AL VIA LA STAGIONE DEI GRANDI PREMI 2026. MARTEDÌ 6 GENNAIO IL GP DELLA VITTORIA A BOLOGNA APRE IL CALENDARIO DEL TROTTO.

Rolando Luzi • 3 gennaio 2026

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Prende ufficialmente il via la stagione delle "classiche" del trotto italiano. Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) annuncia l’apertura del calendario dei Grandi Premi 2026 con il tradizionale appuntamento del Gran Premio della Vittoria – Isibetpro - Trofeo Carlo Mantellini, che si disputerà martedì 6 gennaio presso l’ippodromo Arcoveggio di Bologna.

La corsa, una prova di Gruppo 3 sulla distanza dei 2.460 metri, inaugura un anno di fondamentale importanza per il settore ippico nazionale, caratterizzato da un significativo incremento del 10% del montepremi complessivo.

Dopo Bologna, il calendario dei Grandi Premi proseguirà l’11 gennaio a Siracusa con il GP Nastro d'Oro.


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Autore: AGENZIA DIRE 24 giugno 2026
È successo sulle colline di Camaiore. L'allarme è scattato nel primo pomeriggio, l'uomo è rimasto sul posto fino all'arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato. Le vittime sono una 52enne e un 24enne ROMA – Tragedia familiare in Versilia dove un uomo di 63 anni avrebbe ucciso la moglie e il figlio nella loro abitazione. È successo sulle colline di Camaiore, nel primo pomeriggio. L’uomo, Piero Moricone, avrebbe imbracciato il fucile e colpito Kathy Andreoni, la moglie 52enne, e Mirko Moriconi, 24 anni. L’allarme sarebbe scattato intorno alle 14.30 con la telefonata di alcuni familiari delle vittime che abitano a poca distanza. L’autore del gesto è rimasto sul posto fino all’arrivo dei carabinieri e, come scrive il Corriere della Sera, agli uomini delle forze armate avrebbe detto: “Mi sono liberato di loro“. L’uomo sarebbe stato trovato con in braccio l’arma sul tetto dell’abitazione, per poi essere arrestato. I soccorsi giunti sul posto non hanno potuto che constatare il decesso delle due vittime. Sono in corso le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Leggi anche
Autore: Redazione 24 giugno 2026
Fra le misure principali: salario giusto, incentivi all'occupazione, bonus giovani e donne fino a 650 e 800 euro, nuove tutele per contratti e rider. Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il Decreto Lavoro. L'aula di Palazzo Madama ha confermato la fiducia posta dal Governo con 94 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti, completando così l'iter di conversione in legge del provvedimento. Le principali novità del provvedimento  Il pacchetto di misure punta a stabilizzare il mercato occupazionale e a introdurre nuove tutele per le categorie più vulnerabili. I punti chiave includono: · Salario giusto: Misure mirate a garantire retribuzioni adeguate e proporzionate. · Bonus Giovani: Incentivi fino a 650 euro per favorire l'inserimento degli Under 35. · Bonus Donne: Agevolazioni fino a 800 euro per promuovere l'occupazione femminile. · Contratti e Rider: Nuove regole e maggiori tutele per i lavoratori della gig economy e i contratti a termine. Il testo entra ufficialmente in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.23 24 giugno 2026
Il segretario generale Nato risponde con i numeri alle lamentele di Trump per il mancato sostegno degli alleati al conflitto in Medio Oriente. Inevitabili le proteste dell'opposizione per i dati svelati del supporto italiano:" La premier riferisca in Parlamento" ROMA – Sono stati migliaia di aerei statunitensi partiti da basi europee per supportare la missione militare americana Epic Fury contro l’Iran: Mark Rutte, intervistato a Fox News, risponde con i numeri a tutte le lamentele che Donald Trump ha riversato- e continua a riversare- sugli alleati, in particolare del Vecchio continente, per il ‘no’ ad una partecipazione attiva alla guerra contro l’Iran. Il supporto dalle