 seggi sui 120 della Knesset, contro i 21 di Yashar. Nel complesso, tuttavia, il blocco anti-Netanyahu guidato da Eisenkot dovrebbe conquistare più seggi: 53 su 120, contro i 50 previsti per lo schieramento guidato da Netanyahu. Ai partiti arabi, contrari a Netanyahu ma non appartenenti al blocco di area sionista che si oppone al primo ministro, vengono attribuiti 17 seggi. L’exit poll indica quindi che entrambi gli schieramenti sono lontani dalla maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo. Né Netanyahu né Eisenkot hanno dunque una via tracciata verso la formazione dell’esecutivo. Secondo Kan, la prova del Likud su Yashar rappresenta un risultato inatteso, dopo mesi di sondaggi che indicavano un andamento opposto. L’assenza di un vincitore netto, invece, era prevista. Entrambi gli schieramenti cercheranno ora di mettere insieme una coalizione. Netanyahu potrebbe avere la prima possibilità di formare un governo, in quanto dirigente del partito con il maggior numero di seggi. È tuttavia possibile che nessuno dei due campi riesca nell’impresa e che gli israeliani siano chiamati a tornare alle urne nel giro di pochi mesi. Uno scenario che ricorderebbe la crisi politica del periodo 2019-2022, quando in Israele si tennero cinque tornate elettorali. Differente però, questa volta, nel primo voto dopo gli assalti di Hamas del 7 ottobre 2023, il livello di partecipazione: su livelli record dal 1988, come conferma il 74,3% di affluenza registrato già due ore prima della chiusura dei seggi. I PARTITI ARABI ACCREDITATI FINO A 18 SEGGI Due cose evidenziano tutti gli exit poll diffusi alla chiusura delle urne in Israele: il fatto che come previsto nessuna coalizione avrà da sola in controllo della Knesset e il passo avanti dei partiti arabi, accredita ti addirittura di 18 seggi nel nuovo Parlamento. E’ la rilevazione di Channel 12 che “premia” maggiormente i partiti votati dagli arabo-israeliani (appunto 18 posti nella nuova Knesset). Il dato non si discosta però molto dagli altri, che attribuiscono tutti 17 o 16 posti alle formazioni politiche arabe. L’altro fil rouge è l’incapacità dei due schieramenti principali di ottenere la maggioranza, anche se Channel 14 accredita Benjamin Netanyahu e i suoi di 60 seggi, appena uno in meno della soglia necessaria per governare. Nelle altre rilevazioni l’attuale maggioranza fa un passo indietro, ottenendo 50 seggi in tre diversi exit poll, 53 e 55 in altri due. Il cosiddetto “blocco del cambiamento” di Gadi Eisenkot veleggia dai 43 seggi dell’exit poll meno favorevole, quello di Channel 14, ai 53 di altre due rilevazioni. In tutto, prevale in tre sondaggi su sei di quelli divulgati. LE REAZIONI EISENKOT: “NETANYAHU VERSO UNA BOCCIATURA TOTALE” Gli exit poll sulle elezioni legislative in Israele indicano “una bocciatura totale” per il primo ministro Benjamin Netanyahu: lo ha detto l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, a capo della principale alleanza di opposizione. GOLAN (DEMOCRATICI): “IL POPOLO HA LICENZIATO NETANYAHU” Il popolo israeliano “ha espresso la sua voce, ha licenziato il governo Netanyahu”. Così Yair Golan, leader dei Democratici, alla luce degli exit poll in Israele. “Abbiamo ricevuto un’opportunità storica per formare un governo del cambiamento autentico in Israele e non intendiamo rinunciarvi. Rappresentiamo qui un pubblico immenso, che ha lottato nelle strade per 4 anni, che si è iscritto al partito e si è recato sul campo per convincere. Faremo tutto il possibile per garantire che un governo del genere si formi. Siamo pronti a lavorare con tutti i nostri partner, a colmare le divergenze e ad assumere le responsabilità”. YAIR LAPID: “SCONFITTA SCHIACCIANTE PER NEYANYAHU” Una “sconfitta schiacciante” per Netanyahu. Così Yair Lapid, ex capo del governo di Israele ed esponente di Beyachad, “Insieme”, ha commentato gli exit poll in una dichiarazione diffusa anche dalla stampa internazionale. SEGAL (ANALISTA): “BEN GVIR HA SPINTO GLI ARABI A VOTARE” Il ministro Itamar Ben Gvir, esponente della destra di Otzma Yehudit, “ha portato centinaia di migliaia di elettori alle urne. Non solo i suoi sostenitori, ma anche elettori arabi”. Questo il commento diffuso sui social dal giornalista e analista israeliano Amit Segal. ISRAELE, SA’AR (MINISTRO): “I FESTEGGIAMENTI DELLA SINISTRA PREMATURI” “I festeggiamenti della