AI, SCHLEIN PROPONE IL PATTO CONTRO I DEEPFAKE E MELONI RILANCIA: "CI STO"

Redazione • 24 luglio 2026

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Clamorosa svolta sull'uso dell'intelligenza artificiale in politica. La Premier Giorgia Meloni accetta la sfida e dice sì al "patto di non belligeranza" lanciato dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.

La leader dem aveva chiesto un impegno formale a tutte le forze politiche per vietare l'uso dell'AI e dei deepfake nella propaganda, impedendo la creazione di fatti o dichiarazioni totalmente inventate per colpire gli avversari. La risposta del capo del governo è arrivata senza esitazioni, rivendicando la priorità del tema.

Meloni ha infatti ricordato di aver denunciato per prima la pericolosità di questi strumenti digitali capaci di manipolare la realtà e ingannare i cittadini, siglando così una storica convergenza bipartisan per la tutela della verità nel dibattito pubblico.


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 luglio 2026
Il Calendario Pirelli scrive una nuova, rivoluzionaria pagina della sua storia. L'edizione 2027 sceglie l'India come scenario di un racconto visivo senza precedenti, capace di fondere il glamour della moda internazionale con la forza cruda del fotogiornalismo. Ambientato tra le atmosfere senza tempo del Rajasthan, il nuovo Calendario Pirelli rompe gli schemi tradizionali introducendo tre novità assolute per il brand. Per la prima volta nella storia del progetto, l'obiettivo si sposta nel subcontinente indiano. Inoltre, il celebre fotografo norvegese Sølve Sundsbø riceve l'incarico per il secondo anno consecutivo, un primato mai registrato prima d'ora. La terza grande innovazione risiede nella natura stessa dell'opera, firmata a quattro mani da due artisti dagli stili profondamente diversi. Accanto allo sguardo patinato di Sundsbø lavorerà infatti Avani Rai, stimata fotografa e regista indiana, nonché figlia del leggendario maestro del fotogiornalismo Raghu Rai. Questa inedita sinergia artistica darà vita a un viaggio visivo unico, teso tra moda e realtà. Gli scatti cattureranno i contrasti, i colori e la profonda essenza del territorio indiano, unendo l'estetica d'avanguardia occidentale alla narrazione documentaristica locale. Il backstage del progetto, già avviato sotto la lente dei primi osservatori, promette un'edizione destinata a ridefinire i confini della fotografia d'autore.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 luglio 2026
La notizia fa subito il giro dei media e accende l'entusiasmo degli appassionati: Nanni Moretti torna in concorso all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il suo nuovo film "Succederà questa notte". Il ritorno del "figliol prodigo" del nostro cinema esalta il festival e posiziona l'Italia come l'assoluta protagonista della corsa al Leone d'Oro. La selezione ufficiale di quest'anno si preannuncia come una delle più ricche di sempre per la nostra cinematografia. La presenza di Moretti fa infatti da traino a una formidabile squadra di registi italiani, tutti pronti a conquistare il pubblico internazionale della laguna. Insieme a lui, a difendere i colori del cinema italiano nella selezione ufficiale ci saranno: Edoardo De Angelis Marco Bechis Roberto Strippoli Andrea Pallaoro Cinque firme uniche e stili cinematografici differenti, uniti in un'unica grande spedizione che testimonia la straordinaria vitalità, la diversità e la forza culturale del nostro cinema contemporaneo. Il conto alla rovescia per il Lido è ufficialmente iniziato, con i riflettori del mondo puntati sulla carica dei talenti italiani.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 luglio 2026
Nuova pesantissima stangata per gli automobilisti italiani alla vigilia delle grandi partenze per le vacanze estive. I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a registrare fortissimi rialzi, spinti dalle quotazioni internazionali del petrolio, con il Brent che supera i 100 dollari al barile. I dati della rete stradale Secondo le rilevazioni ufficiali di questa mattina, 24 luglio 2026, i prezzi medi nazionali in modalità self service sulla rete stradale ordinaria sono: Benzina: 1,968 €/litro (+11 millesimi rispetto a ieri), toccando il livello massimo del 2026. Gasolio: 2,161 €/litro (+20 millesimi rispetto a ieri), picco massimo dallo scorso aprile. Gpl: 0,744 €/litro (invariato). Metano: 1,595 €/kg (+9 millesimi). Rincari record in autostrada La situazione si fa ancora più critica sulla rete autostradale, dove i costi per il rifornimento in modalità self superano ampiamente la soglia psicologica dei due euro: Benzina autostrada: 2,059 €/litro Gasolio autostrada: 2,228 €/litro Gpl autostrada: 0,879 €/litro Metano autostrada: 1,596 €/kg Le decisioni delle compagnie I principali marchi petroliferi hanno adeguato i listini con aumenti immediati. Nello specifico, Eni e Tamoil hanno incrementato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. IP ha registrato un rialzo di due centesimi sulla benzina e tre sul diesel, mentre Q8 ha applicato i rincari più alti, con +2 centesimi sulla benzina e +4 centesimi sul gasolio. Il primo grande esodo agostano si apre quindi all'insegna di costi di viaggio record, che peseranno in modo significativo sul budget delle famiglie in partenza.
