Vinitaly, Lollobrigida: vino pilastro della cucina italiana

FONTE UFFICIO STAMPA MASAF • 11 aprile 2026

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Una bottiglia lunga trenta metri e alta dieci che reca sull’etichetta la scritta “Dentro c’è l’Italia”, perché in una bottiglia grande cento volte il normale c’è spazio per contenere i vitigni che caratterizzano i territori italiani da Nord a Sud. È questo il nuovo concept dello spazio espositivo del Ministero dell’Agricoltura che accoglierà le migliaia di visitatori attesi per la 58ma edizione di Vinitaly, la più grande fiera del vino e degli spiriti d’Italia e una delle più rinomate al mondo.

 

“A dicembre abbiamo raggiunto un grande risultato, la Cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco dopo un percorso che era cominciato proprio a Vinitaly tre anni fa insieme a Gianmarco Mazzi sottosegretario alla Cultura e oggi ministro del Turismo. La cucina italiana è stata considerata degna di tutela perché porta con se non solo l’arte di cucinare le eccellenze che provengono dalle varie regioni d’Italia, ma perché alla base della nostra cultura enogastronomica c’è la convivialità, lo stare insieme. La nostra cucina non sarebbe quello che è senza il vino. Il legame del vino con la Cucina è inscindibile, il vino è uno dei pilastri. E a Vinitaly celebriamo la sua centralità con questa grande bottiglia grande cento volte il normale. Lo spazio espositivo si aprirà al pubblico animandosi anche all’esterno con spettacoli continui che narreranno l’identità di questo elemento della Cucina italiana, i performer attireranno i visitatori all’interno per esplorare i vitigni alla base dei nostri grandi vini. C’è un dialogo costante tra il vino e l’arte che tutto il mondo ama, grazie al Ministero della Cultura e al ministro Alessandro Giuli quest’anno potremo ammirare sei statue sul mito di Bacco provenienti dagli Uffizi e da palazzo Pitti. Come ministro dell’Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza”, dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

 

L’esperienza che il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste vuole offrire ai visitatori è infatti arricchita da due grandi contributi. All’interno dello spazio espositivo ci saranno sei statue di epoca romana provenienti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze, tutte opere scultoree che evocano il mondo mitologico e simbolico legato al vino e al culto di Bacco rese disponibili grazie al prezioso contributo del Ministero della Cultura.

 

"Ancora una volta l'Italia è caput mundi dell’enogastronomia e delle eccellenze vitivinicole italiane. Le straordinarie opere che esporremo sono tracce vive di una civiltà in cui il vino, già nell'antichità, era linguaggio di relazione, espressione di un principio alto di convivialità. Il vino continua, oggi come allora, a incarnare una forma intima e profonda di riconoscimento: è racconto, identità, memoria condivisa. Attraverso di esso parte della cultura italiana si narra a sé stessa e si offre al mondo, con quella naturale eleganza che unisce arte, bellezza, storia e senso della comunità", dichiara il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

 

Le statue, giunte a Verona grazie al contributo di Generali Italia, provengono dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti. Dalla prima sarà possibile ammirare il gruppo statuario di Bacco e Satiro, quello di Bacco e Ampelo, la Ninfa con pantera e le statue di Bacco e di Hora. Da Palazzo Pitti una statua di Bacco di epoca romana. Tutte queste opere faranno parte di un percorso espositivo che metterà in luce la straordinaria ricchezza della viticoltura italiana. 22 vitigni, dal Nebbiolo del Piemonte al Primitivo della Puglia, dal Nero d’Avola di Sicilia al Friulano del Friuli passando per i vitigni caratteristici delle regioni del Centro Italia come Sagrantino per l’Umbria e il Montepulciano per l’Abruzzo solo per citarne alcuni. I vitigni lasceranno il loro segno nei visitatori che, guidati da 3 sommelier della Federazione italiana sommelier, potranno vivere un’esperienza olfattiva alzando delle campane di vetro che ne custodiscono le essenze.

 

Il secondo elemento, e il più innovativo, sarà rappresentato dall’attività all’esterno dello spazio espositivo ideata dal direttore artistico Giuliano Peparini e realizzata da Inda. I performer della Peparini Academy racconteranno l’identità del vino e inviteranno i visitatori a entrare nello spazio espositivo dove appunto sarà possibile scoprire i capolavori artistici e i grandi vitigni italiani caratteristici dei territori. Un’esperienza in cui arte, cultura e natura dialogano tra loro.

