ALIS apre all’innovazione sanitaria a LetExpo 2026: PROMOTERGROUP S.p.A. presenta l’Unità Mobile Polidiagnostica di Telemedicina

FRV NEWS MAGAZINE • 27 febbraio 2026

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Scatta ufficialmente il countdown per LetExpo 2026. L’evento di riferimento per la logistica, promosso da ALIS - Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, si conferma hub di innovazione ospitando il debutto dell’Unità Mobile Polidiagnostica di Telemedicina di PROMOTERGROUP S.p.A.

 

Il presidio sanitario mobile, dotato di strumentazione di ultima generazione, rappresenta

Il presidio sanitario mobile, dotato di strumentazione di ultima generazione, rappresenta una soluzione concreta e tecnologicamente avanzata per la sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. Grazie all’integrazione di sistemi di telemedicina all'avanguardia, l’Unità Mobile permette di effettuare screening complessi e monitoraggi clinici direttamente presso i poli logistici, gli interporti e i cantieri, portando la prevenzione medica laddove l’attività operativa è più intensa.


La decisione di 
ALIS di dare risalto a questa tecnologia all'interno della fiera sottolinea l’impegno comune verso la tutela integrale del capitale umano e la sicurezza dei trasporti. L'Unità Mobile di PROMOTERGROUP si configura come un laboratorio itinerante d'eccellenza, garantendo:

Capillarità e Prossimità: Interventi immediati nei siti operativi, riducendo gli spostamenti dei lavoratori.

Efficienza Aziendale: Ottimizzazione dei tempi di sorveglianza sanitaria e abbattimento dei tempi di inattività.

Tecnologia di Punta: Diagnostica digitale avanzata e possibilità di teleconsulti specialistici in tempo reale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro di sviluppo promosso da LetExpo - Veronafiere, volto a coniugare l'efficienza dei flussi logistici con il benessere e la salute dei lavoratori del settore.

 


Recent Posts

Autore: FONTE UFFICIO STAMPA FISE 27 febbraio 2026
Si rinnova l’appuntamento di inizio stagione con la spettacolare disciplina del concorso completo al Centro Militare di Equitazione di Montelibretti. Sono infatti ancora gli storici impianti alle porte di Roma ad aprire il calendario internazionale in Italia con l’edizione 2026 del Prosecco Tour che ha in programma due appuntamenti. Si parte domani, venerdì 27 febbraio con il CCI4*-S, CCI2*-S, CCI1*-Intro che fino a lunedì 2 marzo vedono iscritti atleti di 12 nazioni: Austria, Corea, Equador, Finlandia, Germania, Giappone, India, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera, USA e, ovviamente, Italia. Gli azzurri, in questo fine settimana al via solo del due ed una stella e tutti all’esordio internazionale stagionale, sono 29 con 41 cavalli. In contemporanea alle gare, nel week-end si svolge anche il Campionato Italiano di Mascalcia organizzato dalla UNOM – Unione Nazionale Operatori Mascalcia. Al CME è infatti attiva anche la Scuola di Mascalcia che in questi mesi sta ospitando il 37° Corso di Mascalcia, prestigioso appuntamento formativo nel solco della tradizione militare italiana. Dopo questo primo appuntamento di apertura, il Centro Militare di Equitazione di Montelibretti ospiterà secondo fine settimana di gare internazionali (dal 12 al 15 marzo) con otto categorie: CCI4*-L/S, CCI3*-L/S, CCI2*-L/S, CCI1*-Intro e CCIP2-S. ph. Massimo Argenziano
Autore: AGENZIA DIRE 27 febbraio 2026