Autore: Redazione 24 luglio 2026
Tutelare lo sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini vietando l'uso di smartphone, tablet e dispositivi digitali nei primi tre anni di vita. Questo il cuore del disegno di legge presentato al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi, promosso in stretta collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Fondazione Terre des Hommes. L’iniziativa, che gode di un forte sostegno bipartisan da parte di esponenti di tutti i gruppi politici, punta a introdurre per la prima volta in Italia delle Linee guida nazionali sull'esposizione precoce agli schermi, definita nel testo come una "prassi estremamente dannosa". I pilastri del disegno di legge Zero schermi fino a 3 anni: Divieto assoluto di utilizzo di dispositivi digitali per i bambini nella primissima infanzia. Nidi e servizi screen-free: Esclusione totale degli schermi dai servizi educativi e assistenziali per la prima infanzia. Alleanza educativa con le famiglie: Creazione di una rete capillare di informazione e sostegno ai genitori che parte fin dalla gravidanza. Rete sanitaria attiva: Coinvolgimento diretto di corsi preparto, punti nascita, consultori e pediatri di libera scelta per formare e sensibilizzare gli adulti. Il commento delle istituzioni e dei pediatri "Questo disegno di legge mette al centro la tutela dei più piccoli attraverso un potenziamento dell'informazione e della formazione, per creare consapevolezza soprattutto nei genitori, sui rischi legati a un utilizzo troppo precoce dei dispositivi digitali", ha dichiarato la prima firmataria, la senatrice Simona Malpezzi. A supportare la norma sono le evidenze scientifiche e l'allarme lanciato dai medici. Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria, ha spiegato: "Nei primi anni di vita il cervello attraversa una fase di straordinario sviluppo e ha bisogno soprattutto di esperienze reali: relazione, contatto, movimento, gioco, ascolto e interazione con l'adulto. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di evitare che venga introdotta troppo presto e che sottragga spazio a esperienze fondamentali". La proposta di legge punta a porre l'Italia all'avanguardia in Europa nella tutela dei minori, trasformando i suggerimenti della comunità scientifica in un intervento strutturato e permanente di prevenzione sanitaria e sociale.
Autore: AGENZIA DIRE 24 luglio 2026
Secondo le anticipazioni riportate da alcune testate, il 42enne è deceduto per una compromissione delle vie respiratorie. Il legale dei poliziotti: "Aspettiamo il parere dei consulenti". Il giallo della richiesta di un'automedica BOLOGNA – In corso dalle 11 di questa mattina, al padiglione 18 dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna , l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir , il 42enne deceduto domenica in via Svevo, nel quartiere Pilastro, dopo un intervento degli agenti di Polizia. L’esame automatico è stato disposto tramite il conferimento questa mattina in Procura. TAC PRE-AUTOPSIA SUL CORPO DI FAKIR, L’IPOTESI CHOC: SOFFOCATO DAL SUO SANGUE Nella giornata di ieri, c’è stata una tac pre-autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna dopo un intervento degli agenti di Polizia domenica in via Svevo, nel quartiere Pilastro. Sarebbe emersa una compromissione delle vie respiratorie , come riporta oggi Il Messaggero, causata dal fatto che l’uomo sarebbe rimasto schiacciato col torace a terra per cinque minuti . Non solo: secondo le indiscrezioni successive riportate da alcune testate, come Repubblica e il Corriere della Sera, a soffocare Fakir sarebbe stato il suo stesso sangue che ne ha riempito i polmoni. IL LEGALE DEI POLIZIOTTI: “ASPETTIAMO IL PARERE DEI CONSULENTI” “Non so nulla e aspetto che me lo dicano i consulenti, perché tra i vari quesiti c’era anche l’analisi di questo tracciato”, dice Gabriele Bordoni , avvocato degli agenti coinvolti, questa mattina uscendo dalla Procura dopo l’incontro sul conferimento dell’autopsia, in corso dalle 11 all’ospedale Sant’Orsola. “Aspettiamo- continua il legale- che siano delle persone qualificate a dare delle risposte. La tac c’è stata, ieri. È una prassi? Quando ricorre l’opportunità di farla, la si fa. È un elemento sottoposto alle valutazioni dei medici legali”, che sono stati nominati oggi. “Nei quesiti abbiamo chiesto tutto quello che si deve chiedere, le analisi di tutto quello che può essere utile ai fini investigativi”, aggiunge Bordoni. 