basi europee agli Stati uniti non è certo mancato dal 28 febbraio scorso (giorno di inizio della missione Epic Fury contro Teheran). “UN NUMERO ENORME DI AEREI DECOLLATI DALLE BASI AMERICANE IN ITALIA” E in particolare, ha fatto riferimento all’aiuto dell’Italia (e quindi della presidente Meloni, ultimamente presa di mira dal ‘bullo’ della Casa Bianca). “Comprendo perfettamente la delusione- ha esordito Rutte- ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane italiane a per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme”, Non solo: “Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo”, ha poi evidenziato il segretario generale della Nato, rispondendo così a tutte le accuse mosse da Trump nei confronti degli alleati. CROSETTO: NO PROBLEMI A RIFERIRE IN AULA SU VOLI AUTORIZZATI “Non ho problemi a riferire in Aula ciò che abbiamo scritto nel comunicato della Difesa, come non ho problemi ad autorizzare qualcuno della Difesa a riferire, aereo per aereo, i voli che sono stati autorizzati, nella sede che sarà ritenuta opportuna. Quelli che fanno polemica dovrebbero sapere che parliamo della gestione tecnica di accordi di cui si occupano le strutture tecniche della Difesa e non di scelte politiche che variano”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto in una nota.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.25 24 giugno 2026
La Premier a Berlino sottolinea che l'Alleanza Atlantica "rimane uno dei pilastri costitutivi dell'unità dell'Occidente" ROMA – “L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza, portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell’Alleanza Atlantica, più forte in un’ottica chiaramente di complementarità con la colonna americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di una robusta base industriale europea”. Lo dice la premier Giorgia Meloni al vertice dei leader dell’E5 a Berlino a cui partecipano Fridrich Merz, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Donald Tusk. Dopodiché, aggiunge, “gli impegni che tutti gli Stati membri della NATO si sono assunti l’anno scorso all’Aia non riguardano solamente la difesa in senso classico, riguardano e abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica: significa mettere a riparo le infrastrutture critiche; garantire l’approvvigionamento energetico; difendere i dati delle famiglie e delle imprese dagli attacchi cyber; significa rafforzare la capacità di risposta alle emergenze; significa proteggere i nostri confini”. Quindi, dice ancora, “la strada che vogliamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza, e quella di una attenzione che deve essere rivolta a tutti i fronti dell’Alleanza per proteggere la nostra libertà, la nostra sovranità dalle insidie, dai rischi sistemici di un mondo che chiaramente è sempre più instabile e sempre più competitivo. Significa anche che dobbiamo saper rendere ogni investimento più efficace e concreto possibile, anche per tentare di guidare l’innovazione invece che, diciamo, limitarci a rincorrerla, un’altra grande sfida che l’Europa può vincere”. Questo, spiega, “è il contributo al quale l’Italia vuole partecipare con la con la con il proprio know-how, a rafforzare l’Alleanza Atlantica, a rendere ancora più solido il legame transatlantico, che rimane uno dei pilastri costitutivi dell’unità dell’Occidente”. L’Alleanza Atlantica “rimane uno dei pilastri costitutivi dell’unità dell’Occidente”, sottolinea la premier che aggiunge: “Ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l’Italia, come sempre, farà la propria parte”. MELONI: SOSTENERE KIEV FINO A PACE GIUSTA E DURATURA Sull’Ucraina “ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura, all’interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita, ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura”. L’Italia, prosegue, “in questo senso continua a essere impegnata, in particolare siamo