 

“Lo spettacolo crea un dialogo tra tradizione e contemporaneità – spiega Giuliano Peparini – ispirandosi a grandi opere del repertorio europeo di autori come Francesco Redi, Euripide e Claudio Monteverdi, mettendo in luce una visione poetica, sensoriale e sacra del vino, inteso come fonte di gioia, trasformazione e legame collettivo. Attraverso una scrittura scenica immersiva, viene presentato come simbolo vivo di identità, memoria e condivisione, capace di raccontare storie intime e collettive. Affermiamo che il vino, oltre alla sua dimensione economica, resta un potente simbolo di cultura e vita”.

 

Le performance, che andranno in scena continuamente durante l’apertura del quartiere fieristico, avranno come interpreti giovani talenti che “la collaborazione tra fondazione Inda e Peparini ha voluto valorizzare dando ai giovani artisti l’opportunità di esibirsi davanti a un pubblico internazionale. La fondazione tiene alla crescita dei giovani come custodi della memoria e promotori di cultura”, afferma Francesco Italia presidente di Fondazione Inda.

 

12 - 14 aprile | Gli eventi all’Area Masaf al Palaexpo

 

Altre al nuovo spazio espositivo, il Masaf sarà presente anche con il suo tradizionale stand istituzionale al Palaexpo, completamente rinnovato. L’Area ospiterà un fitto calendario di convegni e incontri tematici dedicati al mondo del vino. Istituzioni italiane e europee, imprese, consorzi e centri di ricerca si confronteranno su temi centrali per il futuro del settore: dall’innovazione alla sostenibilità, dai dati di mercato alle politiche europee, fino alla valorizzazione dei territori e delle nuove competenze.

Saranno presenti tutti gli enti vigilati del Ministero – ISMEA, CREA e AGEA – insieme all’ICQRF, agli stand delle Forze dell’Ordine e di R.E.N.I.S.A., la Rete nazionale degli Istituti agrari. Ampia anche la partecipazione degli Istituti agrari, con numerose scuole coinvolte in attività di formazione. Particolare attenzione sarà dedicata anche al sociale, con la presenza del laboratorio terapeutico‑abilitativo di Modena Il Tortellante e di Up & Down.

 

L’internazionalizzazione sarà uno dei temi centrali di questa edizione di Vinitaly come leva strategica per la valorizzazione e la promozione del vino. Il 13 aprile sarà presente per il secondo anno consecutivo il Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Al Vinitaly il ministro Francesco Lollobrigida avrà incontri bilaterali con i suoi omologhi della Serbia, Dragan Glamočić, con cui è prevista la firma di un MoU per la cooperazione bilaterale in agricoltura, e della Georgia, David Songulashvili. Saranno presenti anche il Ministro dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale d'Albania, Andis Salla.

Momento centrale sarà il convegno dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV) che vedrà la partecipazione, oltre che del Commissario, di John Barker, Direttore generale dell’OIV, dei ministri della Serbia e della Georgia, del Presidente del Comite Européen des Entreprises Vins (CEEV) e del Presidente di Wine in Moderation.

 

Particolare rilievo assumono gli appuntamenti dedicati alla ricerca e all’innovazione, con le presentazioni sui vitigni recuperati, la biodiversità e l’innovazione applicata alle imprese vitivinicole, oltre a masterclass specialistiche e degustazioni.

Grande attenzione è rivolta inoltre ai giovani e alla formazione, anche attraverso la premiazione del Concorso Enologico “Istituti Agrari d’Italia” che, alla sua decima edizione, ha registrato il record di partecipazione con oltre 30 scuole e più di 100 tipologie di vini in gara. Novità di quest’anno è l’assegnazione di cinque borse di studio: quattro consentiranno ai vincitori di svolgere un percorso formativo presso la Cantina Cotarella, mentre una sarà dedicata alla formazione in ambito comunicazione presso ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

Nel corso di Vinitaly ci sarà spazio anche per il confronto con la filiera. Il 14 aprile sarà riunito il Tavolo del vino con la partecipazione di tutte le rappresentanze del settore e le associazioni di categoria per proseguire il lavoro iniziato lo scorso 4 agosto a Palazzo Chigi. Un’occasione per definire e attuare strategie capaci di rafforzare ulteriormente il sistema vitivinicolo italiano e sostenerne il successo in Italia e sui mercati internazionali.

