ALIS apre all’innovazione sanitaria a LetExpo 2026: PROMOTERGROUP S.p.A. presenta l’Unità Mobile Polidiagnostica di Telemedicina

FRV NEWS MAGAZINE • 27 febbraio 2026

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Scatta ufficialmente il countdown per LetExpo 2026. L’evento di riferimento per la logistica, promosso da ALIS - Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, si conferma hub di innovazione ospitando il debutto dell’Unità Mobile Polidiagnostica di Telemedicina di PROMOTERGROUP S.p.A.

 

Il presidio sanitario mobile, dotato di strumentazione di ultima generazione, rappresenta

Il presidio sanitario mobile, dotato di strumentazione di ultima generazione, rappresenta una soluzione concreta e tecnologicamente avanzata per la sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. Grazie all’integrazione di sistemi di telemedicina all'avanguardia, l’Unità Mobile permette di effettuare screening complessi e monitoraggi clinici direttamente presso i poli logistici, gli interporti e i cantieri, portando la prevenzione medica laddove l’attività operativa è più intensa.


La decisione di 
ALIS di dare risalto a questa tecnologia all'interno della fiera sottolinea l’impegno comune verso la tutela integrale del capitale umano e la sicurezza dei trasporti. L'Unità Mobile di PROMOTERGROUP si configura come un laboratorio itinerante d'eccellenza, garantendo:

Capillarità e Prossimità: Interventi immediati nei siti operativi, riducendo gli spostamenti dei lavoratori.

Efficienza Aziendale: Ottimizzazione dei tempi di sorveglianza sanitaria e abbattimento dei tempi di inattività.

Tecnologia di Punta: Diagnostica digitale avanzata e possibilità di teleconsulti specialistici in tempo reale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro di sviluppo promosso da LetExpo - Veronafiere, volto a coniugare l'efficienza dei flussi logistici con il benessere e la salute dei lavoratori del settore.

 