90 GIORNI PER AUTOPSIA FAKIR, “SE EMERGE QUALCOSA PRIMA, CI MUOVIAMO” Già oggi pomeriggio di saprà qualcosa dopo l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir? “Se uscisse qualcosa di macroscopicamente evidente forse sì, altrimenti sarà più avanti”, risponde l’avvocato degli agenti coinvolti, Gabriele Bordoni, oggi uscendo dalla Procura, dove c’è stato il conferimento dell’esame autoptico. Per completare tutti gli esami quanto servirà? “La Procura ha assegnato un termine di 90 giorni, a quel punto avremo risposte. Se prima dovessero emergere elementi di interesse sui quali i consulenti possono esprimersi, ci determineremo di conseguenza. L’autopsia è chiamata a stabilire la causa della morte e di tutto quello che ci è ruotato intorno, l’intervento dei poliziotti e dei sanitari, le condizioni di quest’uomo prima che tutto ciò accadesse”, osserva Bordoni. LEGALE POLIZIOTTI: CI SARANNO REGISTRAZIONI SULLA RICHIESTA DI UN’AUTOMEDICA I poliziotti che sono intervenuti su Abderrahim Fakir domenica scorsa al Pilastro di Bologna avrebbero chiesto un’automedica con un medico del 118 a bordo ma l’Ausl smentisce. “Immagino che ci siano delle registrazioni, che al di là di tutto quello che viene riferito daranno poi evidenza della realtà”. Così Gabriele Bordoni, avvocato dei poliziotti coinvolti, questa mattina uscendo dalla Procura, dove c’è stato il conferimento dell’autopsia sul corpo di Fakir.
Autore: AGENZIA DIRE 24 luglio 2026
Il no a Maldini nella notte. Si passa al piano... P. Sempre che i club di Serie A non riescano a imporre il nome di Conte ROMA – “Non me la sento” . Il no arriva nella notte, condito da un “grazie, sono onorato, ma in questo momento no”. E così l’Italia può smettere di sognare Guardiola e tornare sul pianeta terra. Dove l’aspetta Pirlo . Curriculum da allenatore alla mano è la classica picchiata dalle stelle alle stalle, sempre che i club di Serie A non riescano a convincere Maldini e Leonardo che il nuovo corso può ripartire anche da Antonio Conte. Per ora il destino della Nazionale è in stand-by. “Non c’è fretta”, ha detto Maldini alla sua prima uscita stampa da direttore tecnico. La Gazzetta dello Sport scrive che “il tecnico catalano ci ha pensato e ripensato, arrivando probabilmente anche a immaginarsi con il tricolore sulla divisa ad ascoltare le note dell’inno di Mameli. Poi però la ragione ha prevalso sul cuore e la risposta è stata quella forse più logica, viste le premesse . Perché Guardiola, in realtà, la sua decisione l’aveva presa tempo fa, quando ha deciso di lasciare il Manchester City dopo dieci anni”. Guardiola si sarebbe preso dei giorni di riflessione “prima che a prendere il sopravvento fossero i dubbi. Su tutti la voglia matta di prendersi del tempo da dedicare a sé stesso, ma soprattutto ai propri cari”. La rinascita presupposta dell’Italia è un progetto a lungo termine, dalle macerie odierne ai prossimi 8 se non 10 anni. “Tanti per un allenatore – continua la Gazzetta – Oggi Guardiola ha voglia di staccare la spina, ma il bisogno di tornare sul campo quotidianamente potrebbe farsi largo nella sua testa già nei prossimi mesi. Tanto vale quindi essere onesti con un amico come Maldini. Con cui, a proposito, non avrebbe mai nemmeno affrontato la parte economica”. I 20 milioni richiesti a fronte di un’offerta della metà sarebbero una speculazione della stampa. E ora, dunque, il piano… P di Pirlo . “L’uomo che Maldini e Leonardo ritengono l’innovatore giusto per tagliare i ponti col passato e costruire una nuova idea di calcio”. Ci vuole tanta, tantissima fantasia per immaginarsela. Ma adesso al potere ci va quella, è anche parecchio più economica.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 09.48 24 luglio 2026
La presa di posizione è stata comunicata oggi dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, in Kirghizistan per una riunione dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ROMA – L’Iran minaccia ritorsioni contro qualsiasi Paese “che partecipi, cooperi o aiuti” gli Stati Uniti nella loro offensiva militare contro Teheran. La presa di posizione è stata comunicata oggi dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, in Kirghizistan per una riunione dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). “Qualsiasi partecipazione, cooperazione o assistenza a un’aggressione contro l’Iran”, ha detto il dirigente, “comporterà la responsabilità internazionale delle parti coinvolte”. Secondo Araghchi, citato dai media di Teheran, il Paese “si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie nell’ambito della legittima difesa”.