impegnati per quanto riguarda le infrastrutture critiche e la resilienza energetica, fronte decisivo che il Presidente Zelensky ha rimarcato anche nei giorni scorsi durante il G7 e il Consiglio Europeo”. MELONI: STRETTO HORMUZ PRIORITÀ STRATEGICA, ITALIA DISPONIBILE A DARE UNA MANO Sul Medio Oriente “la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è per tutti chiaramente un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario, di quanto sia necessario contribuire, compiere ogni sforzo per consolidare il quadro”. “Restano centrali- aggiunge- il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali con annessa libertà di navigazione, e quindi Stretto di Hormuz, una priorità strategica per tutti; su questo l’Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, ferme restando ovviamente le autorizzazioni che nel caso sarebbero necessarie”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 giugno 2026
Sotto la nuova gestione della Caroli Global Service, l'Ippodromo Martini di Corridonia è pronto a brillare nuovamente. Dopo il grande successo registrato per la riapertura, domani 25 giugno la struttura apre le sue porte per un altro imperdibile appuntamento in notturna. Il fascino senza tempo dell'ippica incontra la magia di una notte d’estate all'aperto: dalle ore 21:00 alle 23:30, sei entusiasmanti corse terranno il pubblico con il fiato sospeso, offrendo uno spettacolo unico dove la potenza e l'eleganza dei cavalli saranno le vere protagoniste. L'evento è pensato per accogliere al meglio appassionati, curiosi e famiglie, trasformando la riunione di corse in una vera e propria festa all'aria aperta. Un'Accoglienza Speciale per il Pubblico · Comfort e Relax: ampi spazi verdi curati e tribune pronte a ospitare il pubblico in totale sicurezza. · Serata all'Aperto: l'atmosfera fresca e ventilata della sera è ideale per godersi lo spettacolo sotto il cielo stellato. · Punti di Ristoro: aree attive per tutta la durata dell'evento, perfette per un aperitivo, uno snack veloce o un drink rinfrescante tra una corsa e l'altra. Un Mondo a Misura di Bambino L'ippodromo diventa un parco giochi all'aperto per i più piccoli, garantendo il divertimento di tutta la famiglia: · Area Giochi Dedicata: spazi sicuri dove i bambini possono giocare liberamente. · Animazione e Intrattenimento: attività pensate per far vivere ai più piccoli una serata magica e spensierata. · Il Primo Incontro con i Cavalli: un'occasione unica per i bambini di avvicinarsi al maestoso mondo dei cavalli, scoprendo da vicino la bellezza di questi splendidi animali.  Il Fascino del Galoppo: Il Programma delle Corse Il programma sportivo prevede sei corse con una media eccellente di otto partenti per ciascuna gara, spaziando dai velocissimi 1.000 metri fino ai più impegnativi 2.150 metri. Il momento clou della serata andrà in scena alle ore 23:00 con la quinta corsa.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 14.54 24 giugno 2026
L'ex sindaco di Roma lascia il carcere dopo un anno e mezzo: "Ho conosciuto una realtà terribile. Dobbiamo costruire un sovranismo sociale". Il racconto della prima giornata di libertà ROMA – “Martire sicuro, santo non lo so…”. Sorride Gianni Alemanno. All’ombra di un leccio, nel parco giochi di un centro sportivo a due passi dal carcere di Rebibbia, da dove è uscito poco prima delle 10 del mattino. Sono passate due ore, è madido di sudore. Mezzogiorno di fuoco a Roma. Ad attenderlo fuori dal penitenziario c’erano duecento persone. “Gianni! Gianni!”, gridavano. Si allungavano per toccarlo, fotografarlo, baciarlo. “Qua ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica”, dice lui che dalla cella ha pubblicato con costanza un diario. “Chiederò un incontro a Nordio”, promette. Le telecamere e i taccuini sono affamati di politica. “Stasera vedo Vannacci”, conferma l’ex sindaco. “Futuro Nazionale è il fatto nuovo osserva la speranza