AL VIA RICHIESTA DANNI ALLA FISE - GIUSTIZIA SPORTIVA LA RIFORMA DAL BASSO
La riforma della giustizia sportiva e' partita dal basso ascoltando le proposte di tecnici e atleti gia' nel 2019.
Una conferma che viene anche dall'ultimo convegno in Senato sulla Riforma della Giustizia Sportiva dove l'ex candidato Fise Duccio Bartalucci ha denunciato le criticità del sistema su trasparenza, indipendenza e tutela per atleti e tesserati.
E la dimostrazione e' data dall'Osservatorio Nazionale Antimolestie che gia' nel 2019 venne preso a modello dalla Procura dello Sport per tutte federazioni come "agente attivo di cambiamento" nel piano di safeguarding della Riforma avviata poi dal Dipartimento dello Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Un modello frutto del volontariato di una nota giornalista televisiva che ora chiede un cospicuo risarcimento proprio ai vertici della FISE da cui ha subito ingiustamente una gravissima campagna diffamatoria, reiterata nel tempo, di cui la medesima si accinge a dare notizia, tramite i suoi legali: al C.O.N.I., al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ed alla Procura Generale dello Sport. La vicenda sembrerebbe legata proprio all’esistenza degli abusi sessuali in ambito sportivo, contro cui la giornalista avrebbe a suo tempo elaborato un progetto di prevenzione - safeguarding - la cui paternità sarebbe stata però indebitamente rivendicata dal Presidente della F.I.S.E. ,il quale avrebbe peraltro usato detto progetto di safeguarding, facendolo indebitamente suo, nell’ambito della Riforma dello Sport. E non è un caso infatti che, da anni, la F.I.S.E. celebra una giornata del safeguarding come "europea", ma senza averne alcuna legittimazione, non avendo seguito il lungo iter comunitario previsto per averne l’autorizzazione. Detta “giornata” infatti non è citata nell'archivio europeo.
Ebbene ,proprio le rimostranze rivolte sul punto da parte della giornalista verso la F..I.S.E. ed il suo Presidente avrebbero generato da parte dei vertici della Federazione un’opera di diffamazione a danno della suddetta, posta in essere a mezzo Stampa, su Internet, alla testata televisiva e perfino presso l'Ordine dei Giornalisti; ciò al solo fine di screditare l’immagine e la credibilità, come professionista e come personaggio pubblico RAI.
La giornalista annuncia ora di aver già conferito mandato ai legali di sua fiducia per la proposizione di un’immediata azione giudiziaria nei confronti della Fise, del suo Presidente e del Segretario Generale, Dott. Simone Perillo, tesa ad ottenere non solo la più ampia salvaguardia dei suoi diritti, in relazione alla paternità del progetto di safeguarding, ma anche a chiedere il dovuto risarcimento dei danni derivanti dai gravissimi comportamenti diffamatori, profondamente lesivi della propria immagine e professionalità.
La gravità di quanto accaduto rappresenta un ulteriore tegola che si abbatte sulla F.I.S.E. e materiale interessante per l'inchiesta televisiva di REPORT che ha suscitato gia' molto clamore.
La trasmissione RAI si è occupata, infatti, sia degli abusi commessi da un pedofilo, istruttore F.I.S.E., nell’ambito della sua attività sportiva, che non veniva allontanato tempestivamente dal suo ruolo; sia per i presunti “brogli elettorali” che sarebbero stati commessi in occasione dell’Assemblea elettiva del 9.9.2024, valida per il rinnovo delle cariche federali per il quadriennio olimpico 2025/2028 - emergerebbero ora nuovi elementi a danno della F.I.S.E, di cui potrebbe ancora interessarsi la trasmissione RAI.

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