Autore: AGENZIA DIRE 24 luglio 2026
Sostituiscono quelli precedenti bocciati dalla Corte Suprema. Questi, in teoria, servirebbero a contrastare il lavoro forzato ROMA – Mentre gli Stati Uniti bombardano l’Iran per la tredicesima notte di fila, Trump non molla la presa sulla guerra dei dazi. Alle sei del mattino italiano sono entrati in vigore nuovi dazi doganali su oltre 60 paesi, che vanno a sostituire il dazio “globale” del 10% in scadenza. Nonostante le contestazioni della Corte Suprema, che aveva giudicato illegali quelli precedenti, i nuovi dazi sono tra il 10% e il 12,5% su decine di paesi, tra cui Regno Unito, Messico, Canada, Australia, India, Cina e i 27 paesi dell’Unione Europea. Il provvedimento sostituisce di fatto il dazio generalizzato imposto da Trump a febbraio. La giustificazione ufficiale I nuovi dazi, annunciati dal rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer, si basano sulla sezione 301 del Trade Act del 1974, pensata per contrastare i paesi che ricorrono al lavoro forzato. “Gli Stati Uniti hanno un divieto di importazione di manodopera forzata da quasi un secolo e lo applicano rigorosamente; è giunto il momento che i nostri partner commerciali facciano lo stesso”, ha dichiarato Greer. Australia e Brasile hanno definito le tariffe ingiustificate, promettendo di battersi per la loro revoca, mentre la Norvegia ha negato qualsiasi fondamento alla misura. La responsabile della politica estera Ue, Kaja Kallas, ha parlato di uno “shock”. Il Canada ha detto che “non dovrebbe essere preso di mira”, sottolineando il proprio impegno contro il lavoro forzato. Il braccio di ferro costituzionale Solo il Congresso, per la Costituzione americana, ha l’autorità di imporre tasse. Ma Trump, nell’aprile scorso, aveva invocato l’International Emergency Economic Powers Act per introdurre il dazio base. La Corte Suprema, a febbraio, ha stabilito con 6 voti contro 3 che tale potere spetta al Congresso, spingendo Trump a un secondo tentativo. Secondo molti esperti anche questi potrebbero essere annullati dalla Corte Suprema.
Autore: Anna Maria Rengo 24 luglio 2026
Attilio D’Arielli e Giuseppe Tecce ricostruiscono la vicenda dell’affondamento del prestigioso veliero nell’agosto del 2024: un “incidente” costato la vita a sette persone che continua ad avere clamore a livello internazionale e che analizzano nei suoi aspetti umani e tecnici. Ci sono libri che tengono incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Principalmente per due motivi: perché sono scritti magnificamente o perché la trama è di quelle che lasciano con il fiato sospeso fino all’ultimo. “L’inaffondabile” (Grausedizioni), libro scritto a quattro mani da Attilio D’Arielli e Giuseppe Tecce, unisce assieme i due elementi. E coinvolge il lettore fin dalla quarta di copertina, quindi ancora prima di aprile: “Cos’è successo la notte del 19 agosto?”, vi si legge, in riferimento a quell’estate del 2024 quando il veliero Bayesian si inabissò improvvisamente nelle acque del Mediterraneo. A bordo c’erano ventidue persone, tra cui dodici ospiti e dieci membri dell’equipaggio, tra cui il proprietario, il magnate britannico Mike Lynch, sua moglie Angela Bacares e la figlia diciottenne Hannah. Solo in quindici sopravvissero all’affondamento e ci furono dunque sette morti: Mike Lynch e la figlia Hanna, Jonathan Bloomer, Anne Elizabeth Judith Bloomer, Christopher Morvillo, Neda Morvillo e, unico membro dell’equipaggio, il cuoco di bordo Recaldo Thomas. Tante vite spezzate in una tragedia che, vista anche la notorietà internazionale delle vittime, ha avuto e continua ad avere una risonanza a livello mondiale, tanto più che le indagini non si sono ancora concluse. L’inaffondabile, libro che ha vinto sia il Premio “Itinera Maris” che il “Festival di Spoleto, per l’arte e la letteratura”, si ispira proprio a questa tragedia e lasciamo subito la parola a uno degli autori, Attilio D’Arielli. Da dove è nata la voglia di scrivere questo libro e perché lo avete fatto a quattro mani? “Ah, questa poi è una storia nella storia, anzi, nelle storie… credo che, difficilmente, possano esistere altri libri come ‘L’inaffondabile’ che abbiano alle spalle una così infinita serie di aneddoti e non solo relativamente all’ideazione e alla stesura stessa del libro. Nasce tutto da una intuizione dell’editore, Pietro Graus, che al mattino del 19 agosto 2024, nell’ascoltare i notiziari, si