dell’Italia. Noi dobbiamo unire la destra sociale al sovranismo identitario, dobbiamo costruire un sovranismo sociale“. A vegliare su di lui c’è Massimo Arlechino, amico e compagno di avventure politiche, che a nome di Alemanno ha sciolto il movimento Indipendenza in Futuro Nazionale, entrando nell’esecutivo del partito di Vannacci. Ha una cartellina zeppa di date e trasmissioni: sono le richieste già arrivate per intervistare Alemanno nei prossimi giorni, giornali e tv. Finalmente libero da Rebibbia e dai suoi fan, Alemanno fila via nell’auto guidata da Arlechino diretto al ristorante ‘Mozzico’ all’interno di un grande centro sportivo sulla via Tiburtina. Chi paga venti euro si attovaglia con l’ex sindaco. Ma c’è ancora tempo per il pranzo. Prima selfie, abbracci, festeggiamenti. Lo portano lontano dalle tavolate, nel verde di un parchetto giochi per un poco di privacy. Col suo baricentro basso e le gambe leggermente divaricate Alemanno marcia alla Clint Eastwood verso l’ombra dei lecci. Fende un centro estivo a sinistra, coi bimbi che giocano a ruba bandiera in maglietta verde; mentre a destra le signore che fanno acquagym in piscina guardano interdette questo corteo festoso e sudato, capeggiato da un ex sindaco. “Oggi è san Giovanni, buon onomastico”, grida un uomo. Ed è qui che Alemanno sorride e sospira: “Martire sicuro, santo non lo so…”. Dietro a inseguire c’è Sylvie Lubamba, ex showgirl e da tempo vestale di Vannacci che, a dire il vero, non se la fila molto. Con lei un altro vannacciano, non identificato. “Visto quanti fan ha Gianni?”, domanda lei. “È come Vannacci- aggiunge- ma lo sa che il generale per accontentare tutti quelli che vogliono farsi una foto con lui salta persino i pasti?“. Stasera i due, Gianni e Roberto, si parleranno. Lubamba la butta là: “Io Alemanno lo vedo bene alla Giustizia”. L’uomo accanto si turba: “No, là ci sto io”. Lei lo fulmina, ma la discussione muore prima di iniziare perché la chiamano per un’intervista alla radio. Lei prontissima si lancia: “Sogno di fare la speaker”. Più tardi, a pranzo, riuscirà caparbia a sedere davanti ad Alemanno, grazie alla tenacia di una assistente che occupa due posti e ringhia a chiunque si avvicini. Nel parchetto, tra scivoli e altalene, Alemanno si prende l’amore dei suoi. Due uomini sono arrivati apposta da Bari, gli allungano un’icona di San Nicola. Un altro ha guidato dalla Calabria. Uno se ne va: “Io te saluto che devo anna’ a lavora’”, e giù risate. Arriva Mario Landolfi, erano insieme in An e al governo nel Berlusconi III. “Gianni è stato bravo perché ha riempito di contenuto un’esperienza terribile, ha pagato la passione per la politica”. Alemanno mastica amaro: “Chi va in carcere sono i più sfigati, non i più cattivi”. L’ex sindaco rivela di una visita in carcere ricevuta da Vannacci mesi fa e ricorda che diversi politici di destra sono andati a trovarlo, “ma appena si è diffusa la notizia che Indipendenza confluiva in Futuro Nazionale sono scomparsi tutti”. Tutti tutti? “L’unico con cui continuo a mantenere i contatti è La Russa, a lui non gliene frega un cazzo…”. A un militante brillano gli occhi: “Mi hanno raccontato che ha litigato di brutto con Arianna, che ha detto a Giorgia ‘scegli, o me o lei’. Non so se è vero…”. Continua la processione, abbracci sudati e saluti camerateschi, con gli avambracci. “Io sono la destra sociale – spiega Alemanno a una pattuglia di cronisti – non siamo mai stati estremisti”. Concede che “è impensabile pensarmi una cosa totalmente diversa da FdI. Non c’è astio da parte mia. Chi è di destra non può voler male a Meloni, ma non la sento dal ’22 ed è diventata una conservatrice, ma se in Italia da conservare non c’è niente!”