UDINE, VORTICE DA 2 MILIONI IN PARCELLE LEGALI: «DISTRUTTA DA CHI DOVEVA TUTELARMI, ORA VOGLIO LA VERITÀ» DOPO CINQUE ANNI HO TROVATO IL CORAGGIO DI PARLARE»

FRV NEWS MAGAZINE • 26 agosto 2026

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  Una famiglia udinese rompe il silenzio e chiede chiarezza alle autorità: sotto la lente la mancata comunicazione di un’udienza sulla morte di un sedicenne, il nipote deceduto della donna, e parcelle professionali che superano complessivamente i 2 milioni di euro, nonostante il legale abbia già percepito il compenso per la sua attività.

  

   

  «Mi sento distrutta proprio da chi avrebbe dovuto difendermi e tutelarmi». Con queste parole una donna di Udine ha deciso di rendere pubblica una complessa vicenda che trascina la sua famiglia da cinque anni in un tunnel di lutti, difficoltà patrimoniali e controversie legali. «In un momento di debolezza psicologica e fisica ho chiesto aiuto a dei professionisti che, invece di aiutarmi, hanno approfittato del mio stato di difficoltà e della mia famiglia». L’obiettivo della denuncia pubblica non è la ricerca di una condanna mediatica, bensì la richiesta formale di apertura e verifica dei fascicoli e dei documenti ufficiali da parte degli organi competenti.

 

     

  L’origine della vicenda e i drammatici lutti

  

La storia inizia nel 2021, un anno drammatico per il nucleo familiare. A gennaio scompare il padre della donna, fondatore di un importante patrimonio immobiliare e imprenditoriale. Appena che tre mesi dopo, la famiglia viene sconvolta da una seconda tragedia: la morte prematura del nipote di soli sedici anni. Trovandosi improvvisamente a gestire una situazione patrimoniale, bancaria e giudiziaria di estrema complessità e senza alcuna esperienza pregressa in materia di esecuzioni e pignoramenti, la donna decide di affidarsi completamente a dei legali del settore.

  

   

  Il giallo dell'udienza non comunicata

  

Il primo aspetto su cui la famiglia esige risposte riguarda il procedimento penale per l'accertamento delle responsabilità sulla morte del sedicenne deceduto. Secondo la ricostruzione dei familiari, il legale dell'epoca – che ha già regolarmente preso il compenso per la sua attività – non avrebbe comunicato una cruciale udienza processuale. «Per noi non era un numero di fascicolo, era nostro nipote», dichiarano i parenti, chiedendo ora di verificare chi avesse l'onere dell'informazione e perché tale comunicazione sia mancata.

   

  Un vortice di parcelle da oltre 2 milioni di euro

  

Il secondo fronte sollevato riguarda l’entità dei compensi professionali richiesti nel corso degli anni da diversi legali, che secondo la documentazione supererebbero i 2 milioni di euro. Il dettaglio delle pretese economiche evidenzia:

  

  Circa € 1.200.000,00 richiesti da un primo legale;

  Circa € 200.000,00 richiesti da un secondo legale;

  Circa € 330.000,00 richiesti da un terzo legale;

  Circa € 250.000,00 riconducibili a professionisti dell'area contabile e fiscale.

  

  

  A destare forti perplessità è anche il meccanismo di rotazione dei mandati: la donna riferisce che erano spesso i professionisti a rassegnare le dimissioni o a rinunciare all'incarico, costringendola a rivolgersi a nuovi legali e accumulando così una successione continua di note spese e decreti ingiuntivi. Ad aggravare lo scenario vi è il fatto che il professionista creditore della cifra più alta (oltre un milione di euro) coincide con il legale che assisteva la famiglia nella vicenda del nipote deceduto e che aveva già incassato il compenso pattuito.

    

  L'appello alla giustizia udinese

  

I dubbi della famiglia investono anche i successivi risvolti giudiziari che hanno reso esecutivi tali crediti professionali. Pur ribadendo il massimo rispetto per la magistratura, la cittadina chiede pubblicamente trasparenza sui criteri di valutazione delle prestazioni, sulla presenza di preventivi scritti e sull'esame delle contestazioni sollevate a suo tempo.

 


  «Per cinque anni ho vissuto nel silenzio e nel terrore psicologico di sbagliare, dipendendo totalmente da chi avrebbe dovuto proteggermi», conclude la donna. «Oggi chiedo solo che si faccia ordine e che si ricostruisca la verità cronologica degli atti dal 2021 a oggi. Se tutto risulterà corretto ne prenderemo atto, ma se emergeranno anomalie chiediamo che vengano perseguite nelle sedi competenti».



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Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 10 ottobre 2026
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Autore: AGENZIA DIRE • 10 ottobre 2026
L'attacco ha colpito simultaneamente più punti del centro urbano nelle prime ore del mattino (Foto di Ukrinform) ROMA – Si scava ancora tra le macerie a Zaporizhzhia dopo la serie di raid russi che all’alba ha devastato diverse aree della città ucraina meridionale . “Il bilancio delle vittime dei raid aerei è salito a otto, sedici persone sono rimaste ferite. Tre delle vittime sono bambini,”. La notizia è stata diffusa su Telegram da Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di Difesa Regionale di Zaporizhzhia, secondo quanto riportato da Ukrinform. Due dei feriti verserebbero in gravi condizioni, mentre la maggior parte degli altri è in condizioni moderate. L ‘attacco ha colpito simultaneamente più punti del centro urbano nelle prime ore del mattino . I soccorritori sono tuttora al lavoro per individuare ed estrarre eventuali superstiti intrappolati sotto i detriti degli edifici danneggiati.
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