Agenti feriti, vetrine rotte e auto incendiate a Bologna dopo il presidio per Fakir. Bignami (Fdi) attacca “Lepore si dimetta”
È polemica per la coda violenta del presidio di vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, morto mentre era ammanettato: violenze in serata da parte di anarchici, centri sociali e collettivi
BOLOGNA – Guerriglia a Bologna, nella serata di ieri, dopo il presidio per la morte di Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica mattina mentre era ammanettato a terra durante un controllo della Polizia al Pilastro. Al presidio, che si è svolto pacificamente in piazza Nettuno (con la partecipazione di migliaia di persone e le parole toccanti pronunciate dalla nipote del 43enne morto) è seguitauna coda di violenza, prima con gli scontri davanti alla Prefettura e poi, in serata, con altri atti di vandalismo nelle strade della città e auto incendiate. Protagonisti di questa ‘coda’ violenta sono stati i centri sociali, gli anarchici e alcune frange violente dei collettivi, che hanno animato lo scontro con le forze di polizia a partire da piazza Roosevelt, dove la Polizia (dopo un fitto lancio di oggetti, bottiglie e bombe carta) ha caricato e poi usato gli idranti per allontanare i manifestanti.
Il bilancio della serata di violenza è ancora da tracciare nel dettaglio, ma a Bologna si sono registrate vetrine infrante, transenne divelte, almeno due auto incendiate, scritte contro la Polizia tracciate sui muri e vetrine. Ci sarebbero almeno11 feriti lievi tra manifestanti e agenti, ma in realtà il sindacato del Coisp fornisce un numero ben più alto: parla infatti di 56 feriti. Per terra, in centro, ci sono ancoracocci di bottiglie rotte.
Nella tarda serata, sei attivisti protagonisti dei disordini sono stati portati in Questura per identificazione e sono stati poi rilasciati circa all’1: fuori, ad attenderli, c’erano altri attivisti. Sono indagati per i fatti di ieri sera. La famiglia di Fakir, per bocca dell’avvocato Fabio Anselmo, si è dissociata dalle violenze avvenute in piazza e ha parlato di “strumentalizzazioni”.
Inevitabile l’accendersi della polemica sulla scelta del sindaco di Bologna Matteo Lepore di convocare un presidio di solidarietà alla famiglia di Fakir e alla comunità del Pilastro: il centrodestra, già da ieri, ha puntato il dito contro l’iniziativa accusando il primo cittadino di schierarsi contro la Polizia prima dell’accertamento dei fatti. Oggi, dopo quello che è successo, si attende una giornata piena di polemiche per il fatto che il presidio convocato nel cuore della città abbia in qualche modo dato un’opportunità alla frangia antagonista di sfogare la propria violenza. Il capogruppo Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, ha chiesto le dimissioni di Lepore, definendolo un “irresponsabile”. Ecco le sue parole: “A casa. Lui e il Pd. È stato proprio il sindaco a invocare la piazza, scelta profondamente sbagliata perché nel momento in cui si chiede giustizia, si parte dal concetto che sia stata compiuta un’ingiustizia, finendo per colpevolizzare gli agenti”.
COISP: “I 56 POLIZIOTTI FERITI SU COSCIENZA DI CHI HA AIZZATO PIAZZA”
“Il bilancio dei disordini di ieri sera a Bologna è un bollettino di guerra: sono 56 i poliziotti rimasti feriti perché colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici. Nello specifico contiamo 15 agenti feriti del Reparto Mobile di Padova, 26 da quello di Firenze e 15 da quello di Bologna, con prognosi che arrivano fino a 15 giorni. Questi feriti pesano sulla coscienza di chi ha irresponsabilmente aizzato la piazza offrendo agli estremisti il pretesto per attaccare la Polizia. Perché di fatto si è messa a repentaglio l’incolumità degli agenti solo per fare propaganda. A questi 56 poliziotti, che ieri sera hanno affrontato la guerriglia urbana per tutelare Bologna e i suoi cittadini, deve andare la solidarietà unanime di tutta la politica. Affinché sia chiaro un principio fondamentale: chi indossa una divisa non può essere trattato come un bersaglio”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp.
BIGNAMI (FDI): LEPORE? “IRRESPONSABILE, A CASA LUI E IL PD”
“A casa. Lui e il Pd”. Lo scrive su X il capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami, che posta un fotomontaggio in cui si vede anche l’immagine del sindaco di Bologna Matteo Lepore e sopra la scritta ‘Il sindaco un irresponsabile. Adesso deve dimettersi’, che riprende l’intervista rilasciata dallo stesso Bignami al quotidiano ‘il Resto del Carlino’.
Intervista in cui, tra l’altro, su quanto accaduto ieri sera a Bologna, afferma: “Lepore ha fomentato un clima incendiario e questo è il risultato. E chi oggi paga il conto di tutto questo sono i bolognesi e chi deve difendere la nostra sicurezza, che ora è indicato come un bersaglio da colpire”.

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