. Stasera quindi vedrà Vannacci. Il battesimo della cosa nera, ancora un ristorante, stavolta sulla Flaminia. Una ventina i commensali. Tutti uomini tranne Caterina Galli e Annamaria Frigo, entrambe di Fn. Seppur “non condivido tutto di Vannacci”, Alemanno sa che l’operazione può rimetterlo in sella, lui che è un amante dei viaggi in moto. E allora accelera, a tutto gas: “Non vedo grandi differenze tra Vannacci e Almirante, il tema identitario e la sicurezza li uniscono. Vannacci sta rompendo il politicamente corretto e i luoghi comuni. La X Mas? Ma se ha fatto la gloria dell’Italia. Per noi giovani di destra negli anni Settanta la Folgore e il Col Moschin, El Alemain, erano la quintessenza della destra. Io sono figlio di un militare e se non mi fossi rotto una gamba a 15 anni avrei provato anche io a entrare nella Folgore. Penso che molti su Vannacci si convinceranno nei prossimi mesi”. Racconta del carcere, che “se lo prendi bene è una specie di monastero, ti rallenta la vita, riesci a riflettere profondamente. Io correvo, mi allenavo, lavavo i piatti, non mi sono mai sottratto. Ma oggi in carcere sta bene chi spaccia e traffica, non chi cerca di imparare un lavoro. Basta moltiplicare i reati, non serve a niente. La sicurezza dei cittadini si fa rieducando, non inasprendo le pene e riempiendo le carceri. Cosa mi è mancato di più? L’orizzonte- risponde- perché il carcere accorcia lo sguardo”. Più prosaicamente? “Un bicchiere di vino e la montagna. Appena potrò scapperò tra monti”. Arriva un prosecco e si brinda “alla libertà”. Le vette devono attendere. Spunta il figlio Manfredi, grande abbraccio. “Mia sorella, mio figlio, la mia ex moglie Isabella sono tutti meloniani, non vi sbagliate”, ride. Poi però dell’ex amica Giorgia dice: “Lei non può avere il monopolio della destra. Dire ‘la destra era mia’ non esiste come discorso. Dopo che si è diffusa la notizia del mio rapporto con Vannacci ho ricevuto messaggi per Vannacci dai detenuti, dalle guardie, dalle infermiere. Tutti pro Vannacci, se fossi Meloni non sottovalutarei il problema…”. Lo tirano via, è l’ora di pranzo. A un tratto Alemanno si smarca, si allontana da solo. Vestita color panna e con gli occhiali da sole c’è Barbara Saltamartini, ex deputata. Oggi ha un ristorante a Rieti, non fa politica e non è tentata dalle sirene vannacciane. Si avvicina ad Alemanno. “Scusa, non sono venuta…”, sussurra lei. “Non importa”, risponde lui. Prima poggiati fronte a fronte, poi si abbracciano per qualche secondo.  Infine lei si allontana e scoppia a piangere. Non si ferma a pranzo, dove vanno forti i fritti e l’insalata di farro resta intonsa. Un uomo sbraita con i camerieri: “Io ar sole nun ce magno- avverte- se insistono je do na capocciata e finisce la festa…”. Si volta e si porta dietro sedia e tavolino. Sulle spalle della maglietta una scritta: “Pensati sobrio”.
Autore: REDAZIONE ( Fonte ufficio stampa ONA) 24 giugno 2026
Dopo il recente clamore suscitato dalla trasmissione REPORT - che si è occupata: sia degli abusi commessi da un pedofilo, istruttore F.I.S.E., nell’ambito della sua attività sportiva, che non veniva allontanato tempestivamente dal suo ruolo; sia per i presunti “brogli elettorali” che sarebbero stati commessi in occasione dell’Assemblea elettiva del 9.9.2024, valida per il rinnovo delle cariche federali per il quadriennio olimpico 2025/2028 - emergerebbero ora nuovi elementi a danno della F.I.S.E. e del suo Presidente, Avv. Marco Di Paola, di cui potrebbe ancora interessarsi la trasmissione RAI.  Sembrerebbe infatti che una nota giornalista della TV nazionale abbia subito ingiustamente, da parte dei vertici della F.I.S.E., una gravissima campagna diffamatoria, reiterata nel tempo, di cui la medesima si accinge a dare notizia, tramite i suoi legali: al C.O.N.I., al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ed alla Procura Generale dello Sport; per poi procedere alla richiesta di un ingente risarcimento danni dinanzi la giustizia ordinaria. La vicenda sembrerebbe legata proprio all’esistenza degli abusi sessuali in ambito sportivo, contro cui la giornalista avrebbe a