La presenza del MASAF a Vinitaly si inserisce in una strategia più ampia di promozione e valorizzazione del vino italiano, anche in sede europea e internazionale. Un impegno che negli ultimi anni ha contribuito a far diventare Vinitaly la vetrina del vino in Italia e nel mondo, rafforzandone il ruolo di luogo di produzione, cultura e identità.

 

Il programma in dettaglio dell’Area Masaf:

 

DOMENICA 12 APRILE 2026

 

Sessione Mattutina

 

•       Ore 11:00 | Cerimonia di Inaugurazione Vinitaly 2026.

o      Apertura ufficiale della manifestazione.

 

•       Ore 11:30 | Apertura Progetto "MIM Next Gen STEM Lab".

o      Iniziativa dedicata all'innovazione e alle competenze tecnologiche per le nuove generazioni.

 

•       Ore 12:45 | Inaugurazione "Dentro c’è l’Italia".

o      Sede: Padiglione Istituzionale MASAF.

 

 

Sessione Pomeridiana

 

•       Ore 13:00 – 14:00 | Evento AGEA: "Vino: Attore culturale che racconta i territori".

o      Sede: Padiglione Istituzionale MASAF.

o      Dettagli: Presentazione della nuova Cartografia Parlante (app prototipo) per narrare la storia di vigne e vini.

o      Interventi: Fabio Vitale (Direttore AGEA), produttori coinvolti nell'app, Assessori regionali all'Agricoltura, rappresentanti di categoria e consorzi.

o      Moderazione: Francesca Cantini (Giornalista TG5).

 

•       Ore 14:00 – 15:00 | Presentazione Editoriale: Mastroberardino.

o      Titolo: "Storia di un'impresa familiare".

o      Moderazione: Luciano Ferraro (Corriere della Sera).

 

•       Ore 15:00 – 16:00 | Evento ISMEA: "Gestione del rischio e credito".

o      Sede: Palaexpo MASAF – Sala Conferenze.

o      Contenuti: Analisi delle prospettive per la filiera vitivinicola verso la nuova PAC e del Piano di gestione dei rischi 2026.

 

•       Ore 16:00 – 17:00 | Evento ISMEA-AGEBIL: "Il vino italiano dall'analisi di mercato alle politiche di settore".

o      Focus: Presentazione del nuovo bando OCM "Promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi" – Campagna 2026-2027.

o      Saluti e Introduzione: Livio Proietti (Presidente ISMEA) e Tiziana Sarnari (Responsabile Ufficio Indicazioni Geografiche - ISMEA).

o      Relatori: Marco Lupo (MASAF), Teresa Nicolazzi (MASAF), Rita Babini (Presidente FIVI), Luca Rigotti (Copa-Cogeca), Gabriele Castelli (Direttore Federvini), Carmen Caruccio (Senior Policy Officer UIV), Silvana Ballotta (Business Strategies).

o      Conclusioni: Sergio Marchi (Direttore Generale ISMEA).

 

Sessione Tardo Pomeriggio

 

•       Ore 17:00 – 17:30 | Conferenza CREA: "Innovare al femminile: i risultati di un’indagine nelle imprese vitivinicole".

o      Saluti istituzionali: Andrea Rocchi (Presidente CREA), Riccardo Velasco (Direttore CREA Viticoltura ed Enologia) e Daniela Mastroberardino (Presidente "Le Donne del Vino").

o      Interventi: Grazia Valentino e Lucia Tudini (Ricercatrici CREA).

o      Moderazione: Maria Teresa Santaguida (Giornalista).

 

•       Ore 17:45 – 18:30 | Masterclass Vini da Uve PIWI.

o      Relatrice: Cristina Mercuri (Master of Wine).

o      Dettagli: Degustazione guidata di vini da vitigni resistenti in collaborazione con PIWI Italia.

______________

 

LUNEDÌ 13 APRILE 2026

 

Sessione Mattutina

 

•       Ore 09:00 – 10:00 | Convegno sulla Riforma Fiscale.

o      Intervento del Viceministro Maurizio Leo.