rende conto che qualcosa di molto grave è accaduto nel piccolo golfo antistante il porto di Porticello, a pochi chilometri da Palermo… insomma, il fatto è grave, ci sono delle vittime e sono anche personaggi di caratura internazionale. Peraltro, parliamo proprio di quel Pietro Graus che, in passato era già stato l’editore del libro di Roberto Schettino e le sue verità sulla Costa Concordia. Ora, nell’immediatezza dell’accadimento, Graus comprende che anche l’affondamento del Bayesian, una meravigliosa nave di 56 metri costruita dal prestigioso gruppo italiano, Perini Navi, era destinato ad entrare nella storia del mare, anche se con ben altre, possibili, tipologie di narrazione. Nel pomeriggio di quella giornata, l’editore ha un incontro importante, è con uno dei suoi autori più romantici in assoluto, Giuseppe Tecce, un vero romanziere e che con lui aveva già pubblicato altre opere di rilievo… a questo punto la leggenda narra che, ‘di fronte ad una bottiglia di vino’, Graus propone a Tecce di scrivere un libro su questa storia. Il Tecce, chiaramente accetta subito, ma al tempo stesso gli confessa che lui, però, di mare non ne sa proprio nulla… è a questo punto che (forse già alla seconda bottiglia di vino, dico io maliziosamente), vengo contattato anche io da Pietro Graus che nel frattempo si era ricordato che avevo già scritto altri quattro libri sul mare e chiaramente cerca di convincermi a far parte del progetto per la sua realizzazione. Graus fa di tutto per convincermi… mi dice che sarebbe stato un lavoro di squadra, mi dice che aveva già convinto Tecce, mi dice che avrebbe messo a disposizione della squadra, Alice Balistreri, una bravissima editor e proprio siciliana… mi garantisce pure che il libro sarebbe uscito in tempi brevi, battendo tutto il mondo sul tempo... e poi a prendermi in giro, ci infila un po' di adulazione e mi dice che io ero un esperto di mare… che solo io potevo farlo… e che, assicurandosi la parte romantica del libro con il Tecce, aveva bisogno di narrare il disastro più nel particolare con la mia competenza scientifica. Insomma, mi fece il gioco delle tre carte come si suol dire. Inizialmente ero restio, da subacqueo mi sono sempre impegnato nella salvaguardia del mare e per lo più, nei miei scritti, ho sempre narrato e cercato di interpretare la vita di splendide creature che abitano le profondità e dei drammi del loro sopravvivere nel quotidiano… insomma, pur potendomi considerare un uomo di mare, l’accaduto era qualcosa di relativamente lontano dai miei standard narrativi. Nell’apprendere, però, che nel disastro aveva perso la vita una dolcissima giovane di appena diciotto anni, presi la decisione con la consapevolezza e la volontà di rendere onore e dignità a questa ragazza e anche alle altre sei vittime del naufragio. Un ennesimo aneddoto, a riguardo, è che io, in quei giorni, mi trovavo proprio a Palermo e sempre casualmente, due giorni prima avevo effettuato una immersione proprio alla Secca della formica, quella inizialmente sospettata di essere responsabile della collisione scafo/scoglio e quindi dell’affondamento della nave proprio in quel sito, del resto vicinissimo a dove il Bayesian, quella notte, si trovava all’ancora… una serie di coincidenze infinite. Qualche altro aneddoto? Beh, sul titolo ad esempio, per una sorta di casualità, con il libro in fase di costruzione, l’editore ne parlò con il noto giornalista Nicola Porro, di Rete 4, e fu proprio lui, che già si stava occupando del Bayesian, a consigliare il titolo del libro. Da un punto di vista prettamente letterario era diventata la sfida nella sfida, una montagna enorme da scalare e ad handicap, sia per i tempi da rispettare, sia per le tante insidie che si potevano celare alla stesura… Un dramma di vita reale da sviscerare per due autori con stili diversi e che nemmeno si conoscevano e tutto questo per ‘uscire’ con il libro, prima di qualsiasi altro, non solo in Italia, ma proprio nel mondo.” Le indagini sono tuttora in corso e chissà quando e se si avrà una verità sull’accaduto. Quali sono le tue personali conclusioni? “Il libro è stato volutamente strutturato in modo da lasciare aperte una serie di porte. Abbiamo scandagliato un’infinità di ipotesi, tutte super aderenti alla realtà. Abbiamo fatto un lavoro certosino, che, oggi, a distanza di mesi trova riscontro nei rilievi che sta facendo la procura di Termini Imerese. Ora, a