suo tempo elaborato un progetto di prevenzione - safeguarding - la cui paternità sarebbe stata però indebitamente rivendicata dal Presidente della F.I.S.E. , Avv. Marco Di Paola; il quale avrebbe peraltro usato detto progetto di safeguarding, facendolo indebitamente suo, nell’ambito della Riforma dello Sport. E non è un caso infatti che, da anni, la F.I.S.E. celebra una giornata del safeguarding come "europea", ma senza averne alcuna legittimazione, non avendo seguito il lungo iter comunitario previsto per averne l’autorizzazione. Detta “giornata” del safeguarding infatti non è citata nell'archivio europeo. Ebbene , proprio le rimostranze rivolte sul punto da parte della giornalista verso la F..I.S.E. ed il suo Presidente avrebbero generato da parte dei vertici della Federazione un’opera di diffamazione a danno della suddetta, posta in essere a mezzo Stampa, su Internet e perfino presso l'Ordine dei Giornalisti; ciò al solo fine di screditare l’immagine e la credibilità, come professionista e come personaggio pubblico. La giornalista annuncia ora di aver già conferito mandato ai legali di sua fiducia per la proposizione di un’immediata azione giudiziaria nei confronti della Fise, del suo Presidente Avv. Di Paola e del Segretario Generale, Dott. Simone Perillo, tesa ad ottenere non solo la più ampia salvaguardia dei suoi diritti, in relazione alla paternità del progetto di safeguarding, ma anche a chiedere il dovuto risarcimento dei danni derivanti dai gravissimi comportamenti diffamatori, profondamente lesivi della propria immagine e professionalità. La gravità di quanto accaduto rappresenta un ulteriore tegola che si abbatte sulla F.I.S.E. e materiale interessante per un’ulteriore inchiesta televisiva.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 13.08 24 giugno 2026
Il segretario generale Nato risponde con i numeri alle lamentele di Trump per il mancato sostegno degli alleati al conflitto in Medio Oriente. Inevitabili le proteste dell'opposizione per i dati svelati del supporto italiano:" La premier riferisca in Parlamento" ROMA – Sono stati migliaia di aerei statunitensi partiti da basi europee per supportare la missione militare americana Epic Fury contro l’Iran: Mark Rutte, intervistato a Fox News, risponde con i numeri a tutte le lamentele che Donald Trump ha riversato- e continua a riversare- sugli alleati, in particolare del Vecchio continente, per il ‘no’ ad una partecipazione attiva alla guerra contro l’Iran. Il supporto dalle basi europee agli Stati uniti non è certo mancato dal 28 febbraio scorso (giorno di inizio della missione Epic Fury contro Teheran). “UN NUMERO ENORME DI AEREI DECOLLATI DALLE BASI AMERICANE IN ITALIA” E in particolare, ha fatto riferimento all’aiuto dell’Italia (e quindi della presidente Meloni, ultimamente presa di mira dal ‘bullo’ della Casa Bianca). “Comprendo perfettamente la delusione- ha esordito Rutte- ma se prendiamo ad esempio l’Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane italiane a per supportare l’operazione. Quindi si tratta di un numero enorme”, Non solo: “Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo”, ha poi evidenziato il segretario generale della Nato, rispondendo così a tutte le accuse mosse da Trump nei confronti degli alleati. CONTE: “CROLLANO FAVOLETTE GOVERNO, MELONI HA SEMPRE DETTO SÌ A TRUMP“ “Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato ‘non condanno né condivido’: se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000? La lista dei ‘sì’ è infinita: firma sulle spese militari al 5% del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato ‘positivo’ e ‘sostenibile’; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web. Tocca a noi far rialzare il Paese: l’orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso che la Presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese”. Così sui social il leader M5S, Giuseppe Conte.