Si è concluso oggi il primo delicato capitolo della vicenda di Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nel rogo del locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana durante la notte di Capodanno. La giovane è atterrata a Torino con un volo sanitario decollato da Zurigo, per essere immediatamente trasferita presso il CTO della Città della Salute di Torino. Dopo quasi due mesi di ricovero in terapia intensiva presso il centro specializzato svizzero, Elsa prosegue ora il suo percorso di cure in Italia. Ad accoglierla, oltre alla famiglia, un’ondata di solidarietà che ha coinvolto le massime cariche dello Stato. “Abbiamo vissuto ogni giorno con l’unico obiettivo di arrivare a questo momento”, ha dichiarato commosso il padre Lorenzo. “È stato l’inferno, ma lo abbiamo superato. Non ci siamo mai sentiti soli: abbiamo ricevuto l’appoggio di tutti, a partire dal Presidente Mattarella, che mi ha telefonato personalmente anche oggi per augurare il meglio ad Elsa, dopo essere venuto a trovarci a Zurigo”. La paziente, che ha riportato gravi ustioni su gran parte del corpo, è ora affidata alle cure dell'équipe del Centro Grandi Ustionati di Torino. Il trasferimento segna l’inizio di una nuova fase, focalizzata sulla riabilitazione e sul recupero funzionale, monitorata costantemente dai medici del nosocomio torinese. La famiglia ha espresso il desiderio di mantenere il massimo riserbo per garantire alla giovane la serenità necessaria ad affrontare il lungo percorso di guarigione che la attende.
Autore: AGENZIA DIRE 27 febbraio 2026
"Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto, mi dispiace anche per la sua famiglia, sono triste e pentito. Pagherò" “Credetemi ho avuto paura“. L’avvocato Piero Porciani, difensore dell’ex poliziotto Carmelo Cinturrino, indagato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto di Rogoredo, alle porte di Milano, ha consegnato in anteprima al programma di Retequattro “Tg4 – Diario del Giorno”, la sua lettera di scuse. «Salve, vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo si legge nella lettera . Credetemi ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi dopo aver sparato delle conseguenze del mio gesto. Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto, mi dispiace anche per la sua famiglia, sono triste e pentito per ciò che ho fatto ma mi sono sentito disperato. Mi scuso con tutti i miei colleghi ma posso garantire che nella vita sono stato sempre onesto e servitore dello Stato, come dimostrato dagli encomi e dalle lodi ricevute negli anni, assenza di alcun tipo di sanzione disciplinare e stima dei colleghi delle volanti, del commissariato di Mecenate e non solo. Perdonatemi, pagherò per il mio errore».
Autore: REDAZIONE 27 febbraio 2026
Oggi e domani i ferrovieri incrociano le braccia in una mobilitazione nazionale che potrebbe causare significative ripercussioni sulla circolazione dei treni su scala nazionale Dopo lo sciopero del trasporto aereo di ieri, oggi è la volta dei treni. Il personale delle principali compagnie ferroviarie italiane — comprendente Trenitalia, Italo e Trenord — ha proclamato una astensione dal lavoro di 24 ore: lo sciopero prenderà il via alle ore 21:00 di oggi, venerdì 27 febbraio, e proseguirà fino alle 20:59 di sabato 28 febbraio, con potenziali cancellazioni, ritardi e variazioni di servizio lungo le principali direttrici ferroviarie del Paese.. Gli scioperi sono stati proclamati dai principali sindacati dei lavoratori dei trasporti – tra cui Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl TA, Anpac e Anp – per il mancato rinnovo dei contratti e per migliori condizioni di lavoro. Per attenuare i disagi ai viaggiatori, come previsto dalla normativa sugli scioperi nel settore dei trasporti, sono state definite fasce orarie di garanzia: Venerdì 27 febbraio: i convogli con partenza prevista entro le 21:00 e arrivo nella destinazione finale entro le 22:00 sono confermati per i treni Trenord; oltre questi limiti, il rischio di cancellazioni aumenta. Sabato 28 febbraio: i treni regionali dovrebbero circolare regolarmente dalle ore 06:00 alle 09:00 e dalle ore 18:00 alle 21:00; in queste finestre saranno assicurati i servizi considerati “minimi essenziali”. Le compagnie – in particolare Trenitalia, Italo e Trenord – hanno pubblicato sui rispettivi siti liste dei treni garantiti e informazioni più dettagliate per i viaggiatori che intendono partire in queste giornate di agitazione. Possibili disagi e raccomandazioni Le associazioni dei pendolari e gli operatori ferroviari avvertono che, al di fuori delle fasce di garanzia, è alta la probabilità di cancellazioni e ritardi, specie per i treni a media e lunga percorrenza. È quindi consigliato ai passeggeri di controllare lo stato del proprio convoglio in tempo reale tramite app e siti ufficiali prima di recarsi in stazione. In alcune regioni – come evidenziato da fonti locali – lo sciopero potrebbe avere impatti anche sui servizi regionali di Trenitalia e sulle linee suburbane, con possibili bus sostitutivi in caso di cancellazioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 27 febbraio 2026
