Eleonora Scaiola: la speaker di Dimensione Suono Roma che incanta con la voce e conquista con lo stile. La Voce della Capitale.
Eleonora, sei ormai un punto di riferimento per gli ascoltatori di Roma e del Lazio. Come si è evoluto il tuo rapporto con il pubblico in questi anni?
"Grazie! Questo mi rende davvero felice! In effetti è diventato molto più diretto e 'reale'. Oggi la radio ed i conduttori radiofonici non “finiscono” quando si spegne il microfono; continuano ad essere presenti sui social e nelle storie quotidiane. Gli ascoltatori non cercano solo intrattenimento, ma una compagnia autentica. Mi sento un’amica di famiglia che li accompagna nel traffico o mentre lavorano ed avere la possibilità di conoscerli dal vivo grazie alle dirette di “Chiacchiere da bar” o agli eventi della radio mi riepmpie il cuore di gioia"
Qual è la sfida più grande di trasmettere in una realtà dinamica e frenetica come quella di Dimensione Suono Roma?
"Il ritmo. Roma corre e noi corriamo con lei. La sfida è riuscire a dare informazioni utili, interessanti ma anche partire da esperienze personali, di vita vera, per raccontare qualcosa in cui tutti possano immedesimarsi e riderci su mantenendo sempre alto il morale. Devi essere sul pezzo, ironica e veloce, senza mai perdere l'empatia."
Nel 2026 la tecnologia ha cambiato il modo di fare radio. Come convivono l'intelligenza artificiale e il calore umano della diretta?
"L'IA è uno strumento incredibile per la gestione dei contenuti, per informazioni rapide come dati, analisi, statisiche ma il 'cuore' resta umano. La radio è umana, è fatta di voci familiari, di storie di vita vera, di racconti o pensieri personali, di musica ovviamente ed è proprio questa “umanità” a renderla insostituibile."
. C’è un momento o un incontro particolare avvenuto in radio che porti nel cuore?
"Ogni volta che un ascoltatore ci scrive dicendo che una nostra risata ha svoltato la sua giornata difficile. Sono quei momenti a dare senso a questo mestiere. E nel mi caso anche aver avuto sempre, da quando ho iniziato nel 2021, la possibilità di lavorare con professionisti del settore che mi hanno insegnato tanto!"
Oltre alla radio, sei molto attiva anche come conduttrice di eventi e sui social. Come riesci a far coesistere queste diverse anime?
"Credo siano vasi comunicanti. La radio mi insegna la disciplina e la tecnica, il palco mi regala l'energia del contatto fisico con il pubblico, e i social sono il mio diario di bordo. Sono figlia del mio tempo, mi piace la versatilità; credo che oggi usare ogni linguaggio disponibile sia imprescindibile."
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Che consiglio daresti a una giovane ragazza che sogna di indossare le cuffie e diventare una speaker oggi?
"Non credo di essere all'altezza di dispensare consigli, quello che però mi sento di dire è che è importante essere curiose. Oggi non basta avere una “bella” voce o parlare in dizione; serve avere qualcosa da dire e dirla nel modo più personale possibile. A me ha aiutato ascoltare moltissima radio, leggere di tutto e, soprattutto, sembra scontato e banale, essere me stessa. La nostra unicità, il nostro essere cosi meravigliosamente diversi credo sia ciò che ci permette di differenziarci davvero."
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Un'ultima curiosità: qual è la canzone che non può mai mancare nella tua playlist personale quest'anno?
"Dipende dal momento, ma di solito mi innamoro di brani che trasmettono energia positiva. In questo 2026 c'è un ritorno alle sonorità funk e ritmate che adoro: sono la carica perfetta per affrontare le giornate!"
Hai conseguito una laurea internazionale presso la John Cabot University, un ateneo americano qui a Roma. In che modo questo background accademico, spesso associato a carriere più formali, influenza oggi il tuo approccio alla comunicazione radiofonica quotidiana?
È una domanda che mi fanno spesso! Molti pensano che un percorso accademico internazionale non c'entri nulla con la carriera radiofonica. In realtà, la John Cabot, oltre a tantissime esperienze che porto nel cuore, mi ha fornito un'arma una nuova struttura mentale. Il sistema anglosassone ti insegna ad essere sintetica, a ricercare le fonti e a esporre concetti complessi in modo chiaro e rapido. In radio, dove hai 30 secondi per dare una notizia prima di lanciare un brano, questa capacità analitica e la mentalità global credo siano stati fondamentali per me. Mi ha dato gli strumenti per essere professionale pur restando spontanea.
Spesso citi i villaggi turistici come la tua vera "palestra", il luogo dove tutto è iniziato a livello pratico. Qual è la lezione più importante appresa sul campo che applichi ancora oggi quando sei in diretta o conduci eventi live?
Oh, i villaggi! Primo e grande amore della mia vita ed ovviamente anche la mia gavetta, il mio "servizio militare" dell'intrattenimento (ride). La lezione numero uno è l'empatia immediata e la gestione dell'imprevisto. In un villaggio impari a leggere le persone in un istante, a capire se hanno voglia di scherzare o se preferiscono essere lasciate in pace. In diretta radiofonica non vedi il volto delle persone, ma devi "sentirle" attraverso il microfono. Devi saper gestire il guasto tecnico, il cambio di scaletta improvviso, con un sorriso e senza far percepire il panico. È lì che ho capito quanto amassi l'intrattenimento, le persone con le loro storie ed è li che ho imparato a non avere paura del silenzio, a gestire l'imbarazzo e a rompere il ghiaccio in ogni situazione.
Ti definisci una persona entusiasta e "logorroica", l'amica ideale per rompere il ghiaccio. Nel 2026, come riesci a mantenere questa freschezza e spontaneità nel rapporto con i tuoi ascoltatori in una città dinamica come Roma, dove tutto corre veloce?
Il segreto è non costruire un personaggio. Io sono esattamente così come mi vedi, un po' logorroica, molto entusiasta, e cerco di portare in onda la mia vita quotidiana. La dinamicità di Roma mi aiuta, perché ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da raccontare: il traffico impazzito del Raccordo, i mille eventi, la cacio e pepe perfetta che io non so fare tra l'altro. Mantenere la freschezza nel 2026 per me significa restare autentici, con tutte le nostre contraddizioni e Roma in questo mi aiuta essendo sempre così ironica, eccentrica e “sopra le righe”. Mi piace pensare di essere l'amica pazza che ti fa compagnia in macchina.
Hai sperimentato l'apertura di concerti ed eventi dal vivo di grande portata. C'è un nuovo ambito della conduzione o un progetto multimediale in cui ti piacerebbe metterti alla prova nel prossimo futuro? Pensi a Sanremo?
Sanremo credo sia il sogno nel cassetto di chiunque faccia questo mestiere. È il palco per eccellenza, la celebrazione della musica e della conduzione. Qualche anno fa non lo credevo possibile ma oggi mi piacerebbe esplorare format che uniscano la radio, la TV e il digitale in modo fluido. Magari la conduzione di un talent show musicale o un programma che mi permetta di unire la mia passione per i viaggi e la comunicazione. Mettermi alla prova è il mio mantra, più una cosa mi spaventa più ho voglia di farla, credo sia l'unico modo di imparare a fare bene qualunque mestiere.
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