sinistra sono prematuri”: così il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, esponente del partito Likud, sul social X.Il suo riferimento è alle proiezioni diffuse dopo le elezioni legislative di oggi in Israele. BEN GVIR: GOVERNO CON EISENKOT ERRORE TERRIBILE Un governo di unità nazionale con le forze politiche guidate da Gadi Eisenkot sarebbe “un errore terribile”: lo ha detto Itamar Ben Gvir, ministro per la Sicurezza di Israele a capo del partito di destra Otzma Yehudit. Un messaggio, il suo, rivolto anzitutto all’alleato e capo di governo Benjamin Netanyahu. Ben Gvir, riferisce il quotidiano Times of Israel, ha parlato ai propri sostenitori dopo gli exit poll delle elezioni di oggi. ·
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 27 ottobre 2026
A una settimana dal discusso confronto televisivo nello studio di Porta a Porta, Bruno Vespa rompe il silenzio e interviene pubblicamente con una nota ufficiale rilasciata all'ANSA. Il conduttore ha commentato a mente fredda lo scontro avvenuto lo scorso 21 ottobre con Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Universitari (UDU), definendo "fuori misura" molte delle reazioni sollevate dall'episodio. Nella sua dichiarazione, il giornalista ha espresso rammarico per le modalità dello scambio, senza tuttavia arretrare sulla posizione di merito: "Mi dispiace aver usato toni forti con Brizzola ma i giovani si preparino", ha affermato Vespa. Il conduttore ha poi allargato il perimetro della polemica, legandola direttamente al clima politico attuale e rispedendo al mittente le accuse di parzialità: "In campagna elettorale chiunque all'opposizione dice bugie su misure della maggioranza". La vicenda trae origine dal dibattito sul diritto allo studio e sulla dispersione scolastica in Italia. Durante la diretta della scorsa settimana, Vespa aveva interrotto con fermezza la leader studentesca ventiquattrenne, esortandola a documentarsi e scatenando un'ondata di polemiche sui social, prese di posizione della politica e il formale richiamo dei sindacati giornalistici della Rai. Con questa nota, il giornalista rivendica la necessità di un confronto basato sul rigore dei dati, pur formalizzando il proprio dispiacere per l'asprezza dei toni adottati in studio.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 27 ottobre 2026
Il Consiglio dei ministri si riunirà ufficialmente mercoledì 28 ottobre alle ore 12:00 per l'esame e il varo definitivo della nuova manovra economica. L'appuntamento è stato fissato al termine del vertice di maggioranza svoltosi in serata a Palazzo Chigi. Nel corso dell'incontro, l'esecutivo ha fatto il punto sullo stato dell'arte delle interlocuzioni con la Commissione europea, definite dalle fonti di maggioranza "proficue e in costante progressione". Il confronto con Bruxelles si sta concentrando in particolare sui margini di flessibilità e sull'applicazione della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), con un focus mirato a chiarire l'ammissibilità e la copertura delle misure destinate al comparto dell'energia. Il dialogo tra il Governo e le istituzioni UE proseguirà nelle prossime ore per definire i dettagli tecnici del testo prima dell'approvazione in CDM.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 27 ottobre 2026
Il nuovo lungometraggio diretto da Alessandro Genovesi sarà presentato al pubblico durante la kermesse torinese prima dell'arrivo ufficiale nelle sale il prossimo 26 novembre. Sarà il Torino Film Festival a tenere a battesimo "La notte delle fragole", l'attesissimo nuovo film che segna il ritorno sul grande schermo del celebre duo comico composto da Salvo Ficarra e Valentino Picone. La pellicola, diretta dal regista Alessandro Genovesi, verrà presentata in anteprima assoluta al pubblico nel corso della manifestazione cinematografica torinese, in programma dal 24 novembre al 2 dicembre 2026. Dopo l'evento speciale al festival, il film si appresta a conquistare i cinema di tutta Italia: l'uscita ufficiale nelle sale è infatti fissata per il 26 novembre 2026. I dettagli sulla trama e sul cast completo verranno svelati nelle prossime settimane, ma l'annuncio della partecipazione al Torino Film Festival che si conferma ancora una volta una vetrina d'eccellenza per le grandi anteprime del cinema italiano ha già acceso l'entusiasmo di critica e appassionati.