 

•       Ore 11:00 – 12:00 | Tavola Rotonda OIV-MASAF: "Riconoscere il valore culturale della vigna e del vino".

o      Partecipanti: Francesco Lollobrigida (Ministro MASAF), Christophe Hansen (Commissario UE), John Barker (DG OIV), David Songulashvili (Ministro Agricoltura Georgia), Dragan Glamočić (Ministro Agricoltura Serbia), Marzia Varvaglione (Presidente CEEV), Sandro Sartor (Presidente Wine in Moderation).

 

•       Ore 12:00 – 12:30 | Conferenza Stampa OIV.

 

•       Ore 11:00 | Premiazione X Concorso Enologico Istituti Agrari d'Italia.

o      Sede: Sala Verdi, PalaExpo

 

Sessione Pomeridiana

 

•       Ore 12:30 – 13:30 | Consorzio delle Venezie: Pinot Grigio DOC e Giro d’Italia.

o      Dettagli: Presentazione della partnership con RCS Sport e focus sulla visibilità della Cucina Italiana. Previsto un saluto del Ministro Francesco Lollobrigida.

 

•       Ore 13:30 – 15:00 | Vino Italiano nel nuovo scenario globale: mercati, accordi e strategie.

o      Dettagli: Testimonianze del Pinot Grigio DOC delle Venezie e del Prosecco DOC.

 

•       Ore 15:30 – 16:30 | Convegno Signorvino: "Vino e longevità – cultura, salute, convivialità".

o      Relatore principale: Giovanni Scapagnini.

o      Comitato Scientifico: Karin B. Michels (UCLA), Giuseppe Cicero (Univ. Bologna), Paolo Francalacci (Univ. Cagliari), Luigi Iorio (Univ. Brasile e Giappone), Andrea Sbarbati (Univ. Verona).

o      Presenti: Federico Veronesi (CEO Signorvino) e Federico Bricolo (Presidente Veronafiere).

 

•       Ore 16:30 – 17:30 | Convegno Fipe-Uiv: "Il Consumatore al Centro – La nuova alleanza tra vino e ristorazione".

o      Relatori: Carlo Flamini (Osservatorio del Vino Uiv), Giulia Erba (Fipe), Lamberto Frescobaldi (Presidente Uiv), Lino Enrico Stoppani (Presidente Fipe).

o      Conclusioni: Francesco Lollobrigida (Ministro MASAF).

o      Moderazione: Paolo Castelletti (Segretario Generale Uiv).

 

Sessione Tardo Pomeriggio

 

•       Ore 17:30 – 18:00 | CREA: Presentazione Volume "Vitigni rari italiani, storie di patriarchi, profeti ed eroi".

o      Intervento: Aldo Lorenzoni (Curatore) e Riccardo Velasco (Direttore CREA).

o      Dettagli: Presentazione a cura di GRASPO seguita da "degustazioni impossibili".

 

 

 

MARTEDÌ 14 APRILE 2026

 

Sessione Mattutina

 

•       Premio Ore 09:30 – 10:30 | Premio "Forbes Wine Impact Leaders".

o      Descrizione: Premiazione delle figure che hanno prodotto un impatto strutturale sul vino italiano. Il format premia leadership, governance e scelte che hanno cambiato le traiettorie del settore, generando modelli replicabili con risultati osservabili su mercati e valore delle denominazioni.

 

•       Ore 10:30 – 11:30 | FEDERUNACOMA Think Tank: "I nuovi trend del consumo alimentare".

•       Sede: Palaexpo, Area Ministero dell'Agricoltura.

•       Saluti Istituzionali:

o      Mariateresa Maschio (Presidente FederUnacoma).

o      Matteo Zoppas (Presidente ICE Agenzia).

o      Francesco Lollobrigida (Ministro MASAF).

•       Interventi Tecnici:

o      Prof. Andrea Segrè (Univ. Bologna): Economia e cultura, la sfida alimentare tra mercato e sostenibilità.

o      Prof. Marco Vieri (Univ. Firenze): Innovazione tecnologica e meccanizzazione nelle colture specializzate.

o      Prof. Matteo Matteucci: Digitale e robotica per l'azienda ortofrutticola.

•       Moderazione: Tinto (Nicola Prudente), Rai1.

 

Sessione Pomeridiana

 

•       Ore 13:00 – 14:00 | CREA - CONAF: "Cosa c’è di nuovo nel calice? Sostenibilità e tecniche innovative".

o      Saluti: Riccardo Velasco (Direttore CREA) e Mauro Uniformi (Presidente CONAF).

o      Relazioni: Antonio Capone (CONAF), Luigi Tarricone (CREA), Alessandro Mataffo (UNINA).

o      Talk e Degustazione: Davide Gangi (CEO Vinoway Italia).