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - FRANCESCA Romana Nucci 13 aprile 2026
A un anno esatto dalla sua elezione, Alessandro Cochi, Presidente del Coni Lazio, traccia un bilancio schietto e approfondito del suo mandato. Con la competenza tecnica e la trasparenza che lo contraddistinguono, Cochi racconta la sfida di dirigere lo sport in una regione complessa e variegata come il Lazio, chiedendo alla politica sportiva e non di restituire la giusta dignità a un ruolo territoriale fondamentale, simboleggiato da quello scudetto tricolore con i cinque cerchi che evoca rispetto, pace e universalità. Un anno di sfide: "Abbiamo macinato chilometri" "È stato un anno impegnativo, a tratti difficile, ma ricco di soddisfazioni", esordisce Cochi. Per lui lo sport è un mondo di appartenenza da sempre: "Migliorare il Coni Lazio è una sfida che abbiamo affrontato con determinazione. In questi 365 giorni, insieme a una Giunta di grande profilo e all’intero Consiglio, abbiamo lavorato senza sosta per dare visibilità allo sport regionale". Il nodo dell'autonomia e il valore della base Nonostante l'entusiasmo, emerge una riflessione critica sulla riforma nazionale: "Lavorare così non è facile. I comitati regionali oggi hanno poca autonomia, il che sminuisce un ruolo che avrebbe bisogno di linfa e margini di manovra". Cochi sottolinea come il successo olimpico nasca sempre dalla base: "Senza i giusti fondi alle piccole e grandi società del territorio, diventa difficile seguirle come meriterebbero. Spesso dobbiamo ricorrere a fantasia e ingegno per far sopravvivere lo sport di base". La ricetta per il futuro: Impianti e Formazione Per Cochi è necessario un cambio di rotta: "Bisogna restituire ai comitati territoriali la capacità di programmazione e di investimento. Oggi il controllo economico è accentrato nei ministeri e in Sport e Salute, ma il Coni Territorio resta il brand più riconosciuto dai cittadini". Il Presidente auspica un ruolo più attivo nella progettazione dell'impiantistica sportiva, non solo nell'omologazione, e annuncia il rilancio della Scuola dello Sport regionale per formare dirigenti e tecnici di alta qualità. Calcio e Stadi: "Servono modelli identitari" Sulla crisi del calcio giovanile, Cochi è netto: "Mancano i ricambi generazionali. Dovremmo importare i modelli di successo di tennis, nuoto e pallavolo". Riguardo agli stadi di proprietà a Roma, lamenta le lungaggini burocratiche: "Siamo in ritardo rispetto all'Europa. Auspico che i progetti di Roma e Lazio si concretizzino, ma non devono essere 'cattedrali nel deserto': devono essere strutture polifunzionali che coinvolgano tutte le discipline". Niente politica, solo Sport (e un sogno per il 2027) A chi ipotizza un suo ritorno in politica attiva al Comune di Roma, Cochi risponde chiaramente: " Ho già dato. Il mio obiettivo oggi è occuparmi di sport a tempo pieno, valorizzando le eccellenze del Lazio in sinergia con il Coni Nazionale guidato da Luciano Buonfiglio". Guardando avanti, il Presidente punta sull'inclusione, sulla collaborazione con il Comitato Paralimpico e lancia un'importante sfida: "Stiamo lavorando per portare, per la prima volta, il Trofeo Coni nel Lazio nel 2027. È un progetto ambizioso, una delle tante sfide per continuare a tenere alto il nome dello sport italiano".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Ripartono ufficialmente i lavori di riqualificazione presso l’Ippodromo delle Capannelle. L’Assessore allo Sport di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha visitato questa mattina l'impianto in occasione dell'apertura dei cantieri per il rifacimento delle piste da allenamento. Lavori e investimenti L’intervento inaugurato oggi riguarda il ripristino delle piste di galoppo, sia in erba che in sabbia. "Si tratta di un investimento di circa 150.000 euro per ciascuna pista, sostenuto direttamente da Roma Capitale", ha spiegato Onorato, precisando che il Comune sta procedendo in danno a Hippogroup a causa della precedente gestione dell'impianto. Obiettivo settembre L’Amministrazione conferma il cronoprogramma per il rilancio dell'attività agonistica: "L'impegno preso per la ripresa delle gare a settembre sarà rispettato", ha ribadito l’Assessore. In questa fase di transizione, la gestione della struttura resta in capo a Roma Capitale tramite la società in house Zètema. Futuro della gestione: l'ipotesi Caroli Sul fronte della governance temporanea, l’Assessorato è in attesa di un parere tecnico dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). "Stiamo verificando se sia possibile affidare la gestione temporanea alla società Caroli, seconda classificata nel bando, dopo la rinuncia del precedente aggiudicatario avvenuta a febbraio", ha dichiarato Onorato. "Se il Ministero confermerà che il soggetto possiede le credenziali necessarie per ricevere i finanziamenti previsti, procederemo con l’affidamento. Fino ad allora, continueremo a gestire noi la struttura per garantire la continuità e la ripartenza". L'Assessore ha concluso sottolineando che ogni passaggio sarà vincolato a rigorosi controlli amministrativi, con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni del polo ippico romano.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
