Bruxelles gela l'Italia sugli extraprofitti, 'tocca ai governi' Tajani boccia la tassa nazionale, 'dialogo con i petrolieri'
EXTRAPROFITTI: L'UE DELEGA I GOVERNI. TAJANI PROPONE IL DIALOGO, SCHLEIN ATTACCA: "ALIBI FINITI"
L'Unione Europea ha confermato la propria linea di fermezza sulla gestione degli extraprofitti, respingendo l'ipotesi di una tassazione unica e comune a livello comunitario. Da Bruxelles arriva la precisazione formale: la decisione e la competenza in materia spettano esclusivamente ai singoli governi nazionali.
La presa di posizione della Commissione Europea ha riacceso immediatamente il dibattito politico in Italia, registrando posizioni diametralmente opposte all'interno delle istituzioni e tra le forze partitiche:
- La posizione del Governo: Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha bocciato l'idea di una tassa nazionale unilaterale. Tajani ha espresso la necessità di evitare strappi fiscali, preferendo la via del confronto diretto e del dialogo aperto con le aziende petrolifere e i comparti industriali interessati.
- L'attacco dell'Opposizione: Netta la reazione della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha criticato duramente la linea prudente dell'esecutivo. Secondo la leader del PD, il responso di Bruxelles cancella ogni giustificazione residua: "Gli alibi sono finiti", ha dichiarato Schlein, sollecitando un intervento normativo nazionale a tutela dei cittadini.
Il tema degli extraprofitti si conferma così al centro dell'agenda politica ed economica, costringendo i leader nazionali a ridefinire le proprie strategie fiscali senza lo scudo di una linea condivisa da parte dell'Unione Europea.

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