Una notte di musica mondiale e coincidenze storiche ha travolto il Festival. Nella serata di ieri, 26 FEBBRAIO 2026, Eros Ramazzotti ha celebrato un anniversario unico: il ritorno sul palco esattamente lo stesso giorno del suo trionfo con Adesso Tu, avvenuto il 26 FEBBRAIO 1986. Accolto da una standing ovation e introdotto dalla voce di Pippo Baudo, Eros ha sottolineato l'emozione della data: "Oggi è il 26/2/2026, sono passati 40 anni esatti". Dopo una toccante esecuzione del brano che lo lanciò nel firmamento della musica internazionale, l'artista ha ribadito il suo legame con il pubblico: "Il successo non mi ha reso superiore, mi ha dato la forza di fare ciò che amo". Il momento più atteso ha visto l'ingresso della superstar Alicia Keys. Nonostante un imprevisto tecnico alle ore 23:00 che ha interrotto l'audio dei monitor, la professionalità degli artisti ha trasformato l'attesa in trionfo. I due hanno dato vita a una serie di duetti leggendari: l'Ariston si è letteralmente infiammato quando le loro voci si sono fuse in un'esclusiva versione italiana de L'Aurora. La complicità tra i due ha creato un'energia elettrizzante, confermando l'evento come uno dei più alti momenti musicali della storia recente del Festival. Alicia Keys, orgogliosa delle sue radici siciliane, ha poi dominato il pianoforte per una versione travolgente di Empire State of Mind. Il picco di entusiasmo è arrivato quando la vincitrice di 17 Grammy ha sostituito "New York" con "Sanremo", suggellando una notte in cui la grande musica internazionale ha trovato casa in Italia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 27 febbraio 2026
Una standing ovation ha accolto Mogol sul palco del Teatro Ariston: durante la terza serata del festival di Sanremo 2026 il leggendario paroliere ha ricevuto il Premio alla Carriera Città di Sanremo. "Un'accoglienza del genere mi ha commosso", ha detto Mogol che ha depositato 1774 canzoni alla Siae per un totale di 523 milioni di dischi. Il tributo è proseguito con la proiezione di filmati che hanno ripercorso le canzoni scritte da Mogol. Al termine Conti ha consegnato a Mogol la stampa originale della Siae della sua prima canzone: 'Precipito' del 2 febbraio del 1960. "La mia canzone preferita? Quella che ho dedicato a mia moglie che ha molti anni meno di me". La canzone è 'Dormi amore' dove "parlo proprio di cosa sarà la sua vita e la mia vita dopo e che il nostro amore ci sopravviverà". Mogol, chi è Da giovanissimo giamburrasca di periferia a icona immortale della musica italiana: la storia di Giulio Rapetti, universalmente noto come Mogol, attraversa oltre sei decenni di successi, autore di brani entrati nella memoria collettiva. Nato a Milano il 17 agosto 1936, figlio di un dirigente della Ricordi, sceglie lo pseudonimo "Mogol" nel 1959. Gli anni Sessanta segnano la sua consacrazione con le vittorie a Sanremo (Al di là, Se piangi, se ridi) e le celebri traduzioni di successi internazionali. Nel 1965 l'incontro della vita: quello con Lucio Battisti. Insieme firmeranno capolavori come Emozioni, Il mio canto libero e Sì, viaggiare, colonne sonore di un'Italia che cambia. Dopo la separazione artistica nel 1980, Mogol ha collaborato con giganti come Cocciante, Mango, Celentano e Bella. Impegnato nel sociale con la Nazionale Cantanti e nella formazione con il suo centro d'eccellenza CET, Mogol è stato anche Presidente della Siae. Oggi, alla soglia dei 90 anni, resta il custode di un patrimonio culturale che ha venduto oltre 523 milioni di dischi nel mondo. 