Autore: AGENZIA DIRE 24 giugno 2026
L'Italia con 16 città in bollino rosso, l'Europa è devastata. Il problema, avvertono gli scienziati, non sono i picchi ma la durata: "Ci stiamo preparando ad un giorno con 50°, ma non siamo pronti per un mese intero a 36°" della Francia ha toccato martedì 44 gradi: il giorno più caldo mai misurato nel paese. Le notti, nel frattempo, non hanno offerto tregua: la Gran Bretagna ha vissuto il suo primo giorno in assoluto con una temperatura minima media superiore ai 20 gradi. In Italia oggi ci sono 16 città col bollino rosso. L’Europa occidentale è dentro la sua seconda ondata di calore intensa dell’anno, a estate appena cominciata. L’allerta è attiva dalla Spagna alla Germania. Ormai le estati sempre più calde sono una realtà. Calde sì, ma la domanda successiva è: calde quanto? Quanto può diventare calda un’ondata di calore oggi, non tra decenni? C’è un limite? Non è solo una questione di numeri più alti. È la distanza con cui i record vengono polverizzati a colpire gli scienziati. L’Europa si riscalda più in fretta del resto del mondo per una serie di ragioni convergenti: la riduzione delle emissioni inquinanti ha migliorato la qualità dell’aria ma diminuito gli aerosol capaci di riflettere la luce solare; la copertura nevosa si è ritirata, lasciando la terraferma ad assorbire più radiazione; le correnti atmosferiche si sono modificate in modi che favoriscono le ondate estive. Questo ha spinto i climatologi a porsi la domanda di cui sopra. Una domanda che non è più teorica. Erich Fischer, dell’ETH di Zurigo, dice al New York Times che grazie alle simulazioni al computer si sono fatti progressi sostanziali nella comprensione dei picchi estremi plausibili. Meno chiaro è per quanto tempo un caldo simile potrebbe persistere. Una ricerca recente condotta da Fischer insieme a Laura Suarez-Gutierrez ha mostrato come le ondate di calore più devastanti nelle simulazioni tendano ad arrivare a coppie: la prima prosciuga il suolo, la seconda trasforma in calore l’energia solare che altrimenti servirebbe a far evaporare l’umidità. Il terreno secco amplifica tutto. Il problema non è solo il giorno record. “Ci stiamo preparando per quel momento in cui si raggiungono i 50 gradi”, ha detto Suarez-Gutierrez, professoressa all’Università di Wageningen. “Non ci stiamo preparando per un mese intero a 36 gradi”. Sulla carta sembra meno drammatico. Nella realtà, nessuna infrastruttura attuale è dimensionata per reggerlo.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 11.00 24 giugno 2026
Il quotidiano e il settimanale sono entrati nel Comitato editoriale. Valore: "Sinergia strategica per garantire elevati standard qualitativi" ROMA – L’editore dell’agenzia Dire, Stefano Valore, allarga l’offerta informativa con l’entrata nel Comitato editoriale del quotidiano L’identità e l’acquisto della testata del settimanale Vero. “La forte novità di questa alleanza editoriale- afferma l’editore Stefano Valore- è rappresentata dalla sinergia strategica tra il gruppo Silicondev, i servizi giornalistici dell’agenzia di rilevanza nazionale Dire, l’informazione del quotidiano L’identità, ogni giorno in edicola e nelle principali rassegne stampa nazionali, e le notizie di Vero settimanale dedicate alla fascia popolare. Il valore fondamentale di questa operazione risiede nella creazione di un ecosistema informativo integrato e crossmediale, capace di far dialogare la tempestività delle news online, l’approfondimento politico ed economico del quotidiano cartaceo e la forza divulgativa e di ampio respiro di un settimanale popolare. Questa formula permette di coprire l’intera gamma dei consumi mediatici contemporanei, intercettando target diversi e creando un circolo virtuoso tra la capillarità del web e l’autorevolezza e attendibilità di un’agenzia di informazione certificata e della carta stampata”. “Tutto questo a conferma del nostro impegno a garantire elevati standard qualitativi, continuità editoriale e valorizzazione del patrimonio informativo” conclude l’editore Stefano Valore.
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