Autore: REDAZIONE • 27 ottobre 2026
Secondo i primi dati degli exit poll diffusi dall'emittente televisiva Channel 12 subito dopo la chiusura delle urne, il partito Likud di Benjamin Netanyahu si attesta in prima posizione con 24 seggi. A brevissima distanza si posiziona Gadi Eisenkot, alla guida della formazione Yashar, che si ferma a 22 seggi. La tornata elettorale è stata caratterizzata da una partecipazione straordinaria: l'affluenza definitiva alle urne ha infatti raggiunto il 74,3%, segnando un netto incremento rispetto alle precedenti consultazioni democratiche del Paese. I dati ufficiali e la ripartizione definitiva dei restanti seggi alla Knesset verranno resi noti nelle prossime ore con il procedere dello scrutinio ufficiale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 27 ottobre 2026
I medici confermano l'ottimo stato di salute del Pontefice dopo il recente intervento chirurgico: "Nessuna controindicazione per il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù". Il Santo Padre: "Felice di tornare, sia un'occasione di comunione e pace". L a Sala Stampa della Santa Sede conferma ufficialmente che il Viaggio Apostolico di Papa Leone XIV in America Latina si svolgerà regolarmente secondo il programma stabilito, dal 6 al 17 novembre 2026. Il Pontefice visiterà l'Uruguay, l'Argentina e il Perù. La decisione è stata assunta a seguito del definitivo via libera da parte dell'équipe medica personale del Santo Padre. Gli esami clinici e i controlli più recenti hanno infatti confermato la piena ripresa e l'eccellente stato di salute del Pontefice, a due settimane di distanza dall'intervento chirurgico per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare. Secondo i sanitari, il quadro clinico è ottimale e non sussiste alcuna controindicazione medica al viaggio. Il Santo Padre ha accolto la conferma con profonda gioia ed entusiasmo. Attraverso un messaggio condiviso sul proprio profilo ufficiale X, Papa Leone XIV ha espresso il proprio stato d'animo: “Sono felice di poter tornare nel continente nel quale ho vissuto tanti momenti della mia vita. Possa questo viaggio essere un’occasione per aprire i nostri cuori gli uni agli altri, rafforzare la nostra comunione come fratelli e sorelle e rinnovare il nostro impegno ad annunciare il Vangelo con gioia!”. Come sottolineato dal Vaticano, la visita rappresenterà una preziosa opportunità per consolidare i legami con le Chiese locali, sostenere la comunità dei fedeli nella loro missione pastorale e recare un messaggio universale di fede, speranza e pace ai popoli delle tre nazioni coinvolte.  Il programma dettagliato delle tappe e degli incontri istituzionali e pastorali nei tre Paesi resta invariato rispetto a quanto precedentemente pubblicato
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci • 27 ottobre 2026
Una scossa di ottimismo e fermezza nel momento cruciale per il futuro del calcio italiano. Il commissario della Figc e presidente del Coni, Giovanni Malagò, spegne sul nascere le voci di una Serie A spaccata ed esprime una profonda e rinnovata fiducia sulle prossime scadenze istituzionali. Intercettato all'uscita del Consiglio Nazionale del Coni, il Commissario ha risposto in modo netto alle domande sulle presunte tensioni interne alla Lega calcistica: "Serie A divisa? Vediamo, ero e sono molto positivo". Una dichiarazione forte, che punta a rasserenare gli animi e a tracciare una linea di continuità e stabilità per l'intero movimento sportivo. Con la data di scadenza per la presentazione delle candidature ormai imminente, Malagò ha scelto la via della concretezza, preferendo far parlare i fatti: "Diciamo che ci si avvicina alla data della scadenza della presentazione delle candidature. Non ho veramente altro da aggiungere". Il messaggio del Commissario è chiaro: nessun allarmismo e massima concentrazione sulla transizione istituzionale, con la certezza che il dialogo e la compattezza prevarranno sulle divisioni .
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 27 ottobre 2026
Il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro e recentemente sconfitto alle elezioni presidenziali contro Inácio Lula, è fuggito negli Stati Uniti con la propria famiglia. Secondo quanto riportato dalle principali testate sudamericane, l'obiettivo del politico è quello di richiedere asilo politico a Donald Trump. L a partenza è avvenuta in un clima di fortissime tensioni e polemiche sulla correttezza delle consultazioni elettorali. Secondo fonti vicine al senatore, Bolsonaro Jr. non avrebbe consegnato alle autorità i propri passaporti (ordinario e diplomatico), i quali erano stati formalmente annullati dalla magistratura brasiliana. Per aggirare il blocco, il politico avrebbe raggiunto la località di Foz de Iguazú, al confine con l'Argentina, imbarcandosi da lì su un volo diretto a Miami. Collaboratori stretti del senatore hanno confermato alla testata Folha de S.Paulo di aver tentato invano di dissuaderlo dal piano di fuga, che sarebbe stato orchestrato e agevolato da un avvocato storicamente vicino alla famiglia. Sul fronte politico, Flávio Bolsonaro non ha formalmente riconosciuto la vittoria di Lula, decidendo tuttavia di non presentare un ricorso ufficiale. La contestazione si sarebbe dovuta basare sulla proroga di due ore dell'orario di voto disposta dalle autorità elettorali a causa della carenza di trasporti pubblici. Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente americano Donald Trump, che aveva duramente criticato il provvedimento definendolo un "metodo Biden".
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