distanza di tempo, e senza anticipare più nulla, A) nel vedere recuperare l’ancora del veliero aggrovigliata tra le reti, B) nel vedere il Bayesian uscire dall’acqua senza la deriva calata, C ) nel vedere che nessun portellone era rimasto aperto, D) nell’ascoltare la realtà degli sviluppi delle attività di Intelligence attuate in zona dai servizi segreti di mezzo mondo, E) nell’aver assistito alle denunce penali a carico di alcuni membri dell’equipaggio, F) nella conferma di tante altre, infinite piccole cose, che non sto più qui ad accennare, credo che realmente abbiamo fatto un buon lavoro anche in termini previsionali e che si possa considerare ‘L’inaffondabile’ come un libro che già da subito (da novembre 2024), è stato predittivo di una realtà che, nemmeno gli infiniti, esperti opinionisti, che hanno partecipato agli innumerevoli talk show subito dopo il naufragio, sono riusciti a profetizzare in tutti i mesi precedenti al recupero del relitto. In ogni caso… negligenza umana, impreparazione all’evento atmosferico che stava per giungere e tutta una serie di aspetti tecnici della nave (peraltro già accennati da noi autori, nell’immediatezza della creazione dell’opera) e per i quali, a breve, ne continueremo a vedere delle belle.” Cosa rispondi a coloro che fanno notare che altre barche sono uscite indenni dalla tempesta e che ci sono curiose coincidenze fra l’inabissamento e la morte, mentre faceva jogging, del socio di uno dei magnati che erano a bordo? “Se ti riferisci al Sir Robert Baden Powell, lo splendido veliero che quella notte si trovava in rada affianco al Bayesian, ed alla velocità di risposta operativa che il suo capitano ha fornito nell’immediatezza del giungere della tempesta… bene, è stata proprio l’esecuzione delle giuste manovre di navigazione da effettuare in quei casi che ha reso vincente la strategia del capitano di quel veliero… ma c’è anche da dire una cosa e a parziale giustificazione dell’equipaggio del Bayesian: probabilmente, la forza del downburst ( fenomeno atmosferico ben interpretato letteralmente nel nostro libro) si è riversato maggiormente più sul Bayesian che sul Sir Robert Baden Powell… sai, se non c’è la tempesta intorno a te, puoi sbagliare qualsiasi tipo di manovra ma non affonderai mai a meno che tu non la diriga sugli scogli o contro un’altra nave. Ho studiato bene la morte del socio di Mike Linch, il primo a morire tra tutti i più grandi protagonisti di questa storia… tecnicamente è stato investito da una massaia che andava a fare la spesa con la sua macchinina… ma se un domani dovessimo venire a sapere che in realtà era un sicario camuffato… bene, giuro che ci scrivo sopra un altro libro. No, assolutamente non abbiamo abbracciato teorie del complotto, e se mai un domani si aprisse questo fronte è solo perché qualcuno non vuole pagare premi assicurativi, è una tragedia del mare e basta. Se poi mi chiedi: ‘Ma è possibile che fossero seguiti? È possibile che ci fossero attività di spionaggio anche industriale in corso? È possibile che fossero ascoltati/intercettati a bordo?’, bene, ricordo che Mike Linch intratteneva rapporti commerciali e di consulenza scientifica di estrema professionalità con le più importanti strutture di spionaggio e controspionaggio nel mondo, quindi era un soggetto di rilievo sia nel gioco delle alleanze, sia per gli storici nemici di quegli stessi alleati, e questo per non parlare della storia.” Ritieni che questo libro possa in qualche misura aiutare il lavoro degli investigatori o comunque le persone che vogliono farsi un’opinione su quanto accaduto? “Nessuna presunzione a riguardo, il lavoro degli investigatori ha fatto grande progressi ed è giusto dare spazio a un’indagine che renda giustizia alle vittime. Sicuramente, però, una attenta lettura del nostro testo (che ripeto è stato creato nei primi trenta giorni dall’evento) fa ben comprendere come il Bayesian, nei suoi infiniti cambiamenti strutturali, aveva perso le caratteristiche precipue della barca a vela, per divenire un oggetto di lusso ed estetica, caratteristiche queste, che non sempre sono sinonimo di sicurezza quando le condizioni atmosferiche sono particolari. La cosa spettacolare è che i nostri personaggi creati per il libro, riescono a condurre una attività investigativa di assoluto valore scientifico ed alla fine, i fatti gli daranno ragione… e senza anticipare troppo, mi piace citare