Autore: AGENZIA DIRE 27 febbraio 2026
Nicolò Filippucci ha vinto il Festiva nella categoria Nuove Proposte. All'altra finalista, Angelica Bove, ha vinto il Premio della critica e quello della Sala Stampa La terza serata di Sanremo 2026, con i 15 artisti in gara che non si erano esibiti nella seconda serata, è terminata con una nuova cinquina provvisoria in testa alla classifica, votata da televoto (peso del 50% sul voto finale) e giuria delle radio (50%). – Sal Da Vinci con «Per sempre sì» – Arisa con «Magica favola» – Sayf con «Tu mi piaci tanto» – Luché con «Labirinto» – Serena Brancale con «Qui con me» Nicolò Filippucci ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con il brano “Laguna”. L’altra finalista, Angelica Bove, ha vinto il Premio della critica “Mia Martina” e anche quello della Sala Stampa “Lucio Dalla”. A co-condurre, insieme a Carlo Conti e Laura Pausini, Irina Shayk. Ubaldo Pantani ha portato il suo Lapo Elkann sul palco dell’Ariston, dopo il premio alla carriera a Mogol. Laura Pausini ha accolto il coro dell’Antoniano e si è esibisce sulle note di “Heal the world” di Michael Jackson. EROS RAMAZZOTTI E ALICIA KEYS SUPEROSPITI Dopo un’incursione di Virginia Raffaele e Fabio De Luigi che suonano con l’orchestra. Sul palco del Suzuki Stage a piazza Colombo ecco i The Kolors con “Un ragazzo una ragazza” e “Tu con chi fai l’amore”. Max Pezzali sulla nave Costa Toscana invece canta un medley di “Jolly Blue”, “Hanno ucciso l’uomo ragno” e “Con un deca”. I più attesi della serata, però, sono Alicia Keys ed Eros Ramazzotti, super ospiti internazionali: cantano per la prima volta dal vivo insieme e in anteprima mondiale “L’aurora”. Eros Ramazzotti, partito con il suo tour “Una Storia Importante World Tour”, torna eccezionalmente sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, a 40 anni dalla vittoria con il brano “Adesso Tu”. L’esibizione è una sorta di significativo ritorno alle origini, con Alicia che onora con orgoglio le sue radici italiane, che risalgono ai suoi nonni siciliani e canterà per l’occasione in italiano. Parte male: dopo qualche problema tecnico, Conti è costretto ad andare in pubblicità.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 febbraio 2026
Si è concluso oggi il primo delicato capitolo della vicenda di Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nel rogo del locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana durante la notte di Capodanno. La giovane è atterrata a Torino con un volo sanitario decollato da Zurigo, per essere immediatamente trasferita presso il CTO della Città della Salute di Torino. Dopo quasi due mesi di ricovero in terapia intensiva presso il centro specializzato svizzero, Elsa prosegue ora il suo percorso di cure in Italia. Ad accoglierla, oltre alla famiglia, un’ondata di solidarietà che ha coinvolto le massime cariche dello Stato. “Abbiamo vissuto ogni giorno con l’unico obiettivo di arrivare a questo momento”, ha dichiarato commosso il padre Lorenzo. “È stato l’inferno, ma lo abbiamo superato. Non ci siamo mai sentiti soli: abbiamo ricevuto l’appoggio di tutti, a partire dal Presidente Mattarella, che mi ha telefonato personalmente anche oggi per augurare il meglio ad Elsa, dopo essere venuto a trovarci a Zurigo”. La paziente, che ha riportato gravi ustioni su gran parte del corpo, è ora affidata alle cure dell'équipe del Centro Grandi Ustionati di Torino. Il trasferimento segna l’inizio di una nuova fase, focalizzata sulla riabilitazione e sul recupero funzionale, monitorata costantemente dai medici del nosocomio torinese. La famiglia ha espresso il desiderio di mantenere il massimo riserbo per garantire alla giovane la serenità necessaria ad affrontare il lungo percorso di guarigione che la attende.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 18.15 26 febbraio 2026