In data odierna, a bordo del volo papale diretto ad Algeri, il Sommo Pontefice Leone XIV ha replicato formalmente agli attacchi sferrati dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, diffusi tramite la piattaforma Truth. Il Santo Padre, primo pontefice di nazionalità americana, ha voluto chiarire la natura della propria missione apostolica di fronte alle dure critiche presidenziali che lo definivano "debole sulla criminalità e pessimo in politica estera". I punti salienti della dichiarazione pontificia: Indipendenza del Magistero: Papa Leone XIV ha ribadito fermamente di non agire come un leader politico, ma come pastore universale. "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui", ha dichiarato, sottolineando che il suo unico mandato deriva dal Vangelo. Condanna della guerra: Il Pontefice ha confermato che la Santa Sede continuerà a denunciare ogni forma di conflitto bellico, richiamando le nazioni al dialogo multilaterale e alla costruzione di una pace giusta. "Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra", ha aggiunto. Risposta alle provocazioni: In merito all'insinuazione di Trump secondo cui la sua elezione al soglio petrino sarebbe legata all'attuale amministrazione USA, il Papa ha esortato a non "abusare del Vangelo", invitando l'opinione pubblica a trarre le proprie conclusioni in modo indipendente. La Santa Sede riafferma che la voce del Papa resterà ferma in difesa degli innocenti e dei sofferenti, sottraendosi a qualsiasi strumentalizzazione politica internazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Ha preso il via ufficialmente ieri, domenica 12 aprile, la partecipazione della Regione Umbria alla 58ª edizione del Vinitaly. Il taglio del nastro, avvenuto alle ore 12:00 nel cuore del nuovo Padiglione D di Veronafiere, segna l’inizio di una presenza regionale profondamente rinnovata, che posiziona l’Umbria in un’area strategica accanto ai grandi player del settore vitivinicolo internazionale. Un investimento strategico per il territorio L’inaugurazione è stata presieduta dalla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme all'Assessora alle Politiche Agricole, Simona Meloni. Con un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, la Regione ha puntato su uno spazio espositivo moderno e funzionale di oltre mille metri quadrati. Il nuovo concept, sintetizzato nel claim “Umbria, Stili di Vite”, non celebra solo l’eccellenza del calice, ma promuove l’intero ecosistema umbro: arte, paesaggio, accoglienza e qualità del vivere. I numeri della collettiva regionale Sotto il coordinamento di Umbria Top Wines, lo stand regionale ospita quest'anno 45 cantine d'eccellenza, cui si aggiungono numerose aziende presenti con spazi indipendenti. Il programma della fiera prevede oltre 40 appuntamenti, tra masterclass tecniche, blind tasting e focus divulgativi curati dal Distretto del Vino Umbro di Qualità e dalle Strade del Vino dell’Umbria. Il programma di oggi: l'omaggio ai pionieri Dopo il successo dell’evento inaugurale e del "Fuori Salone" a Palazzo Verità Poeta, la giornata odierna, lunedì 13 aprile, è dedicata alla memoria dei "Grandi Pionieri" dell'enologia regionale. Un momento di riflessione per onorare figure iconiche come Arnaldo Caprai, Maria Grazia Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani, che hanno reso i vini umbri protagonisti sui mercati mondiali. Dichiarazione della Presidente Stefania Proietti: "Abbiamo tagliato un nastro che rappresenta il futuro della nostra terra. Essere nel Padiglione D significa rivendicare il ruolo centrale dell'Umbria nel panorama vinicolo globale. Il vino è il nostro miglior ambasciatore, capace di raccontare la nostra storia e di trainare un turismo esperienziale di altissimo profilo".