uno dei personaggi del libro che disserta sulla tipologia di investigazione: ‘Va bene, qualsiasi cosa tu stia facendo ti scontrerai con la natura scientifica di tutte le problematiche che hanno portato all'evento… il proprietario del Bayesian era uno scienziato, la nave era un concentrato di tecnologia, e poi se ci pensi c'è di tutto, dalle analisi anatomopatologiche delle vittime, all'elettronica dei sistemi, alla climatologia, alla matematica, ci manca solo la teoria del caos’, rispose Leoni con tronfia soddisfazione per come aveva esposto le cose. ‘Matematica?’, chiese Iacovelli, a quel punto seriamente interessato. Emilio sorrise ancora, e per un momento si guardò intorno prima di ricominciare a parlare, ‘Come pensi che calcoleranno il volume d'acqua in entrata responsabile dell'affondamento immediato del Bayesian, rispetto ai volumi d'aria interni dello stesso veliero ed i conseguenti tempi di affondamento? Sia gli inquirenti che i costruttori della nave hanno assoluto bisogno di comprendere le dinamiche e riportare il tutto alla realtà di quello che è successo… oppure, come pensi che dovranno interpretare la lettura del radar, lo storico del sistema Gps, la vera ricostruzione della natura del fenomeno atmosferico accaduto… tutto è scienza intorno a questo caso, tutto è matematica.’” Nel libro i nomi dei protagonisti, rispetto a quelle reali che erano in vacanza sul Bayesian, sono stati cambiati. Per quale motivo e che cos’altro è stato aggiunto o tolto rispetto alla vicenda reale narrata? “Sapevamo che l’errore poteva essere dietro l’angolo, sapevamo anche che, pur se romanzato, sarebbe stata una storia che ci avrebbe potuto esporre a critiche se non addirittura a querele, non sarebbe stato facile dissertare sull’anatomia di una strage e nell’assoluto caos di teoremi investigativi, di azioni legali, di condanne penali che sarebbero comunque giunte, anche perché, da subito, la Procura di Termini Imerese aveva avviato una indagine a trecentosessanta gradi e proprio non si potevano scrivere sciocchezze. E proprio perché vi era in atto una indagine, evitammo di proporre i personaggi con i loro veri nomi… Nel romanzare la vita e la morte delle vittime, abbiamo reso loro dignità, sempre, in qualsiasi pagina del libro, una cosa che, da subito ci eravamo imposti, soprattutto per Hannah, la giovane figlia del miliardario Mike Linch… tant’è che, nel libro, il Tecce gli fa vivere un meraviglioso momento di romanticismo mentre io invece, e purtroppo…, la faccio morire da giovane eroina. “ Materialmente, come vi siete organizzati per raccogliere le informazioni necessarie al libro e poi per scriverlo a quattro mani? “Il primo problema era costruire la squadra intorno a questa idea e come dicevo, Graus ha opzionato subito Alice Balistreri, una bravissima editor, qualcuno che gli garantisse una cabina di regia che mettesse d’accordo due autori, entrambi un po' ribelli e fumantini... era l’unica scelta possibile, una ragazza dolce ma preparatissima che in un certo qual modo riuscisse a contenere noi due, ognuno con una diversa storia di vita e soprattutto con caratteristiche stilistiche profondamente diverse. Sai, non è semplice dire a un autore ‘questo lo tagliamo’ oppure ‘questo lo edulcoriamo’ e solo perché si deve attagliare a uno stile unico o a un altro stile ancora… eppure lei c’è riuscita, creando proprio lo stile unico. Al contrario di quello che poi si possa pensare, nessuna primadonna… tra me e Tecce è nata una bellissima amicizia e pur vivendo in altre città, spesso ci incontriamo alle premiazioni prendendoci anche in giro.” “L’inaffondabile” non è solo una ricostruzione saggistica di quanto avvenuto, ma anche un libro scritto con delicatezza e partecipazione. Cosa vorresti dire (o magari hai già detto) ai sopravvissuti e a coloro che hanno perso la vita? “Una cosa ci tengo a dire, abbiamo dedicato un capitolo al lavoro svolto dai soccorritori/ricercatori, in particolare a tutti quei subacquei che si sono immersi ripetutamente all’interno del Bayesian, ormai lì sul fondo a cinquanta metri profondità; inizialmente nel tentativo di riuscire a salvare ancora qualcuno, successivamente per cercare di recuperare i corpi ancora presenti nelle cabine e sempre ricordando che (altra storia nella storia), in seguito, nei lavori dediti a riportare a galla il relitto, un giovane subacqueo olandese ha purtroppo perso la vita proprio lì