I racconti choc degli infermieri e le prime parole del papà di Domenico Caliendo, il bimbo di Napoli morto a seguito di un trapianto fallito. La Procura: "Nessun errore di Bolzano", gli ultimi sviluppi dell'inchiesta Erano fuori di testa quelli che partirono da Napoli per andare a Bolzano a prendere il cuore con quel frigo da…pic-nic”: si limita a dire questo, Antonio Caliendo, 29 anni, ma avrebbe molti altri aggettivi da usare contro l’equipe medica dell‘ospedale Monaldi che ha compromesso il cuore destinato a suo figlio, Domenico. IL PADRE DI DOMENICO: “UNA FOTO INCREDIBILE”, IL BOX SEQUESTRATO DAI NAS Il papà del bimbo morto a due anni per un trapianto fallito, per la prima volta ha parlato con i giornalisti, al Corriere della Sera, l’indomani della pubblicazione della foto choc del mezzo utilizzato per il trasporto dell’organo che avrebbe dovuto dare una nuova vita a suo figlio. Un’immagine “incredibile”, ha aggiunto. E risulta davvero difficile crederci: invece di usare uno dei box hi-tech a disposizione dell’ospedale Monaldi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti riportate dalla stampa, i sanitari incaricati a prelevare il cuore dal donatore, a Bolzano, hanno infatti preferito un normalissimo contenitore-frigo “da spiaggia”. Ora, quel box azzurro con il manico arancione e una sigla scritta con pennarello- per indicare la sala operatoria di cardiologia pediatrica- è sotto sequestro dei Nas. SETTE INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO IN CONCORSO, CHI SONO Il suo utilizzo allunga l’elenco dei punti critici di tutta la catena di errori e silenzi incomprensibili che ha portato alla morte di Domenico e su sui è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo in concorso di cui dovranno rendere conto, per il momento, sette medici e sanitari. Sotto la lente della Procura di Napoli ci sono il primario del reparto di Cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido, colui che ha eseguito il trapianto al piccolo Domenico. Poi tra le figure della sua équipe indagate ci sarebbero l’anestesista Francesca Blasi, le cardiochirurghe Mariangela Addonizio e Emma Bergonzoni. E poi Gabriella Farina, cardiochirurga pediatra responsabile della missione di espianto e recupero del cuore dal corpo del donatore a Bolzano. Nel registro degli indagati anche la dirigente del reparto dei trapianti Marisa De Feo che però non ha avuto alcun ruolo nel doppio intervento. “I MEDICI SPARIRONO TUTTI” Nessuno di loro disse nulla di quanto era accaduto in sala operatoria ai genitori di Domenico, del cuore ‘bruciato’ vennero a conoscenza più di un mese dopo, dalla stampa. Ma “io ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita ma noi ancora non lo sapevamo”, spiega il papà. “Così, poi quando è venuto fuori tutto, ero molto nervoso e tre giorni prima che Domenico morisse ebbi un brutto litigio con le guardie giurate”, racconta, come a giustificare il suo silenzio precedente. LE VERIFICHE SU CHAT E VOCALI DEI CELLULARI DEGLI INDAGATI Di certo ora non c’è più posto per il silenzio e nessuno potrà più provare a sparire: nella mattinata di oggi, giovedì 26 febbraio, è stato conferito l’incarico ai periti che dovranno occuparsi degli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati ai 7 indagati. Sotto esame le conversazioni in chat, i messaggi vocali e scritti che possono aiutare a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto il 23 dicembre, giorno del trapianto del cuore deteriorato. Mentre emergono alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti. LE TESTIMONIANZE CHOC DEGLI INFERMIERI Come le dichiarazioni dei tre infermieri presenti in sala operatoria, ora agli atti dell’inchiesta. Quando arrivò al Monaldi, l’organo destinato a Domenico era “duro come una pietra di ghiaccio”, così lo ha descritto uno dei sanitari. La tensione è salita alle stelle quando se ne è accorto il primario Oppido che aveva già effettuato l’espianto del cuore malato del piccolo paziente. Gli infermieri parlano infatti una reazione adirata di Oppido nei confronti di Farina, giunta in sala operatoria da Bolzano: “La tensione si tagliava a fette”. Per ‘scongelare’ il cuore “provammo a far abbassare la temperatura dell’organo, prima con acqua fredda, poi con acqua tiepida, infine con acqua calda- continua il racconto degli infermieri- Ma non servì a nulla. Il cuore era una pietra di ghiaccio”. Da qui la decisione folle di andare avanti: Domenico resta per quasi 2 mesi attaccato a un macchinario in sostituzione di quel cuore nuovo ‘bruciato’ dal ghiaccio che non poteva tornare a battere. E i suoi genitori sono lasciati all’oscuro di tutto. LE BUGIE NEL VERBALE OPERATORIO A monte la scelta di procedere all’espianto del cuoricino di Domenico prima di aver accertato l’idoneità dell’organo del donatore. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petrucci spiega come sia stato possibile che dalla sala operatoria non fosse uscito nulla sull’accaduto, nemmeno dalle ‘carte’: “Una sorta di timore reverenziale ha permesso che il tecnico perfusionista nel verbale operatorio cambiasse l’orario in cui è avvenuto l’espianto del cuore di Domenico”. Gli infermieri infatti hanno raccontato che “quando era arrivato il cuore in sala operatoria, Domenico aveva lo sterno vuoto e il cuore era sul tavolo”. Il legale ai microfoni del TgR ha riferito quanto appreso da una delle testimonianze messe a disposizione delle parti. L’ESPIANTO DEL CUORE DOMENICO PRECEDENTE ALL’ARRIVO IN SALA DEL NUOVO ORGANO Infatti, dalle testimonianze rese dagli addetti ai lavori che erano presenti nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre 2025, acquisite nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sulla morte di Domenico Caliendo, si evince che l’espianto del cuore del bambino di due anni e mezzo sarebbe precedente rispetto all’arrivo dell’organo del donatore in sala operatoria e, di conseguenza, precedente rispetto alla valutazione sulle condizioni dello stesso. Una delle testimonianze, da oggi a disposizione degli avvocati della famiglia del paziente e dei sette indagati, indica che il clampaggio sarebbe avvenuto alle 14:18 mentre il contenitore era fuori dall’ospedale, di conseguenza prima che si potesse procedere alle manovre del caso sul cuore donato e alla valutazione delle sue caratteristiche. L’organo proveniente da Bolzano sarebbe materialmente arrivato in sala poco prima delle 14:30 e successivamente, dopo altri 5-6 minuti, il contenitore sarebbe stato aperto: in quel momento i sanitari presenti si sono accorti che qualcosa non andava nel box quando però il cuore “vecchio” di Domenico era già sul tavolo. La cardiectomia, viene affermato, era in fase di ultimazione mentre il contenitore non era ancora aperto. L’AVVOCATO: “PER LA PROCURA NAPOLI NESSUN ERRORE O NEGLIGENZA DI BOLZANO” “La Procura di Napoli dopo aver svolto tutte le indagini anche attraverso i Nas di Bolzano – che hanno fatto arrivare i medici da Innsbruck al confine, hanno svolto un’indagine molto ampia facendo una simulazione del ghiaccio secco all’interno della box – non intende indagare nessuno a Bolzano. Non c’è nessun errore o negligenza di Bolzano