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Presso lo stand della Regione Veneto, a Vinitaly 2026, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e il Presidente della Giunta regionale del Veneto a confronto sulle più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete  Si è svolto oggi, presso lo stand della Regione Veneto a Vinitaly 2026, un proficuo e positivo incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Al centro del colloquio, le preoccupanti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le conseguenti ripercussioni sul sistema produttivo regionale. In particolare, è stata analizzata l’incidenza dell’instabilità geopolitica sui costi energetici e sulla logistica delle esportazioni venete, asset fondamentale per l’economia del Paese. Un punto cruciale del confronto ha riguardato la strategia europea per la sicurezza degli approvvigionamenti. Urso e Stefani hanno approfondito la possibile candidatura del Veneto a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. Tale progetto punta a rafforzare l’autonomia industriale italiana e comunitaria, dando seguito ai recenti accordi tra il Ministero e la Commissione Europea per la tutela delle filiere produttive essenziali. L'iniziativa conferma la centralità del territorio veneto nello scacchiere industriale europeo e l'impegno comune tra Governo e Regione per garantire resilienza e competitività alle imprese del Made in Italy di fronte alle sfide globali.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Torna oggi la Giornata Nazionale del Bacio, un appuntamento dedicato al simbolo universale dell’affetto e della connessione umana. In un’epoca dominata dalla velocità e dal digitale, la ricorrenza del 13 aprile invita tutti a fermarsi per riscoprire l’importanza di un gesto fisico semplice ma potentissimo. Perché fa bene? Non è solo una questione di sentimento. La scienza conferma che baciare apporta benefici reali: Benessere immediato: Riduce il cortisolo (l’ormone dello stress) e libera ossitocina, migliorando l’umore. Salute del cuore: Aiuta a regolare la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Difesa naturale: Rafforza il sistema immunitario attraverso lo scambio di anticorpi. Un linguaggio universale Che sia il bacio tra innamorati, quello della buonanotte ai figli o un saluto affettuoso tra amici, questo gesto rimane la forma di comunicazione più diretta ed efficace. Celebrato da poeti e artisti, il bacio è l’"apostrofo rosa" che unisce le persone oltre ogni barriera. L’iniziativa L’invito per la giornata di oggi è semplice: regalare un bacio a chi amiamo. Un piccolo gesto che può cambiare la giornata di chi lo riceve e di chi lo dona. “Baciare è un modo per dire ciò che le parole non sanno esprimere. Oggi celebriamo la bellezza di questo contatto che ci rende più umani e più felici”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito un nuovo, totale arresto. Secondo quanto riportato da Lloyd’s List, testata di riferimento del settore navale, la paralisi è la diretta conseguenza dell’annuncio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, circa l’avvio di un blocco navale nell'area, scattato a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani. Fino alla mattinata di domenica, il transito delle imbarcazioni era proseguito, seppur a ritmi ridotti. Nella giornata di sabato si era persino registrato un lieve incremento nel passaggio delle petroliere: molte compagnie di navigazione avevano infatti accelerato le operazioni per far uscire i carichi dal Golfo Persico, approfittando di un precario accordo di cessate il fuoco ormai prossimo alla rottura. La situazione è precipitata dopo la dichiarazione ufficiale della Casa Bianca. I dati di monitoraggio confermano il fermo pressoché totale delle attività: al momento, si segnala che almeno due navi cargo, inizialmente dirette verso l’uscita dello Stretto, hanno invertito la rotta per fare ritorno verso acque più sicure.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime le proprie congratulazioni a Péter Magyar per il chiaro successo elettorale ottenuto nelle consultazioni parlamentari in Ungheria. " I cittadini ungheresi si sono espressi in modo inequivocabile ", ha dichiarato il Presidente Meloni. "Siamo pronti a collaborare sin da subito con il nuovo governo guidato da Péter Magyar, con l'obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali tra Roma e Budapest e di affrontare insieme, con spirito costruttivo, le grandi sfide che attendono l'Unione Europea in questa fase storica". In questa occasione, il Presidente Meloni ha rivolto un sincero e affettuoso ringraziamento all'amico Viktor Orbán per il lavoro svolto in questi anni e per la solida cooperazione che ha permesso di consolidare il legame tra le nostre nazioni.  Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme per la stabilità e la crescita comune, nel solco di una storica e profonda amicizia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Si chiude un’epoca politica in Ungheria. I risultati definitivi delle elezioni legislative del 12 aprile sanciscono la fine del mandato di Viktor Orbán dopo 16 anni ininterrotti al potere. Il Primo Ministro uscente ha ammesso la sconfitta durante la notte, definendo il verdetto delle urne "chiaro e doloroso". I numeri del cambiamento La vittoria è stata conquistata dal partito Tisza, guidato da Péter Magyar, che ha ottenuto una storica maggioranza assoluta con il 53,6% delle preferenze. Secondo le proiezioni ufficiali, il nuovo governo potrà contare su circa 135 seggi su 199, garantendo una stabilità legislativa immediata per attuare il programma di riforme. Il partito Fidesz di Orbán subisce invece il peggior tracollo della sua storia recente, scendendo a circa 60 seggi. L'affluenza alle urne ha raggiunto livelli record, attestandosi oltre il 77%. Le dichiarazioni dei protagonisti "La nazione ha deciso e noi accettiamo questa decisione," ha dichiarato un visibilmente provato Viktor Orbán dal palco del quartier generale di Fidesz. "Abbiamo combattuto con onore, ma oggi la responsabilità del futuro dell'Ungheria passa nelle mani dei nostri avversari. Serviremo il Paese dai banchi dell’opposizione." Di segno opposto il clima nella piazza gremita di sostenitori di Péter Magyar, che ha proclamato la "liberazione" dell'Ungheria: "Oggi abbiamo dimostrato che il desiderio di libertà e democrazia è più forte di qualsiasi apparato. Da domani lavoreremo per riportare l'Ungheria nel cuore dell'Europa." Reazioni internazionali: Il commento di Ursula von der Leyen Il cambio della guardia a Budapest è stato accolto con immediato ottimismo dai vertici dell’Unione Europea. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha rilasciato una nota ufficiale commentando i risultati: "Oggi il cuore d'Europa batte più forte. Accolgo con favore la chiara volontà di cambiamento espressa dal popolo ungherese. Siamo pronti a collaborare fin da subito con il nuovo governo guidato da Péter Magyar per ripristinare pienamente lo Stato di diritto e sbloccare le risorse necessarie per la crescita del Paese. L'Ungheria torna a essere protagonista attiva del progetto europeo." Il nuovo governo Magyar dovrebbe giurare nelle prossime settimane, con una agenda focalizzata su lotta alla corruzione, indipendenza dei media e rafforzamento dei legami con l'asse euro-atlantico.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 07.07 13 aprile 2026
Donald Trump contro papa Leone XIV. In un post sul suo network Truth Social, il Presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Leone dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stata una sorpresa clamorosa. Non era in nessuna lista per diventare papa ed è stato scelto dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per gestire il presidente Donald J. Trump”. E ancora: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Nel messaggio Trump ha citato sia l’Iran sia il Venezuela, Paesi che quest’anno sono stati teatro di offensive militari e bombardamenti da parte degli Stati Uniti. “Papa Leone è debole sulla criminalità, ed è pessimo in politica estera”, si legge su Truth Social. “Parla della “paura” dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la Chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno vissuto durante il covid quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e stando a tre o perfino sei metri di distanza”. E poi: “Mi piace molto di più suo fratello Louis di quanto piaccia lui, perché Louis è totalmente Maga. Lui ha capito tutto, e Leone no!” Trump ha continuato: “Non voglio un Papa che pensa che sia giusto che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensa sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, ancora peggio, svuotando le sue prigioni inclusi assassini, spacciatori e criminali ù nel nostro Paese”. Il presidente americano ha continuato: “E non voglio un Papa che critica il Presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante: portare la criminalità a livelli record minimi e creare il più grande mercato azionario della storia”. Trump ha scritto poi: “Leone dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stata una sorpresa clamorosa. Non era in nessuna lista per diventare Papa ed è stato scelto dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano fosse il modo migliore per gestire il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Nel messaggio si continua: “Purtroppo, Leone è debole sulla criminalità, debole sulle armi nucleari, e questo non mi va bene. Né mi va bene il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un perdente della sinistra, uno di quelli che volevano far arrestare fedeli e religiosi. Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!” Settant’anni, Leone XIV è divenuto nel maggio 2025 il primo papa statunintense della storia. In occasione delle festività pasquali, il pontefice ha invitato ha “coloro che hanno il potere di scatenare guerre” a “scegliere invece la pace”. La settimana scorsa, durante un incontro in Vaticano con il Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei, Leone XIV aveva aggiunto: “Dio non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe. Non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”.
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