nelle profondità. Nel narrare una delle prime immersioni, abbiamo coniato una sorta di mantra dedicato al Corpo dei sommozzatori dei vigili del fuoco e che, nel libro, facciamo pronunciare ad uno dei subacquei che all’alba del 19 agosto scende per primo nelle profondità, ‘Non ho paura per la mia vita, ho solo paura di non riuscire a salvare un’altra vita’.” GLI AUTORI Attilio D’Arielli è nato a Viterbo il 18 dicembre 1959. Storico dell’ambiente, palombaro, videofotografo subacqueo. Ha collaborato con la Guida Monaci come consulente per le dinamiche ambientali. Dal 2009 al 2014 è stato relatore no profit nelle scuole, relativamente ai concetti di perdita di biodiversità e di estinzione. Nel 2013, nella Regione Lazio, viene premiato come editorialista per il progetto “Voglio una vita riciclata”. Da sempre si occupa di mare, di ambiente e di studio del comportamento animale e negli anni ha pubblicato Lettere dagli abissi, nel 2005 edito da Libreria Internazionale il Mare; Marlin, una storia cubana, nel 2008 edito da Aletti Editore e poi da Graus Edizioni, con cui pubblicherà nel 2022 Il leopardo e l’anima. Alla XIX edizione del premio “Approdi d’Autore” ha ricevuto il premio per il libro Marlin, una storia cubana, per l’originalità dell’opera. Giuseppe Tecce è nato a Benevento nel 1972; si è laureato in Giurisprudenza, abilitato alla professione di Agente in Attività Finanziaria; è protagonista da molti anni di cooperazione sociale, sia a livello nazionale che internazionale. Attualmente è Presidente della cooperativa sociale Medina, coordinatore di una Struttura Tutelare per persone non autosufficienti, ed è coordinatore dei soci di Banca Etica per il Sannio, Irpinia e Molise. La passione per il sociale ha portato alla nascita di progetti innovativi come “Piccoli Comuni, grande Solidarietà” dedito all’accoglienza dei migranti. È autore di quattro libri: L’agente della Terra di Mezzo; Storia di un Presidente che si credeva un topo, Il Portiere e Ljuba senza scarpe. Nel 2023 pubblica con Graus Edizioni il suo successo Tramonti occidentali. È vincitore del premio “Approdi d’Autore” 2024 e del premio internazionale “Spoleto Art Festival” 2024.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 luglio 2026
Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha incontrato questa mattina al Masaf il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e dell'Allevamento del Senegal, Cheikhou Oumar Ba. Il colloquio ha confermato la solidità delle relazioni tra i due Paesi e la comune volontà di rafforzare la cooperazione nel settore agricolo e della sicurezza alimentare. Al centro dell'incontro il programma AREA Africa, iniziativa promossa nell'ambito della Cooperazione italiana che coinvolge anche il Senegal e che punta a rafforzare gli ecosistemi agroalimentari attraverso formazione, assistenza tecnica, trasferimento tecnologico e sviluppo di filiere agricole sostenibili. Lollobrigida ha ribadito l'importanza strategica del partenariato con Dakar, confermando la disponibilità dell'Italia a proseguire il lavoro con le autorità senegalesi per accelerare la realizzazione delle iniziative già avviate e individuare nuove opportunità di collaborazione a beneficio dei produttori agricoli e delle comunità locali. Nel corso del confronto, il ministro italiano ha inoltre espresso apprezzamento per il sostegno assicurato dal Senegal alla candidatura di Maurizio Martina alla Direzione generale della FAO. Da parte senegalese è stata manifestata la volontà del nuovo Governo di imprimere un'accelerazione al progetto AREA, considerato uno strumento importante per sostenere lo sviluppo del settore primario e rafforzare la sicurezza alimentare. L'Italia ha confermato la piena disponibilità a collaborare in tutte le fasi del percorso, garantendo il necessario supporto tecnico e istituzionale. Il programma prevede per il Senegal un contributo pubblico italiano di 67 milioni di euro, approvato nell'ambito della Cooperazione allo sviluppo, cui si affianca un investimento di pari importo del partner privato. L'iniziativa interesserà la regione della Casamance e punterà al potenziamento delle infrastrutture rurali, alla modernizzazione delle tecniche di coltivazione e alla creazione di nuova occupazione giovanile e femminile, in piena sinergia con gli obiettivi strategici del Piano Mattei per l'Africa.
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