per la Procura di Napoli. E anche a parere di questa difesa”. A spiegarlo, dopo un colloquio con i pm in Procura, è Francesco Petruzzi, avvocato difensore dei genitori di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. AVVOCATO: “IL BOX NON IDONEO GIÀ PER LE LINEE GUIDA 2015, IL GHIACCIO? NESSUNA ‘CULPA’ DELL’OSS DI BOLZANO” “Il contenitore di plastica che hanno portato da Napoli non era idoneo neanche per le linee guida del 2015”. Lo afferma Francesco Petruzzi, avvocato difensore dei genitori di Domenico, morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, in riferimento al box utilizzato dall’equipe del Monaldi per il trasporto da Bolzano a Napoli del cuore destinato al bambino. Petruzzi precisa: “Ci sono le linee guida del 2015, che sono state recepite poi in quelle del 2018 e poi quelle del 2025. Già nelle linee guida del 2015 è previsto che ogni minuto venga controllata la temperatura. In quelle del 2018 e del 2025 il controllo deve essere costante”. E aggiunge: “Quando si trasporta un organo in aereo la legge prevede che all’arrivo, vista la variazione di temperatura e pressione durante un volo, si verifichi la temperatura della box. Non è stato fatto”. Sempre per quanto riguarda il trasporto dell’organo del donatore, l’avvocato – dopo un colloquio con i pm in Procura – spiega che l’oss dell’ospedale ha portato la cardiochirurga del Monaldi “dove era tenuto il ghiaccio secco e ha chiesto ‘dottoressa questo ghiaccio va bene?’. La dottoressa ha confermato che il ghiaccio andava bene”. “La oss – conclude Petruzzi – non ha alcuna qualifica, nessuna culpa in vigilando rispetto a questa situazione. L’ospedale di Bolzano non è un centro trapiantologico, il ghiaccio secco ha motivo di esserci perché fanno conservazione dei tessuti. L’espianto è completa responsabilità della dottoressa del Monaldi, in quanto primo operatore”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 febbraio 2026
Provvedimento in tre articoli. Il premio non può superare il 15%, non oltre i 230 seggi I capigruppo della coalizione di centrodestra hanno depositato oggi presso la Camera e il Senato il testo ufficiale della nuova riforma della legge elettorale, denominata "Stabilicum". Il provvedimento, che si compone di tre articoli, mira a garantire la governabilità attraverso un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza. I Punti Cardine della Riforma: Soglia per il Premio: La lista o coalizione che raggiunge il 40% dei voti validi ottiene un premio di maggioranza. Tetto ai Seggi: Il premio attribuito non può in ogni caso superare il 15% dei seggi totali, con un limite invalicabile fissato a 230 seggi complessivi per la coalizione vincente. Indicazione del Premier: Sulla scheda elettorale comparirà il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio, collegando direttamente il voto popolare alla guida del governo. La Durissima Reazione del Partito Democratico:  Immediata la replica della Segretaria del PD, Elly Schlein, che ha bocciato il testo senza appello: "È una riforma inaccettabile, scritta per pura convenienza elettorale della destra". Schlein ha denunciato come il provvedimento sia strumentale al progetto del premierato, sottolineando il rischio di uno svuotamento del ruolo del Parlamento e delle prerogative del Presidente della Repubblica. "Non permetteremo un colpo di mano che distorce la rappresentanza per blindare il potere di chi governa". Il testo inizierà ora il suo iter nelle commissioni competenti, dove la maggioranza punta a una rapida approvazione per armonizzare il sistema di voto con le imminenti riforme costituzionali.
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