 

•       Ore 14:00 – 14:30 | MIM: Chiusura Next Gen Wine STEM Lab.

 

•       Ore 15:00 – 15:30 | DISR – BLASI: "Novità normative introdotte dal Regolamento (UE) 2025/2649 di semplificazione della PAC".

 

•       Ore 16:00 – 16:30 | AGEBIL: OCM VINO.

 


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Un libro che non delude le aspettative di chi, nel corso degli anni, ha amato i raffinati e coinvolgenti intrecci delle vicende, ma anche la sua scrittura brillante e nitida, nonché i personaggi da lui creati, sempre ben definiti, sfaccettati e, molti, capaci di umorismo e ironia. Dopo la saggistica (“L’amore non è un arrocco – capire la vita grazie agli scacchi”, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in questa rubrica), “I morti hanno sempre ragione” segna dunque l’atteso ritorno al romanzo noir, per quanto pervaso da uno stile brillante e talvolta divertito e ironico. C’è un fil rouge che unisce questi due generi, all’apparenza così distanti? “I contenuti possono essere perfino identici: un romanziere può parlarci per esempio dell’impatto sulle nostre vite dell’IA attraverso una storia, mentre un saggista lo farà argomentando. La narrativa ha un grande valore conoscitivo, non inferiore a quello della saggistica. Io faccio sempre il paragone con due pescatori: il primo, il saggista, lancia una rete ‘razionale’, fatta di maglie regolari; il romanziere invece lancia una rete tutta fatta di maglie strane, alcune strettissime e altre larghissime, con forme irregolari come triangoli scaleni. Tutti e due prendono pesci, ma il secondo ne prende certi che attraverso le maglie squadrate del primo riescono a passare indenni.” I tuoi romanzi vengono spesso definiti noir. Ti riconosci in questa definizione e quando scrivi ti proponi di scrivere un noir oppure “semplicemente” di raccontare una storia, comunque la si voglia definire? “Mi interessa raccontare una storia ma non posso fare a meno della tensione. Questa tensione, o più esattamente questo sistema di tensioni grandi e piccole che attraversa tutta la narrazione, è paragonabile a un ritmo, una cadenza: tensione-distensione, mistero-soluzione, climax-anticlimax e così via. Cerco di offrire al lettore contenuti non banali attraverso questo strumento, che può assumere l’aspetto del noir, del giallo, del mystery, dipende. A volte nessuno di questi generi.” Nel tuo libro il protagonista è catapultato da Milano a un paesino di montagna, dopo la prima apparenza tutt’altro che paradisiaco, dove nessuno è quello che appare e le dinamiche interpersonali sono più complesse e meno sane del prevedibile. Un mutamento di prospettiva rispetto ai clichè tradizionali oppure è proprio nei piccoli ambienti che si celano le tensioni e i segreti più inconfessabili? “Sono un animale anfibio che conosce bene entrambi gli ambienti, perché a Milano vivo e lavoro ma sono nato in provincia, sul lago d’Iseo, e torno in quelle valli ogni volta che posso, fino a passarci almeno un paio di mesi ogni anno. Posso assicurarti che la vita in provincia è molto più dura che in città: in città ti puoi nascondere, mentre nei piccoli borghi tutti sanno tutto degli altri, la pressione sociale è asfissiante. In un piccolo paese come quello descritto nel romanzo c’è anche una presenza fortissima dell’ambiente naturale, che finisce per influenzare le vicende. Basta pensare al ruolo ambiguo, inquietante, del gruppo di ragazzi che si aggirano nel bosco dietro il paese: in città non esisterebbero. Non così.” Nel corso della sua personale indagine Andrea si trova di fronte al “bene” e al “male”, sempre mescolati e difficilmente distinguibili. Ma esistono nella realtà, oltre che nella finzione letteraria, questi due stati e l’eventuale loro constatazione ha anche una valenza di giudizio morale? “Da Omero in giù la grande tradizione letteraria occidentale ha sempre raccontato che il male abita nell’animo umano tanto quanto il bene. L’errore è fingere che non ci sia, voltare la testa dall’altra parte, illudersi che appartenga solo agli “altri” e non a noi, non a me… perché allora sì che fa danni. Detto questo, è anche giusto chiamare il male con il suo nome e non relativizzare tutto. Se è vero che tutti siamo un misto di bene e male, è anche vero che esistono persone in cui la componente malefica prevale. Guardando la loro vita, le esperienze che hanno passato, puoi capire perché sono diventati malvagi; ma capire non vuol dire giustificare.” La storia de “I morti hanno sempre ragione” prende l’avvio con la morte dei genitori di Andrea e tra i ringraziamenti includi quelli a “mio padre e mia madre, che se ne sono andati insieme l’estate scorsa dopo che l’avevo finito. Sono d’accordo con il protagonista quando, pensando ai suoi genitori, si chiede: ‘Forse ero stato amato più di quanto credevo di ricordare?’”