L’odissea di Maldini e Leonardo per Guardiola, la nostra Itaca Nazionale
L'Italia spera, anche perché l'alternativa è il brusco risveglio con Pirlo. Abodi: "Serve uno che faccia sognare la gente"
ROMA – In Italia stiamo raccontando il viaggio in Spagna di Maldini e Leonardo come una sorta di speranzosa odissea (perché tutto, al momento, è un richiamo citazionistico al film di Nolan): Pep Guardiola, la nostra Itaca. Anche perché l’alternativa tangibile resta Andrea Pirlo. Insomma: gli ultimi irriducibili tifosi della Nazionale – dopo ormai lunghi anni di epici travagli – tremano ancora. Un po’ per l’attesa d’un lieto evento, un po’ per il possibile (probabile?) risvolto della stessa medaglia.
Il countdown è iniziato, tanto che ne scrive anche L’Equipe. Il giornale – con tutto il suo carico di credibilità internazionale – ci regala un fragile appiglio: “Il leggendario curriculum del duo Maldini-Leonardo potrebbe convincere Pep Guardiola”. Tanto basta per sognare. O perlomeno – nell’ottica della nuova Figc di Malagò – per tenere sospesa la critica prima di dare l’annuncio, qualunque esso sia. Il contesto internazionale, per confronto diretto, è prrmente: la Germania ha scelto Klopp, la Francia Zidane. L’Italia con Pirlo stonerebbe un po’ (eufemismo).
“Qualunque sarà la scelta, sarà anche la mia scelta – dice democristianamente alla Dire il ministro dello Sport Andrea Abodi – Sarà l’allenatore della Nazionale e quindi mi auguro che venga scelto presto e che faccia bene. Guardiola? Ce ne sono tanti che mi piacerebbero, ogni valutazione sul singolo rischia di creare delle confusioni, quindi sarà una scelta buona della quale abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un allenatore che faccia riprendere a sognare e che faccia ricominciare ad amare la maglia azzurra. Io sono convinto che questi elementi saranno tra le motivazioni delle scelte. Poi, chiaramente, deve saper scegliere anche gli uomini, questo non c’è dubbio, e metterli in campo. Ma così sarà”.
Il paradosso è che Guardiola, tecnicamente, non ha bisogno di nulla: svincolato dopo dieci anni al Manchester City, ha più volte lasciato intendere di volersi prendere una pausa sabbatica dal calcio. Ma il legame con l’Italia esiste, ed è personale prima che professionale: i trascorsi da giocatore a Roma, e soprattutto a Brescia, città dove torna con regolarità anche a distanza di anni. Su questo terreno affettivo punta la federazione, convinta che il prestigio del duo Maldini-Leonardo – e non i soli argomenti economici – possa fare la differenza. E’ un classico dell’appeal italiano, sperando che gli ultimi anni di risultati balordi non l’abbiano consumato.
Anche secondo L’Equipe se Guardiola dovesse resistere al canto delle sirene, la federazione virerebbe sull’opzione low cost. Non Conte, non Mancini. Giovedì prossimo, all’assemblea della Lega Serie A, Maldini presenterà il proprio progetto ai presidenti dei club, in teoria disponibili a contribuire finanziariamente per un allenatore di livello internazionale. Loro, i club, vorrebbero Conte.

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