. Come è cambiata la tua vita dalla loro perdita e hai risposto alla domanda che anche Andrea si pone? “Il romanzo racconta due indagini. I genitori di Andrea, che da Milano si sono trasferiti in questo paese di montagna per invecchiare in pace, vengono uccisi da funghi velenosi. Nonostante tutti pensino a una disgrazia, Andrea non ci crede e si trasferisce per qualche mese nello stesso paese per investigare sulla loro morte. Al tempo stesso, però, la sua diventa un’indagine sulla loro vita: chi erano veramente quelle due persone che lui ricorda come due normali genitori un po’ anaffettivi, chiusi nel loro egoismo di coppia, mentre la gente del paese gli rimanda un’immagine diversa e contraddittoria? Come vedi, il primo livello è quello del giallo, il secondo è quello dei contenuti più complessi: il lettore può appassionarsi all’enigma della morte dei due vecchi, ma anche sentirsi coinvolto dalla domanda che Andrea si pone e che tu hai ricordato. Dopo la morte dei miei genitori, avvenuta a cavallo della scrittura del romanzo, è diventata una domanda fondamentale anche per me.” L’AUTORE - Raul Montanari ha pubblicato più di trenta fra romanzi, saggi e libri di racconti. Fra i più noti, i romanzi La perfezione (1994, premio Linea d’Ombra), Chiudi gli occhi (2004), L’esistenza di dio (2006), La prima notte (2008), Strane cose, domani (2009, Premio Bari, Premio Siderno e Premio Strega Giovani), Il regno degli amici (2015, premio Vigevano), La vita finora (2018, premio Provincia in giallo), Il vizio della solitudine (2021, premio Como) e il saggio L’amore non è un arrocco. Capire la vita grazie agli scacchi (2024). Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto Nelle galassie oggi come oggi, insolito bestseller nel campo della poesia. Ha firmato opere teatrali, sceneggiature e importanti traduzioni dalle lingue classiche e moderne, da Sofocle a Shakespeare, da Poe a Cormac McCarthy. Dirige una scuola di scrittura creativa fra le più quotate in Italia. Nel 2012 per il complesso della sua attivit à gli è stato assegnato l’Ambrogino d’oro, il premio istituzionale della città di Milano.
Autore: AGENZIA DIRE 26 maggio 2026
Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso Il Ministero della Salute informa che i test per Ebola effettuati oggi al “Sacco” di Milano su due persone rientrate nelle scorse ore dall’Uganda sono negativi . I due sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica nell’ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia . Il Ministero della Salute sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell’ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il Ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso .
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 maggio 2026
Ferrari apre ufficialmente un nuovo capitolo della sua storia. Con un debutto mondiale esclusivo nella Capitale, la casa di Maranello ha svelato la Ferrari Luce , la prima vettura interamente elettrica del Cavallino Rampante. Il nuovo modello segna una svolta epocale per il brand, fondendo la tradizione sportiva nata con i pionieri del Cavallino, come Franco Cortese, con la tecnologia propulsiva del futuro. Prestazioni da supercar, anima di Maranello La Ferrari Luce rompe gli schemi del mercato delle auto elettriche grazie a un pacchetto tecnico ingegneristico di primissimo livello: Propulsione: 4 motori elettrici indipendenti. Potenza massima: 1.050 cavalli. Autonomia stimata: 530 chilometri. L'Amministratore Delegato di Ferrari, Benedetto Vigna , ha sottolineato l'identità unica del progetto durante la presentazione a Roma: " Luce è una Ferrari che usa l'elettrico, non un'elettrica qualsiasi. È una vettura pensata per chi vuole guidare fuori dagli schemi, senza scendere a compromessi sulle emozioni."
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